Dimostrato che il fumo fa ingrassare, soprattutto se passivo.


A quanto pare il fumo, soprattutto quello passivo, fa ingrassare; o almeno questo è quanto ha fatto sapere di recente uno studio condotto dai ricercatori della Brigham Young University, (nota anche con a sigla BYU), e pubblicato sull'American Journal of Physiology, Endocrinology and Metabolism. Al riguardo Benjamin Bikman, principale autore della ricerca, ha affermato: "Chi vive con un fumatore, soprattutto se si tratta di un bambino, ha un maggiore rischio di sviluppare problemi cardiovascolari e metabolici". Il che rappresenta un un grave problema, considerando che solo negli USA metà della popolazione è esposta almeno una volta al giorno al fumo passivo e circa il 20% dei bambini vive con qualcuno che fuma in casa, e che tra l'altro ogni giorno quasi 4.000 adulti fumano la loro prima sigaretta e 1.000 diventano fumatori abituali. Mentre il 25% della popolazione italiana è esposto ai pericoli del fumo passivo e 8 cittadini su 10 non sanno che fumare provoca il cancro del polmone; difatti, secondo un sondaggio condotto dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica, (nota anche con la sigla AIOM), il 71% fuma regolarmente in luoghi chiusi, mentre per il 43% smettere con le sigarette non riduce il rischio di sviluppare la malattia. Inoltre il livello di conoscenza sui fattori di rischio è al quanto scarso, considerando che quasi la metà delle persone, (per la precisione il 48%), pensa che questo tipo di tumore non si possa prevenire; una diffusa ignoranza che risulta preoccupante, visto che il 49% dichiara di fumare in presenza di bambini e solo il 45% cambierebbe il suo stile di vita per prevenire la neoplasia. Per di più, secondo una ricerca dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, un bambino su 5 tra quanti accedono agli ambulatori per problemi respiratori, tosse o broncospasmo, ha problemi legati al fumo passivo; mentre, secondo diverse altre ricerche, almeno un bimbo su due già dal secondo anno di vita è abitualmente esposto al fumo passivo. Inoltre dai recenti dati ISTAT risulta che il 49% dei piccoli fino a 5 anni ha almeno un genitore che fuma, mentre un neonato su 5 ha la mamma fumatrice. Ed, in conclusione, in Italia le persone che fumano sono 11,3 milioni, ovvero il 22% della popolazione, di questi 6,2 milioni sono uomini e 5,1 milioni sono donne; invece gli ex-fumatori sono 6,6 milioni, di questi 4,6 milioni sono uomini e 2 milioni sono donne. Ad ogni modo nello studio in questione i ricercatori hanno voluto analizzare, (per il momento su modello animale), il legame tra fumo e funzioni metaboliche, ed in particolare il meccanismo per cui i fumatori diventano resistenti all'insulina. In pratica, esponendo gli animali al fumo passivo, i ricercatori della BYU hanno visto che aumentavano di peso; infatti il fumo spinge alcune minuscole molecole lipidiche, (ovvero le ceramidi), ad alterare i mitocondri delle cellule, causando così la distruzione delle normali funzioni cellulari ed inibendo la loro capacità di rispondere all'insulina. In tal proposito lo stesso Benjamin Bikman ha concluso spiegando: "La nostra ricerca mostra che tra le risposte al fumo passivo del nostro organismo c'è l'alterazione della sensibilità all'insulina. Una volta che questa continua ad aumentare, si ingrassa". Quindi a questo punto la soluzione sarebbe invertire gli effetti del fumo, inibendo le ceramidi; difatti i ricercatori hanno visto che trattando i topi con la mioriocina, (appunto, una sostanza che blocca le suddette molecole lipidiche), non prendevano peso né presentavano problemi di metabolismo. Tuttavia se, oltre al fumo passivo, i roditori erano alimentati con una dieta ricca di zuccheri, il danno metabolico non poteva essere risolto. Comunque sia, anche se attualmente gli studiosi stanno cercando un inibitore delle ceramidi che sia sicuro anche per gli uomini, in modo da proteggere chi è esposto al fumo passivo, i risultati di questo studio potrebbero far superare i timori di chi pensa che smettendo di fumare potrebbe ingrassare. Tuttavia questa non è stata la prima volta che una ricerca svela l'infondatezza di tale timore: un precedente studio dell'Università di Otago, prendendo in esame un campione di 1.000 persone, aveva già verificato che, infine, chi era incline ad ingrassare, lo faceva ugualmente con il passare degli anni, anche se si trattava di un fumatore.

Commenti