|  

venerdì 30 giugno 2017

IRON MAIDEN: In arrivo una serie a fumetti su Eddie the Head.


Dopo aver presentato lo scorso anno un RPG free-to-play per Android ed iOS, gli Iron Maiden hanno deciso di raccontare le avventure della loro mascotte Eddie the Head anche sotto forma di fumetto. Difatti in questi giorni la casa editrice Heavy Metal ha annunciato che a partire da Luglio comincerà la pubblicazione di una serie a fumetti basata sulla storia narrata in "Iron Maiden: Legacy of the Beast", ossia il suddetto mobile game che vede Eddie combattere in un viaggio tra tempo e spazio contro le legioni de "La Bestia" per cercare di recuperare i frammenti della propria anima, frantumata da una antica forza oscura, e ristabilire l'ordine nei vari regni; il tutto ambientato in diversi scenari ispirati alle copertine dei tanti album della leggendaria band britannica. Al riguardo Jeff Krelitz, amministratore delegato di Heavy Metal, ha spiegato: "Sono da sempre fan degli Iron Maiden ed è quindi un privilegio poter pubblicare il primo fumetto ufficiale che narri la storia della loro iconica mascotte, Eddie. Quando abbiamo discusso del potenziale di unirci per realizzare questo progetto, è risultato immediatamente chiaro che non esiste una casa migliore di Heavy Metal per gli Iron Maiden. La storia quasi cinquantenaria di Heavy Metal nel lavorare o lanciare le carriere delle band più affermate continua adesso con lo stupefacente team che ha lavorato con gli Iron Maiden a questa serie". Comunque sia, stando a quanto si può capire dalle prime informazioni ed immagini rilasciate, si tratterà di una serie di fumetti scritta da Llexi Leon ed Ian Edginton, illustrata da Kevin J. West, composta da 5 volumi ed il cui primo capitolo comparirà sul numero 287 di Heavy Metal, (in uscita, appunto, nel mese di Luglio), prima di essere lanciata, infine, come serie regolare a sé stante più avanti nel corso dell'anno.

Di seguito alcune immagini del suddetto primo capitolo:
http://www.heavymetal.com/v2/wp-content/uploads/2017/06/IRMD_01_CVR-768x1166.jpg http://www.heavymetal.com/v2/wp-content/uploads/2017/06/IRMD01_06_Color_Rau%CC%81l_Edit3-768x1205.jpg http://www.heavymetal.com/v2/wp-content/uploads/2017/06/IRMD01_24_Color_Rau%CC%81l-1-768x1118.jpg



giovedì 29 giugno 2017

WhatsApp: In arrivo un motore di ricerca per le emoji.


Come noto, WhatsApp, una delle più popolari applicazioni di messaggistica istantanea al mondo, è in costante aggiornamento ed a quanto pare di recente alcuni utenti hanno scoperto una novità riguardante le emoji all'interno dell'ultima versione beta dell'applicazione. In pratica, come evidenziato da alcuni sviluppatori che hanno avuto la possibilità di testare la versione beta 2.17.243 di WhatsApp per Android, a breve la famosa applicazione di messaggistica istantanea potrebbe introdurre una sorta di "motore di ricerca per le emoji" all'interno delle chat. In sostanza le simpatiche "faccine" sono spesso utilizzate dagli utenti all'interno delle varie applicazioni per accompagnare i vari messaggi di testo e considerato il loro numero sempre più in aumento, il team di WhatsApp ha ben pensato di includere un nuovo pannello che consentirà di utilizzare, appunto, una comoda barra di ricerca per trovare più velocemente le emoji desiderate attraverso una parola chiave. Per farla breve, l'utilizzo di questa nuova funzione è estremamente facile e funziona esattamente come la ricerca delle GIF, (introdotta diverso tempo fa): basta toccare l'icona a forma di lente di ingrandimento presente in basso a sinistra e digitare, ad esempio, termini come "fiore", "cuore" oppure "torta", in questo modo verranno mostrate tutte le varie emoji associate a quel termine, velocizzandone notevolmente la ricerca ed eliminando il tedioso processo di ricerca manuale. Naturalmente trattandosi di una funzione in fase beta, questo motore di ricerca per le emoji necessita un po' più di attenzione nel caso si voglia trovare dei simboli specifici: per esempio, digitando la parola "medio" per qualche strano motivo, (secondo qualcuno, sarebbe dell'abbreviazione del termine "medioevo"), verranno mostrate solo una corona ed uno scudo; mentre per trovare il popolare gesto "offensivo" sarà necessario scrivere "dito medio". Comunque sia, come già anticipato questa nuova funzione di WhatsApp non è ancora disponibile all'interno della versione attualmente presente sul Play Store, sull'App Store né sul Windows Store, ma non è, infine, da escludere che nel corso delle prossime settimane, (alcuni parlano di pochi giorni), questa possa venir introdotta insieme alla tanto attesa funzione "Revoke", (la quale consentirà di eliminare un messaggio inviato per errore entro 5 minuti, qualora non sia già stato letto dal destinatario).

Di seguito alcuni screenshot del motore di ricerca per le emoji:
https://1.bp.blogspot.com/-OJ0wQP4jXRs/WVWb03SzkII/AAAAAAAADLs/pzf4dVizULIIuU6z2ZGQ9K1sM4D6Q6wFgCLcBGAs/s1600/whatsapp-ricerca-emoji-3.pn
https://images.wired.it/wp-content/uploads/2017/06/28201021/1498666220_WhatsApp-emoji-1.jpg
https://4.bp.blogspot.com/-HjtAMkNIsM4/WVWby001cxI/AAAAAAAADLg/Wk8QpbHCtscSS0ao8mrbAiGYlmWC92_5wCLcBGAs/s1600/1498666297_WhatsApp-emoji-2.jpg
https://3.bp.blogspot.com/-55DqwGkjfGc/WVWcl3nOLTI/AAAAAAAADL4/oZstXBm4BxMKInPbDupyZWNYZaWVNzSWQCLcBGAs/s1600/whatsapp-ricerca-emoji-6.jpg
https://2.bp.blogspot.com/-zAyvACI1FS8/WVWbzzjJuCI/AAAAAAAADL0/yTh4y0nYVugKJRWkFU8_oMjRTASHLBEbQCEwYBhgL/s1600/whatsapp-ricerca-emoji-4.png
https://3.bp.blogspot.com/-C8wYhspXJyw/WVWbzLgZcfI/AAAAAAAADLk/5vAlI4rIfxUdo8pdzjrnWzV-RR9PKA6mgCLcBGAs/s1600/whatsapp-ricerca-emoji-2.jpg
https://4.bp.blogspot.com/-NX1rojDYE7Y/WVWbytoI9YI/AAAAAAAADLc/mF3v_NMvLvsfYQNGCQLrjao8FazUIHNzACLcBGAs/s1600/whatsapp-ricerca-emoji-1.jpg



mercoledì 28 giugno 2017

Scoperto che il cervello è fatto per dimenticare.


A quanto pare il cervello umano è fatto per dimenticare: lo fa costantemente per cancellare i ricordi inutili e dare spazio a quelli più rilevanti che servono a prendere decisioni sagge e intelligenti, in modo da adattarsi meglio alla realtà che cambia. O almeno questo è quanto ha dimostrato di recente uno studio condotto da alcuni neuroscienziati dell'Università di Toronto e pubblicato sulla rivista Neuron, i cui risultati trasformano radicalmente il concetto di memoria: non più definita come la capacità di conservare il maggior numero di informazioni possibili nel tempo, ma come l'abilità di saper dimenticare le cose superflue. In pratica, secondo gli esperti, si tratterebbe di una vera e propria "rivoluzione copernicana", che già da qualche anno ha cominciato a farsi strada nel campo delle neuroscienze con un numero crescente di studi che hanno acceso i riflettori sull'importanza del dimenticare, e non solo del ricordare. Al riguardo Paul Frankland, uno dei principali autori dello studio, ha spiegato: "Passando in rassegna la letteratura scientifica più recente, abbiamo trovato molte prove che dimostrano l'esistenza di meccanismi che promuovono la perdita di ricordi e che sembrano essere differenti rispetto a quelli coinvolti nell'immagazzinamento delle informazioni"; non a caso uno dei meccanismi individuati serve ad indebolire o eliminare le connessioni fra i neuroni che custodiscono il ricordo. Tra l'altro è stato identificato anche un secondo meccanismo che consiste nella produzione di nuovi neuroni nell'ippocampo, la centralina della memoria: quando si integrano nei circuiti li rimodellano e sovrascrivono sui vecchi ricordi, rendendoli meno accessibili. Insomma, quest'ultimo fenomeno potrebbe spiegare perché i bambini, (che continuano a produrre nuovi neuroni nell'ippocampo), finiscono per dimenticare tante cose nel corso dei loro primi anni di vita. Comunque sia sebbene il fatto che il cervello spenda tante energie per dimenticare possa sembrare un controsenso, in realtà è stato osservato che lo fa per eliminare vecchie informazioni fuorvianti e per non perdersi, infine, in dettagli inutili, (secondo gli stessi principi che regolano l'apprendimento anche nel campo dell'intelligenza artificiale).


UNICUSANO presenta l'infografica "Neolaureato? Tips and Tricks per trovare lavoro".


Nonostante a Marzo 2017 la disoccupazione giovanile registrata fosse ai minimi degli ultimi 5 anni toccando quota 34%, per tutti i neolaureati che hanno da poco ultimato gli studi ed i quali dispongono di un'esperienza lavorativa limitata, trovare lavoro resta comunque molto impegnativo. Motivo per il quale di recente l'Università degli Studi "Niccolò Cusano", (nota anche con la sigla UNICUSANO), ha deciso di sviluppare l'infografica "NEOLAUREATO? Tips and Tricks per trovare lavoro", la quale illustra tutte le pratiche migliori da tenere in considerazione nel redigere il Curriculum Vitae e la lettera di presentazione, fino alla preparazione del colloquio di lavoro e su come affrontarlo nei migliore dei modi. In pratica dalla panoramica generale emerge che a laurearsi nel 2016 sono state principalmente le donne, (nel 60% dei casi), il voto medio di laurea è stato pari a 102/110, l'età media di 26 anni e la durata media degli studi di 4,3 anni. Inoltre di tutti i laureati il 42,9% è riuscito a trovare un lavoro, il 23,6% è in cerca di lavoro, mentre il restante 33,5% non ha un lavoro né lo cerca. Tra l'altro è importante anche sottolineare come la retribuzione media di un laureato vari da Nord a Sud: lo stipendio medio mensile netto, infatti, si aggira intorno ai 1.290 € per il Nord ed ai 1.088 € per il Sud. Ad ogni modo, come già anticipato, successivamente l'infografica in questione prosegue cercando di rispondere al meglio alla domanda "Una volta conseguita la laurea, cosa fare?", spiegando quali sono le linee guida generali per stilare un Curriculum Vitae perfetto, (prestando particolare attenzione agli errori ortografici, al font utilizzato, alla lunghezza, all'utilizzo di titoli, sottotitoli ed elenchi puntati, ed alla sua adeguatezza in merito all'azienda a cui è destinato). Per di più viene mostrato anche quali sono i punti a cui chi legge il curriculum dà maggiormente importanza, (ad esempio, il 27,95% all'esperienze lavorative, il 21,73% a qualifiche e competenze, mentre solo il 5,59% al desiderio di successo del candidato), e quali sono gli errori che sarebbe buona norma evitare, (vale dire, non inserire tutte le esperienze lavorative, non collegare le esperienze alle competenze, valorizzare poco i risultati ottenuti e non dare spazio ad hobby e passioni). Ma non è tutto: l'infografica spiega come non meno importante è la lettera di presentazione che accompagna il Curriculum Vitae, la quale dovrà includere contenuti brevi e concisi ed una struttura ben definita con un'intestazione, un'introduzione, un corpo ed una conclusione. Successivamente vengono suggeriti una serie di trucchetti per prepararsi ad affrontare al meglio il colloquio di lavoro: ad esempio, è importante informarsi sull'azienda e sulla posizione per cui si è candidati, pensare a come le proprie competenze possano essere utili all'azienda, presentarsi in modo esaustivo e conciso, non esitare a fare domande e mostrarsi interessati, ascoltare le domande e rispondere con il metodo S.T.A.R., (Situation, Task, Actions e Result), e valorizzare le proprie qualità personali, facendo diventare le debolezze dei punti di forza. Comunque sia l'infografica di UNICUSANO suggerisce, infine, cosa fare dopo il colloquio: ripensare alle risposte fornite e capire quali hanno influenzato positivamente l'intervistatore e quali sarebbero quelle da migliorare.

Di seguito la suddetta infografica:
http://www.unicusano.it/blog/images/infografiche/neolaureati-tips-lavoro.jpg
In collaborazione con BizUp ed UNICUSANO



martedì 27 giugno 2017

Tremors: Ordinato il pilot della nuova serie Tv con Kevin Bacon.


Se n'era parlato qualche anno fa ed a quanto pare in questi giorni è stato ufficialmente ordinato, (per conto del canale televisivo Syfy), il pilot della nuova serie Tv basata su Tremors, film cult del 1990 diretto da Ron Underwood. In pratica, come già spiegato in precedenza, si tratta di un drama horror/sci-fi scritto da Andrew Miller, il cui titolo non è ancora noto e che sarà ambientato 25 anni dopo la pellicola originale, sempre a Perfection, l'immaginaria cittadina nel deserto del Nevada, per tornare a seguire gli sforzi di Valentine McKee, (che sarà interpretato nuovamente da  Kevin Bacon), per contrastare una nuova invasione di Graboids, ovvero i famosi vermi assassini, e salvare così l'umanità ancora una volta; anche se per farlo dovrà vedersela anche con l'età che avanza, con il suo problema di alcolismo e con un complesso da eroe delirante. Al riguardo lo stesso Kevin Bacon ha commentato: "Questo è l'unico personaggio da me interpretato che abbia mai voluto riprendere. Non ho fatto altro che chiedermi: "come se la passa dopo 25 anni?". Non torno indietro a guardare i miei film, ma dato che stavamo preparando questo ho dovuto tornare indietro e riguardarlo. È l'idea di questo "perdente" che vive una vita ordinaria e si ritrova in una situazione straordinaria, dove ha a che fare con dei mostri e può diventare un eroe. Andrew Miller ha un bello stile di ripresa ed una visione fantastica e ci auguriamo di creare una serie che sia allo stesso tempo appassionante e spaventosa per i fan del film e per i curiosi che lo devono ancora scoprire. Andiamo a prendere a calci in culo qualche Graboid!". Mentre il produttore Jason Blum ha dichiarato: "Siamo molto lieti di continuare la nostra partnership con Syfy ed UCP per riportare in vita questo cult con nessuno altro che Kevin Bacon nelle vesti di Valentine McKee. Non vediamo l'ora di emozionare sia i fan originali che i nuovi spettatori". Ad ogni modo anche se Syfy ha commissionato 8 episodi, per il momento non è dato sapere se e quando questi vedranno la luce, né se saranno coinvolti altri protagonisti storici. Comunque sia per il franchise, (che conta ben 5 film e con un in uscita nel 2018), si tratta del secondo adattamento televisivo dopo la serie del 2003, la quale è stata trasmessa sempre da Syfy, (all'epoca Sci-Fi), e cancellata dopo appena una sola stagione.


lunedì 26 giugno 2017

Instagram: A breve potrebbero arrivare i "Preferiti".


A quanto pare, dopo aver introdotto la funzione "Archivia", in questi giorni Instagram ha iniziato la sperimentazione di un modo per permettere ai suoi utenti di condividere i post con un gruppo di amici ristretti: si tratta di una nuova funzione chiamata "Preferiti", la quale tenta di migliorare la scelta delle persone incoraggiando gli iscritti a pubblicare più spesso dando maggiore controllo sul loro pubblico. Insomma, se questa nuova funzionalità dovesse essere arrivare a tutti e prendere contestualmente piede, potrebbe rappresentare una vera rivoluzione per la piattaforma sociale dedicata alle fotografie: attualmente, infatti, gli utenti del Social Network delle foto non possono condividere foto con un gruppo specifico di amici, (come avviene su altri Social Network). Motivo per il quale il team di sviluppatori di Instagram ha deciso di creare, appunto, i "Preferiti", vale a dire liste degli amici più "vicini", modificabili in ogni momento. Al riguardo Robby Stein, responsabile dello sviluppo di Instagram, ha affermato: "Le persone stanno cercando un modo per creare gruppi ristretti e noi stiamo cercando di accontentarli. Vogliamo farlo veramente nel modo giusto". In pratica, secondo le varie indiscrezioni, l'utilizzo di questa nuova funzionalità sarebbe abbastanza semplice e tutti gli elementi condivisi con queste persone saranno visibili solo ed esclusivamente a loro e saranno identificati da un badge di colore verde. Inoltre all'interno del loro profilo, gli utenti noteranno anche una nuova scheda identificata da una stella, dedicata proprio ai "Preferiti" e che conterrà tutti i messaggi condivisi con gli iscritti preferiti. Tra l'altro nessun amico riceverà una notifica quando sarà aggiunto oppure rimosso da queste liste; anche se in realtà in caso di rimozione dalle liste lo capiranno ugualmente perché non avranno più accesso ai messaggi condivisi. Ad ogni modo, sempre secondo le prime voci di corridoio, non esisterebbero limiti sul numero di persone da poter inserire in questi liste, mentre l'obiettivo dichiarato da Instagram è quello di rafforzare i legami tra gli iscritti. Infatti in tal proposito lo stesso Robby Stein ha concluso spiegando: "L'obiettivo finale di Instagram è quello rafforzare i rapporti attraverso esperienze condivise. La versione migliore di Instagram è quella in cui gli utenti si sentiranno più vicine alle persone a cui sono connesso. Anche se vivono in tutto il mondo, si sentiranno come se stessero con loro. Si tratta di qualcosa che vogliamo rendere come il fulcro del prodotto". Comunque sia, come già anticipato, questa nuova funzione sarebbe in fase di test all'interno di un gruppo ristretto di persone e quindi, come avviene sempre in questi casi, per il momento non è ben chiaro se e soprattutto quando sarà disponibile per tutti.

Di seguito alcuni screenshot della funzione "Preferiti":
https://cdn.vox-cdn.com/thumbor/FE6jlAyhxAA_nkd_ePC87v1BSds=/0x0:2368x2206/920x613/filters:focal(995x914:1373x1292)/cdn.vox-cdn.com/uploads/chorus_image/image/55410975/Favorites_on_Instagram_Test.0.png



METALLICA: "Non scegliamo le band di supporto in base a quelle più popolari del momento"; parola di James Hetfield.


In questi giorni James Hetfield, frontman dei Metallica, durante un'intervista concessa alla ABC 7, oltre a parlare del concerto presso il Soldier Field e di alcuni episodi avvenuti a Chicago, (rivelando come la sua prima giacca di pelle fosse stata rubata proprio nella città), ha spiegato il criterio in base al quale la band decide di scegliere i gruppi di supporto per i vari tour. Difatti al riguardo il cantante ha dichiarato: "Quando usciamo per andare in tour cerchiamo di portare con noi delle band che hanno dimostrato di saperci fare da sole, o con cui andiamo d'accordo, oppure semplicemente la cui musica ci piace. Ci deve essere una qualche tipo connessione. Non è una coda del tipo: "Oh, questa band è molto popolare in questo momento, portiamocela in tour". Semmai deve essere una band che conosci, con cui sai che ti trovi bene. Questa è una delle cose più importanti riguardante l'andare in tour... trovarsi bene con le persone. Forse ai vecchi tempi è successo che ci fossero litigi e merda del genere tra le band, ma è roba vecchia ormai. Per quanto riguarda i gruppi adesso sono in tour con noi, abbiamo i Volbeat, che io considero grandiosi. Gli Avenged Sevenfold. C'è anche una band chiamata Gojira, che diverse volte è stata in tour con con noi. E sì, sono bravi e sono heavy". Mentre in un'altra intervista concessa prima dell'annuncio dell'attuale tour nordamericano, Robert Trujillo, bassista dei Metallica, aveva, infine, affermato: "Amo i Gojira perché sono una band grandiosa ed amo il loro nuovo album. Gli Avenged Sevenfold hanno della roba buona che verrà pubblicata. Non ho intenzione di scegliere una band, ma penso che sarebbe bello se le giovani band di tutto il pianeta si dedicassero di più al rock ed all'heavy metal e cominciassero a creare della buona musica e la portassero ad un altro livello".

Di seguito l'intera intervista di James Hetfield:



domenica 25 giugno 2017

Scoperta l'origine delle "lingue" di plasma del Sole.


A quanto pare di recente è stato risolto un mistero che durava da circa 140 anni, vale a dire quello dell'origine delle "lingue" di plasma che ogni giorno compaiono nell'atmosfera del Sole: si formano quando un forte flusso magnetico di diffonde nell'atmosfera ed agiscono come "fiamme" che riscaldano di milioni di gradi la parte più esterna dell'atmosfera solare. O almeno questo è quanto hanno fatto sapere, tramite uno studio pubblicato sulla rivista Science, alcuni fisici solari del centro di ricerca americano Bay Area Environmental Research Institute, coordinati da Juan Martinez-Sykora, . In pratica, scoperte nel lontano 1877 da Padre Pietro Angelo Secchi, dell'Osservatorio del Collegio Romano, queste strutture, chiamate scientificamente "spicule", sono getti di plasma alti fino a 10.000 chilometri, con un diametro di circa 1.000 metri, somigliano, appunto, a gigantesche lingue di gas che si muovono a velocità comprese fra 50 e 150 chilometri al secondo e durano per circa 5-10 minuti. Tuttavia, come già anticipato, l'intera parte centrale dell'atmosfera del Sole, (ovvero la cromosfera), è un sistema di numerosissimi getti di plasma, la cui origine è sempre stata un mistero; o così è stato finora. Difatti la ricerca in questione non solo ha risolto il mistero, ma ha aiutato anche a capire il meccanismo che riscalda di milioni di gradi la regione più esterna dell'atmosfera del Sole, ossia la corona solare, la quale risulta essere 200 volte più calda della regione che si trova immediatamente sotto. In sostanza risolvere tale enigma è stato possibile grazie ad una simulazione abbinata all'analisi dei dati della missione IRIS, (acronimo di Interface Region Imaging Spectrograph), della NASA e del telescopio solare svedese SST, (cioè Swedish 1-m Solar Telescope), nelle isole Canarie. In questo modo, come già spiegato, i ricercatori hanno dimostrato che le spicule si formano quando una forte tensione magnetica si diffonde nell'atmosfera solare e di conseguenza queste strutture agiscono, appunto, come delle sorte di "fiamme" di gas che riscaldano la corona solare. Tra l'altro dallo studio in questione è emerso che la nascita dei getti è, infine, collegata anche alla formazione di onde di plasma, il "motore" che spinge verso lo spazio le particelle emesse dal Sole, ossia il cosiddetto vento solare che attraversa tutto il Sistema Solare.


venerdì 23 giugno 2017

DNAsonification, l'applicazione web che trasforma le sequenze di DNA in musica.


Di recente Mark Temple, biologo molecolare della Western Sydney University, tramite uno studio pubblicato sulla rivista scientifica BMC Bioinformatics, ha annunciato di aver sviluppato "DNAsonification", una particolare applicazione web che, come facilmente intuibile, è in grado di trasformare le sequenze di DNA in musica. Tuttavia, nonostante tale progetto possa sembrare come un bizzarro gioco creativo ad opera di un ricercatore appassionato di musica, (non a caso Mark Temple ha suonato diversi anni in una band australiana chiamata "I Colibrì"), il suo scopo è estremamente nobile, in quanto potrebbe rivoluzionare il metodo utilizzato dai ricercatori per analizzare le sequenze di DNA, ad esempio, aiutandoli ad individuare l'accumulo di mutazioni pericolose con l'ascolto di file audio. In pratica il progetto in questione è stato avviato quando il musicista/studioso ha scoperto che alcuni colleghi erano riusciti a sfruttare sequenze di codice genetico per elaborarle in melodie piacevoli attraverso un particolare software. Quindi, partendo da un principio simile, Mark Temple ha sviluppato degli algoritmi in grado di trasformare le componenti fondamentali del DNA e dell'RNA, (ossia le basi azotate), appunto, in note musicali: in particolar modo quando sono raggruppate in un determinato modo, fornendo un massimo di 64 note ben distinte. Successivamente attorno a questo processo, (chiamato "sonification"), ha poi sviluppato la suddetta applicazione web, che oltre a tradurre in musica la sequenza genica di interesse riesce a mostrare la presenza di mutazioni con evidenti variazioni melodiche, (è possibile ascoltare diversi esempi sulla pagina web dell'applicazione DNAsonification). Tra l'altro una delle idee più brillanti di Mark Temple è stata quella di associare ai "codoni speciali" l'inizio e la fine della traccia musicale: i codoni sono sequenze di basi che codificano l'informazione di un amminoacido per una proteina; mentre quelli "speciali" determinano l'inizio e la fine di un gene. In sostanza, come già spiegato, con il suo sistema il ricercatore australiano è riuscito a tradurre in musica il complesso frammento di DNA che codifica per una proteina il che rappresenta un'importante innovazione: l'osservazione visiva di queste sequenze rappresenta per i ricercatori uno degli aspetti più complessi del lavoro, ma accompagnandola anche con un file audio che ne indichi sfumature ed anomalie, l'intero processo risulterebbe, infine, molto più agevole ed intuitivo.


Di seguito alcuni esempi:



giovedì 22 giugno 2017

AT04A, il primo vaccino contro il colesterolo.


A quanto pare l'aterosclerosi si può prevenire anche con un vaccino; o almeno questo è quanto ha dimostrato un recente studio pubblicata sull'European Heart Journal e condotto da alcuni ricercatori dell'azienda AFFiRiS, i quali hanno messo a punto un vaccino denominato AT04A e che è risultato essere in grado di stimolare la produzione di anticorpi contro l'enzima PCSK9, il quale ha un ruolo fondamentale nel metabolismo del colesterolo LDL, (detto anche colesterolo cattivo). In pratica la prima fase dello studio in questione è stata effettuata su modello murino ed ha dimostrato la capacità di questo vaccino di abbattere del 53% i livelli di colesterolo, del 64% i danni aterosclerotici ai vasi sanguigni e del 21-28% i marcatori biologici responsabili un'infiammazione vascolare; tutti importanti fattori di rischio cardiovascolari. Al riguardo Günter Staffler, CTO dell'azienda austriaca, nonché uno dei principali autori della ricerca, ha spiegato: "Si può assumere che i livelli di colesterolo continuino ad abbassarsi con un effetto long-lasting. Se questi risultati si replicheranno nell'uomo, potrebbe significare disporre di una terapia a lunga durata d'azione che, dopo la prima somministrazione, necessiterebbe solo di un richiamo annuale. Un vero e proprio approccio immunoterapico, efficace e conveniente per i pazienti, che aumenterebbe l'adesione al trattamento". In sostanza il vaccino AT04A potrebbe divenire una soluzione a lungo termine per tutti coloro che, (per motivi ereditari o perché mangiano male), sono oggi costretti a prendere ogni giorno dei farmaci contro il colesterolo alto, che in alcuni casi possono anche procurare effetti collaterali. Tra l'altro anche altri ricercatori stanno lavorando a progetti simili, come, ad esempio, Prediman Krishan Shah, direttore dell'Oppenheimer Atherosclerosis Research Center del Cedars-Sinai Medical Center, il quale ha dichiarato: "Immagina di essere un bambino ed, al momento di dover fare un vaccino anti-polio, poterne fare uno anti-aterosclerosi. Così 20-30 anni dopo correrai molti meno rischi di incappare in malattie cardiovascolari". Non a caso, l'obiettivo principale del vaccino in questione, (che ha già dimostrato la propria efficacia su modello animale), è quello di rendere "impermeabili" al colesterolo ossidato le pareti delle arterie, prevenendo in tal modo la formazione delle placche e riducendo il rischio di ictus, infarto e patologie aterosclerotiche. In tal proposito lo stesso Prediman Krishan Shah ha ricordato: "La malattia coronarica resta la prima causa di morte nel mondo. Lavoro all'idea di un vaccino, in collaborazione con il laboratorio di Jan Nilsson in Svezia, da 20 anni. I vaccini hanno eliminato molte malattie infettive. L'aterosclerosi è una patologia autoimmune, in cui il sistema immunitario attacca il colesterolo LDL, e questo porta ad infiammazione ed alla formazione delle placche. L'idea era quella di modificare la risposta immunitaria. Già molti anni fa abbiamo iniziato a pensare di usare l'LDL come un antigene. Abbiamo immunizzato prima i topi e poi i conigli, scoprendo che con questo approccio si riduceva l'accumulo di colesterolo. Poi abbiamo identificato un peptide promettente, che riduce significativamente la progressione dell'aterosclerosi ed il rischio di ipertensione nei topi". Per di più i risultati della ricerca hanno dimostrato che la vaccinazione basata su peptidi specifici dell'apolipoproteina B-100, (vale a dire una molecola che trasporta il colesterolo nel sangue), riesce a proteggere i topi dall'aterosclerosi. Difatti al riguardo lo scienziato ha concluso spiegando: "Abbiamo ottimizzato il vaccino e, nei prossimi 1,5-2 anni, una volta completati gli studi preclinici, potremo iniziare i trial clinici. Speriamo che il vaccino abbia successo sull'uomo, come sugli animali. Quando si dimostrerà sicuro ed efficace io stesso me lo farò". Comunque sia alcuni ricercatori dell'Università di medicina di Vienna hanno, infine, fatto sapere di aver già iniziato alcune sperimentazioni per esaminare la sicurezza e l'efficacia del vaccino AT04A su 72 volontari sani.


mercoledì 21 giugno 2017

Netflix testa gli annunci "pre-roll" personalizzati.


Come noto, Netflix, il famoso colosso della distribuzione streaming di film, serie Tv ed altri contenuti originali d'intrattenimento, non è nuovo alle sperimentazioni: di tanto in tanto, infatti, conduce alcuni test su gruppi selezionati di utenti, per valutare l'eventuale gradimento per il lancio di future funzioni. Ed a quanto pare, secondo alcune voci di corridoio, l'ultima sperimentazione in ordine cronologico riguarderebbe l'introduzione di annunci pubblicitari cosiddetti "pre-roll", vale a dire video che verranno mostrati prima dell'avvio della visione di uno stream allo scopo di promuovere serie Tv de altri contenuti originali. Inoltre, sempre secondo le prime indiscrezione, questi "spot pubblicitari" avrebbero una durata di circa 30 secondi ed, al momento, sarebbero apparsi su alcune piattaforme statunitensi selezionate, come la riproduzione via browser, alcuni dispositivi Roku e le console di gaming. Per di più gli annunci pre-roll in questione sarebbero personalizzati in base ai gusti degli utenti, (ossia in base al catalogo fruito nel corso del tempo), e riguarderebbero esclusivamente gli show originali di Netflix; insomma, si tratterebbe solo di una semplice autopromozione, (o almeno per adesso). Difatti, secondo quanto hanno fatto sapere gli utenti che sono stati selezionati per la sperimentazione di questa nuova funzione, il test sarebbe accompagnato da un breve messaggio di testo, nel quale si può leggere: «La seguente preview esclusiva è stata selezionata solo per te». Tuttavia, sempre secondo le varie voci, non si tratterebbe di annunci dalla fruizione obbligatoria: l'utente potrà saltarti con i comuni comandi di avanzamento della riproduzione, (il classico tasto "Salta annuncio" per il momento non è presente). Ad ogni modo al riguardo un portavoce del colosso statunitense ha spiegato: "In Netflix conduciamo centinaia di test all'anno, così da comprendere cosa aiuti gli utenti nel trovare e cominciare la loro prossima visione. Abbiamo già visto l'effetto positivo delle preview video che abbiamo diffuso lo scorso anno. Ora stiamo sperimentando dei video basati su suggerimenti personalizzati, per show e film già presenti sul servizio o in arrivo a breve. Se non sperimentassimo, non potremmo imparare e non miglioreremmo mai: chi lo vorrebbe?". Comunque sia, come già anticipato, anche se non si tratta di annunci pubblicitari in senso stretto, chiunque non volesse essere incluso nei test può, infine, disattivare la voce "Partecipazione ai test" dalle impostazioni del proprio account.

Di seguito uno screenshot del suddetto breve messaggio:
https://tctechcrunch2011.files.wordpress.com/2017/06/netflix-screenshot.png?w=680&h=293



martedì 20 giugno 2017

Anonymous Italia attacca il Ministero degli Esteri e mette online diverse e-mail, rimborsi spese e fatture.


Dopo un lungo periodo di apparente inattività, (l'ultimo attacco reso noto risale allo scorso Marzo), questo pomeriggio la divisione italiana della famosa legione Anonymous è tornata all'azione, attaccando e rendendo pubblici diversi documenti riguardanti il Ministero degli Esteri. In pratica, secondo le varie indiscrezioni, questo attacco sarebbe legato ad una falla di sicurezza della piattaforma Joomla!, (sulla quale si basa il sito della Farnesina), che ha permesso al gruppo di Anonymous Italia di entrare in possesso di e-mail, rimborsi spese, nomi e cognomi del personale di ambasciate e consolati e le fatture per consulenze, contratti e tutte le attività svolte dal 2012 ad oggi, (si parla di milioni di euro). Ad ogni modo, come di consueto, gli hacker hanno rivendicato e motivato l'attacco al Ministero degli Esteri tramite un comunicato pubblicato sul loro blog ufficiale, nel quale, (oltre ai link in cui trovare i vari documenti), si può leggere: «Al Ministro Angelino Alfano ed al Pubblico Ministero Eugenio Albamonte, giova ribadire il concetto. A malapena potete gestire le porcate che riuscite a concepire nel vostro dominio: quello del ladrocinio legalizzato. Se il P.M. Albamonte facesse meglio il suo mestiere, considerato che lo paghiamo noi, assai più numeroso sarebbe il numero di esseri abietti assicurati alla Giustizia. Ma nulla può costui contro l'odiato potere, contro i suoi amati padroni, vile servo come tanti della stessa risma. Continuate pure a dilettarvi nelle vostre riunioni al vertice, nelle vostre commissioni... G7, G8, Intelligence, sorveglianza, terrorismo. Notevoli come voci di spesa da scrivere nel bilancio statale. A pagare, lo sapevamo già, siamo noi Italiani». E gli hacker di Anonymous Italia hanno poi proseguito, scrivendo: «Nel frattempo vogliate gradire la pubblicazione senza censura di parte dei dati sottratti dai vostri preziosi sistemi informatici». Mentre hanno concluso spiegando: «Purtroppo per voi, nonostante venga ribadito fino alla nausea, c'è un concetto assai semplice che non riuscite ad assimilare: non dimentichiamo, non perdoniamo. Non ci fermeremo. MAI. La ricerca della verità non ammette limiti. Per questo saremmo noi i criminali? Siamo noi che stiamo riducendo questo Popolo in cenere? O siete voi? Gli Italiani conoscono la risposta». Comunque sia sull'accaduto è intervenuto anche lo stesso Ministero che tramite un comunicato stampa ha fatto sapere: «Si è trattato di un tentativo di hackeraggio ai danni del sito della Farnesina. Si auspica che al più presto la procura possa far luce su quanto accaduto e, per agevolare questo scopo, i tecnici del Ministero sono al lavoro per garantire tutto il supporto possibile». Mentre in merito ai documenti resi pubblici ha, infine, affermato: «Ogni fattura della Farnesina è regolarmente vistata dalla Ragioneria ed è conforme a soddisfare le legittime esigenze di funzionamento dell'amministrazione».


lunedì 19 giugno 2017

Scoperto che i broccoli riducono lo zucchero nel sangue e contrastano il diabete.


Di recente un gruppo di ricercatori dell'Università di Lund tramite uno studio coordinato da Annika Axelssonpubblicato sulla rivista Science Translational Medicine hanno fatto sapere di aver scoperto che una sostanza contenuta nei broccoli è una validissima alleata contro il diabete mellito di tipo 2, (in particolar modo nei soggetti obesi), in quanto che riesce a ridurre la produzione di glucosio da parte del fegato. In pratica il risultato di questa sua virtuosa azione è un maggior controllo della glicemia, i cui sbalzi, come noto, sono caratteristici dei pazienti diabetici, nei quali l'insulina, (ormone prodotto dal pancreas), non riesce a compiere il proprio dovere poiché carente o mancante. In sostanza il composto individuato dai ricercatori svedesi è il sulforafano, vale a dire una sostanza della famiglia degli isotiocianati, particolarmente abbondante nelle piante crucifere, (come, appunto, i broccoli, i cavoli ed i cavoletti di Bruxelles), e già noto alla scienza per le sue proprietà antiossidanti. Ad ogni modo per scoprire questo composto, i ricercatori svedesi hanno effettuato un esperimento piuttosto laborioso ed elegante: hanno, infatti, preso in esame circa 4.000 sostanze e ne hanno valutato i potenziali effetti benefici sui geni espressi dal tessuto epatico di pazienti diabetici. Così facendo è emerso che il sulforafano risultava essere la sostanza più compatibile; mentre nella fase successiva dello studio è stato somministrato, (sotto forma di estratto concentrato), proprio a 97 pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2. Insomma, come già anticipato, tale sostanza, (prelevata dai broccoli, e più nello specifico dai germogli, dove è presente in maggiori concentrazioni), è riuscita a ridurre sensibilmente la produzione di glucosio del fegato, con conseguenti valori più bassi di emoglobina glicata nel sangue, in particolar modo nei pazienti obesi. Comunque sia si tratta di una scoperta decisamente rilevante poiché le terapie standard contro il diabete mellito di tipo 2, (il quale tra l'altro colpisce oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo), a base di metformina non sono praticabili per tutti: oltre al fatto che possiede diversi effetti collaterali, (che talvolta costringono i pazienti a rinunciare alla cura), il farmaco in questione non può essere somministrato a chi soffre di determinate patologie renali, che spesso emergono proprio nei pazienti diabetici e obesi.


domenica 18 giugno 2017

WikiLeaks svela "Cherry Blossom", il programma usato dalla CIA per spiare i router di tutto il mondo.


In questi giorni WikiLeaks, (la nota organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve in modo anonimo documenti di Stato, militari, industriali e bancari coperti da segreto e poi li carica sul proprio sito web), ha pubblicato un nuovo documento che descrive un progetto denominato "Cherry Blossom", (in italiano "Fiore di ciliegio"), ed usato dalla CIA, (famosa agenzia di spionaggio statunitense che rivolge le sue attività all'estero), per intercettare il traffico Internet, attraverso la modifica del firmware dei vari router, i quali rappresentano la porta che separa la rete privata da quella pubblica e quindi possono essere trasformati in potenti strumenti di sorveglianza. In pratica il documento pubblicato da WikiLeaks è uno degli oltre 8.700 file, noti come Vault 7 e che descrivono, appunto, le tecniche utilizzate dalla CIA per spiare determinati "target". Inoltre l'arsenale di "hacking tools" include malware, trojan, virus, exploit e strumenti di controllo remoto non solo per computer, ma anche per dispositivi mobile e smart Tv, tra cui, appunto, "Cherry Blossom", il quale è stato creato per compromettere router wireless ed access point: dispositivi che rappresentano i candidati ideali per eseguire attacchi di tipo "man-in-the-middle". Difatti, intercettando il traffico Internet è possibile iniettare del codice infetto nel flusso dei dati e sfruttare le vulnerabilità del sistema operativo o delle applicazioni installate sul computer dell'utente. In sostanza per entrare un po' più nel dettaglio, secondo quanto spiegato dai documenti pubblicati da WikiLeaks, la CIA ha sviluppato dei cosiddetti "firmware custom" per almeno 25 modelli di router venduti da 10 produttori in tutto il mondo, (tra cui Netgear, ASUS, Belkin, D-Link, Linksys, Motorola ed U.S. Robotics), la cui installazione può avvenire in modalità wireless, (alcuni di questi router consentono l'aggiornamento senza connessione cablata), oppure tramite accesso fisico al dispositivo ottenuto con una cosiddetta "supply chain operation", cioè durante il percorso tra fabbrica ed utente finale. Tra l'altro dopo aver installato questi firmware "spia" è possibile effettuare diverse operazioni da remoto, come, ad esempio, la scansione di indirizzi e-mail, indirizzi MAC, nomi utente, password, numeri VoIP e l'intero traffico Internet. Comunque sia le ultime revisioni dei documenti risalgono al 2012, quindi per il momento non è, infine, ben chiaro se "Cherry Blossom" venga ancora utilizzato dalla CIA per spiare i router di tutto il mondo.


sabato 17 giugno 2017

METALLICA: Lars Ulrich nominato Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog.


In questi giorni Lars Ulrich, batterista dei Metallica, è stato insignito della nomina di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Dannebrog, dal Principe Federico di Danimarca in persona. In pratica si tratta di un ordine che venne creato nel lontano 1219 per celebrare l'insperata vittoria danese sui pagani nella battaglia di Reval, nel corso della crociata guidata dal re danese Valdemaro II contro gli estoni: trovandosi i danesi in grandi difficoltà, dal cielo sarebbe miracolosamente disceso uno stendardo rosso recante una croce bianca che avrebbe ridato fiducia alle truppe danesi consentendogli di avere la meglio sui loro avversari. Mentre le cronache del tempo riferiscono che in soccorso a Valdemaro II giunsero i suoi vassalli dell'isola di Rügen, nel mar Baltico, che usavano come insegna un'orifiamma rosso con la croce bianca, il quale divenne poi vessillo del regno e continuò ad essere portato dai danesi sui campi di battaglia sino al 1500, quando andò disperso durante la battaglia di Meldrop. Tuttavia l'ordine in questione venne prima dissolto dopo il passaggio della Danimarca alla confessione luterana, e poi ricostituito nel 1671 da Cristiano V e riformato nel 1808 da Federico VI, che ne fece una decorazione al merito civile e militare per premiare anche il comportamento lodevole dei danesi privi del requisito della nobiltà, (inizialmente necessario ad accedere al titolo di cavaliere). Difatti al riguardo viene spiegato che: "La Croce del Cavaliere è un mezzo per onorare e premiare i fedeli servitori del moderno stato danese per un servizio civile o militare meritevole, per un contributo particolare alle arti, alle scienze, alla vita aziendale oppure per coloro che lavorano per gli interessi danesi". Ad ogni modo, secondo il sito DR.dk, il batterista ha seguito i passi dei precedenti premiati, tra cui l'avventuriero e marinaio Troels Kløvedal, il regista Thomas Vinterberg, la cantante Anne Linnet e le attrici Sofie Gråbøl e Ghita Nørby. Comunque sia ad annunciare l'avvenuta nomina a Cavaliere sono stati gli stessi Metallica che sul loro profilo Instagram hanno pubblicato una foto, (visibile qui sotto), di Lars Ulrich con la medaglia affissa al petto ed al fianco del Principe Federico, nella cui didascalia si può leggere: «Questo significa davvero che adesso dobbiamo rivolgerci a lui come "Sir. Lars"? 😂 Congratulazioni a Lars per essere stato nominato Cavaliere dal Principe Federico di Danimarca. Non male per un moccioso di Gentofte».

Di seguito il suddetto post, con tanto di foto:



venerdì 16 giugno 2017

Scoperto che il sonno influisce anche sulla salute dei capelli.


A quanto pare l'alternanza sonno/veglia, unitamente ai ritmi nutrizionali, con la variabile dell'apporto nutritivo diverso a seconda delle ore della giornata, può contribuire anche alla caduta dei capelli. O almeno questo è quanto ha dimostrato dei recente uno studio presentato dal dermatologo Fabio Rinaldi, presidente dell'International Hair Research Foundation, (noto anche con la sigla IHRF), nell'ambito di un forum scientifico internazionale sui ritmi circadiani, (ossia quei ritmi che controllano la successione delle varie fasi di attività delle cellule durante il giorno e la notte), dell'asse cervello-intestino-pelle. Al riguardo lo studioso, da anni impegnato proprio ad approfondire l'interazione della regolazione dei ritmi circadiani nella fisiologia e nelle patologie cutanee, ha spiegato: "Lo studio è iniziato a partire dalle evidenze scientifiche pubblicate da Ralf Paus, uno dei più importanti ricercatori al mondo, e pubblicate nel 2010 sull'Experimental Dermatology e su altre riviste importanti. Successivamente, circa 5 anni fa, con la collaborazione di Rita Rezzani e Luigi Rodella, dell'Università degli Studi di Brescia, abbiamo cominciato ad approfondire il tutto partendo dall'evidenza che alcuni pazienti, (34 soggetti, di cui 23 donne ed 11 uomini, tenuti sotto osservazione per un periodo di 12 mesi), riferivano una importante caduta e diradamento dei capelli; fenomeni che, però, non avevano i sintomi caratteristici della comune alopecia androgenetica o della tipica caduta di capelli temporanea, bensì altri sintomi che interessavano diverse parti del corpo. Ricerche approfondite hanno quindi messo in evidenza che la causa della caduta risiedeva nell'alterazione dei ritmi circadiani dei soggetti. Ad esempio, la prima paziente che ha dato il via allo studio era una ricercatrice di biologia marina che lavorava in Antartide e che, al ritorno dalle sue missioni nel periodo di luce continua, manifestava una importantissima caduta di capelli. In questo come nella maggior parte dei casi il problema non risiedeva tanto nel numero quotidiano di ore di sonno effettuate, quanto nell'ora insolita dell'addormentamento o nell'esposizione alla luce fino ad oltre le 2 del mattino". Inoltre lo studio in questione assume ancora più importanza se si tiene conto che, proprio a partire dalla corretta interazione tra cervello e intestino, (e quindi da una buona qualità del sonno e da una corretta alimentazione), dipendono anche la salute di pelle e capelli. In tal proposito lo stesso Fabio Rinaldi ha proseguito dichiarando: "Viceversa, è fondamentale notare che a volte la caduta dei capelli è il primo e/o unico sintomo di un'alterazione generale dell'organismo che, a lungo andare, potrebbe portare ad altre malattie. La causa risiede nella modificazione della regolazione dei mille orologi cellulari all'interno del bulbo del capello: in questi casi l'orologio centrale, ovvero la ghiandola pineale del cervello, responsabile della secrezione di melatonina, non è in grado di sincronizzare gli orologi periferici, che cominciano a dare l'ora sbagliata. Di conseguenza lo stress biochimico prodotto porta ad una forte riduzione della fase anagen, (ovvero di crescita), dei bulbi, che hanno una regolazione biologica tra le più complicate dell'organismo, e ad un conseguente incremento della fase telogen, che determina, appunto, la caduta dei capelli". In sostanza durante il suddetto forum scientifico è stata ribadita l'importanza per l'organismo del ruolo della melatonina: un ormone fondamentale per la vita dell'uomo, di tutti gli animali e persino del mondo vegetale, ma ancora non sufficientemente conosciuto. Al riguardo sempre lo stesso biologo ha proseguito dicendo: "Contrariamente a quanto si crede, la melatonina non serve solo a far dormire oppure a ridurre i disagi del jet lag, ma soprattutto aiuta a far vivere le cellule, difendendole dall'attacco dei tumori e sincronizzando molti meccanismi biologici. La pelle, ad esempio, si protegge dai danni del Sole e dai tumori cutanei anche grazie al lavoro di tale ormone che, di notte, è secreto al buio nel cervello e, di giorno, è stimolato dalla luce attraverso la pelle. Se si considera che la cute è l'organo più grande del corpo umano, la barriera che ci protegge dal mondo esterno, e che ogni cellula della pelle ha il suo orologio coordinato dalla ghiandola pineale nel cervello, allora si arriva alla conclusione che il controllo della morte cellulare e dell'invecchiamento cutaneo deve tener necessariamente conto dei rapporti che intercorrono sull'asse neuro-intestino-cutaneo". Ed è stato proprio il funzionamento della ghiandola pineale, (responsabile della produzione di melatonina), l'argomento al centro dell'intervento del professor Russel J. Reiter, dell'University of Texas School of Medicine at San Antonio, senza dubbio il più autorevole esperto mondiale in questo campo. Difatti il luminare, autore di numerose pubblicazioni sul tema, ha illustrato i rischi connessi al malfunzionamento della ghiandola che in pratica funge da orologio centrale che sorveglia e sincronizza miliardi di altri "orologi" posti in tutte le cellule del corpo: se l'orologio si rompe o si danneggia, (per lo più a causa di danni ambientali o comportamentali), il corpo sta male e le conseguenze per la salute sono importanti. Mentre il professor Reudiger Hardeland, dell'University of Göttingen, nonché massimo esperto di cronobiologia e del microbiota intestinale, ha analizzato come la composizione batterica dell'intestino possa variare a seconda dell'ora del giorno e reagire diversamente a seconda dei cibi ingeriti. Così facendo ha rilevato la necessità, (ai fini di un corretto funzionamento del resto del corpo e quindi anche delle cellule della pelle e dei capelli), di correggere alcune abitudini alimentari sbagliate, cercando di mangiare i cibi giusti all'ora giusta, poiché alcuni alimenti fanno bene se assunti a pranzo e male a cena, o viceversa. In tal proposito Fabio Rinaldi ha, infine, concluso spiegando: "Proprio la crononutrizione, con l'impostazione di una dieta che non solo sia corretta dal punto di vista qualitativo, ma che regoli l'assunzione degli alimenti secondo orari specifici, unitamente al ricorso ai fattori di crescita, all'integrazione con i metaboliti della ghiandola pineale ed alla regolazione dello stile di vita, quando possibile, rappresentano tutte le armi a nostra disposizione per regolarizzare i ritmi circadiani e di conseguenza preservare il benessere dell'organismo".


giovedì 15 giugno 2017

Pink and White Terraces: L'8ª meraviglia del mondo potrebbe essere stata ritrovata.


Come noto, le meraviglie del mondo finora conosciute sono 7, ma a quanto pare ne esiste anche un': si tratta delle Pink and White Terraces, ovvero enormi piscine di pietra rosa e bianca disegnate con maestria dalla natura, perfettamente rotonde ed incastrate fra terrazze infinite di silice da cui scendono le acque termali del grande Lago Rotomahana, (nella Nuova Zelanda del Nord). Tuttavia questo piccolo paradiso è stato cancellato dalla lava e dai detriti del vulcano Tarawera che il 10 Giugno del 1886 eruttò per l'ultima volta, uccidendo 153 Māori. Ad ogni modo sembra proprio che, nonostante la suddetta calamità naturale le abbia sepolte, le Pink and White Terraces non siano andate perdute per sempre ed, adesso, dopo oltre 131 anni potrebbero tornare a risplendere. O almeno questo è quanto hanno fatto sapere Rex Bunn e Sascha Nolden, ricercatori indipendenti, tramite uno studio pubblicato in questi giorni sul Journal of the Royal Society of New Zealand, nel quale hanno spiegato: "Queste terrazze sono sepolte e preservate a 10-15 metri da cumuli di cenere solidificata e fango. Bisogna solo scavare". Insomma, secondo i ricercatori, questo piccolo paradiso naturale non è stato distrutto o spinto in fondo al lago, come suggerito da precedenti ricerche, ma è sepolto sulle coste del lago e dopo alcuni scavi potrebbe essere ripristinato nella passata gloria. In pratica l'affascinante caccia alle Pink and White Terraces dura da diversi anni: le terrazze dai colori strabilianti all'epoca attiravano migliaia di turisti da tutto il mondo e tutt'oggi sono un sogno a cui è difficile rinunciare. Motivo per il quale, dopo svariati tentativi, nel 2011 alcuni scienziati del GNS Science, utilizzando tecnologie simili a quelle per il ritrovamento del Titanic, annunciarono di averne individuato i resti in una tratta sommersa in fondo al lago. Tuttavia adesso a circa 5 anni di distanza questa teoria è stata smentita; al riguardo lo stesso Rex Bunn ha dichiarato: "Le terrazze divennero la più grande attrazione turistica nell'emisfero sud e nell'impero britannico, e navi cariche di turisti affrontavano il viaggio dall'Europa e dall'America per ammirarle. Ma non fu mai eseguita una ricognizione accurata da parte del governo del tempo, quindi non erano state finora registrate le loro coordinate. Quindi con ogni probabilità non sono andate distrutte, semplicemente non sono qui. Le cercavano nel punto sbagliato, non era quella la giusta latitudine e longitudine". Ed ha poi proseguito spiegando: "Nel 2014 ho lavorato nel tentativo di abbassare le acque del lago di 30-40 metri, volevo vederle. Per farlo ho studiato il caso italiano del Lago di Nemi, dove Guido Ucelli negli anni '30 sperimentò l'uso di idrovore per risucchiare acqua e portare alla luce due grandi navi romane. Ma da noi si presentò un problema: un'area magmatica sotto il Rotomahana risultava ancora attiva con il rischio di eruzione, ed i lavori vennero sospesi. Ero bloccato finché nel 2015 mi telefonò Sascha Nolden dicendo che voleva mostrarmi alcuni diari". In sostanza si trattava degli appunti dello geologo e cartografo austro-tedesco Ferdinand von Hochstetter, i quali contengono una descrizione dettagliata della località delle terrazze prima dell'eruzione del vulcano Tarawera. In tal proposito i ricercatori hanno detto: "Ci siamo affidati alla sola ricognizione mai eseguita di quella parte della Nuova Zelanda e siamo fiduciosi che la cartografia sia corretta. Hochstetter era un cartografo molto competente ed i suoi appunti sono straordinariamente precisi ed attendibili come mappe. Abbiamo incrociato i dati ed abbiamo scoperto che le terrazze si trovano sulla costa e non in fondo al lago, sono sepolte da strati di detriti e c'è la possibilità di recuperarne parti intatte. L'8ª meraviglia non è distrutta per sempre. Abbiamo prove convincenti della presenza di almeno 3 terrazze". Ed hanno, infine, concluso facendo sapere: "L'opera di recupero è nel pubblico interesse. Abbiamo collaborato strettamente con i proprietari ancestrali del territorio, la Tuhourangi Tribal Authority, che sono stati di grande sostegno e felici del nostro lavoro. Gli scavi partiranno a breve: le terrazze sono soltanto coperte ed una volta recuperate tutti potranno finalmente vederle".