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giovedì 31 marzo 2016

Scoperto un possibile legame tra rosacea e Parkinson.


A quanto pare i soggetti colpiti da rosacea, (malattia infiammatoria cronica della pelle che causa rossore, teleangectasie ed eritemi al volto), sarebbero più a rischio degli altri anche per quanto riguarda l'insorgenza del morbo di Parkinson; o almeno questo è quanto ha rivelato di recente uno studio pubblicato da un team di ricercatori dell'Università di Copenaghen sulla rivista Jama Neurology. Al riguardo Alexander Egeberg, principale autore della ricerca, ha spiegato: "Quali siano le cause della rosacea non è ancora chiaro, ma un ruolo importante è svolto da una maggiore attività a livello cutaneo delle metalloproteasi di matrice come la collagenasi e l'elastasi". E sembra proprio che il legame con il Parkinson riguarda l'attività metalloproteinasica di matrice che, anche nel caso della malattia neurodegenerativa in questione, aumenta associandosi ad una degenerazione neuronale. In pratica i ricercatori danesi hanno indagato l'eventuale associazione fra le due condizioni analizzando i dati di oltre 5,4 milioni di soggetti, dei quali 22.387 avevano ricevuto una diagnosi di malattia di Parkinson ed altri 68.053 di rosacea. In tal proposito i ricercatori hanno dichiarato: "A conti fatti abbiamo scoperto che l'incidenza di malattia di Parkinson era del 3,54 per 10.000 persone-anno nella popolazione generale a fronte del 7,62 per 10.000 persone-anno nei pazienti con rosacea". Ma non è tutto; i risultati hanno rivelato anche che nei pazienti colpiti da rosacea il Parkinson insorge in media con 2,4 anni di anticipo rispetto ai soggetti di controllo. Inoltre nelle persone affette da rosacea e trattate con tetracicline, il rischio d'insorgenza del morbo di Parkinson sembra ridursi; anche se di poco. Al riguardo Thomas Wingo, ricercatore presso l'Emory University di Atlanta, ha, infine, commentato tale scoperta spiegando: "In sintesi, questi dati indicano per la prima volta non solo un aumento significativo delle probabilità di sviluppare la malattia di Parkinson negli individui affetti da rosacea, forse mediato dalle metalloproteinasi di matrice, ma anche un possibile effetto protettivo delle tetracicline, spesso usate nella rosacea. Servono quindi ulteriori ricerche per confermare queste osservazioni ed approfondirne le eventuali implicazioni cliniche".


mercoledì 30 marzo 2016

Twitter decide di migliorare l'accessibilità per i non vedenti.


A quanto pare Twitter ha deciso di rendere più facile l'accesso anche a tutti quegli utenti che soffrono di alcune disabilità fisiche: in particolare coloro che soffrono di alcuni problemi visivi in modo da consentire loro di visualizzare correttamente le immagini che gli  altri utenti condividono all'interno della piattaforma. Difatti in questi giorni il famoso Social Network dai 140 caratteri ha annunciato ed introdotto la possibilità agli utenti iOS ed Android di poter inserire una descrizione per ogni immagine caricata che servirà poi a spiegare il contenuto multimediale, appunto, a coloro che soffrono di disabilità visive. In pratica questa descrizione potrà avere una lunghezza massima di 420 caratteri ed i non vedenti la potranno leggere come un qualsiasi altro messaggio del Social Network utilizzando la loro tecnologia assistiva come, per esempio, i cosiddetti "screen reader", (ossia quei software che "danno voce" ai testi scritti), oppure gli schermi braille. Insomma si tratta di una funzione che certamente andrà a migliorare l'accessibilità generale di Twitter e che garantirà anche un miglior posizionamento delle immagini all'interno dei vari motori di ricerca; senza contare che, in ogni caso, è un'iniziativa lodevole, appunto, nel segno della massima accessibilità possibile alla piattaforma. Tuttavia non si tratta di una funzione automatica: l'utente che desidera inserire una descrizione nelle proprie foto dovrà abilitare la funzione nella sezione "accessibilità" delle impostazioni e da quel momento in poi, ogni volta che twitterà una foto vedrà comparire il tasto "aggiungi descrizione". Inoltre, se da un lato è vero che Twitter ha da tempo fame di utenti, (considerato il suo lento tasso di crescita), dall'altro è anche piacevole vedere che il Social Network dai 140 caratteri non si dimentica chi soffre di disabilità fisiche e consente loro di poter accedere alla propria piattaforma senza alcun problema. Comunque sia per consentire che tale funzionalità sia disponibile anche su soluzioni di terze parti che integrano Twitter, i responsabile del Social Network hanno predisposto specifiche API che permetteranno, infine, agli sviluppatori di poter integrare la lettura assistita delle immagini anche nelle loro applicazioni.

Di seguito uno screenshot di tale funzione:
https://g.twimg.com/blog/blog/image/Alt_Text_Image.png



martedì 29 marzo 2016

Grand Theft Auto VI sarebbe già in fase di sviluppo.


Sono trascorsi ormai più di 2 anni dal debutto di Grand Theft Auto V, (meglio noto come GTA V), ed a quanto pare Rockstar Games avrebbe già iniziato i lavori per il suo successore: GTA VI. O almeno questo è quanto ha riportato in questi giorni TechRadar, citando alcune fonti rimaste anonime ma ritenute vicine alla software house statunitense e di conseguenza abbastanza affidabili; anche se per il momento non ci sono dei riferimenti precisi ad una possibile data di uscita. Tra l'altro interessanti voci di corridoio hanno fatto sapere che lo sviluppatore starebbe considerato l'ipotesi di ambientare questo nuovo capitolo della serie, (invece dell'intero territorio USA, come si vociferava da tempo), a Tokyo: l'idea sarebbe stata abbandonata, (o quantomeno accantonata temporaneamente), dopo aver visitato la capitale giapponese per raccogliere informazioni su architettura, cultura ed atmosfere da riprodurre nel gioco. Difatti pare proprio che ci sarebbero state alcune difficoltà nel portare il brand al di fuori del territorio statunitense, tra cui la necessità di aggiornare in modo consistente il parco macchine messo a disposizione del giocatore. Non a caso nel 2003 il publisher Take Two Interactive aveva registrato i marchi "GTA: Tokyo", "GTA: Bogotá" ed il più misterioso "GTA: Sin City". Come se non bastasse altre indiscrezioni vorrebbero Rockstar Games pronta ad annunciare "Red Dead Redemption 2" già nel corso di quest'anno, mentre Grand Theft Auto VI dovrebbe essere il grande progetto successivo della software house americana. Inoltre con tutta probabilità i suddetti 2 titoli saranno basati sul nuovo engine, realizzato in modo da sfruttare al meglio la potenza di calcolo delle cosiddette "console next-gen" in modo da offrire un comparto grafico ed un gameplay all'altezza delle aspettative. Mentre, sempre secondo le varie indiscrezioni, per quanto riguarda le piattaforme, il prossimo capitolo della serie in questione potrebbe vedere la luce in un primo momento su PlayStation 4 ed Xbox One, per poi successivamente arrivare anche su Pc con una versione ottimizzata; anche se non sarebbe da escludere neanche l'ipotesi di un'edizione per Nintendo NX, ossia la nuova console dell'azienda nipponica. Comunque sia per adesso gli occhi sono tutti puntati sull'Electronic Entertainment Expo 2016 del prossimo Giugno, dal quale potrebbero, infine, giungere le prime informazioni concrete in merito ai progetti futuri di Rockstar Games.


lunedì 28 marzo 2016

Scoperto che i poli lunari si sarebbero spostati nel tempo.


A quanto pare i poli della Luna sono dei "vagabondi", in quanto nel corso del tempo si sono spostati a causa di cambiamenti nella struttura interna del satellite; o almeno questo è quanto ha fatto sapere di recente uno studio condotto da Matthew Siegler, del Planetary Science Institute di Tucson, e pubblicato sulla rivista Nature, il quale ha dimostrato come i depositi di ghiaccio trovati ai poli si trovano lungo un asse diverso da quello attuale di rotazione che sarebbe cambiato miliardi di anni fa. In pratica, come noto da tempo, le regioni polari della Luna, (sia quella Sud che quella Nord), sono alcuni dei luoghi più gelidi dell'intero Sistema Solare: addirittura più freddi di Plutone. Questo perché le grandi zone di ombra perenne dovuta alle pareti dei crateri che si trovano, appunto, ai poli del satellite naturale hanno conservato acqua ghiacciata per miliardi di anni: apparentemente sin dalla formazione della Luna. Tuttavia vedere e riconoscere la precisa quantità di questo "ghiaccio primordiale" presente nei poli lunari è un compito estremamente difficile e realizzando una nuova mappa della sua distribuzione i suddetti ricercatori americani hanno scoperto una stranezza: la massima presenza di ghiaccio non si trova in corrispondenza degli attuali poli geografici ma, come già anticipato, appaiono entrambi spostati di circa 6 gradi. Insomma, si tratta di un dato che suggerisce come probabilmente l'asse di rotazione della Luna si è spostato con il passare del tempo. Inoltre, sempre secondo il suddetto studio, la causa di tutto ciò potrebbe essere stata l'anomala bassa densità dei terreni che si trovano nella cosiddetta regione "Oceanus Procellarum", (nota anche come l'Oceano delle Tempeste), la quale risulta essere stata una di quelle geologicamente più attive nel passato. Quindi le attività geologiche antiche potrebbero aver "sbilanciato" lentamente l'intero satellite portandolo, infine, ad avere l'attuale asse di rotazione.

Di seguito alcune immagini:
http://www.nature.com/nature/journal/v531/n7595/images_article/531455a-f1.jpg
http://cdn.phys.org/newman/gfx/news/hires/2016/nasadatalead.jpg
http://www.space.com/images/i/000/054/284/i02/moon-poles-ice-timeline.jpg?1458752237?interpolation=lanczos-none&downsize=640:*
...un breve video di spiegazione:
...ed una conferenza stampa sull'argomento:




domenica 27 marzo 2016

The Walking Dead: Un promo del finale della 6ª stagione introduce Negan e la sua "Lucille".


L'epilogo della 6ª stagione di The Walking Dead è ormai vicino ed andrà in onda il prossimo 3 Aprile negli USA su AMC, (in Italia arriverà, come sempre, con 24 ore di ritardo: il 4 Aprile alle ore 21:10 su Fox), e sotto certi aspetti è l'episodio più atteso dall'inizio dello show: si tratterà infatti di una lunga puntata da 90 minuti, (pubblicità incluse, quindi avrà una durata netta di 60 minuti), in cui finalmente farà il suo debutto il brutale Negan, (che, come già spiegato diversi mesi fa, sarà interpretato da Jeffrey Dean Morgan), il più grande antagonista mai affrontato prima d'ora da Rick e del suo gruppo di sopravvissuti. In pratica i fan dell'omonimo fumetto da cui è tratta la serie Tv, (ed, a questo punto, praticamente anche tutti gli altri fan), sanno bene che quando Negan fa il suo ingresso, crea anche un grande impatto in quanto, (come spiegato in precedenza), massacra uno dei personaggi principali di fronte a tutti i suoi amici. Ed a quanto pare un qualcosa del genere potrebbe succedere proprio nell'episodio in questione; anche se non è detto che succeda esattamente come nel fumetto e che la vittima possa essere la stessa. Difatti con la sua imminente introduzione, il pubblico si chiede come questo momento così importante nei fumetti verrà trasposto a livello televisivo nella serie. Ed al riguardo Robert Kirkman, scrittore e creatore del mondo The Walking Dead, ha fatto sapere: "Credo che tutti nello show riconoscano questo momento come davvero importante per la serie Tv, come lo è  nella serie a fumetti. Nessuno sta discutendo sul non fare qualcosa di simile nello spettacolo. È una parte molto grande dalla sua introduzione e vogliamo fare giustizia in tutto e per tutto. Tuttavia qualcosa, come ben noto, in quel momento del fumetto se non è ben fatta rischierebbe di rovinare completamente la serie Tv. Tutto quello che voglio dire è di leggere il fumetto, ma se non hai intenzione di sapere cosa ti aspetta nella serie Tv allora meglio lasciar stare. Quindi siamo molto fiduciosi su quello che abbiamo trovato e siamo pronti a trasportarlo in un modo del tutto inaspettato nello spettacolo come lo è stato nel fumetto. Dovrebbe essere altrettanto intenso, altrettanto straziante, ed altrettanto scioccante". Mentre lo showrunner Scott M. Gimple ha spiegato: "Il personaggio di Negan ha delle caratteristiche uniche, non solo nel mondo di The Walking Dead, ma nell'intera cultura popolare degli ultimi anni: è un incredibile stratega, egocentrico, è una forza della natura e terribilmente carismatico. Gli spettatori odieranno amare la sua presenza ma non potranno evitarlo. Inoltre compie delle azioni terribili ed ha un motivo per farle. Negan non è uno psicopatico ed, in un certo senso, prova dell'empatia. È un villain che possiede un sistema di valori ed, in alcuni casi, ha persino ragione". Ad ogni modo in questi giorni in Rete è stato reso disponibile un promo sottotitolato in Olandese riguardante, appunto, l'ormai vicino finale di stagione in cui, (oltre a tutto il resto), una brevissima frase, (Ciao, sono Negan!), introduce il villain in questione, del quale però non si vede molto: appare di spalle, con la sua giacca di pelle, ma nel presentarsi mostra la sua Lucille, vale a dire la letale mazza da baseball sul quale ha avvolto del filo spinato e che tratta come se fosse una figlia; insomma si tratta di un'apparizione fugace, ma tuttavia sufficiente ad alimentare, infine, grandi aspettative per un finale col botto e per uno strabiliante inizio di una già annunciata 7ª stagione.

Di seguito alcuni fotogrammi:
Jeffrey Dean Morgan on 'The Walking Dead'
Jeffrey Dean Morgan on 'The Walking Dead'
Jeffrey Dean Morgan on 'The Walking Dead'
...ed il suddetto promo:

*(Aggiornamento del 29/03/2016): In questi giorni Danai Gurira, (attrice che nella serie interpreta Michonne), ha pubblicato un tweet nel quale è stata allegato un'immagine riguardante il finale della 6ª stagione di The Walking Dead, in cui appare Negan di spalle con in mano la sua amata Lucille.

Di seguito il suddetto tweet con annessa immagine:



sabato 26 marzo 2016

SLAYER: Kerry King e l'importanza di aver suonato al "Big 4".


Durate una recente lunga intervista concessa al Las Vegas Review-Journal, (oltre al nuovo album ed alla vita a Las Vegas), Kerry King, chitarrista degli Slayer, ha parlato dell'heavy metal in generale ed anche dell'importanza di aver suonato al "Big 4", noto festival che vedeva esibirsi i Metallica, i Megadeth, gli Slayer e gli Anthrax, (noti, appunto, come i "Big Four del thrash metal"), e la cui ultima edizione è stata nel 2011. In pratica parlando di musica metal il chitarrista ha dichiarato: "Che ci crediate o no, è tutto ciò che ascolto. È più che musica per me, è uno stile di vita. I fan, soprattutto quelli degli Slayer, sanno che noi siamo esattamente come loro. Quando sentivo un brano metal alla radio da ragazzino e mi riferisco a "Breaking the Law" e "Living After Midnight", non avevo idea di chi fossero i Judas Priest, ma sentivo che avevano un'anima metal. Amavo il cantante, le due chitarre, era ciò che volevo fare. Quindi mi sono procurato "British Steel" ed ho sentito il vero metal, non le hit. Avete presente cose tipo "Rapid Fire". In quel momento realizzi che devi recuperare tutti i dischi che ti sei perso, precedenti a quello. Li compri e fai i "compiti a casa". Uno di quei dischi è ancora tra i miei preferiti. "Stained Class" è l'album dei Judas Priest che preferisco. All'epoca conoscevo ogni dettaglio di tutte le canzoni". Mentre parlando dell'influenza degli Slayer nel mondo del metal Kerry King ha spiegato: "Ho appena avuto un autografo di Glenn Tipton. Non penso di averne mai avuto uno prima. Me lo sono procurato da un ragazzo che si occupa di relazioni con gli artisti alla EMG pickups. Gli ho detto: "Hey, amico, fagli firmare qualcosa per me"; e lui l'ha fatto, scrivendo: "Screaming for Slayer". Che figata! Quelli sono i miei eroi assieme ai Black Sabbath. Diciamocelo, non esisterebbero riff metal senza Tony Iommi. Non mi sarei mai aspettato che gli Slayer avrebbero potuto lasciare una tale eredità nel metal. Quando l'anno scorso King Diamond durante il Mayhem Festival mi ha chiesto di suonare una canzone dei Mercyful Fate con lui è stato fantastico, un'esperienza pazzesca. Se l'avessi detto al Kerry King diciottenne mi avrebbe risposto di andare a cagare. Non avrei mai creduto che sarebbe potuto succedere". Ad ogni modo il chitarrista ha proseguito parlando degli anni '90 affermando: "Abbiamo fatto grande festa quasi per tutti gli anni Novanta. Se potessi rifare qualcosa daccapo, rifarei gli anni Novanta. Non prestavamo attenzione. I soldi non erano un problema e di certo non abbiamo inciso i nostri album migliori. Abbiamo fatto delle ottime canzoni, questo senza dubbio, ma mi ricordo che quando stavamo registrando "Diabolous in Musica" ero molto disilluso per quanto riguarda la musica. Non riuscivo a capire perché fosse così popolare e questa cosa in qualche modo mi ha abbattuto. È l'unica volta nella vita che mi è successo. Lo si capisce da come è venuto fuori "God Hates Us All", con tanta rabbia. Quello ero io, dispiaciuto per le mie povere radici metal, odiando la direzione che stava prendendo la musica. Ho lasciato che questa cosa prendesse il sopravvento su di me". Mentre parlando del "Big 4", (ed in particolare della serata migliore trascorsa con gli Slayer), ha, infine, concluso dichiarando: "Una cosa che è stata davvero figa per me, (ed onestamente non pensavo che lo potesse essere), è stato suonare al Big 4. Credo che sia stato importante. Agli inizi credevo che sarebbe stata una figata per i fan, ma lo è stato anche per me. Una delle cose più divertenti nella storia di Kerry King e degli Slayer è stata noi con i Metallica. Non siamo mai stati nello stesso giro. Per quanto simili, non eravamo mai stati in tour con quei ragazzi. Suonare con loro al Big 4 è stato in realtà davvero figo per me. Andavo dietro dove Lars va quando finisce una canzone, (la chiamavano "la terra di Lars"), ed andavamo a guardare lo show da lì. Era una figata! Era figo anche solo passare il tempo. Kirk veniva e cazzeggiava con noi ed andavamo in giro con Lars. Era figo!".


venerdì 25 marzo 2016

Scoperto un possibile legame tra ossitocina ed autismo.


Come noto da tempo, durante le prime fasi di vita post-natale avvengono processi di maturazione fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso, i quali sono il frutto di un bilanciato rapporto tra inibizione ed eccitazione nei circuiti neuronali. Ed è proprio in questa fase che il neurotrasmettitore GABA, (noto scientificamente come acido γ-amminobutirrico), svolge un ruolo essenziale: all'inizio ha attività eccitatoria, mentre più tardi rende i neuroni meno eccitabili. Tuttavia il verificarsi di alterazioni durante questo processo, che avviene in concomitanza con la nascita e che viene chiamato "GABA switch", determina conseguenze parecchio importanti nello sviluppo dei circuiti neuronali e sembra essere alla base di alcuni disturbi del neurosviluppo, tra cui l'autismo. Non a caso di recente uno studio, condotto da Bice Chini dell'Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche, (noto anche con la sigla IN-CNR), in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano e l'Istituto Clinico Humanitas, ha identificato il modo in cui l'ossitocina, modulando l'espressione e la funzionalità del trasportatore del cloro KCC2, modula la tempistica, appunto, del "GABA switch". Al riguardo la stessa Bice Chini ha spiegato: "In laboratorio si è osservato che, in modelli animali sperimentali incapaci di rispondere all'ossitocina perché privi del recettore per questo ormone, si verifica un deficit nell'espressione di KCC2, proteina coinvolta nel trasporto del cloro e di conseguenza si ha un rallentamento nello switch del GABA, che rimane eccitatorio per un periodo di tempo più lungo del dovuto. Questa anomalia, a sua volta, determina un'alterazione dell'equilibrio tra eccitazione ed inibizione, che è probabilmente tra le cause della sintomatologia simil-autistica osservata negli animali, i quali presentano un difetto di socialità e rigidità cognitiva. Inoltre l'eccesso di eccitazione può spiegare la comparsa di fenomeni convulsivi ed epilettici". Perciò, considerando che il difetto di eccitazione-inibizione è comune a molti modelli di autismo, l'ossitocina potrebbe rivelarsi utile a livello terapeutico per compensare queste irregolarità, soprattutto nelle sindromi genetiche, diagnosticabili in età molto precoce. Infatti in tal proposito la scienziata dell'IN-CNR ha concluso dichiarando: "Alcuni colleghi francesi dell'Inmed, a Marsiglia, hanno già sperimentato con successo la somministrazione di ossitocina alla nascita in diversi modelli sperimentali di autismo, ma ancora erano poco compresi i meccanismi neurobiologici dell'azione di questo ormone nelle prime fasi dello sviluppo post-natale. L'ossitocina, ben nota per il ruolo che svolge nella mamma durante il parto favorendo le contrazione dell'utero ed, in seguito, stimolando la produzione del latte durante l'allattamento, ha un'azione cruciale anche nel neonato per lo sviluppo del sistema nervoso. La ricerca di base, ed in particolare l'identificazione dei meccanismi alla base dell'azione di ormoni e neuropeptidi, continua ad offrire un formidabile contributo per sviluppare linee di ricerca che speriamo possano avere un'applicazione clinica. Non a caso la nostra ricerca è stata sostenuta e finanziata dalla Fondazione Telethon proprio per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici in disordini del neurosviluppo su base genetica". Tra l'altro un gruppo di ricercatori della Yale School of Medicine ha sperimentato la somministrazione di una dose di ossitocina su bambini affetti da disturbi dello spettro autistico: i dati emersi hanno indicato che l'ormone in questione sarebbe in grado di migliorare l'elaborazione delle informazioni sociali, il che si traduce in una maggior capacità di relazione con gli altri. Al riguardo Ilanit Gordon, prima autrice dello studio, ha affermato: "Questo è il primo studio disegnato per valutare l'impatto dell'ossitocina sulla funzione del cervello nei bambini con disturbi dello spettro autistico". In pratica durane questa ricerca gli studiosi americani hanno effettuato una sperimentazione in doppio cieco, controllato contro placebo, su 17 bambini ed adolescenti affetti da autismo, di età compresa fra gli 8 ed i 17 anni e che sono stati divisi casualmente in due gruppi: il primo dei quali ha assunto lo spray nasale a base di ossitocina e l'altro un semplice placebo. Successivamente i soggetti sono stati sottoposti ad una sorta di test che serviva a valutare le loro capacità relazionali. In tal proposito la stessa Ilanit Gordon ha spiegato: "Abbiamo scoperto che i centri cerebrali associati alla ricompensa ed al riconoscimento rispondono di più durante le attività sociali in cui i bambini hanno ricevuto l'ossitocina rispetto al placebo. L'ossitocina normalizza temporaneamente le regioni cerebrali responsabili dei deficit sociali osservati nei bambini con autismo". Difatti grazie all'ormone in questione è migliorata la sintonia sociale dei bambini, un processo che attiva le aree del cervello interessate ai comportamenti sociali di fronte a determinati stimoli, (ad esempio, osservare un volto), piuttosto che ad altri, (ad esempio, osservare un oggetto). In merito a ciò la studiosa americana ha, infine, concluso dichiarando: "I nostri risultati sono particolarmente importanti, se si considera la necessità urgente di trattamenti per la disfunzione sociale nei pazienti con disordini dello spettro autistico".


giovedì 24 marzo 2016

Individuato l'odore della paura.


A quanto pare anche la paura ha un suo odore specifico, memorizzato in un piccolo gruppo di cellule della corteccia olfattiva, pronte a far scattare l'allarme in caso di pericolo. O almeno questo è quanto ha scoperto di recente un gruppo di ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center, guidati da Linda Buck, (premio Nobel per la Medicina 2004 proprio per le sue ricerche sui recettori olfattivi e sul funzionamento del sistema olfattivo. In pratica l'area cerebrale dove si trovano queste cellule è stata chiamata "AmPir", si tratta di un'area di transizione tra amigdala e corteccia piriforme ed è stata individuata dai suddetti ricercatori nei topi grazie all'impiego di nuove tecniche e di virus trasportatori creati appositamente, i quali hanno permesso di indagare sulla via nervosa implicata, appunto, nella paura. Tra l'altro questo meccanismo è probabilmente comune a tutti i mammiferi, (compreso l'uomo); o almeno questa è l'ipotesi dello studio pubblicato su Nature, nel quale si spiega come le reazioni istintive al pericolo sono fondamentali per la perpetuazione della specie e sono state osservate in tutto il regno animale. In sostanza durante la ricerca in questione è stato notato che i topi reagivano istintivamente all'odore dell'urina di un felino, (loro predatore naturale), anche se erano nati in cattività e non lo hanno mai sentito prima. Insomma, si tratta di una reazione innata preziosa, perché può salvare la vita: la paura scatena un'ondata di ormoni dello stress che avverte il cervello del pericolo imminente ed aiuta i topi a reagire velocemente per sfuggire ai predatori. Ad ogni modo era già noto che nei topi la paura facesse innalzare il livello degli ormoni che hanno il compito di dare l'allarme al cervello, ma finora il meccanismo non era chiaro nei dettagli. E, come già anticipato, per scoprirlo i ricercatori hanno utilizzato, appunto, dei virus resi inoffensivi, in quanto sono stati modificati in modo che si legassero ai neuroni che a loro volta si legano agli ormoni dello stress. Successivamente questi virus modificati sono stati iniettati nel cervello dei topi, ai quali è stato fatto annusare, appunto, l'odore di uno dei loro nemici acerrimi, (nello specifico di una lince). A questo punto i ricercatori sono andati a cercare i neuroni ai quali si erano legati i virus modificati nella corteccia olfattiva e sono così riusciti ad identificare la piccola area in cui viene immagazzinato l'odore della paura. Per di più, come hanno fatto notare anche i ricercatori, la risposta nei topi ricorda le reazioni dell'uomo a paura e stress; anche se gli esseri umani ed i topi hanno "attivatori" di stress differenti. Al riguardo la stessa Linda Buck ha spiegato: "Gli esseri umani non hanno paure legate ai predatori, tuttavia la risposta allo stress è molto simile a quella messa in atto dai topi quando avvertono la presenza di un predatore. Comprendere i circuiti neuronali su cui si basano la paura e lo stress è importante non solo per capire la biologia di base ed il funzionamento del cervello, ma anche per scoprire i circuiti neuronali che abbiamo conservato nel corso dell'evoluzione ed i geni che giocano un ruolo più importante negli esseri umani". Comunque sia adesso il suddetti gruppo di ricerca punta a scoprire le molecole implicate nei circuiti neuronali scoperti per identificare, infine, la "firma genetica" nei neuroni coinvolti nella risposta alla paura.


mercoledì 23 marzo 2016

Twitter: In arrivo gli stickers per le foto.


Stando a quanto ha riportato nelle ultime ore dalla redazione del portale Re/Code, i vertici di Twitter sulla falsa riga di Facebook e Snapchat starebbero lavorando per introdurre all'interno della piattaforma degli stickers; il che significa che a breve molto probabilmente anche Twitter potrebbe offrire agli utenti la possibilità di aggiungere adesivi alle foto prima che queste vengano condivise. In pratica a diffondere l'indiscrezione è stato principalmente uno screenshot inviato alla redazione del celebre portale d'informazione tecnologica dall'utente @XBLFoxes, ossia uno dei beta tester che in questi giorni stanno avendo l'opportunità di provare in anteprima questa nuova funzionalità. In sostanza, secondo quanto è possibile vedere nell'immagine in questione, (visibile nell'intestazione dell'articolo), sarebbe probabile che nel giro di qualche settimana all'interno dell'editor fotografico di Twitter venga introdotto un nuovo pulsante che consentirà di aggiungere all'immagine, appunto, una serie di adesivi ed emoticon per rendere la foto più "simpatica" e "social". Ad ogni modo c'è da dire che il Social Network dai 140 caratteri ha da pochi giorni raggiunto il traguardo dei primi 10 anni di attività e nonostante i numerosi problemi legati alla crescita della piattaforma l'amministratore delegato Jack Dorsey ed il suo team stanno da tempo provando varie strategie per tentare di risollevare il servizio. Difatti proprio di recente lo stesso Jack Dorsey è intervenuto nel corso della trasmissione "The Today Show" per anticipare alcune novità sul futuro di Twitter ed ha annunciato che il famoso limite dei 140 caratteri per i tweet non verrà toccato e che, (a differenza di quanto avevano vociferato diversi rumor), il Social Network resterà una piattaforma di microblogging e non subirà modifiche per quanto uno degli elementi che più di ogni altro caratterizza la piattaforma. Comunque sia per il momento non è dato sapere a che punto sia questa nuova funzione e se e quando effettivamente sarà messa a disposizione degli utenti. La cosa certa è che Twitter tiene molto all'upload di foto e video al suo interno e probabilmente l'introduzione stickers, (per i quali potrebbero essere scelti i nomi: "Stamptags", "Taptags" o "Stickits"), potrebbe, infine, rappresentare un'altra mossa per attirare a sé ancora più utenti: una delle sue più grandi sfide di sempre.


martedì 22 marzo 2016

Sony starebbe pensando ad una "PlayStation 4.5".


A quanto pare, stando alle indiscrezioni raccolte da Kotaku ed alle varie voci di corridoio che si sono diffuse in questi giorni, Sony avrebbe comunicato agli sviluppatori di videogiochi l'intenzione di progettare una versione aggiornata della sua PlayStation 4. In pratica l'obiettivo principale dell'azienda giapponese sarebbe aumentare la potenza della console per supportare la risoluzione 4K, (Ultra HD), ed offrire così una migliore esperienza con il visore PlayStation VR che sarà messo in vendita a partire da Ottobre a 399 euro. Tuttavia, anche se il nome di questa presunta nuova versione non è noto, alcuni sviluppatori usano le sigle "PS4.5" e "PS4K" per indicare un aggiornamento parziale e la maggiore risoluzione supportata. In sostanza l'attuale PS4 è in grado di visualizzare foto e video 4K, ma tuttavia non può eseguire giochi con la medesima risoluzione: la console integra una APU di AMD con CPU Jaguar ad otto core e GPU Radeon, affiancata da 8 GB di RAM GDDR5 e 256 MB di RAM DDR3 e con questa dotazione hardware è possibile giocare ad una risoluzione massima di 1080p; per gestire un numero di pixel quattro volte superiore sarebbe necessario sostituire la GPU. Tra l'altro, sempre secondo le varie indiscrezioni, una PlayStation 4 più potente potrebbe anche ridurre il gap rispetto ai Pc utilizzati per la realtà virtuale: il PlayStation VR visualizza le immagini ad una risoluzione full HD, (ossia 1920×1080 pixel), mentre l'Oculus Rift ed l'HTC Vive riescono a raggiungere anche i 2160×1200 pixel, proprio grazie alle maggiori prestazioni offerte dai Pc ai quali devono essere collegati. Ad ogni modo la necessità di aggiornare l'hardware più frequentemente rispetto al passato è stata evidenziata anche da Microsoft: all'inizio del mese Phil Spencer, capo della divisione Xbox, aveva dichiarato come in futuro anche l'Xbox One potrebbe essere aggiornata. E se cosi fosse in entrambi i casi, (analogamente ai Pc), alcuni componenti interni verrebbero sostituiti per offrire un maggiore livello di dettaglio con i nuovi giochi, mantenendo la retrocompatibilità con quelli attuali. Comunque sia per il momento Sony non ha voluto né confermare né smentire le varie voci di corridoio, limitandosi, infine, a far sapere: "Non intendiamo commentare rumors o speculazioni".


lunedì 21 marzo 2016

Microsoft Edge: In arrivo le estensioni di Chrome.


A quanto pare Microsoft ha intensione di consentire agli sviluppatori di portare agevolmente le loro estensioni per Chrome anche all'interno del nuovo browser Edge creato appositamente per Windows 10. Difatti da qualche giorno l'azienda ha reso disponibile la prima Insider Preview che finalmente supporta le così tanto attese estensioni per Edge: una novità che ha eccitato molto i cosiddetti "Insider" ed ha riportato l'attenzione degli sviluppatori sul nuovo browser di casa Microsoft. In pratica l'azienda crede fortemente nel migliorare il suo nuovo browser attraverso le estensioni e per consentire un loro facile arrivo ha deciso di predisporre un tool che permetta un porting facile e rapido, appunto, da Chrome ad Edge. Insomma, dopo le prime tre estensioni pubblicate per il browser di Windows 10 ed a quelle promesse che dovrebbero arrivare nel corso dell'anno, gli utenti potranno aspettarsi che all'interno del Windows Store siano pubblicate molto presto alcune di quelle estensioni che oggi popolano l'ecosistema del browser di casa Google. Tuttavia gli sviluppatori dovranno attendere la fine del mese per conoscere i particolari del piano di Microsoft per quanto riguarda le estensioni per Edge ed al momento si sa che, (almeno all'inizio), non ci sarà alcuna "invasione" di nuove offerte per gli utenti: la prima ondata di add-on verrà in qualche modo "curata" dalla stessa azienda, per dimostrare le potenzialità della piattaforma e salvaguardare l'affidabilità del browser dopo l'installazione. Ad ogni modo si tratta di una notizia decisamente interessante soprattutto per il futuro dello sviluppo di Edge: curiosamente di recente uno sviluppatore aveva fatto notare come fosse relativamente semplice portare un'estensione di Edge su Chrome ed a questo punto dovrebbe dunque valere anche il contrario. Comunque sia la strada per portare Edge al successo è ancora molto lunga: il nuovo browser non sta riscuotendo lo stesso successo che, invece, sta ottenendo Windows 10. Per questo motivo Microsoft dovrà lavorare ancora molto per convincere gli utenti ad abbandonare, (o quanto meno alternare), Firefox, Opera e lo stesso Chrome in favore di Edge e l'arrivo delle estensioni potrebbe essere, infine, un tassello fondamentale per raggiungere questo obiettivo.


Di seguito un tweet d'annuncio di Jacob Rossi, (ingeniere di Edge):



domenica 20 marzo 2016

Kickstarter acquista Drip e prova ad entrare nel mondo dello streaming musicale.


A quanto pare Kickstarter, una delle piattaforme più popolari di crowdfunding, (vale a dire il finanziamento di progetti da parte degli utenti della Rete), avrebbe intensione di entrare nel mercato dello streaming musicale e lo fa acquistando Drip, una società specializzata nella trasmissione di brani musicali via Internet, con una particolare attenzione ad etichette indipendenti e contenuti esclusivi per i suoi abbonati. Al riguardo Yancey Strickle, amministratore delegato di Kickstarter, nel comunicato di annuncio pubblicato sul blog del servizio di crowdfunding ha spiegato: "Si tratta di un servizio che tenevamo d'occhio da tempo, lavoriamo su percorsi simili. Saldare i legami tra artisti e pubblico e creare le condizioni per una cultura creativa più forte è anche alla base del nostro lavoro". In pratica Kickstarter, nata nel 2009 e sbarcato lo scorso anno anche in Italia, ha finanziato migliaia di progetti importanti, (tra cui lo smartwatch Pebble, antesignano dell'Apple Watch), e riceve in media 1.200 dollari al minuto ed ogni ora vengono lanciati 9 nuovi progetti in cerca di finanziatori. Quindi questa acquisizione per Drip ha rappresentato l'ancora di salvezza: a 5 anni dal debutto, la piattaforma di streaming aveva annunciato di essere prossima alla chiusura, ma a poche ore dalla fine delle trasmissioni è arrivata la proposta di acquisto in questione, (la cui somma pattuita non è stata resa nota). Mentre per Kickstarter si tratta della prima acquisizione in assoluto in un settore ben lontano, (o almeno in apparenza), da quello in cui opera; motivo per il quale sarà interessante capire come queste due società potranno integrarsi, staccandosi dai concorrenti. Difatti, se è vero che esistono i servizi di streaming più "aristocratici", (primo tra tutti Spotify), e che da tempo esistono piattaforme di crowdfunding per finanziare artisti, (tra la tante PledgeMusic, Sellaband ed anche l'italiano Musicraiser), è anche vero che nessuno di questi può offrire contemporaneamente i due servizi. Certo, Kickstarter ha già al suo attivo una pagina Music per finanziare artisti nuovi, (nella quale sono stati lanciati più di 20.000 progetti e sono stati raccolti donazioni con un tasso di riuscita dei progetti che supera il 50%), ma adesso la possibilità per gli artisti poco noti o indipendenti con l'acquisizione di Drip si moltiplicano: potrebbero ricevere donazioni per le loro canzoni direttamente dagli utenti di Kickstarter e mettere in ascolto streaming le loro produzioni artistiche su Drip. Insomma, si tratta di una strada nuova che potrebbe, infine, fare da apripista ed offrire un servizio ad utenti ed artisti a cui i grandi colossi come Apple e Google ancora non hanno pensato.


sabato 19 marzo 2016

Creato il primo "cerotto bionico" in grado di riparare il cuore dopo un infarto.


A quanto pare in questi giorni è messo a punto il primo "cerotto bionico", (composto da cellule cardiache che "battono", piccoli elettrodi e sensori), il quale promette di riparare il cuore umano dopo un infarto oppure in caso di insufficienza cardiaca cronica e che potrebbe divenire addirittura un'alternativa al trapianto. In pratica secondo quanto è stato scritto dai suoi creatori, (alcuni ricercatori dell'Università di Tel aviv), sulla rivista Nature Materials, questo cerotto può essere comandato da remoto in tempo reale, per gestire direttamente nel cuore del paziente il rilascio di farmaci o di segnali che avviano periodicamente la rigenerazione del tessuto cardiaco danneggiato. Mentre, come già anticipato e secondo quanto ha spiegato Tal Dvir, principale autore del progetto, in futuro potrebbe essere possibile usare il cerotto in questione come sostituzione del trapianto di cuore per riparare cuori danneggiati da infarto o malattie cardiache. Ad ogni modo questo "cerotto bionico" è il risultato di un mix di materiale biocompatibile e di cellule cardiache che pulsano integrandosi con lo stesso battito del cuore su cui viene applicato. Inoltre, come già detto, il materiale artificiale in questione comprende anche piccoli elettrodi ed elettrostimolatori che consentono rispettivamente di captare aritmie o altre anomalie e di avviare il rilascio di farmaci a comando. In questo modo il cerotto, (grazie ai suoi sensori), può mandare informazioni in tempo reale al medico il quale potrà quindi comandare da remoto il rilascio di farmaci qualora il paziente si senta male, presenti aritmie o infiammazioni cardiache. Tra l'altro in futuro il "cerotto bionico" potrebbe funzionare addirittura in modo del tutto autonomo, il che vuol dire che potrebbe percepire le condizioni fisiche del paziente e rispondere in maniera adeguata senza l'intervento esterno di uno specialista. Al riguardo lo stesso Tal Dvir ha, infine, concluso spiegando: ''Con questo cerotto cardiaco, abbiamo integrato elettronica e tessuto vivente Sembra fantascienza ma è già realtà, e ci aspettiamo che questa invenzione consenta un enorme avanzamento della ricerca in campo cardiologico".

Di seguito un'immagine del suddetto "cerotto bionico":
http://www.dvirlab.tau.ac.il/images/sampledata/beating%20scaffold-%20gif.gif



venerdì 18 marzo 2016

WhatsApp: In arrivo la formattazione del testo, la condivisione dei documenti ed il backup locale.


Generalmente prima di rilasciare sul Play Store, (o qualsiasi altro store), la versione ufficiale, una software house aggiorna frequentemente la beta della propria applicazione per consentire agli utenti di testare le nuove funzionalità. Ed a quanto pare è proprio quello che sta facendo WhatsApp, che nella sua versione 2.12.535 per Android ha deciso di introdurre 3 principali novità: la formattazione del testo, la condivisione dei documenti, (già annunciata ed introdotta qualche settimana fa), ed il backup locale. La prima di queste, che poi è quella che ha scatenato maggiormente la curiosità degli utenti, riguarda la possibilità di poter utilizzare nei messaggi il "grassetto", il "corsivo" e/o il "barrato": per attivare le rispettive funzioni sarà sufficiente utilizzare espressamente caratteri codificati, sulla falsa riga di quelli adoperati per altri client, (come, ad esempio, Skype, Reddit e Google+). Per farla breve, se si vuole usare il grassetto basterà digitare il testo tra 2 asterischi, (per esempio, se si scriverà *Ciao!*, questo verrà mostrato come Ciao!), per usare il corsivo basterà digitare prima del testo 2 underscore, (se si scriverà _Ciao!_, questo verrà mostrato come Ciao!), mentre per usare il barrato basterà digitare 2 tilde prima e dopo il testo, (ad esempio, se si scrivera ~Ciao!~, quest'ultimo apparirà come Ciao!), e ciò avverrà sia nella finestra di chat che nelle notifiche. Ad ogni modo la seconda novità è un miglioramento della condivisione dei documenti, introdotta, appunto, all'inizio del mese; difatti nella parte superiore del'’elenco dei PDF è stata inserita l'opzione "Browse other docs…", la quale consentirà di selezionare i file conservati già su Google Drive ed OneDrive: naturalmente documenti, fogli di calcolo e presentazioni verranno prima convertiti in PDF, ovvero l'unico formato supportato, (al momento). Comunque sia l'’ultimo cambiamento di rilievo riguarda, come già anticipato, la funzione di backup locale: quando viene avviato un backup programmato, WhatsApp si bloccherà, (come di consuetudine), ma in questo caso viene visualizzata una percentuale che indica l'esecuzione dell'operazione, consentendo, infine, di stimare il tempo rimanente.

Di seguito alcune screenshot delle suddette nuove funzioni:
http://www.androidpolice.com/wp-content/uploads/2016/03/nexus2cee_whatsapp-bold-italic-2.png
http://www.androidpolice.com/wp-content/uploads/2016/03/nexus2cee_whatsapp-notification-bold.png
http://www.androidpolice.com/wp-content/uploads/2016/03/nexus2cee_whatsapp-documents-browse-other-1.png
http://www.androidpolice.com/wp-content/uploads/2016/03/nexus2cee_whatsapp-documents-browse-other-2.png



giovedì 17 marzo 2016

DC Comics e Warner Bros. riportano in vita il film su Lobo.


A quanto pare dopo il grande successo riscosso di recente da Deadpool, anche la DC Comics si è finalmente decisa a lanciarsi nell'impresa di regalare un film da solista ad uno dei suoi personaggi più bizzarri: Lobo, il mercenario alieno antieroe e noto "sicario della regalità e flagello del cosmo". In pratica si tratta di una pellicola che sarebbe in produzione da circa 10 anni e che ha subìto diverse battute d'arresto; o almeno così è stato finora poiché in questi giorni la Warner Bros. e la DC Comics hanno rassicurato tutti quelli che attendono con ansia di vedere sul grande schermo il cacciatore di taglie interstellare, non solo annunciando che il film si farà ma anche che la sceneggiatura di quest'ultimo è stata definitivamente affidata a Jason Fuchs, già autore del copione del film su Wonder Woman, (il quale tra l'altro arriverà nei cinema americani il 23 Giugno 2017 e vedrà Gal Gadot vestire, appunto, i panni della più celebre delle amazzoni). Ad ogni modo per il momento non è stata, ovviamente, prevista una data di uscita e, considerato lo stadio quasi embrionale del progetto, è lecito pensare che la pellicola dedicata a Lobo non arriverà prima di 2 o 3 anni. Comunque sia nella speranza che il progetto possa vedere la luce in tempi abbastanza ragionevoli, c'è già chi ha cominciato a chiedersi chi sarà ad interpretare il celebre mercenario czarniano nel suo debutto sul grande schermo. Difatti c'è chi ha ipotizzato possa trattarsi dell'attore Danny Trejo, in quanto quest'ultimo a metà Gennaio aveva pubblicato un misterioso tweet nel quale era stata allegata un'immagine che i più esperti hanno attribuito, appunto, alla versione classica di Lobo. Tuttavia, secondo qualcuno, il tweet in questione più che un indizio ai fan riguardante un progetto già avviato, rappresenterebbe una semplice auto-candidatura ad un ipotetico film. In ogni caso resta ancora da capire quale versione dell'antieroe dei fumetti DC verrà scelta per l'adattamento cinematografico: quella classica, più grezza e metallara, oppure quella re-immaginata più snella e moderna, apparsa per la prima volta in Deathstroke #9 e che i fan hanno potuto ammirare nel reboot dell'iniziativa chiamata "The New 52", (la cui pubblicazione è iniziata nel 2014, ma è, infine, durata appena un anno prima di essere interrotta).