|  

sabato 31 gennaio 2015

J1407b, l'esopianeta con più anelli di Saturno.

Concetto artistico di J1407b.

Si chiama J1407b e si tratta dell'esopianeta gigante e gassoso, (che si trova ad una distanza di 420 anni luce dalla Terra), il quale ha tolto a Saturno il titolo di "Signore degli Anelli". Infatti J1407b è circondato da un sistema di 37 anelli, con un diametro di decine di milioni di chilometri ed una massa complessiva pari a quella del nostro pianeta. Inoltre, come già anticipato, questo esopianeta è costituito principalmente da polveri e detriti e molto probabilmente potrebbe essere accompagnato anche da uno, o più, piccoli satelliti. In pratica l'avvistamento di J1407b è stato reso possibile grazie al progetto SuperWasp, che ha visto cooperare l'Osservatorio di Leiden con l'Università di Rochester. Tra l'altro il professor Eric Mamajek ed il dottor Matthew Kenworthy, principali autori della scoperta pubblicata sulla rivista scientifica Astrophisical Journal, hanno stimato che l'esopianeta in questione abbia un periodo orbitale di circa 10 anni. Difatti al riguardo lo stesso Eric Mamajek ha dichiarato: "J1407b è molto più grande di Giove o Saturno ed il suo sistema di anelli è di circa 200 volte più grande di quello di Saturno. Lo si potrebbe pensare come una specie di super-Saturno". Ad ogni modo, secondo quanto spiegato dagli astronomi, gli anelli dell'esopianeta in questione presentano delle caratteristiche tali da poter ospitare, appunto, delle esolune. Infatti l'enorme struttura che circonda J1407b ostacola la luce emessa dalla stella J1407 fino al 95%; il che, secondo Eric Mamajek, suggerisce che potrebbe esserci tantissimo materiale per formare nuovi satelliti. Per di più grazie ai dati raccolti, gli astronomi hanno ipotizzato che la luna, (o la sua potenziale nascita), potrebbe avere una massa simile a quella della Terra o di Marte. In tal proposito Matthew Kenworthy ha spiegato: "I dettagli che vediamo nella curva di luce sono incredibili. L'eclissi è durata per alcune settimane, ma si sono visti rapidi cambiamenti su scale temporali di decine di minuti a causa di strutture fini negli anelli. La stella intorno a cui orbita il pianeta è troppo lontana per osservare direttamente gli anelli, ma abbiamo potuto creare un modello dettagliato basato sulle rapide variazioni di luminosità della luce della stella che passa attraverso il sistema di anelli. Se riuscissimo a sostituire gli anelli di Saturno con gli anelli intorno a J1407b, sarebbero facilmente visibili di notte e risulterebbero molte volte più grande della luna piena". Comunque sia, secondo le ipotesi degli scienziati, gli anelli di J1407b potrebbero diventare più sottili con il passare del tempo, (si parla di milioni di anni), fino a scomparire definitivamente; il che ha, infine, spinto gli astrofili ad aiutarli a monitorare l'esopianeta, chiarendo il suo periodo e la sua massa.

Di seguito un breve video che mostra il modello realizzato:



venerdì 30 gennaio 2015

Creati i primi tessuti cerebrali "in provetta".


Dopo il primo fegato artificiale ed i primi mini-stomaci, il primo intestino "in provetta" ed i primi muscoli "in provetta", di recente sono stati creati, sempre "in provetta", i primi tessuti cerebrali, i quali si sono auto-assemblati spontaneamente andando a formando una struttura simile al cervelletto. O almeno questo è quanto hanno annunciato in questi giorni alcuni ricercatori del RIKEN, (ossia una grossa organizzazione che comprende numerosi istituti di ricerca scientifici, operante in Giappone), attraverso una ricerca il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista Cell Reports. Il che rappresenta la prova di principio di come sia possibile ricreare "in provetta" anche strutture estremamente complesse, come, appunto, il tessuto cerebrale. Insomma, a quanto pare con questa nuova ricerca si apre una strada che in futuro potrebbe aiutare a riparare le lesioni nervose e che parallelamente potrebbe portare allo sviluppo addirittura di intere reti di neuroni in laboratorio. Ad ogni modo questi tessuti cerebrali sono stati ottenuti inducendo le cellule staminali embrionali umane a differenziarsi in cellule specifiche del cervelletto, (dette Cellule di Purkinje), grazie al fattore di crescita chiamato FGF2. Inoltre, come già anticipato, una volta sviluppate in questa direzione, nel giro di pochi giorni le suddette cellule si sono auto-organizzate per formare i tessuti del cervelletto. Tra l'altro questa rete nervosa venutasi a formare ha poi dimostrato di funzionare in modo efficiente già a distanza di 15 settimane, come testimoniano le registrazioni elettrofisiologiche effettuate sulla sua attività. Al riguardo Keiko Muguruma, autore principale dello studio, ha spiegato: "I principi di auto-organizzazione che abbiamo dimostrato qui sono importanti per il futuro della biologia dello sviluppo. I tentativi di generare il cervelletto da cellule iPS umane sono già stati raggiunti con un certo successo, e questi neuroni e tessuti del cervelletto derivati da pazienti saranno utili per la modellazione di malattie come l'atassia spinocerebellare". Comunque sia uno degli obiettivi primari della ricerca sulle cellule staminali in generale è proprio la medicina rigenerativa, con la possibilità di sostituire parti del corpo danneggiate con dei tessuti sani coltivati "in provetta". Tuttavia per quanto riguarda il sistema nervoso questa è una sfida alquanto particolare, in quanto non solo devono essere realizzati neuroni specifici, ma devono, infine, anche essere messi in collegamento tra di loro in reti abbastanza complesse.


Di seguito alcune immagini:
http://www.nanowerk.com/news2/biotech/id38890.jpg
http://www.nanowerk.com/news2/biotech/id38890_1.jpg



giovedì 29 gennaio 2015

Sony spegne "Music Unlimited" per collaborare con Spotify e lanciare "PlayStation Music".


A quanto pare per PlayStation Network ed i suoi milioni di utenti attivi sono previste per prossimi mesi delle rivoluzioni musicali; infatti in questi giorni Sony ha annunciato l'intenzione di chiudere definitivamente "Music Unlimited", il suo servizio dedicato al mondo della musica a partire dal prossimo 29 Marzo. Tuttavia gli affezionati del suddetto servizio non dovranno preoccuparsi più di tanto: la stessa società nipponica ha fatto sapere che sempre a fine Marzo partirà una partnership con Spotify, che farà nascere un nuovo servizio che si chiamerà "PlayStation Music". In pratica l'obiettivo principale di questa partnership strategica è quello di migliorare l'esperienza musicale degli iscritti al PlayStation Network. Infatti questo nuovo servizio, secondo quanto hanno spiegato gli stessi responsabili, sarà disponibile in 41 Paesi ed offrirà il grande archivio del leader dello streaming anche agli utenti del colosso giapponese, (siano essi su console oppure su smartphone e tablet della linea Xperia). Al riguardo Andrew House, presidente e Group CEO di Sony, nonché Group Executive del Network Entertainment Business, ha spiegato: "La musica è una componente chiave dell'offerta di intrattenimento che i consumatori si aspettano da Sony, ed il nostro obiettivo con PlayStation Music è offrire l'esperienza musicale più coinvolgente ai milioni di utenti di PlayStation Network in tutto il mondo. Questa partnership unisce il meglio del settore della musica e del gaming, il quale beneficerà della community attiva ed appassionata di Spotify e di PlayStation Network. Siamo entusiasti che Spotify sia alla base della nostra strategia di PlayStation Music". Mentre Daniel Ek, amministratore delegato e fondatore del popolare servizio di streaming musicale, accogliendo con entusiasmo e soddisfazione l'annuncio, ha dichiarato: "Siamo molto onorati di collaborare con Sony e PlayStation per offrire ai gamer di tutto il mondo una fantastica esperienza di ascolto della musica. Come giocatore ed utente di PlayStation 4, sono molto contento di poter accompagnare con una colonna sonora le mie partite dell'Arsenal in FIFA 15 la prossima primavera". Tra l'altro la collaborazione in questione prevederà alcune funzioni e vantaggi esclusivi per gli utenti di PlayStation Network, come, ad esempio, la possibilità di collegare il proprio account Spotify già esistente e di passare alla versione Premium proprio grazie all'omonimo portafoglio PlayStation Network. Per di più il nuovo servizio permetterà di usufruire di più di 30 milioni di brani e 1,5 miliardi di playlist sia su PlayStation 3 che PlayStation 4, nonché, appunto, sui dispositivi mobile targati Xperia. Ma non è tutto: i possessori di una PlayStation 4 potranno ascoltare i loro brani preferiti direttamente durante una sessione di gioco, andando così a creare una colonna sonora personalizzata per il gaming. Comunque sia i clienti che al 28 Febbraio risulteranno ancora abbonati al servizio Music Unlimited, secondo quanto spiegato, infine, da Sony in un comunicato stampa, riceveranno sia un'estensione gratuita al servizio, (appunto, fino al successivo 29 Marzo), che un periodo iniziale d'ascolto altrettanto gratuito su Spotify Premium.


mercoledì 28 gennaio 2015

YouTube apre ufficialmente le porte all'HTML5.


Di recente YouTube, tramite un post pubblicato sul suo blog ufficiale, ha deciso di annunciare una novità alquanto importante: a partire da oggi, dopo diversi anni di test, l'HTML5 diventerà la piattaforma di default per la riproduzione dei filmati, (andando così a sostituire Adobe Flash), per il momento all'interno di Chrome, Internet Explorer 11, Safari 8 ed anche nelle versioni beta di Firefox. Al riguardo nel suddetto post si può leggere: «Quattro anni fa abbiamo scritto in merito al supporto per il tag "video" di HTML5 ed alle sue prestazioni confrontate con quelle di Flash. Al tempo, a causa di alcune limitazioni, non è diventata la nostra piattaforma predefinita per la distribuzione dei filmati. Ancora più importante, HTML5 non risultava compatibile con Adaptive Bitrate, (o ABR), una funzionalità che ci permette di mostrarvi i video con meno buffer». Insomma, si tratta di una decisione che sicuramente porterà con sé numerosi benefici: innanzitutto solleverà gli utenti dall'obbligo di installare una componente di terze parti per la visione dei filmati, grazie all'adozione uno standard definito dal World Wide Web Consortium, (noto anche con la sigla W3C), e condiviso a livello universale. Tra l'altro per coloro che si occupano della gestione dei siti Web, il cosiddetto embed, (ossia l'incorporazione dei video), potrà avvenire in modo più semplice e rapido, attraverso l'inclusione nel codice del tag "video"; senza contare la compatibilità con le cosiddette smart TV, il pieno supporto al codec VP9, (che riduce in modo considerevole la dimensione dei file a parità di risoluzione), e la compatibilità con la tecnologia WebRTC, (già impiegata con successo in alcune applicazioni dedicate alla comunicazione online in tempo reale). Ma non è tutto; infatti le nuove API dell'HTML5 dedicate al fullscreen consentiranno la visualizzazione dei filmati a tutto schermo direttamente all'interno del browser, e quindi senza dover ricorrere a complessi workaround. Ad ogni modo ciò che ha spinto i responsabili di YouTube ad effettuare il cambio definitivo verso questo nuovo standard è stata soprattutto la piena compatibilità, appunto, con il sistema Adaptive Bitrate, il quale consente di adattare la risoluzione dei filmati ed il loro bitrate alla tipologia di connessione utilizzata. In altre parole se si dispone di una connessione ADSL performante la piattaforma di video-sharing mostrerà automaticamente il video ad una risoluzione a 720p o 1080p, (qualora queste siano disponibili), mentre se il quantitativo di banda disponibile è contenuto, (come, ad esempio, per le connessioni mobili), la definizione potrà essere ridotta a 480p o 360p, in modo da non causare continui blocchi per il caricamento dei dati. Inoltre sempre nel suddetto post i responsabili di YouTube hanno etichettato il tag "object", (utilizzato a lungo per l'embed dei video basati su Flash), come ufficialmente disapprovato, invitando piuttosto all'utilizzo del tag "iframe"; insomma si può, infine, dire che da oggi inizia ufficialmente una nuova era per lo streaming video di YouTube.


martedì 27 gennaio 2015

Oculus Rift fa il suo debutto nel mondo del cinema.


Come hanno ammesso i suoi stessi creatori, l'Oculus Rift è un dispositivo nato con l'obiettivo principale di rivoluzionare il mercato videoludico; tuttavia strada facendo il team al lavoro sul progetto ha capito che le potenzialità offerte dalla realtà virtuale possono andare ben oltre i confini imposti dal solo settore gaming, spostando la sua attenzione, ad esempio, anche in quello cinematografico. Ed in questo senso una prima dimostrazione concreta è arrivata in questi giorni dal Sundance Film Festival, attualmente in corso nello Utah, durante il quale è stato presentato "Lost", vale a dire un cortometraggio dalla durata di circa quattro minuti, realizzato dal team di Story Studio, (un laboratorio innovativo interno alla compagnia, guidato da dipendenti di società come Pixar ed Industrial Light & Magic e focalizzato sull'esplorare e condividere strumenti e tecniche per plasmare esperienze d'intrattenimento all'interno della realtà aumentata). In pratica il filmato in questione, ambientato all'interno di una foresta notturna, è stato realizzato in modo da consentire allo spettatore di spostare il punto di osservazione semplicemente muovendo la testa; il che contribuisce a rendere l'intera esperienza molto più coinvolgente di quanto offerto dagli ormai tradizionali film in 3D. Inoltre, secondo quanto spiegato durante il suddetto festival, entro la fine dell'anno saranno distribuiti altri tre corti, (in vista della commercializzazione del visore), i cui titoli sono: "Henry (Codename: Kabloom)", "Bullfighter" e "Dear Angelica". In sostanza l'obiettivo principale del team di Story Studio è quello di realizzare delle cosiddette "tech demo" che possano in qualche modo essere d'ispirazione per sviluppatori e filmmaker, così da spingerli ad iniziare l'esplorazione delle tecnologie legate alla realtà virtuale. Al riguardo Max Planck, direttore tecnico del progetto, ha affermato: "È come un teatro "immersivo". Ci piace l'idea di potervi far salire sul palco. In futuro potremmo teletrasportarvi, ma per il momento risulterebbe una distrazione". Tra l'altro, considerando che lo scorso Marzo Facebook ha annunciato l'acquisizione di Oculus Rift, con un investimento economico quantificato in 2 miliardi di dollari, (ovvero una mossa che ha testimoniato il crescente interesse rivolto dal Social Network al mondo dell'intrattenimento multimediale), iniziative come quella messa in campo da Story Studio potrebbero, infine, beneficere anche dell'appoggio e del supporto diretto da parte di Mark Zuckerberg.

Di seguito la locandina del cortometraggio "Lost":
http://i0.pcplus.fd.pchome.net/g1/M00/0D/1D/ooYBAFTG_zuIBjlCAAJl6BD9RE0AACQRwO8fNYAAmYA080.jpg



lunedì 26 gennaio 2015

Scoperto che la dipendenza da cocaina potrebbe essere combattuta con un vaccino.


A quanto pare la dipendenza dalle droghe, (ed in particolare quella dalla cocaina), in un futuro non troppo lontano potrebbe essere combattuta grazie all'impiego di un apposito vaccino progettato per "insegnare" al sistema immunitario a riconoscere le sostanze non-microbiche. O almeno questo è il nuovo sistema messo a punto da alcuni ricercatori dello Scripps Research Institute, (noto anche con la sigla TSRI), di La Jolla, (in California), che lascia ben sperare, in quanto si basa sul presupposto di una reazione immunitaria del corpo capace di annullare il cosiddetto "tarlo dell'assuefazione". In pratica ad essere utilizzata per la realizzazione di questo vaccino è stata la flagellina, vale a dire una proteina batterica "detective" in grado, appunto, di rilevare l'eventuale presenza di droga e scatenare una risposta immunitaria contro di essa. Ed è stato proprio grazie a questa sostanza che i ricercatori del TSRI sono riusciti a testare su alcune cavi da laboratorio il vaccino in questione con successo ed i risultati sono stati pubblicati sulla rivista American Chemical Society Molecular Pharmaceutics. Il che rappresenta una buona notizia, considerando che, secondo recenti stime, in un anno circa 1,4 milioni di persone negli Stati Uniti assumono cocaina, 4 milioni in tutta Europa e 520.000 solo in Italia. Insomma, una vera e propria piaga; anche se a dire il vero non si tratta della prima volta che contro la dipendenza dalla cocaina si tentano strade alternative alla "semplice" riabilitazione. Difatti già un precedente studio era partito dalla stimolazione della loro corteccia prefrontale con una particolare luce laser con l'obiettivo di "spegnere" la dipendenza da questa sostanza. Ma tuttavia adesso a riaccendere le speranze di chi si trova inesorabilmente nel tunnel della droga potrebbe esserci anche un vaccino. Ad ogni modo il passo successivo sarebbe la sperimenazione sugli esseri umani ed in caso di successo, un vaccino di questo tipo dovrebbe avere non solo un enorme potenziale come "mezzo" per ridurre il consumo di cocaina e la dipendenza da essa, ma, (secondo alcuni), potrebbe, infine, validare il ricorso alla flagellina anche come vettore in vaccini studiati per altre sostanze d'abuso.


domenica 25 gennaio 2015

Operazione Match Off: Oscurati in Italia 124 siti pirata.


Quest'oggi i finanzieri Comando Unità Speciali, in collaborzione del Nucleo Speciale Radiodiffusione Editoria, hanno avviato un'operazione anti-pirateria, (denominata Match Off), che ha portato all'oscuramento di ben 124 siti web specializzati nello streaming live ed on demand di film, eventi sportivi, telefilm ed altri contenuti. In altre parole il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche ha messo in atto un provvedimento di sequestro ordinato dal GIP Gaspare Sturzo nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, e nello specifico dal procuratore aggiunto Nello Rossi ed il sostituto Eugenio Albamonte. In pratica l'indagine che ha permesso di scoprire un vero e proprio network online capace di distribuire eventi sportivi ed interi campionati di più discipline, concerti musicali e numerose opere cinematografiche e televisive, senza possederne i diritti, (appartenenti a più operatori delle Tv a pagamento, e non, nazionali ed estere), è partita in seguito ad una denuncia di SKY Italia, ovvero la maggiore piattaforma televisiva a pagamento operante sul mercato italiano. Al riguardo nella nota ufficiale pubblicata dalla Guardia di Finanza si può leggere: «Tutti i siti, posizionati su server all'estero, riportavano veri e propri palinsesti organizzati per facilitare la scelta del programma preferito. La loro fonte di guadagno principale è legata ai banner pubblicitari inseriti nel corso delle trasmissioni in percorsi che lo spettatore è obbligato a seguire». Tra l'altro durante le varie analisi informatiche gli specialisti del Comando Unità Speciale hanno riscontrato in alcuni casi un sistema per massimizzare i profitti che emulava i click sui banner presenti sui siti: una vera e propria frode ai danni degli inserzionisti. In tal proposito la suddetta nota ha proseguito: «Sono in corso, pertanto, attività di analisi informatica per rilevare le concessionarie di pubblicità che hanno consentito a noti brand, attivi nel settore finanziario, immobiliare, del betting online, della distribuzione al dettaglio e delle telecomunicazioni, di trasmettere messaggi pubblicitari sui siti oggi in sequestro». Mentre in alcuni casi è stata rilevata anche la presenza di malware capace di rubare agli utenti informazioni personali attraverso la tecnica del phishing. Ed infine, sempre nella suddetta nota, la Guardia di Finanza ha sottolineato: «A riprova del fatto che la pirateria audiovisiva è gestita da professionisti della frode, tra i domini sequestrati dal Nucleo Speciali Frodi Tecnologiche ne è spuntato uno, (sportlemon.tv), registrato a nome dello svedese Gottfrid Svartholm, già noto alle cronache giudiziarie internazionali in quanto cofondatore del famoso sito illegale "The Pirate Bay" e condannato nel suo Paese nel 2009 ad un anno di prigione per violazione del copyright e nel 2013 per frode ed hacking aggravato». Tuttavia molto probabilmente, come successo più volte in operazioni simili, i siti in questione, (di cui al momento non è disponibile una lista), torneranno di nuovo accessibili a breve su altri domini o saranno raggiungibili semplicemente cambianto i DNS.


venerdì 23 gennaio 2015

Secondo una nuova ipotesi, l'intera Via Lattea sarebbe un enorme wormhole.


In questi giorni un team di ricercatori composto da indiani, italiani e nordamericani ha ipotizzato come la Via Lattea possa essere in realtà un enorme wormhole e quindi rappresentare una sorta di "mezzo di trasporto" galattico. In pratica lo studio in questione, pubblicato sulla rivista Annals of Physics, ha rivelato che, qualora quest'ipotesi fosse vera, la nostra galassia sarebbe "stabile e navigabile", ed ha spinto gli scienziati a ripensare alla cosiddetta "materia oscura" in modo più accurato. Al riguardo Paolo Salucci, astrofisico della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, (conosciuta anche con la sigla SISSA), ha spiegato: "Se uniamo la mappa realizzata sulla materia oscura nella Via Lattea con il più recente modello del Big Bang per spiegare la i primi momenti dell'Universo e se si ipotizza l'esistenza dei tunnel spazio-temporali, ciò che otteniamo è che la nostra galassia potrebbe davvero contenere uno di questi tunnel. Oppure che quest'ultimo potrebbe anche essere grande come la galassia stessa". Ad ogni modo per giungere a tali conclusioni, il gruppo internazionale di astrofisici hanno combinato le equazioni della relatività generale, appunto, con una mappa molto dettagliata della distribuzione della materia oscura nella Via Lattea. Inoltre, come ha sottolineato anche lo stesso Paolo Salucci, gli scienziati hanno cercato a lungo di spiegare cosa sia effettivamente la materia oscura, ipotizzando l'esistenza di un particolare tipo di particelle, (il neutralino), che tuttavia non è stato ancora identificato dal CERN e nemmeno osservato nell'universo. Comunque sia l'astrofisoco del SISSA, ha concluso spiegando: "Esistono teorie alternative, che non si basano però su questa particella e forse è arrivato il momento per gli scienziati di considerare seriamente l'assunto che vorrebbe la materia oscura come un'altra dimensione. E probabilmente anche come un importante sistema di trasporto galattico". Tra l'altro non si tratta della prima volta che viene ipotizzata l'esistenza di un wormhole all'interno della Via Lattea; difatti, secondo una recente ricerca condotta da due scienziati dell'Università Fudan di Shangai, Sagittarius A*, (una sorgente di onde radio molto compatta e luminosa, situata, appunto, nel centro della Via Lattea), sarebbe proprio un cunicolo spazio-temporale creatosi un'istante dopo il Big Bang ed attorno al quale si sarebbe poi venuta a formare l'intera galassia. Tuttavia è ancora un po' presto per dire se queste ipotesi siano vere o meno; per far ciò bisognerà, infine, attendere ulteriori e più approfonditi studi.


giovedì 22 gennaio 2015

Scoperto "l'interruttore" delle paure.


Di recente è stato identificato nel cervello quello che sembra essere un vero e proprio "interruttore delle paure": un circuito nervoso responsabile dei disordini dell'ansia e delle fobie che colpiscono circa 40 milioni di adulti in tutto il mondo, fino a rendere impossibile affrontare semplici azioni quotidiane, (come, ad esempio, guidare l'automobile, andare in ascensore o prendere l'aereo). In pratica si tratta di una scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, ottenuta grazie alla collaborazione di due gruppi indipendenti, guidati da Bo Li, del Cold Spring Harbor Laboratory, (noto anche con la sigla CSHL), e da Gregory Quirk, dell'Università di Puerto Rico, e che apre la strada allo sviluppo di nuove cure per questi disturbi. In sostanza questo "interruttore" è stato individuato in alcuni topi da laboratorio e risulta svolgere un ruolo chiave nell'organizzazione della memoria dei ricordi traumatici. In altre parole, il sistema memorizza il pericolo avvertito da tutti e cinque i sensi, lo elabora e innesca le contromosse: per esempio, fa distinguere se quello che sembra un ramo d'albero è realmente un ramo oppure se si tratta di un serpente mimetizzato; se l'auto che sta arrivando rischia di investirti oppure non rappresenta un pericolo. Al riguardo gli autori dello studio hanno rivelato: "È difficile immaginare che un'emozione intangibile come la paura sia codificata all'interno di circuiti nervosi. Ed invece è proprio cosi: è memorizzata ed organizzata in una specifica area del cervello". Mentre lo stesso Bo Li ha dichiarato: "In precedenti ricerche abbiamo scoperto che l'apprendimento della paura e del relativo ricordo sono gestiti dalle cellule nervose nell'amigdala centrale". E con questa nuova ricerca gli scienziati hanno scoperto che quest'ultima è governata a sua volta da un gruppo di neuroni che formano il nucleo paraventricolare del talamo, vale a dire una regione del cervello estremamente sensibile alle sollecitazioni che agisce come un sensore sia alla tensione fisica sia a quella psicologica. Inoltre queste due aree sono collegate da "messaggeri chimici", ossia molecole dette BDNF e già note per essere implicate nei disturbi d'ansia. In pratica queste molecole, (scoperte negli anni '50 durante lo studio del Fattore di Crescita Nervoso o NGF; studio che consacrò Rita Levi-Montalcini premio Nobel per la Medicina nel 1986), sono un fattore di crescita che svolgono un ruolo importante nello stimolare la nascita di nuovi neuroni e nuove connessioni tra questi. Per questo motivo, secondo gli autori dello studio, le molecole BDNF potrebbero diventare il bersaglio di nuovi farmaci per il trattamento dell'ansia e delle fobie.


mercoledì 21 gennaio 2015

WhatSim, la prima SIM per chattare gratis, senza limiti ed in tutto il mondo con WhatsApp.


Si chiama WhatSim e, (come si può intuire dallo stesso nome), si tratta di una speciale SIM appositamente dedicata a WhatsApp, (popolarissima applicazione di messaggistica istantanea), con la quale sarà possibile chattare senza limiti con tutti i propri contatti ed in tutto il mondo senza dover dipendere dai costi di roaming internazionale oppure dall'obbligo di trovare un hotspot WiFi per connettersi ad Internet: può essere utilizzata liberamente con più di 400 operatori ed in circa 150 Paesi, (Italia compresa). Tuttavia, anche se una SIM dedicata ai servizi di WhatsApp non è idea nuova, (in quanto l'anno scorso l'operatore tedesco E-plus lanciò una soluzione simile), WhatSim in realtà possiede una marcia in più in quanto funziona in tutto il mondo. Difatti il progetto di WhatSim è un servizio di Zeromobile, vale a dire un operatore virtuale specializzato in soluzioni low cost di roaming internazionale; tra l'altro Manuel Zanella, amministratore delegato di quest'ultimo sevizio, è anche l'ideatore di i'm Watch, ossia il primo smartwatch al mondo. Ad ogni modo il funzionamento di WhatSim è molto semplice: la SIM, che ha un costo di 10 euro, (che scende a 5 euro per Paesi come Afghanistan, Bangladesh, Bolivia, Chad, Congo, El Salvador, Gabon, Ghana, Guatemala, Haiti, Honduras, Kenya, Madagascar, Nicaragua, Niger, Nigeria, Rwanda, Senegal, Sierra Leone, Sudan, Tanzania, Uganda e Zambia), permetterà di chattare gratis in tutto il mondo per un anno; passato questo periodo di tempo, si dovranno pagare altri 10 euro per continuare a chattare gratis e senza limiti per un altro anno. Naturalmente questo procedimento si dovrà effettuare solo se si deciderà di utilizzarla: WhatSim non ha costi fissi, non ha canone alcuno ed è priva di scadenza. Inoltre attraverso questa SIM sarà possibile anche condividere messaggi multimediali con foto e video, ma tuttavia in questo caso sarà necessario acquistare un pacchetto di crediti con una ricarica minima di 5 euro, con cui si avranno a disposizione 1.000 crediti che potranno essere poi utilizzare, ad esempio, per scambiare 50 foto o 10 video in tutto il mondo. Ma non è tutto: il mini-canone di 0,89 euro che WhatsApp richiede dal primo anno in poi, con WhatSim sarà restituito sotto forma di crediti al momento del rinnovo del servizio. Oltretutto le ricariche potranno essere effettuate direttamente dal portale di WhatSim, e se in futuro WhatsApp dovesse decidere di introdurre le chiamate vocali, tale possibilità sarà integrata anche tra i servizi WhatSim. Insomma, si tratta di una soluzione davvero unica per poter comunicare all'estero a prezzi davvero ridotti senza dover incorrere in spese gravose dipese, appunto, dai costi del roaming internazionale. Infatti ad oggi gli utenti prediligono servizi di comunicazione come WhatsApp piuttosto che effettuare chiamate vere e proprie e tramite WhatSim sarà possibile abbattere i costi di comunicazione da ogni parte del mondo; ed in questo caso WhatsApp diventa un po' la "killer-application" su cui fa leva un operatore che nulla ha che vedere con l'azienda, (oggi tra le mani di Facebook). Difatti il grosso vantaggio su cui punta tutto WhatSim è l'estrema popolarità di WhatsApp: la SIM diventerà fattore abilitante con cui accedere al proprio network senza che alcun confine tagli il collegamento, e tutto ciò ad un costo estremamente contenuto. Tra l'altro WhatSim offrirà tutta la comodità di poter viaggiare all'estero senza preoccuparsi di pacchetti dati o altro per la propria connettività: WhatsApp è l'inizio e la fine di tutto, poiché mette nelle mani dell'utente ciò di cui ha bisogno con basso costo, estrema facilità e totale immediatezza; ed è in queste caratteristiche che WhatSim andrà, infine, a giocarsi le proprie opportunità di mercato.


martedì 20 gennaio 2015

VLC: Scoperte due vulnerabilità nella versione per Windows.


In questi giorni Veysel Hatas, un ricercatore di sicurezza turco, ha scoperto due gravi vulnerabilità nella versione per Windows del software VLC che non sono state ancora risolte da VideoLAN: l'organizzazione no-profit che coordina lo sviluppo del popolare media player libero ed open source è stata informata del problema a fine Dicembre, ma ad oggi non è stato rilasciato alcun aggiornamento; anche se molto probabilmente ciò avverrà nei prossimi giorni. Ad ogni modo nel frattempo prosegue la distribuzione di bug fix per la versione beta compatibile con Windows Phone 8.1. In pratica queste due vulnerabilità, scoperte a fine Novembre, possono essere sfruttate per corrompere la memoria ed eseguire codice arbitrario. Inoltre Veysel Hatas, (il quale ha verificato l'esistenza delle vulnerabilità nell'ultima versione di VLC, effettuando i test con Windows XP SP3), ha specificato che il primo bug potrebbe essere utilizzato per eludere la funzionalità DEP, (acronimo di Data Execution Prevention), implementata da Microsoft nei suoi sistemi operativi, a partire da Windows XP SP2; mentre il secondo bug potrebbe essere sfruttato per effettuare scritture in aree di memoria riservate. Tra l'altro, considerando che Windows XP non viene più supportato dall'8 Aprile 2014, molti utenti potrebbero essere a rischio: per eseguire codice arbitrario sul computer della vittima, un malintenzionato deve solo convincerla ad eseguire un file nei formati FLV oppure MPEG-2 Video. Comunque sia il team di sviluppo ha fatto sapere di essere impegnato nella risoluzione dei numerosi bug segnalati dagli utenti che hanno installato la versione beta di VLC per Windows Phone 8.1: l'ultima build è la 1.0.8 ed è stata rilasciata in questi giorni ed è disponibile gratuitamente sul Windows Phone Store; mentre, secondo quanto spiegato da Thomas Nigro, (responsabile anche della versione mobile di VLC), su Twitter, la prossima release, (ovvero la 1.0.9 che dovrebbe essere rilasciata tra breve), introdurrà alcune piccole modifiche estetiche all'applicazione per smartphone e dovrebbe, infine, migliorare gli algoritmi utilizzati per la riproduzione dei contenuti multimediali.


lunedì 19 gennaio 2015

La FOX vorrebbe il revival di X-Files e Prison Break.


A quanto pare due delle serie televisive di casa FOX tra le più acclamante in tutto il mondo potrebbero ben presto tornare sul piccolo schermo con nuovi episodi, e preferibilmente con gli stessi cast. Si tratta di X-Files e Prison Break e, secondo una recente notizia, Dana Walden e Gary Newman, presidenti del suddetto network, avrebbero rivelato di stare discutendo sul tale progetto e di essere disposti a realizzarlo fin da subito. Nello specifico, FOX ha rivelato di essere coinvolta in una conversazione con Chris Carter, (l'ideatore di X-Files, appena abbandonato da Amazon), per la realizzazione di un revival della popolarissima serie che tra il 1993 ed il 2002 ha avuto un enorme impatto grazie ai vari temi trattati come il paranormale, le teorie del complotto, mutazioni genetiche, UFO ed alieni. Inoltre, come già anticipato, la speranza sarebbe di riportare nei panni dei due agenti Fox Mulder e Dana Scully gli stessi protagonisti di allora, (ovvero David Duchovny e Gillian Anderson). Al riguardo la stessa Dana Walden ha spiegato: "Siamo fiduciosi di riuscirci, prima o poi. Gary ed io abbiamo lavorato presso la 20th Century Fox Television durante tutta la durata di X-Files. È stata un'esperienza fantascita. Siamo in buoni rapporti con Chris, David e Gillian. Siamo molto fiduciosi, ma non è facile. Gli attori sono molto occupati. Hanno un sacco di cose da fare. Questo vale anche per Chris, ma si tratta solo di trovare il tempo". Ad ogni modo per quanto riguarda Prison Break, (serie d'azione con retroscena di fantapolitica anch'essa molto popolare, andata in onda tra il 2005 ed il 2009), l'impresa appare ben più ardua, ma anche in questo caso i presidenti si sono mostrati piuttosto accomodanti. Infatti in tal proposito la stessa Dana Walden ha, infine, concluso dichiarando: "Ci sono state diverse voci su Prison Break e questo un po' ci ha sorpreso. Ma, come chiarito più volte, lo studio non ci penserebbe due volte a riportare in onda Prison Break. Una miniserie evento sarebbe probabilmente una soluzione perfetta. Se i nostri vecchi partner si mostrassero interessati, sarebbe fantastico".


domenica 18 gennaio 2015

AIDS: Scoperto un enzima che impedisce la replicazione dell'HIV.


A quanto pare la lotta all'AIDS di recente ha registrato una conquista alquanto importante; infatti un team di ricercatori della Temple University, (negli Stati Uniti), è riuscito a "rimuovere" completamente il virus HIV da un gruppo di cellule umane "coltivate" in laboratorio. In pratica si tratta della la prima volta nel mondo della medicina che una simile operazione viene realizzata a livello genetico, grazie a uno speciale enzima capace di "scovare" e "ritagliare" le sequenze di DNA destinate alla replicazione del virus in questione. Insomma, si può dire che si tratta di una scoperta storica, in quanto, seppur negli ultimi cinque anni si sono registrati molti progressi nell'ambito della controllo e della cura dell'AIDS, finora nessuno era mai riuscito ad intervenire sul meccanismo di replicazione del virus HIV a livello genetico. In particolare i ricercatori della Temple University sono riusciti a "cancellare" in laboratorio il ceppo HIV-1, vale a dire la forma più facilmente trasmissibile dell'agente patogeno prevalentemente localizzata in Europa, America ed Africa centrale. Inoltre il controllo e l'eliminazione di questo virus sono essenziali anche nei casi di "bassa" replicazione nel DNA, perché potrebbe provocare un indebolimento del muscolo cardiaco, malattie delle ossa e renali e disturbi neuro-cognitivi. Ad ogni modo per individuare ed eliminare il virus, il team di ricercatori, coordinato dal professor Kamel Khalili, ha utilizzato uno speciale enzima, appunto, capace di "scovare" le parti del DNA infettate dell'HIV-1, ed operare un "taglio" all'inizio ed alla fine di queste sequenze genetiche; il che impedisce la replicazione del virus e "salda" le due estremità della stringa di DNA orfane del pezzo mancante: il risultato di tutto ciò è stato l'isolamento di una sequenza genetica dell'HIV-1. Naturalmente una simile scoperta adesso dovrà essere verificata e migliorata, ed infatti in futuro le implicazioni di questa ricerca potrebbero rivelarsi determinanti per la cura definitiva dell'AIDS. Al riguardo lo stesso Kamel Khalili ha spiegato "È la prova che ci stiamo muovendo nella direzione giusta e presto vorremmo riuscire a rimuovere ogni singola ripetizione genetica del virus dai pazienti". Comunque sia al momento il metodo dell'enzima "editor" si è rivelato piuttosto efficace su tre tipologie di cellule che sono fra i principali "bersagli" del ceppo HIV-1.

Di seguito un video pubblicato dalla stessa Temple University:




sabato 17 gennaio 2015

Toyota annuncia TeenDrive365, un programma per le lezioni di guida con Oculus Rift.


Non c'è dubbio: la realtà virtuale troverà, (e sta già trovando), un grande spazio nel settore dell'intrattenimento, ma a quanto pare Toyota ha scelto di impiegare l'Oculus Rift, (il famoso visore VR acquistato lo scorso Marzo da Facebook), a scopo educativo. Infatti di recente la casa automobilistica giapponese durante il Detroit Auto Show ha annunciato TeenDrive365, vale a dire un programma che sfrutta, appunto, la tecnologia VR per mostrare alle persone le conseguenze di una guida distratta. Tra l'altro in occasione del suddetto evento i visitatori hanno potuto indossare il visore per verificare anche la loro capacità di rimanere concentrati sulla strada, anche in presenza di distrazioni. Ad ogni modo anche se, (come si può intuire dal nome), TeenDrive365 è un programma rivolto principalmente ai ragazzi, Toyota vuole coinvolgere anche i loro genitori, in quanto spesso i figli "ereditano" gli stessi loro comportamenti sbagliati quando si trovano al volante di un'automobile. In pratica il simulatore di guida, sviluppato da Brightline Interactive in collaborazione con 360i, riproduce fedelmente la strada di una città, inclusi suoni e punti di interesse: il guidatore vede la sua riproduzione tridimensionale sullo schermo AMOLED con risoluzione full HD, rimanendo seduto all'interno di un veicolo reale, (ma fermo). Inoltre tutti le azioni effettuate, (come, ad esempio, girare il volante, frenare e cambiare marcia), si rifletteranno anche nel mondo virtuale: l'intera esperienza viene resa più coinvolgente e realistica con l'aggiunta di rumori vari, (come clacson e sirene), musica a tutto volume, messaggi di testo ed amici fastidiosi all'interno dell'abitacolo; insomma le tipiche fonti di distrazione che possono provocare un incidente. Tra l'altro l'impiego dell'Oculus Rift permette di offrire un'esperienza virtuale superiore a quella di altri simulatori di guida attualmente disponibili al pubblico, grazie anche al tracciamento in tempo reale dei movimenti della testa, un campo visivo di 100 gradi ed il posizionamento del suono nello spazio tridimensionale. Comunque sia nei mesi successivi il programma TeenDrive365 verrà mostrato in occasione di altri 10 eventi sparsi un po' per tutti Stati Uniti, (il tutto per un "tour" che durerà fino al prossimo 8 Aprile), per raccogliere, infine, i feedback necessari per eventuali miglioramenti.

Di seguito una playlist che mostra le prime fasi del programma:

...ed un video che mostra TeenDrive365 associato all'Oculus Rift:




venerdì 16 gennaio 2015

Dailymotion sfida Twitch e si lancia nel mondo dello streaming di videogame.


A quanto pare sarà quello dei videogame il campo in cui Dailymotion, (che fino ad oggi era una piattaforma simile a YouTube), proverà ad espandere la propria offerta, dando ai giocatori uno strumento per trasmettere le proprie partite in streaming abbastanza simile a quello di Twitch, ossia l'attuale punto di riferimento all'interno di questo settore acquistato ad Agosto da Amazon per la modica cifra di 970 milioni di dollari. In pratica si tratta di Dailymotion Games ed è stato annunciato in questi giorni attraverso un comunicato stampa pubblicato direttamente dalla stessa piattaforma di video-sharing, la quale in questo modo proverà a concentrare i propri sforzi sul mondo del gaming, con un particolare occhio di riguardo per le competizioni sportive. Tra l'altro per far ciò, Dailymotion ha fatto sapere di avere già stretto accordi per la realizzazione di video con soggetti esperti nel settore come Eclypsia, Millenium, joinDOTA, OnGameNet, IGN, JeuxVideo.com, GameSpot e Gamekult. Insomma, si tratta di una reazione importante all'attuale traffico generato da contenuti videoludici su Dailymotion, quantificato in 180 milioni di visite mensili generate da 11 milioni di utenti unici per mese. Al riguardo Martin Rogard, Chief Operating Officer di Dailymotion, ha presentato questa nuovo servizio spiegando: "Sin dal 2011, con la prima Dailymotion Cup su StarCraft, Dailymotion ha accompagnato la crescita eSport su Internet. Dailymotion Games è completamente dedicato ai fan degli eSports ed agli streamer che vogliono incontrarsi ogni sera per formare una comunità talentuosa e socievole. Nel corso dei prossimi mesi, espanderemo in modo significativo il nostro investimento nel mondo degli eSport per assicurare che in tutto il mondo sia riconosciuto il talento dei nostri produttori di contenuti". Inoltre, gli utenti potranno scaricare l'apposita applicazione, (già disponibile per iOS ed Android), mentre, infine, i possessori di una PlayStation 4 potranno seguire i live stream direttamente sulla console.


giovedì 15 gennaio 2015

Creati i primi muscoli "in provetta".


Dopo il primo fegato artificiale ed i primi mini-stomaci ed il primo intestino "in provetta", di recente alcuni scienziati americani della Duke University sono riusciti per la prima volta a "coltivare" in laboratorio dei muscoli scheletrici umani, dimostrando addirittura che quest'ultimi sono in grado di contrarsi, esattamente come quelli naturali, in risposta a stimoli elettrici, biochimici oppure ai farmaci. In pratica durante questo nuovo studio, coordinato da Nenad Bursac e Lauran Madden, pubblicato sulla rivista eLife e sostenuto anche da fondi NIH, (sigla che indica il National Institutes of Health), questi muscoli "in provetta" sono stati ottenuti partendo da alcune cellule umane note come "precursori miogenici", (ricavati a loro volta da cellule staminali), i quali sono stati fatti moltiplicare più di mille volte, e successivamente sistemati su un supporto tridimensionale riempito di un particolare gel composto da sostanze nutritive. Inoltre, secondo gli autori della ricerca in questione, i nuovi muscoli possono essere utilizzati per testare l'efficacia di vari medicinali senza agire direttamente sul paziente, ma ottenendo gli stessi risultati. Infatti al riguardo lo stesso Nenad Bursac ha spiegato: "La bellezza di questo tipo di lavoro è che può servire come una sorta di banco di prova per gli studi clinici. Stiamo lavorando per testare l'efficacia e la sicurezza di farmaci senza mettere in pericolo la salute del paziente ed anche di riprodurre i segnali funzionali e biochimici delle malattie, soprattutto quelle rare e quelle che rendono difficoltose le biopsie muscolari". Mentre Lauran Madden ha dichiarato: "Abbiamo molta esperienza nella creazione di muscoli bio-artificali da cellule animali in laboratorio, e c'è voluto un anno per regolare le variabili, come la densità cellulare e del gel ed ottimizzare la matrice della cultura e dei mezzi per fare questo lavoro con le cellule muscolari umane". Ad ogni modo, dopo aver sottoposto questi muscoli ad una raffica di test per determinare quanto strettamente somigliavano al tessuto nativo all'interno di un corpo umano, (scoprendo, appunto, che si contraevano in risposta ai vari stimoli), i ricercatori per vedere se potrebbero essere utilizzato come "strumento" per i test medici, hanno studiato la loro risposta ad una varietà di farmaci, tra cui le statine, (utilizzate per abbassare il colesterolo), ed il clenbuterolo, (ovvero un farmaco comunemente utilizzato per ridurre il broncospasmo, ma noto anche per essere utilizzato off-label a potenziare le prestazioni degli atleti). I risultati di questi test hanno mostrato che le statine avevano una risposta dose-dipendente, provocando un accumulo di grasso anormale ad alte concentrazioni; mentre il clenbuterolo ha rivelato una sottile finestra benefica per una maggiore contrazione. In tal proposito Nanad Bursac ha proseguito spiegando: "Uno dei nostri obiettivi è usare questo metodo per offrire ai pazienti terapie personalizzate. Siamo in grado di prelevare da ogni malato una piccola biopsia, far cresce in laboratorio nuovi muscoli ed usare questi campioni per valutare quale sarà il farmaco migliore per il singolo caso". Ed in questo senso uno studio è già stato avviato dagli stessi ricercatori della Duke University, anche se il team sta anche cercando di coltivare muscoli scheletrici umani funzionali partendo da cellule staminali pluripotenti indotte, invece che da biopsie. Al riguardo lo scienziato ha, infine, concluso dichiarando: "Ci sono alcune patologie, come, ad esempio, la distrofia muscolare di Duchenne, che rendono la biopsia particolarmente difficile. Se riuscissimo ad avere successo anche usando staminali pluripotenti indotte, ci basterebbe un piccolo campione di pelle o di sangue del paziente per ottenere in provetta il suo muscolo "tester"".


Di seguito alcune immagini:
http://www.pratt.duke.edu/sites/pratt.duke.edu/files/Bursac_Engineered_Muscle_2_small.jpg
http://www.pratt.duke.edu/sites/pratt.duke.edu/files/Bursac_Engineered_Muscle_1.jpg
...ed un video che mostra la contrazione:




mercoledì 14 gennaio 2015

Harry Potter: Le pirme immagini dell'edizione interamente illustrata da Jim Kay.


Si chiama Jim Kay e si tratta di un illustratore britannico che ha deciso di realizzare un progetto grafico ispirato al famoso maghetto Harry Potter, (in particolare al primo capitolo della serie, Harry Potter e la Pietra Filosofale), che sarà pubblicato in una versione interamente illustrata il 6 Ottobre 2015. Al riguardo lo stesso Jim Kay, (che nel 2012 ha vinto la Kate Greenaway Medal per i suoi disegni realizzati per il romanzo per bambini "A Monster Calls" di Patrick Ness), ha spiegato: "Avere l'opportunità di disegnare i personaggi, i vestiti, l'architettura ed i panorami di quello che probabilmente è il mondo di fantasia più esteso della letteratura per ragazzi... insomma, diciamo semplicemente che ne sono estremamente eccitato". Ed ha poi aggiunto: "Tuttavia sono anche consapevole dell'enorme responsabilità che questo rappresenta. La storia è tutto, e quindi voglio riportare quello che posso per mostrare realmente la profondità delle storie della Rowling, al loro meglio". Infatti, dando un'occhiata alle prime immagini messe di recente in Rete, l'illustratore britannico sembra aver prestato davvero molta attenzione alla descrizione che la scrittrice Joanne Rowling fa dei personaggi: lo schizzo di Ron gli dà un volto più "lungo" rispetto alle altre interpretazioni, (tra cui anche l'adattamento cinematografico della Warner Bros), che riflette il "naso lungo ed occhi blu" descritto sui libri; Hermione è illustrata mente esegue diligentemente un incantesimo, e con quei famosi "capelli a cespuglio" che la scrittrice ha conferito nel romanzo; Hagrid è raffigurato immerso nel buio, (forse nella sua capanna), inoltre Jim Kay si è voluto anche divertire immaginando gli oggetti che il mezzo-gigante porta in giro nel suo cappotto di fustagno, tra cui un portachiavi a forma di scimmia; mentre Draco Malfoy è forse quello che l'artista ha illustrato al meglio, in quanto il giovane mago Serpeverde è disegnato con freddi occhi grigi, la pelle chiara e con quei "capelli biondo platino lucidi, piuttosto netti con caratteristiche marcate" che J. K. Rowling descrive, il tutto in un aria agghiacciante conferitagli da un sinistro potere. Per quanto riguarda Harry, l'illustratore britannico ha prima pubblicato uno schizzo in bianco e nero, (in cui non si notavano particolari caratteristiche, se non i classici occhiali rotondi), e successivamente una versione a colori, (dove si intravede sotto i capelli neri anche la famosa cicatrice a forma di saetta). Ad ogni modo questo primo progetto, realizzato in collaborazione con la Bloomsbury Publishing, conterrà un totale di 110 illustrazioni a colori. Ma non è tutto: Jim Kay si occuperà anche dell'illustrazione di tutti gli altri sei capitoli successivi, i quali dovrebbero essere pubblicati nell'arco dei prossimi sei anni, (uno all'anno); per cui ovviamente l'intero progetto dovrebbe, infine, concludersi nel 2021 con la pubblicazione della versione illustrata di "Harry Potter ed i Doni della Morte".

Di seguito le suddette immagini:
http://www.washingtonpost.com/wp-apps/imrs.php?src=http://img.washingtonpost.com/blogs/style-blog/files/2015/01/Ron-Jim-Kay-847x1024.jpg&w=1484
 http://www.washingtonpost.com/wp-apps/imrs.php?src=http://img.washingtonpost.com/blogs/style-blog/files/2015/01/Hermione-Jim-Kay-876x1024.jpg&w=1484
 http://www.washingtonpost.com/wp-apps/imrs.php?src=http://img.washingtonpost.com/blogs/style-blog/files/2015/01/Hagrid-Jim-Kay-854x1024.jpg&w=1484
 http://www.washingtonpost.com/wp-apps/imrs.php?src=http://img.washingtonpost.com/blogs/style-blog/files/2015/01/Draco-Jim-Kay-912x1024.jpg&w=1484
 http://www.jimkay.co.uk/wordpressbeta/wp-content/uploads/2013/12/HP1_CO_CHA_PotterHarry07.jpg
 http://i.guim.co.uk/static/w-620/h--/q-95/sys-images/BOOKS/Pix/pictures/2013/12/6/1386328488580/New-Harry-Potter-001.jpg



martedì 13 gennaio 2015

Seed, la prima pianta su Marte nel 2018.


Si chiama Seed, (nome completo "The First Seed on Mars"), e si tratta di un progetto vincitore della Mars One University Competition, che, come si può facilmente intuire, si prefissa l'obiettivo di portare su Marte la prima pianta nel 2018; il che permetterà di fare un importante passo avanti con l'invio di un cosiddetto "payload" sul suolo marziano. In pratica Seed è stato scelto su 35 proposte universitarie ed il carico sarà trasportato sul pianeta rosso tra tre anni, tramite il lander senza pilota di Mars One. Al riguardo Arno Wielders, co-fondatore e Chief Technical Officer di Mars One, ha spiegato: "In generale siamo stati molto soddisfatti della qualità delle proposte universitarie e dalla quantità dello sforzo associato alla preparaazione. Seed stesso è una fonte unica di ispirazione in quanto questa sarebbe la prima volta che sarà portato su Marte un impianto per la coltivazione". Mentre Teresa Finisterra Araújo, studentessa 21enne alla guida del progetto Seed, ha dichiarato: "Siamo davvero lieti di essere il progetto selezionato tra tante idee eccellenti. Siamo entusiasti di essere i primi a portare la vita su Marte. Questo sarà un grande viaggio che speriamo di condividere con tutti voi". In somma, come già anticipato, Seed punta a far crescere il primo seme sul suolo di Marte al fine di contribuire allo sviluppo di sistemi di supporto alla vita ed a fornire una comprensione più profonda sulla crescita delle piante sul pianeta. Inoltre il "payload" sarà formato da un contenitore esterno, che fornirà una protezione contro l'ambiente marziano, e da un contenitore interno, che conterrà diverse cassette di semi provenienti dall'Arabidopsis thaliana, ossia una pianta comunemente utilizzata in esperimenti scientifici nello spazio. Ad ogni modo, dopo l'atterraggio, i semi in questione saranno esposti al calore di Marte, che darà loro la possibilità di germogliare e crescere; tra l'altro alcune immagini verranno ritrasmesse sulla Terra e permetteranno ai membri del team, (che provengono da diverse università sparse tra Portogallo, Spagna e Paesi Bassi), di sapere come procederà l'esperimento. Insomma Seed è stato pensato per far progredire la comprensione dei ricercatori sul potenziale della crescita delle piante su Marte, in modo da lavorare in maniera mirata allo sviluppo di sistemi di supporto vitale sul pianeta rosso. Naturalmente non è tutto così semplice; anche se Seed ha vinto il concorso, non ha ancora blindato il suo posto sulla missione del 2018: Mars One dovrà prima esaminare la proposta con attenzione, per assicurarsi che sia fattibile ed il sistema possa essere integrato sul suo lander. Comunque sia, se tutto andrà per il verso giusto, sarà un importante passo, in quanto far crescere le piante su Marte prima dell'arrivo dell'uomo potrebbe, infine, permettere agli astronauti, una volta atterrati sul pianeta rosso, di improvvisarsi contadini e produrre da soli il cibo; senza considerare che un numero sufficiente di piante potrebbe permettere di creare un ambiente un po' più favorevole grazie alla loro capacità fotosintetica di produrre ossigeno

Di seguito alcune immagini:
https://community.mars-one.com/images/projects/_full/cassette.jpg
 https://community.mars-one.com/images/projects/_full/cultivation_chamber_EMCS.jpg
 https://community.mars-one.com/images/projects/_full/1g.JPG