Amazon acquista Twitch per 970 milioni di dollari.


A quanto pare per Amazon è arrivato il momento di acquisti; infatti la scorsa notte la famosa società di commercio elettronico capitanata da Jeff Bezos ha sorpreso tutti concludendo un accordo della modica cifra di 970 milioni di dollari, che ha portato all'acquisizione di Twitch, (la celebre piattaforma di video streaming esclusivamente dedicata ai videogiocatori), scavalcando le ambizioni altri colossi del Web, come Google, il quale da mesi sembrava ormai prossima alla chiusura dell'affare. Infatti sebbene non fosse ancora nota la controparte, l'accordo era nell'aria: Twitch cercava ormai da diverso tempo un partner con il quale affrontare la propria crescita e gli ultimi mesi sono passati tra trattative ed indiscrezioni. Al riguardo Emmet Shear, amministratore delegato della piattaforma di video streaming, in una lettera pubblicata sullo stesso sito ha spiegato: "Abbiamo voluto cercare un partner perché procedere da soli sarebbe stato "pericoloso". Abbiamo scelto Amazon perché crede nella nostra comunità, condivide i nostri valori e la visione a lungo termine e ci aiuterà ad arrivare più rapidamente ai nostri obiettivi. Grazie ad Amazon saremo in grado di darvi il miglior Twitch di sempre". Ed a fargli eco è stato anche lo stesso Jeff Bezos, che nel comunicato ufficiale ha fatto sapere: "Amazon annuncia di aver trovato un accordo per l'acquisizione di Twitch, piattaforma video per il gaming. Nel mese di Luglio, oltre 55 milioni di visitatori unici ha visto più di 15 miliardi di minuti di contenuto su Twitch, prodotti da oltre 1 milione di broadcaster, inclusi gamers individuali, giocatori professionisti, editori, sviluppatori e media outlet. Entrambe le compagnie sono ossessionate dalla soddisfazione dei clienti e capaci di pensare in maniera diversa. Non vediamo l'ora di imparare da loro ed aiutarli a crescere rapidamente per dare nuovi servizi alla comunità mondiale dei gamers". In sostanza per chi ancora non lo conoscesse, Twitch è, appunto, una piattaforma che, come già anticipato, permette a chiunque di trasmettere in diretta sul Web le proprie fasi di gioco; insomma, si tratta di uno strumento per la divulgazione da una parte, (ovvero il "luogo" di condivisione), all'altra, il tutto all'interno di un sistema di socializzazione incentrato sul mondo del gaming. Inoltre la sua natura è del tutto originale ed ha generato dinamiche che, dalla fondazione del gruppo nel 2011, ha visto crescere esponenzialmente successo e penetrazione del brand tra i gamers di tutto il mondo. Tra l'altro è stato proprio in questa prima metà del 2014 che per Twitch è arrivata la consacrazione definitiva: grazie all'integrazione con Xbox One e Playstation 4, (le due cosiddette console "next-gen"), il parco utenti della piattaforma si è allargato a dismisura, totalizzando cifre da capogiro; tanto che ad Aprile il Wall Street Journal lo aveva persino piazzato al quarto posto per volume di traffico negli Stati Uniti, dopo Netflix, Google ed Apple. E pensare che, come già spiegato, solo qualche mese fa Google aveva messo sul tavolo più o meno la stessa cifra: quasi un miliardo di dollari per integrare Twitch nel suo cosmo di servizi web; senza contare che l'azienda aveva rifiutato offerte simili da altri concorrenti, (tra cui Microsoft), preferendo invece il colosso di Mountain View anche e soprattutto per il fattore YouTube, di cui Twitch sembrava essere il compagno perfetto. Tuttavia pare che il rischio sarebbe stato quello di rimanere invischiati nelle restrittive politiche sul copyright di Google, già causa di problemi per i molti giocatori desiderosi di condividere le loro partite attraverso YouTube, oltre che di diventare gli eterni "fratelli minori" della grande televisione del colosso di Mountain View. Inoltre, secondo Forbes, un ulteriore grave ostacolo si sarebbe posto sulla strada che portava le due parti ad incontrarsi: l'antitrust; infatti Google, avendo già in possesso YouTube, avrebbe potuto dar vita ad una eccessiva concentrazione di potere nel mercato dei video online. Perciò la situazione ha preso una piega favorevole per la potenza infrastrutturale, economica e la libertà offerte da Amazon; senza contare un sistema cloud efficiente, un'importante ambizione nel mondo del gaming e la necessità di un colpo importante per dar corpo ai propri progetti. Ad ogni modo, come assicurato dallo stesso Emmet Shear, per il momento Twitch conserverà la sua indipendenza, anche se le possibilità di integrazione potrebbero essere molteplici: a partire dalla possibilità di acquistare con pochi clic i videogiochi ai quali si sta facendo da spettatori. Per di più grazie all'integrazione nei servizi di Amazon, (tra l'altro è già presente come applicazione anche sulla Fire Tv, dotata di un proprio controller), la piattaforma streaming in questione potrebbe raggiungere un pubblico ancora più vasto e differenziato, più ampio di quello dei videogiocatori "duri e puri", che per ora costituisce il suo punto di forza. E questo perché non si parla solamente di videogiochi: negli ultimi tempi Twitch aveva testato proprio lo streaming di eventi come concerti e cosiddetti "DJ set", destinati probabilmente a ritornare in futuro attraverso dispositivi come Fire Tv e Fire Phone. Comunque sia attualmente si tratta di un'acquisizione apparentemente di nicchia, ma che in futuro potrebbe garantire all'azienda di Jeff Bezos un cospicuo vantaggio in un settore come quello dell'incontro tra videogiochi e streaming, destinato sicuramente a crescere sempre di più.

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