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domenica 31 gennaio 2016

ZZ TOP: In arrivo un documentario ufficiale realizzato con la collaborazione dei fan.


In questi giorni la Banger Films, (azienda canadese produttrice di documentari focalizzati sul mondo dell'heavy metal, tra cui: "Metal: A Headbanger's Journey"; "Rush: Beyond The Lighted Stage"; e "Super Duper Alice Cooper"), in collaborazione con la Eagle Rock Entertainment, (uno dei più grandi produttori e distributori di programmazione musicale per il cinema, DVD, Blu-Ray, Tv, audio e digital media, nota per documentari sui Queen, i Rolling Stone, i Metallica, i Pink Floyd, i The Who, i Nirvana, i Doors e molti molti altri artisti; nonché vincitrice di oltre 30 dischi di multi-platino, oltre 50 di platino ed oltre 90 dischi d'oro), ha annunciato di aver in programma la realizzare del primo documentario ufficiale che racconterà l'affascinante e misteriosa storia degli ZZ Top. In pratica per realizzarlo i filmmaker Scot McFadyen e Sam Dunn, (responsabile dell'azienda canadese), si sono rivolti direttamente ai fan della band texana per aiutarli a raccogliere foto, video, audio ed altre rarità in loro possesso. Difatti al riguardo lo stesso Sam Dunn ha spiegato: "Siamo grandi ammiratori degli ZZ Top, quindi siamo entusiasti di lavorare a questo film. Gli ZZ Top sono il più longevo dei power trio ed hanno influenzato innumerevoli artisti rock, pop e country, ma nonostante ciò c'è pochissimo materiale d'archivio che documenta il loro trascorso. Quindi abbiamo bisogno dell'aiuto dei loro fan!". Mentre Billy Gibbons, cantante e chitarrista dei ZZ Top, ha commentato: "Siamo felici che Banger Films abbia colto la sfida di mettere sullo schermo la storia degli ZZ TOP. La band è entusiasta di questo lavoro. Sì, sarà un documentario basato sui fatti anche se, considerato l'argomento, ci aspettiamo che sarà un elemento di continuità con il famigerato surrealismo della band". Ad ogni modo per chiunque fosse in possesso di materiale sulla band texana e fosse interessato a far parte del progetto, la Banger Films, come già spiegato, ha deciso di dare la possibilità ad appassionati e collezionisti di inviare foto, video, audio e perle rare al seguente indirizzo di posta elettronica: zzfans@bangerfilms.com; inserendo, infine, come oggetto dell'e-mail "ZZ Top Fan Submission".


sabato 30 gennaio 2016

Svelato il confine tra coscienza ed incoscienza.


A quanto pare il confine tra coscienza ed incoscienza si trova in un delicatissimo punto di equilibrio delle connessioni tra i neuroni; o almeno questo è quanto hanno scoperto di recente alcuni ricercatori dell'Institute for Medical Psychology dell'Università di Kiel, i quali, attraverso uno studio intitolato "Large-scale signatures of unconsciousness are consistent with a departure from critical dynamics" e pubblicato sul Journal of the Royal Society Interfacef, hanno cercando di comprendere se ed in che modo sia possibile svegliare un paziente dal coma agendo direttamente sulla sua attività cerebrale. In pratica se da un lato è vero che studi precedenti avevano già dimostrato che, quando è cosciente, il cervello elabora e combina tra loro un grande numero di input che arrivano nello stesso momento dai vari sensi, dall'altro è anche vero che nessuno studio è riuscito a comprendere in modo chiaro cosa accade quando il cervello è incosciente. O almeno così è stato finora; ddifatti nello studio in questione,coordinato da Enzo Tagliazucchi, i ricercatori tedeschi, analizzando attraverso la risonanza magnetica funzionale l'attività cerebrale di 12 persone sane volontarie in 3 momenti differenti, (da sveglie, quindi coscienti; da incoscienti: ai volontari è stato somministrato il propofol; e nuovamente da coscienti), hanno scoperto come la rete neurale funziona al limite tra caos ed ordine. In sostanza i dati raccolti hanno mostrato che durante la fase di coscienza il cervello genera un "vortice di attività continua", simile ad un "flusso di coscienza" in cui i neuroni si muovono attraverso un numero infinito e sempre diverso di percorsi. Mentre poco dopo la somministrazione del suddetto anestetico, oltre a ridursi l'attività stessa del cervello, cala drasticamente anche la variabilità di connessioni delle reti neurali, come se i neuroni fossero bloccati in schemi prefissati dai quali non riescono più a sbloccarsi. Insomma, si tratta di risultati che suggeriscono come nel cervello esista un livello "ottimale" di connessioni e che lo stato di coscienza possa essere immaginato come il risultato dell'esplorazione del maggior numero possibile di percorsi; anche se queste reti non devono essere troppo uniformi ne attive allo stesso modo, ma piuttosto un "caos controllato". Ad ogni modo, come già anticipato, quanto scoperto apre nuove prospettive per quanto riguarda gli studi effettuati sullo stato di incoscienza più conosciuto: il coma. Infatti l'idea generale è che i cervelli dei pazienti affetti da questa condizione siano "bloccati", (o meglio "stabili"), al punto da non riuscire a riattivarsi e quindi a passare nuovamente ad uno stato di veglia. Motivo per il quale adesso l'obiettivo principale dei ricercatori tedeschi è quello di riuscire ad indurre i neuroni dei soggetti in coma ad esplorare nuovi "percorsi" in modo da riuscire a tornare, infine, ad uno stato di coscienza.


Anonymous Italia si scaglia contro il Family Day.


Dopo i recenti attacchi al Ministero dell'Ambiente contro le trivellazioni nell'Adriatico ed al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca contro "La Buona Scuola", la divisione italiana della celebre legione Anonymous è tornata in azione prendendo di mira e defacciando il sito dedicato al Family Day, (attualmente ancora in manutenzione). Naturalmente, come al solito, gli hacker hanno rivendicato e motivato la loro azione in un comunicato pubblicato sul loro blog ufficiale, nel quale si può leggere: «Salute a Voi Manifestanti del Family Day, Noi siamo Anonymous. La manifestazione del 30 Gennaio, contro i diritti dei propri concittadini da' l'idea di quanto la battaglia per i diritti LGBT nel nostro Paese sia molto complessa. Oggi sarete in piazza in migliaia; nonostante facciate fatica ad immaginarlo, è molto probabile che tra i vostri figli vi siano molti ragazzi e ragazze che, anche se non vi hanno mai confidato nulla, sono gay, lesbiche, bisessuali e transgender e che, in questo momento, si stanno chiedendo se avranno una vita felice come tutti i loro fratelli ed amici, oppure no. Quali stati d'animo pensiate possano prevalere quando vi sentiranno urlare in piazza che c'è una sola famiglia e che essere omosessuali, bisessuali, transessuali, "non è naturale"? Da anni una delle principali attività di varie associazioni è combattere contro il bullismo nelle scuole: pensiamo che quella dei giovani che soffrono ed in qualche caso arrivano al suicidio perché vittime di pregiudizi sia una realtà intollerabile. È molto difficile però intervenire a sostegno di ragazzi e ragazze che non possono raccontare ai genitori cosa subiscono perché temono che i sentimenti che provano vengano giudicati sbagliati, perversi, da condannare». E successivamente gli hacker di Anonymous Italia hanno proseguito scrivendo: «Per questo vi diciamo oggi: se, come dite, volete difendere i vostri figli, astenetevi dal chiedere allo Stato di negare la possibilità alla comunità LGBT di avere gli stessi diritti dei loro coetanei eterosessuali. Sono parole che non fanno male solo a noi, ma, prima di tutto, fanno male alle migliaia di giovani italiani che ancora non hanno il coraggio di dichiararsi nelle loro famiglie e non riescono a vivere serenamente ed alla luce del Sole la loro affettività. Voi siete in piazza perché dite di difendere la famiglia tradizionale. Noi vorremmo che tutte le famiglie che ci sono oggi, concretamente, in Italia, fossero rispettate per quello che sono». Ed hanno, infine, concluso spiegando: «Per voi oggi è il Family Day, per noi ogni giorno è buono per far crescere il rispetto e la comprensione dentro ogni famiglia e per ogni famiglia. Per questo Anonymous ha deciso di intervenire, per far capire che ci sono anche i diritti LGBT e Gender».


Anonymous Italia attacca il Ministero dell'Istruzione contro "La Buona Scuola".


Dopo il recente attacco al Ministero dell'Ambiente contro le trivellazioni nell'Adriatico, la divisione italiana della famosa legione Anonymous è tornata in azione prendendo di mira, trafugando e rendendo pubblici alcuni dump riguardanti il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, (noto ance con la sigla MIUR). Ovviamente, come di consueto, gli hacker hanno rivendicato e spiegato le motivazioni di quest'attacco in un breve comunicato pubblicato sul loro blog ufficiale, nel quale si può leggere: «Salve MIUR, Noi siamo Anonymous. Nel corso del 2015 abbiamo osservato la nascita e lo svilupparsi della "Buona Scuola", riforma scolastica entrata in vigore nel Luglio dello stesso anno. Si sono susseguite svariate manifestazioni civili di libera espressione del proprio dissenso contro il decreto, ma la vostra volontà di prevalere, schiacciare e mutare non si è fatta attendere. Avete aggredito studenti, bambini ed anziani con i vostri schiavi ed esecutori chiamate "Forze dell'Ordine". Non vi siete trattenuti nel farvi notare neanche nelle vostre aule di potere dove avete fatto approvare il decreto senza attendere dibattiti democratici leali. Avete trasformato il lavoro in schiavitù e ricatto, con obbligo di allontanamento dai propri affetti, ed avete cercato di comprare il consenso elettorale regalando 500 euro ad insegnante. Ad oggi le uniche cose che ha portato tale decreto sono stati solo gli scandali mediatici, i crolli e strutture in situazioni instabili, questo ha modificato l'istruzione da mentale e professionale ad una fisica per sopravvivenza». Ad ogni modo anche in questo caso gli hacker di Anonymous Italia hanno concluso, (oltre che con alcuni screenshot e con la pubblicazione dei link in cui reperire, appunto, i suddetti dump), con la promessa di futuri e più severi attacchi. Difatti il comunicato in questione si chiude, infine, con le parole: «Per tali motivi siamo lieti di comunicarvi che abbiamo fatto visita nei vostri database, e siamo intenzionati a ritornarci per intraprendere azioni di giustizia nei confronti di chi cercate di sopprimere».


venerdì 29 gennaio 2016

Scoperta l'alterazione genetica responsabile della schizofrenia.


A quanto pare l'alterazione genetica che compromette la cosiddetta "potatura sinaptica" potrebbe anche essere la causa che provoca la schizofrenia, (un disturbo che è tra le prime dieci patologie a più alto impatto di disabilità sociale, e che secondo recenti stime dell'OMS riguarda circa 3,5 milioni di persone in Europa ed approssimativamente 24 milioni a livello mondiale). O almeno questo è quanto hanno scoperto alcuni ricercatori della Harvard Medical School, del Boston Children's Hospital e del Broad Institute che insieme hanno portato avanti una ricerca biomedica su vasta scala, (i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature), e che per la prima volta hanno ottenuto l'evidenza di una causa fisiologica per questa psicosi. In pratica i ricercatori hanno messo insieme i vari passaggi attraverso cui i geni possono aumentare il rischio individuale di sviluppare schizofrenia ed hanno così scoperto che questo rischio è legato ad un processo naturale chiamato, appunto, "potatura sinaptica" grazie alla quale il cervello si libera dei neuroni che con l'età diventano deboli o sovraccarichi. Al riguardo Claudio Mencacci, presidente della Società Italiana di Psichiatria, (nota anche con la sigla SIP), nonché direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Neuroscienze dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico, ha commentato: "Il meccanismo della potatura inizia ed è al suo massimo proprio negli anni dell'adolescenza e fino al completamento dello sviluppo della corteccia cerebrale che avviene intorno ai 24-26 anni". In sostanza è con questa operazione di "scarico" che il cervello accresce la propria efficienza: durante l'adolescenza ed in gioventù, questa attività si svolge soprattutto nella sezione del cervello dedicata alla capacità di pensiero e pianificazione, nota come corteccia prefrontale. Tuttavia ciò che ora i ricercatori americani hanno scoperto è che le persone dotate di geni che accelerano o intensificano questa potatura hanno un rischio maggiore di sviluppare la schizofrenia rispetto agli altri e questo perché chiaramente una potatura eccessiva provoca dei problemi. In realtà in precedenza alcuni ricercatori avevano già intuito che nei pazienti schizofrenici c'era qualcosa che non andava nel suddetto meccanismo di potatura poiché alcuni studi avevano dimostrato che le loro aree prefrontali avevano un numero inferiore di neuroni. Tuttavia questo nuovo studio non solo ha confermato in maniera definitiva quel legame, ma ha anche descritto perfettamente in che modo e per quale motivo il meccanismo della potatura "deraglia", individuandone inoltre i geni responsabili. Per farla breve, il suddetto team di ricercatori ha iniziato focalizzandosi sulla posizione del Complesso Maggiore di Istocompatibilità, (ossia un gruppo di geni costituito da 30 unità, noto anche con la sigla MHC), il quale era già stato fortemente associato alla schizofrenia in precedenti studi genetici. In tal proposito Eric S. Lander, fondatore e direttore del Broad Institute, ha affermato: "L'MHC è come la Statua della Libertà del grafico Manhattan. La domanda che ci siamo fatti è: cosa c'è lì dentro?". La risposta è stata che quest'area risulta essere come una sorta di labirinto notoriamente oscuro e noto perché contiene geni che facilitano la risposta immunitaria del corpo, per esempio, segnalando batteri invasori che devono essere distrutti. Ed era stata proprio questa sua caratteristica ad aver fatto nascere l'ipotesi che la schizofrenia potesse essere una sorta di condizione autoimmune in cui il corpo viene attaccato dalle proprie cellule. Ma adesso i ricercatori hanno scoperto qualcosa di diverso: usando metodi statistici avanzati, hanno capito che l'MHC contiene principalmente 4 varianti comuni di un gene chiamato C4 che a loro volta producono 2 tipi di proteine, la C4-A e la C4-B. Tra l'altro durante la suddetta ricerca gli scienziati hanno analizzato il genoma di più di 64.000 persone ed hanno scoperto che le persone affette da schizofrenia hanno in genere forme iperattive della proteina C4-A, rispetto ai soggetti sani. Al riguardo Steve McCarroll, professore associato del Dipartimento di Genetica presso l'Harvard Medical School, ha spiegato: "Questa proteina sembrava essere il fattore genetico che determina il rischio di schizofrenia, ma dovevamo averne la certezza". Perciò, andando avanti nella ricerca, il team di ricercatori ha visto che quando è presente un eccesso di C4-A c'è anche un eccesso di "potatura sinaptica"; il che spiegherebbe non solo come mai chi è affetto da schizofrenia tenda ad avere una corteccia cerebrale più sottile, (con meno sinapsi, rispetto agli individui non colpiti dalla patologia in questione), ma anche la ragione per cui il disturbo appare con maggior frequenza nel corso dell'adolescenza o entro i 20 anni, (ovvero proprio quando la potatura dei neuroni è più forte). In tal proposito lo stesso Steve McCarroll ha proseguito dichiarando: "Queste scoperte consentono di connettere tutte le piccole intuizioni che abbiamo accumulato in anni di ricerca sulla schizofrenia e che ora hanno finalmente un senso". Mentre lo stesso Claudio Mencacci ha commentato: "Si tratta di uno studio molto interessante perché per la prima volta è stata individuata la variante genetica che fa aumentare in modo significativo la potatura che si verifica nella corteccia prefrontale. È un meccanismo che non conoscevamo e che può aumentare la nostra capacità di intervenire proprio sui giovani che rappresentano la fascia d'età più sensibile". Tuttavia a rendere questo studio ancora più interessante è stato il legame individuato tra geni e sistema immunitario; difatti in tal proposito Claudio Mencacci ha concluso spiegando: "L'individuazione della proteina C4 coinvolta nel funzionamento del sistema immunitario conferma l'orientamento scientifico che vede sempre più spesso un mix tra genetica e fenomeni auto-immuni. Lo studio chiarisce che c'è un legame tra la variante genetica e la cascata infiammatoria che si crea quando l'organismo non riconosce come proprie le sue sinapsi e le pota in modo più aggressivo del solito". Ad ogni modo ora i ricercatori sperano che, una volta definito meglio il profilo genetico a rischio, si possa lavorare per la scoperta di bio-marcatori per il trattamento di questa malattia che attualmente non ha una cura; anche se in realtà preferiscono essere cauti nell'ipotizzare un farmaco che possa rallentare o modulare la "potatura sinaptica". Comunque sia i risultati di questa ricerca hanno fornito la prima spiegazione biologica su un disturbo le cui cause hanno confuso la scienza moderna per diverse generazioni ed hanno, infine, aiutato a spiegare anche alcuni altri misteri, incluso il perché la schizofrenia si presenta spesso in adolescenza o in giovane età.


Anonymous Italia attacca il Ministero dell'Ambiente contro le trivellazioni nell'Adriatico.


Dopo un periodo di apparente inattività, la divisione italiana della celebre legione Anonymous è tornata in azione prendendo di mira, trafugando e pubblicando online oltre 1.300 file, (nello specifico si tratta dei cosiddetti "dump", per un totale di oltre 450 MB), riguardanti il Ministero dell'Ambiente. Naturalmente, come di consuetudine, gli hacker hanno rivendicato l'azione tramite un breve comunicato pubblicato sul loro blog ufficiale, nel quale si può leggere: «Cittadini del mondo, Noi siamo Anonymous. Annunciamo che svariati documenti sono venuti in nostro possesso dal Ministero dell'Ambiente. Nel corso degli ultimi anni, abbiamo assistito ad una evoluzione industriale rivolta all'eco-sostenibile molto flebile e basata su accordi finanziari che favoriscono gli introiti lobbistici. Uno dei cambiamenti più significativi finanziariamente è la caduta del petrolio in tutte le borse, ma questo non impedisce purtroppo a società con interessi al quanto dubbiosi di usufruire ancora dell'olio nero per arricchirsi alle spalle della salute ambientale». Ed hanno poi proseguito spiegando le principali motivazioni di tale attacco, scrivendo: «Stiamo osservando le vostre nefaste intenzioni di trivellare il mare Adriatico a 6 chilometri dalla riva e di piazzarci un desolforatore e centro di stoccaggio con fiamma permanente attiva per i prossimi 30 anni. Tale cosa non può essere tollerata né permessa. Ma la vostra sete di morte vi spinge oltre, anche ad accrescere le emissione in atmosfera di gas e sostanze inquinanti al solo fine dei vostri guadagni». Ad ogni modo gli hacker di Anonymous Italia hanno concluso il suddetto comunicato, (oltre che, appunto, con la pubblicazione dei link in cui reperire i suddetti dump), con la promessa di futuri e più severi attacchi. Difatti il comunicato in questione si chiude, infine, con le parole: «Siamo determinati ad intraprendete azioni più dure nei vostri confronti per la tutela dell'ambiente. Questo è solo l'inizio. Aspettateci».


mercoledì 27 gennaio 2016

Michael Jackson ed il mistero della colonna sonora di Sonic 3.


Secondo una particolare tesi avanzata diversi anni fa e per la prima volta dall'inglese Ben Mallinson, tra gli autori della colonna sonora di Sonic 3 ci sarebbe stato anche Michael Jackson. In pratica nelle sue lunghe discussioni con gli altri utenti di forum dedicato al mondo del famoso riccio blu creato dalla SEGA Corporation, l'inglese aveva preso come esempio chiave il tema di Carnival Night Zone, il quale risulterebbe essere quasi una trasposizione in linguaggio 8 bit di Jam, hit che il Re del Pop aveva pubblicato nel 1992. Inoltre un altro utente, Steven Nipper, si è preso la briga di trovare un nesso più specifico, confrontando le progressioni di accordi fra i titoli di coda del gioco e quelle in Stranger In Moscow, brano pubblicato dall'artista nel 1996. Tuttavia è stato solo nel 2005 che le "indagini" iniziarono a prendere una piega inaspettata, quando un utente anonimo nascosto dietro al nickname "HXC" riuscì a strappare qualche confessione a Roger Hector, (all'epoca responsabile incaricato da SEGA di coordinare i lavori sul videogioco sviluppato in super-segreto a San Francisco), il quale, preso alla sprovvista, aveva ammesso che, sì, Michael Jackson era stato coinvolto nei lavori della colonna sonora, ma che successivamente le sue tracce vennero scartate da SEGA. Difatti tra i nomi dei compositori accreditati sulla soundtrack appaiono solo quelli di Bobby Brooks, Doug Grigsby III, Darryl Ross, Geoff Grace, Cirocco Jones e Brad Buxer, il quale sempre nel 2005 aveva raccontato di non sapere se poi SEGA si fosse sbarazzata o meno del lavoro del Re del Pop. Insomma, è chiaro come in questa vicenda qualcosa non quadra; o almeno così era fino a pochi giorni fa, quando 3 dei suddetti compositori hanno deciso di vuotare il sacco. Infatti in una recente intervista che gli stessi Brad Buxer, Doug Grigsby III e Cirocco Jones hanno concesso all'Huffington Post è emerso non soltanto che il prodotto finito è stato frutto dell'ingegno di Michael Jackson, ma che oltretutto la popstar era a capo del suddetto team che compare nei titoli di coda. Al riguardo Brad Buxer a dichiarato: "Stavo lavorando con Michael all'album "Dangerous" e lui mi disse che avrebbe composto la colonna sonora di '"Sonic the Hedgehog 3". Mi chiese di aiutarlo". Ad ogni modo l'unico punto non chiaro della faccenda è il motivo di tutto questo anonimato; anche perché va ricordato che Michael Jackson aveva collaborato con SEGA già nel 1990, quando la compagnia pubblicò un videogioco basato sul suo film "Moonwalker". In tal proposito alcuni sostengono che sia stata la SEGA a rifiutarsi di associare il proprio nome a Michael Jackson, perché all'epoca del lancio di Sonic 3, (nel 1994), il cantante si trovava coinvolto nello scandalo più grande della sua carriera: quello delle accuse di molestie sessuali su diversi minori a Los Angeles. Ed a confermare questa teoria "alternativa" è stato lo stesso Roger Hector, il quale a affermato: "Abbiamo dovuto rimpiazzarlo". Quindi al suo posto nella scrittura delle musiche del videogame fu coinvolto Howard Drossin, il quale ammise di non aver riscritto l'intera colonna sonora ed affermo di essersi trovato di fronte a molto materiale già composto e parecchie musiche ricalcavano, a suo avviso, lo stile e la struttura dei brani portati al successo da Michael Jackson, (non sapendo però che quelle musiche erano state composte proprio da lui, prima del presunto allontanamento della popstar dal progetto). Comunque sia qualcun'altro, (tra cui lo stesso Brad Buxer), sostiene che fu lo stesso Michael Jackson a tirarsi indietro, in quanto riprodotte alla console le musiche non producevano suoni a lui graditi. Infatti al riguardo durante la suddetta intervista il musicista ha dichiarato: "Michael non voleva il proprio nome nei crediti perché rimase deluso dalla scarsa qualità del suono". Insomma, pare proprio che, (fatta eccezione per quest'ultimo punto), il mistero del coinvolgimento di Michael Jackson in Sonic 3 sia stato finalmente risolto.

Di seguito un video realizzato dai fan che mette a confronto la colonna sonora del videogame con le canzoni di Micheal Jackson:




Secondo un recente studio, l'Erasmus fa trovare l'amore ad un terzo degli studenti.


A quanto pare l'Erasmus, (noto anche come European Region Action Scheme for the Mobility of University Students), è diventato un classico rito di passaggio per moltissimi giovani di tutta Europa e quest'anno compie il suo 29° anno. Per quest'occasione l'Università degli Studi "Niccolò Cusano", che aderisce al programma, ha deciso di condurre uno studio per identificare qual è l'impatto sul piano personale, sociale e occupazionale di questo lungimirante progetto, raccogliendo i dati in un'infografica intitolata "Erasmus: il ritratto di una generazione". In pratica, secondo quanto illustrato in quest'ultima, il programma di scambi universitari internazionale ha creato la prima generazione di europei e sta portando i cittadini del vecchio continente verso la formazione di una vera identità europea. In sostanza da questo studio è emerso che l'identikit dello studente Erasmus è prevalentemente donna, (per la precisione nel 61% de casi), studia alla facoltà di economia, ha 22 anni e parte per un periodo di 6 mesi avvalendosi di una borsa di studio del valore medio di 272 euro al mese. Inoltre le mete più ambite dagli studenti italiani in ordine di preferenza sono Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo; mentre l'Italia si posiziona al 5° posto nelle mete preferite dagli studenti stranieri. Tra l'altro è emerso anche che i giovani che effettuano un periodo di studio all'estero vivono un'esperienza di crescita personale: in particolare accrescono la capacità di risolvere problemi, l'apertura mentale, la capacità di prendere decisioni, la conoscenza di sé, la curiosità e la fiducia in se stessi. Invece l'impatto sul mercato del lavoro del progetto Erasmus produce esiti positivi, complici il valore aggiunto apportato al curriculum vitae e soprattutto il bagaglio linguistico arricchito di chi è partito: il tasso di disoccupazione degli ex-Erasmus dopo 5 anni dal conseguimento dalla laurea è risultato essere inferiore del 23% rispetto al tasso di disoccupazione di coloro che hanno deciso di non partire; mentre il 64% dei datori di lavoro ha affermato di essere propenso ad attribuire maggiori responsabilità al personale con esperienza internazionale rispetto a chi non ne ha. Per di più il progetto Erasmus allarga gli orizzonti degli studenti e la loro rete di relazioni: il 93% degli studenti che hanno vissuto questa esperienza internazionale ha affermato di voler vivere all'estero in futuro, contro il 73% di coloro che sono rimasti a studiare nel proprio Paese. Non a caso il numero degli studenti Erasmus che cambia Paese di residenza almeno una volta dopo la laurea è di 2 volte maggiore rispetto a quello di coloro che non hanno vissuto un'esperienza di mobilità durante gli studi. Ma non è tutto; infatti quasi un terzo di chi è andato in Erasmus ha dichiarato di aver trovato l'amore durante quest'esperienza: da ciò ne è derivato che dal 1987 ad oggi circa un milione di bambini sono nati da coppie che si sono formate durante questo periodo di studio. Comunque sia l'Università degli Studi "Niccolò Cusano" ha concluso l'infografica condividendo le parole di Umberto Eco, il quale ha spiegato: "L'Erasmus ha creato la prima generazione di giovani europei. Io la chiamo una rivoluzione sessuale, un giovane catalano incontra una ragazza fiamminga, si innamorano, si sposano, diventano europei come i loro figli. Dovrebbe essere obbligatorio, e non solo per gli studenti: anche per i taxisti, gli idraulici, i lavoratori. Passare un periodo nei paesi dell'Unione Europea, per integrarsi".

Di seguito la suddetta infografica dell'ateneo romano:
http://www.unicusano.it/blog/images/infografiche/Erasmus-infograficaUC.jpg
In collaborazione con BizUp ed UNICUSANO.



martedì 26 gennaio 2016

CrashSafari, il link che causa il crash di quasi tutti i browser.


Dopo la stringa in arabo unicode in grado di mandare in tilt i messaggi su iOS, gli 8 caratteri capaci di causare il blocco improvviso di alcune versioni di Skype ed i messaggi di oltre 4.000 emoji che mandano in tilt WhatsApp, adesso arriva un link la cui apertura causa l'immediato crash di Safari, (e non solo). In pratica si tratta di un fastidioso, seppur fortunatamente del tutto innocuo, scherzo che nelle ultime ore sta coinvolgendo sempre più gli utenti Mac e iOS: un collegamento web creato appositamente affinché il browser di casa Apple si blocchi e si chiuda automaticamente; il tutto deriverebbe da un bug del software, incapace di gestire i comandi contenuti nella pagina web costruita proprio a questo scopo. Tuttavia sebbene il sito in questione abbia un nome più che esplicativo, (ossia crashsafari.com), il suo link si è rapidamente diffuso fra gli utenti tramite servizi di shorturl che ne nascondono l'identità: è così nata l'occasione ghiotta per giocare un piccolo scherzo agli amici dotati di Mac o di device Apple. Difatti, con la scusa di mostrare, ad esempio, una notizia di cronaca, foto o qualsiasi altra risorsa Web, l'utente è portato a cliccare sul collegamento "incriminato" e così facendo è destinato a vedere il browser chiudersi davanti ai propri occhi. Insomma, per farla breve, lo script contenuto nella pagina è in grado di saturate le risorse di Safari con una stringa autogenerata nella barra degli indirizzi: questo su OS X si traduce nella chiusura del browser dopo qualche secondo; mentre su iOS non è raro che si verifichino riavvii automatici dello smartphone a causa del surriscaldamento causato dalla gestione della stringa in loop. Ad ogni modo diversi esperti hanno già analizzato il contenuto della pagina e, (fastidi e surriscaldamenti a parte), questa rimane pressoché innocua: non viene sfruttato nessun codice malevolo e sembra siano assenti anche pericoli per la sicurezza dei dati personali. Infatti, come già accennato, il link in questione, (online da Aprile 2015 e ad oggi visitato oltre 100.000 volte), genera soltanto dei caratteri casuali all'infinito nella barra degli indirizzi, sfruttando un bug del browser. Tuttavia sebbene il sito sia stato creato appositamente per Safari, sempre nelle ultime ore molti utenti hanno segnalano come tutto ciò avviene a volte anche su Chrome per Mac ed iOSIn ogni caso, secondo alcune indiscrezioni, Apple sarebbe già a conoscenza del bug e starebbe preparando un aggiornamento risolutivo del software. Ciononostante però pare proprio che questo link causi, ovviamente, problemi anche per tutti gli altri internauti: si va dal blocco/oscuramento totale di Chrome e Safari per Windows ed Android, (in questi casi i dispositivi non si riavviano, a meno che non siano estremamente vecchi), al blocco temporaneo di Firefox che, (su Windows ed Android), mostra l'errore relativo ad uno script che non risponde, interrotto il quale la pagina viene caricata mostrando la scritta in essa contenuta "What were you expecting?", (in italiano: "Cosa ti aspettavi?"). Mentre l'unico immune sembra essere Edge, il nuovissimo browser di Microsoft, che gestisce il tutto in maniera efficiente caricando, infine, la pagina senza alcun problema.

Di seguito alcuni esempi dei caratteri casuali illimitati generati:
 http://media3.s-nbcnews.com/j/newscms/2016_04/1389481/history1_c5e47a3ab7a542f71baac30ce5d8b86a.nbcnews-ux-2880-1000.png
...la scritta che appare una volta caricata la pagina:
 http://1u88jj3r4db2x4txp44yqfj1.wpengine.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2016/01/crash_safari_edge.png
...ed il codice sorgente del link:
http://media.idownloadblog.com/wp-content/uploads/2016/01/CrashSafari-webapge-001.jpg 



lunedì 25 gennaio 2016

WhatsApp condividerà i dati degli utenti con Facebook.


Nonostante l'acquisizione costata ben 19 miliardi di dollari avvenuta nel Febbraio 2014, finora Facebook e WhatsApp hanno sempre viaggiato su due binari separati. Tuttavia, secondo uno sviluppatore Android, che ha avuto modo di testare una versione beta dell'applicazione di messaggistica istantanea, presto i due servizi diventeranno più uniti: in una recente build di WhatsApp, (per la precisione la 2.12.413), infatti, sarebbe stata inserita una nuova opzione per far si che gli utenti abbiano la possibilità di condividere le informazioni dei loro account con il Social Network in Blu. In pratica si tratta di una notizia che arriva ad una settimana esatta dal comunicato che spiegava come il servizio di messaggistica istantanea sarebbe a breve tornato ad essere completamente gratuito. Difatti in questo arco di tempo tutti gli utenti nel mondo, (quasi un miliardo di persone), hanno ricevuto un messaggio che confermava l'eliminazione dell'abbonamento di 0,89 euro all'anno, (introdotto alla fine del 2013). In sostanza, come già spiegato, si tratta di una mossa che WhatsApp ha messo in atto affinché anche da coloro che non dispongono di una carta di credito o di debito possano utilizzare l'applicazione. Inoltre gli stessi vertici avevano spiegato che per sostenere economicamente lo sviluppo del servizio verranno introdotti strumenti che permetteranno di comunicare con imprese ed organizzazioni dalle quali l'utente vorrà ricevere notizie, (ad esempio, banche, compagnie aeree, ecc...). Perciò, considerando che, come annunciato, WhatsApp non mostrerà annunci pubblicitari di terze parti, lo scambio dei dati degli utenti con Facebook potrebbe essere un modo per generare profitti. Tra l'altro è probabile che questa novità possa in futuro essere sfruttata per semplificare la ricerca degli amici; anche se l'obiettivo principale sembrerebbe essere quello di incrementare l'uso di Facebook e quindi i profitti derivanti dalle inserzioni pubblicitarie. Ma non è tutto; un'altra opzione, (che dovrebbe essere introdotta sempre nella versione 2.12.413), permetterebbe di visualizzare un indicatore che conferma l'uso della cosiddetta "crittografia end-to-end" per chat e chiamate; mentre in una prossima versione di WhatsApp dovrebbe essere inclusa una terza nuova funzionalità che permetterà la condivisione dei documenti con una scheda per la gestione dei file ricevuti. Comunque sia trattandosi di una versione beta, queste ipotetiche novità potrebbero essere, infine, rimosse prima della pubblicazione sul Play Store.


Di seguito alcuni screenshot della suddetta novità:
http://phandroid.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2016/01/whatsapp-TosUpdateDetailsActivity-01212016122240.png
http://phandroid.s3.amazonaws.com/wp-content/uploads/2016/01/whatsapp-Main-01212016122535.png
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Secondo un recente studio, il sesso orale può aumentare il rischio di tumori a testa, collo ed orofaringe.


Secondo recenti stime, in tutto il mondo oltre 500.000 persone ogni anno ricevono una diagnosi di tumore al cavo orale; anche se in realtà questo numero è in netto aumento soprattutto perché tra le categorie a rischio non ci sono solo gli accaniti fumatori e bevitori, ma anche coloro che hanno dei rapporti orali: da tempo è ormai noto che il sesso orale contribuisce ad aumentare il rischio di sviluppare il tumore in questione. Tuttavia a quanto pare recentemente i rapporti orali sono stati chiamati nuovamente in causa da un ennesimo studio che ne ha messo in luce i vari rischi, quantificando con precisione e per la prima volta i pericoli a cui essi espongono. In pratica si tratta di una ricerca condotta da alcuni ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine di New York e pubblicata su Jama Oncology, la quale ha mostrato una forte connessione tra il Papilloma Virus Umano, (noto con la sigla HPV e che può trasmettersi, appunto, attraverso il sesso orale), ed i tumori a testa e collo. In particolar modo questo studio ha parlato delle maggiori possibilità di ammalarsi di cancro attraverso questa pratica sessuale, la quale sostanzialmente costituirebbe una sorta di "autostrada" per il virus in questione, trasportandolo dall'utero alla bocca. Difatti, come già noto, quest'ultima a livello cellulare è molto simile a vagina e cervice e tutte e tre presentano mucose con una struttura che costituisce il target ideale di due tipi di HPV, vale a dire il 16 ed il 18. Tra l'altro l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, (nota anche come IARC), ha confermato l'evidenza oncogena per 12 tipi di HPV e si stima che proprio l'HPV 16 e l'HPV 18 siano responsabili di oltre il 70% dei casi tumorali. Ad ogni modo la ricerca in questione, (condotta sulla base di due studi che hanno coinvolto circa 97.000 persone alle quali è stato chiesto di fornire dei campioni di saliva in modo da dimostrare che non presentavano tumori), è stata la prima a dimostrare che la presenza del Papilloma Virus Umano nel cavo orale può portare allo sviluppo del tumore orofaringeo e sostiene inoltre che il rischio di sviluppare un tumore è 22 volte superiore per chi è affetto da questo virus rispetto a chi non lo è: tra tutti i partecipanti, esaminati per 4 anni, sono stati scoperti 132 casi di tumori a testa e collo. Oltretutto, come già noto, l'HPV gioca un ruolo cruciale nello sviluppo del tumore della cervice uterina e ad oggi si ritiene che svolga un ruolo importante anche nell'eziopatogenesi, appunto, dei tumori del cavo orale e dell'orofaringe. Non a caso, solo in Italia, il virus in questione rappresenta la causa di circa il 35% dei tumori dell'orofaringe, con un costante incremento; mentre negli Stati Uniti la situazione è ben peggiore e sta raggiungendo livelli endemici, (ossia circa il 70% dei tumori dell'orofaringe). Per di più considerando che, come già anticipato, il gruppo di virus conosciuto come HPV trova un ambiente fertile soprattutto nelle membrane umide, (tra cui, appunto, il collo dell'utero, la bocca e la gola), i soggetti principalmente a rischio sono chiaramente gli uomini etero. Insomma, le neoplasie del cavo orale colpiscono maggiormente particolari categorie ed in questa ottica sarebbe più che mai fondamentale un'accurata opera di sensibilizzazione.


sabato 23 gennaio 2016

La FOX ordina il pilot della serie Tv reboot de "L'esorcista".


Se ne parla dal 2013 ed a quanto pare adesso è ufficiale: L'esorcista, uno dei film più famosi e terrificanti della storia del cinema horror, avrà molto presto un suo reboot sotto forma di serie Tv, il cui pilot è stato ufficialmente ordinato in questi giorni dalla FOX. Naturalmente si tratterà di una serie Tv tratta dallo stesso celebre romanzo di William Peter Blatty, (pubblicato per la prima volta nel 1971 ed ispirato ad una storia apparentemente vera di una possessione demoniaca), che 43 anni fa venne, appunto, trasformato nel capolavoro cinematografico conosciuto come "l'horror più spaventoso di tutti i tempi". In pratica la pellicola in questione, uscita nelle sale di tutto il mondo nel 1973, ha riscosso molto successo malgrado i problemi di censura tanto che, negli anni seguenti, sono usciti nelle sale 2 sequel, (mai originali quanto l'originale): L'esorcista II - L'eretico nel 1977 e L'esorcista III nel 1990; senza contare una riedizione in versione integrale nel 2000, (con circa 11 minuti di scene inedite), e 2 prequel, (L'esorcista - La genesi, nel 2004, e Dominion: Prequel to the Exorcist, nel 2005). Ad ogni modo la vera consacrazione de "L'esorcista" arrivò l'anno dopo la sua proiezione, nel 1974, quando ricevette 4 Golden Globe e 10 nomination al premio Oscar, riuscendo ad aggiudicarsene 2: per la "Migliore sceneggiatura non originale" e per il "Miglior sonoro". Insomma si tratta di un film che segnò gli appassionati del genere e gli stessi attori: per decenni Linda Blair, (che interpretò Regan MacNeil, la dodicenne con disturbi comportamentali e che si scoprirà poi essere posseduta dal demone Pazuzu), fu identificata con il suo personaggio. Ad ogni modo il suddetto pilot ordinato dalla FOX, della durata di circa un'oraè stato scritto da Jeremy Slater, (sceneggiatore noto per film come Fantastic 4 - I Fantastici Quattro e The Lazarus Effect). Mentre la potenziale serie Tv, una moderna reinterpretazione del suddetto romanzo, è stata, infine, descritta come: "Un thriller psicologico, incentrato su due uomini molto diversi tra loro alle prese con il caso di una famiglia vittima di alcune orribili esperienze demoniache, che li metterà di fronte al vero volto del male".