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domenica 29 giugno 2014

Mozilla vuole entrare nel cosiddetto "Metaverso" con Firefox.


A quanto pare Mozilla avrebbe intenzione di trasformare Firefox anche in una sorta piattaforma da gioco; infatti dopo aver introdotto il supporto per diverse tecnologie che permettono di eseguire i motori grafici ad una velocità simile a quella nativa, secondo alcune indiscrezioni, il passo successivo dell'azienda sarà quella migliorare l'esperienza interattiva con l'aggiunta della realtà virtuale. In pratica in questi giorni la stessa Mozilla ha pubblicato una versione preliminare del suo browser che integra il supporto sperimentale per Oculus Rift, il famoso visore per la realtà virtuale, (la cui azienda produttrice è stata acquistata a fine Marzo da Facebook). Al riguardo Vladimir Vukićević, lo sviluppatore che ha pubblicato il post in cui annuncia l'inizio della sperimentazione, ha paragonato il Web attuale ad una versione preliminare del cosiddetto "Metaverso", vale a dire l'Internet del futuro basato sulla realtà virtuale immaginata dallo scrittore Neal Stephenson nel libro Snow Crash. Infatti al giorno d'oggi le persone possono usare il Web per diversi tipi di esperienze ed il browser rappresenta il portale che permette di accedere a questo universo connesso. Tuttavia attualmente mancano alcuni elementi "virtuali" ed "immersivi" necessari per trasformare il Web in un mondo tridimensionale. Inoltre per cercare di raggiungere un obiettivo simile, Mozilla ha deciso di integrare il supporto nativo per i dispositivi per la realtà virtuale in Firefox; il che significa che adesso gli sviluppatori potranno iniziare ad aggiungere funzionalità per la realtà virtuale ai propri siti web. Per di più sarà possibile inviare contenuti sia in 2D che in 3D direttamente al visore Oculus Rift, (per il momento l'unico supportato), ricevendo l'input dai sensori di posizione ed orientamento. Mentre nei prossimi mesi verrà aggiunto il supporto per altri dispositivi, inclusa la Google Cardboard, (ovvero un semplice cartone che permette a tutti di trasformare uno smartphone Android in un visore a realtà virtuale, a costo zero del tutto simile a quello di casa Oculus VR). Ad ogni modo per adesso Mozilla ha rilasciato le build preliminari, (ovvero le versione alfa), del nuovo Firefox per Windows a 64 bit ed OS X 10.7 Lion; naturalmente considerando che il codice è ancora un "work-in-progress", al momento non è presente nei repository di Mozilla ed eventuali bug dovranno essere segnalati su GitHub, (appunto, il famoso servizio di hosting per lo sviluppo di progetti software).


sabato 28 giugno 2014

La RAI ci riprova con il "Canone Speciale".


A quanto pare, dopo le polemiche del 2012, la RAI in questi giorni avrebbe spedito nuovamente una lettera in tutta Italia destinata ai titolari di partite IVA chiedendo loro il pagamento del "Canone Speciale" in quanto possessori di un computer. In pratica nella suddetta lettera si può leggere: «Vi informiamo che le vigenti disposizioni normative impongono l'obbligo del pagamento di un canone speciale a chiunque detenga, fuori dall’ambito familiare, uno o più apparecchi atti o adattabili – quindi muniti di sintonizzatore – alla ricezione delle trasmissioni televisive, indipendentemente dall'uso al quale gli stessi vengono adibiti». Inoltre le richieste sarebbero di vario tipo e andrebbero a colpire un po' tutte le categorie professionali iscritte al registro della Camera di Commercio, (dal semplice professionista, all'artigiano, passando per il commerciante). In sostanza è bene sottolineare che non del Canone Ordinario, ma di quello Speciale, vale a dire quello dovuto dalle attività professionali che consentano o possano consentire l'utilizzo di apparecchiature televisive: si pensi, per esempio, agli alberghi che forniscono l'utilizzo della televisione ai propri clienti. Tuttavia, esattamente come due anni fa, pare che la RAI abbia inviato la richiesta di pagamento un po' a tutti utilizzando il solito contestato criterio che considera tutti gli utenti in possesso di un dispositivo soggetto alla tassa, come dei potenziali non abbonati. Stando così le cose però non tutti dovranno pagare il Canone richiesto, anzi, la maggior parte non dovrà assolutamente farlo, visto che il regolamento del Canone Speciale RAI specifica chiaramente che: «Devono pagare il Canone Speciale coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell'ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto». Dunque tutti gli uffici, le aziende o le attività commerciali in generale in cui il computer è utilizzato solo per lavorare, non dovranno assolutamente pagare il Canone Speciale. Tuttavia a chi dovesse arrivare la famigerata cartella esattoriale della RAI, non basterà solo non pagare il Canone Speciale per chiudere la vicenda. Infatti gli utenti coinvolti dovranno giustificare il mancato pagamento spiegando che i computer nell'ufficio sono utilizzati solo a scopo lavorativo e che non sono presenti televisioni nei locali; insomma un bel pastrocchio. Ovviamente non c'è bisogno di dire che questa nuova azione della RAI è stata giudicata in modo estremamente negativo non solo dagli interessati che si sono trovati in cassetta una richiesta di pagamento di diverse centinaia di euro, ma anche dalle associazioni di categoria che rapidamente sono dovute intervenire per spiegare ai loro iscritti furibondi che nulla riguardo al Canone RAI era cambiato rispetto al passato. Quindi le ipotesi sono che si possa trattare di un semplice errore oppure di un eccesso di zelo da parte della RAI; anche se tutto può essere, e comunque, come già anticipato, questo fatto ricorda curiosamente molto quello che accadde esattamente due anni fa, quando la RAI provò a richiedere lo stesso Canone Speciale a tutte le aziende in possesso di computer, palmari ed altro che potenzialmente potevano accedere ai servizi audiovisivi della società. Un tentativo che, ieri come oggi, scatenò molte polemiche e che fece fare rapidamente un passo indietro alla RAI, la quale successivamente sottolineò che il Canone Speciale fosse dovuto solo ai professionisti/aziende che utilizzano apparecchiature elettroniche che accedono per vari motivi ai propri servizi. Tra l'altro la cosa è esplicitata in modo chiaro sull'apposita sezione del sito della stessa società, dove si fa riferimento alla nota del 22 Febbraio 2012 del Ministero dello Sviluppo Economico, che in sintesi ha precisato che: "Debbono ritenersi assoggettabili a canone tutte le apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale, (terrestre o satellitare), di radiodiffusione dall’antenna radiotelevisiva. Ne consegue, ad esempio, che di per sé i personal computer, anche collegati in rete, (digital signage o simili), se consentono l'ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone. Per contro, un apparecchio originariamente munito di sintonizzatore - come tipicamente un televisore - rimane soggetto a canone anche se successivamente privato del sintonizzatore stesso, (ad esempio, perché lo si intende utilizzare solo per la visione di DVD)". Tuttavia rimane il dubbio, secondo cui: in epoca di spending review, l'invio di decine di migliaia di lettere, ben sapendo che in definitiva i veri destinatari sono in realtà molto di meno, non sia da considerarsi uno spreco inutile di denaro pubblico. Per cui lo scrupolo nella ricerca delle aziende potrebbe essere considerato la giusta azione da intraprendere in termini di costi/benefici. Oltretutto sarebbe opportuno capire bene anche cosa accadrà a tutti coloro i quali, presi dalla paura di ricevere una sanzione, andranno a pagare immediatamente la tassa senza in realtà informarsi se realmente la debbano pagare: saranno rimborsati oppure verrà considerata una sorta di "donazione volontaria" alla RAI?

Di seguito una delle tante lettere spedite alle aziende:
 http://www.webnews.it/wp-content/uploads/2014/06/rai600.jpg
...ed il modulo di pagamento, (allegato alle lettere):
 http://www.webnews.it/wp-content/uploads/2014/06/rai600_2.jpg



venerdì 27 giugno 2014

METALLICA: "Non sappiamo quanto ancora potremo durare fisicamente".


Si sa, purtroppo il tempo passa per tutti, ed anche delle leggende del mondo dell'thrash metal come i Metallica iniziano ad invecchiare ed i loro fisici a cedere. O almeno questo è quanto hanno fatto sapere i membri della band durante una recente intervista rilasciata alla rivista "Kerrang!", dove è stato chiesto loro quanto tempo hanno ritengono di potere continuare a svolgere la loro attività live, prima di ritirarsi dalle scene. Al riguardo Kirk Hammett, chitarrista della band, ha spiegato: "Tutto dipende dal fisico. Tendinite, acufene, atrofia dei legamenti, incidenti, infortuni, stress, gomito del tennista… sono tutte variabili della nostra attività. Cazzo, voglio dire: magari vorrei continuare a suonare la chitarra, ma la mia spalla ed il mio gomito stanno urlando "No!". La mente vuole una cosa, il corpo te ne risponde un'altra. Questo è un ostacolo incredibile, con cui dovremo confrontarci nel nostro percorso individuale". E dello stesso parere è stato anche Lars Ulrich, batterista della band, il quale ha dichiarato: "Mi sento di poter dire che sia sempre più difficile aiutarsi nel mantenere un ottimo stato fisico. Non so per quanto tempo potremo andare avanti: potremo fare quanto facciamo ora quando avremo 60 anni?! E mantenerci sugli stessi livelli a 70?!". Alla conversazione si è poi aggiunto anche il frontman James Hetfield, che ha spiegato: "A volte la mia gola dice solo "Fottiti James, non stasera!", ma lo stesso concetto lo esprimono a volte la spalla di Lars, le gambe di Rob per colpa dei crampi, piuttosto che il ginocchio di Kirk. Qualunque cosa ci succeda, cerchiamo sempre di risolverla. Ognuno di noi ha i suoi problemi e dobbiamo prestare molta attenzione!". Mentre sulla questione di potere abbandonare un giorno i Metallica, il batterista Lars Ulrich ha fatto sapere: "C'è stato un momento in cui avrei potuto farlo. Ero pronto ed ero lì per lì per farlo fra il 2001 e il 2002. Quando tutto stava andando male: quando uscì Some Kind of Monster. Avrei avuto migliaia di altre passioni che avrebbero potuto intrattenermi e tutti altrettanto stimolanti. Ovviamente però i Metallica sono il mio amore, la mia priorità, e sono al primo posto. In ogni caso non ho paura di prendere di petto la mia vita. Una cosa è certa: una volta che i Metallica si ritireranno, non farò più musica. Naturalmente noi speriamo di durare per sempre». Invece James Hetfield ha, infine, parlato di un possibile tour di addio e di come lo immagina ad oggi, affermando: «Non trovo giusto farlo. I Kiss sono al 10° tour di addio e gli Scorpions anche, eppure hanno organizzato più e più tour successivamente. Non si può dire una cosa, e poi smentirla con i fatti. Non so cosa ci sia in serbo per noi, ma non voglio comportarmi come hanno fatto altri. Noi Metallica siamo unici nel nostro percorso, e saremo unici anche nel dire addio, quando il nostro percorso finirà». Comunque sia va ricordato che tra pochissimi giorni la band arriverà in Italia per esibirsi durante il Rock in Roma in occasione dell'unica data italiana del loro tour "Metallica By Request", (iniziato lo scorso 16 Aprile a Bogotá e che si concluderà ad Agosto a Montreal).


Di seguito la copertina della rivista Kerrang!:
https://pbs.twimg.com/media/Bq5UUZyCIAIvskN.jpg:large
...e la pagina in cui è contenuta la suddetta intervista:
 http://www.kerrang.com/wp-content/uploads/K1523_metallica.jpg



giovedì 26 giugno 2014

Dimostrato che studiare musica stimola il cervello dei bambini.


Che la musica, in particolar modo quella classica, avesse proprietà benefiche sul cervello, (tanto da essere utilizzata in alcuni casi per ridurre la crisi epilettiche), lo si sapeva già, ma a quanto pare i bambini che suonano regolarmente un qualsiasi strumento musicale hanno maggiori opportunità di sviluppare le loro capacità mentali; infatti la pratica costante sin da piccolissimi potenzia le funzioni esecutive del cervello, vale a dire quelle che li rendono in grado di adattarsi a situazioni nuove e complesse. O almeno questo è quanto ha fatto sapere un recente studio realizzato dai team dei neuroscienziati dell'Università di Harvard e dell'Ospedale Pediatrico di Boston. In pratica,
secondo gli scienziati, i piccoli musicisti risultano mentalmente più flessibili ed hanno una maggiore tendenza a fare scelte tra più opzioni invece che attenersi alla scelta consueta nelle funzioni pratiche. In sostanza si tratta di un dato che era già stato evidenziato da diversi studi precedenti, i quali tuttavia non avevano chiarito se questa caratteristica fosse legata all'estrazione sociale, (nel caso di giovani musicisti quasi sempre più elevata), oppure allo studio della musica di per sé. Difatti in questo nuovo studio, valutando i bambini anche attraverso test psicometrici, e prendendo in considerazione sia il quoziente intellettivo che l'ambiente socio-economico di provenienza, è stato dimostrato che la maggiore flessibilità mentale si sviluppa nei bimbi che studiano musica indipendentemente da tutto il resto. Inoltre i ricercatori, utilizzando anche la risonanza magnetica funzionale, hanno rilevato una maggiore attività delle aree prefrontali del cervello implicate nelle cosiddette funzioni esecutive, ovvero un insieme di moduli funzionali della mente, che regolano i processi di pianificazione, controllo e coordinazione del sistema cognitivo, e che governano l'attivazione e la modulazione di schemi e processi cognitivi. Queste funzioni sono molto complesse e numerose ma, secondo lo studio in questione, lo studio della musica ne migliora in particolare due, quali, appunto: la flessibilità mentale e la capacità di aggiornare la memoria di lavoro con nuove informazioni.


mercoledì 25 giugno 2014

Realizzato un "naso elettronico" in grado di rilevare esplosivi anche a 5 metri di distanza.


Al giorno d'oggi i responsabili della sicurezza negli aeroporti controllano i bagagli dei viaggiatori con l'ausilio di unità cinofile appositamente addestrate, (nella fattispecie: cani antidroga e/o cani antiesplosivo), mentre i militari utilizzano un dispositivo elettronici portatili e non, in grado di rilevare la presenza di esplosivi e/o droga durante i check-in. Tuttavia in entrambi i casi è necessario avvicinarsi all'oggetto per effettuare un controllo; per questo motivo un gruppo di ricercatori israeliani, coordinato dal chimico Fernando Patolsky dell'Università di Tel Aviv, ha deciso di progettare e sviluppare un nuovo chip elettronico dotato di sensori chimici microscopici, in grado di rilevare particelle di esplosivo nell'aria con una concentrazione di poche molecole per 1.000 trilioni. In pratica il dispositivo in questione può identificare vari tipi di esplosivi in tempo reale, anche ad una distanza di diversi metri, (per il momento si parla di un massimo di 5 metri), riuscendo perfino a dare una descrizione dettagliata della loro natura chimica così da fornire una vera e propria "carta d'identità" utile per facilitarne il riconoscimento in occasioni successive, anche partendo, appunto, da piccolissime tracce. Inoltre, considerato che ogni esplosivo possiede un "pattern" distintivo e che quindi ogni sostanza esplosiva va ad interagire con i sensori del dispositivo in una maniera unica e distinta dalle altre, il chip può rilevare velocemente le particelle nell'aria: la sua elevata sensibilità permette di scoprire le tracce anche in presenza di altre sostanze chimiche che potrebbero ostacolare la ricerca degli esplosivi in basse concentrazioni. Per di più i ricercatori israeliani hanno integrato su ogni nano-transistor otto recettori chimici, ognuno dei quali può identificare una singola molecola, mediante la variazione della conduttanza elettrica. Ad ogni modo durante gli svariati test, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications e svolti in condizioni "altamente contaminate", (ad esempio, in presenza di fumo di sigaretta ecc...), il chip, ancora in fase di prototipo, ha rilevato correttamente il TNT, l'RDX e l'HMX, (vale a dire esplosivi usati per scopi commerciali e militari), oltre ad esplosivi a base di perossido, come il TATP e l'HMTD, (usati comunemente per bombe artigianali e difficilmente rilevabili con altri strumenti), i quali rappresentano un grande problema per la sicurezza perché, sebbene possano essere preparati da chiunque con materiali facilmente reperibili, attualmente non esistono sistemi capaci di riconoscerli con un'elevata sensibilità. Entrando più nel dettaglio: in appena 5 secondi, il chip ha identificato particelle di TATP ad una distanza di 5 metri e particelle di TNT ad una distanza di 4 metri. Comunque sia, trattandosi di una ricerca, non è possibile stabilire se e quando questo "naso elettronico" sarà reso disponibile sul mercato.


martedì 24 giugno 2014

Scoperto che i carciofi potrebbero combattere il mesotelioma.


A quanto pare contro il mesotelioma, ovvero uno dei tumori più temibili ed ancora letali, (conosciuto come "il tumore dell'amianto"), potrebbero essere utilizzati i carciofi: si tratta di un'idea nata e portata avanti da ricercatori italiani che, anche se potrebbe apparire azzardata, ha già dato dei buoni risultati sia negli studi di laboratorio che sulle cavie. Infatti i ricercatori hanno addirittura ottenuto il via libera delle autorità per poter avviare la sperimentazione sugli esseri umani. Al riguardo Giovanni Blandino, responsabile del Laboratorio di Oncogenomica Traslazionale dell'Istituto Nazionale Tumori "Regina Elena", (noto anche con la sigla IRE), che ha lavorato in collaborazione con Sabrina Strano, ricercatrice dell'Area di Medicina Molecolare dello stesso Istituto, ha spiegato: "Gli studi preclinici, condotti all'IRE sia su modelli cellulari di mesotelioma che su topi da laboratorio, hanno dimostrato che gli estratti di carciofo posseggono attività antitumorali. Se le nostre intuizioni venissero confermate anche sull'uomo apriremmo la strada ad una rivoluzione". In sostanza il trial clinico è stato presentato in questi giorni a Roma, durante l'International Workshop on Metabolism, Diet and Chronic Disease, vale a dire un appuntamento per fare il punto sulle evidenze scientifiche riguardanti stili di vita e neoplasie. Ad ogni modo il mesotelioma ogni anno colpisce oltre 2.000 persone solo in Italia, ma la sua incidenza è in continua crescita ed entro il 2020 è atteso un picco di malati. In pratica, come già anticipato, si tratta di un tumore polmonare direttamente collegato all'esposizione da amianto, (materiale bandito in Italia da oltre 20 anni, ma ancora diffusissimo: nell'ambiente ne restano circa 5 quintali per cittadino, ovvero circa 32 milioni di tonnellate), ed al centro del processo contro i dirigenti dell'Eternit, (dopo la storica condanna d'appello del 2013, adesso si è in attesa della Cassazione). Inoltre è una fra le forme di cancro che tutt'oggi risulta essere mortale, in quanto, una volta diagnosticato, non lascia scampo e la sopravvivenza dei pazienti nella stragrande maggioranza de casi purtroppo non supera i 12 mesi. Come se non bastasse risulta essere subdolo, poiché colpisce anche a distanza di anni: possono passarne perfino 40-45 tra l'inizio dell'esposizione all'amianto ed il momento in cui si manifesta il tumore. Questo è colpa delle fibre di amianto inalate tanti anni prima, che poi fanno ammalare soprattutto i lavoratori esposti: quelli delle fabbriche di cemento-amianto e dei cantieri navali; anche se questo materiale è stato molto usato anche per costruire case, scuole, ospedali. Quindi a fronte di un quadro così fosco, le speranze riposte nell'estratto di carciofo crescono in modo esponenziale; in tal proposito Paola Muti, ricercatrice italiana che lavora in Canada presso il Dipartimento di Oncologia della McMaster University, la quale sta lavorando insieme ai colleghi romani, ha spiegato: "È appena partita la sperimentazione di fase due condotta su lavoratori canadesi esposti all'asbesto. L'obiettivo è dimostrare che l'estratto, realizzato in laboratorio semplicemente prendendo le foglie del carciofo ed "elaborandole", impedisce che le cellule esposte ad amianto esprimano a pieno il potenziale cancerogeno, prolifichino e diano luogo effettivamente ad un tumore. I partecipanti, ad alto rischio di sviluppare il mesotelioma e già sofferenti di altre patologie benigne dovute all'amianto, vengono trattati con quattro compresse di estratti di carciofo al giorno, del tutto prive di effetti collaterali. E sono monitorati con cadenza trimestrale, attraverso biomarcatori sierici, (ossia piccoli RNA non codificanti e la mesotelina, una proteina secreta dal mesotelio)". Ed ha poi proseguito dichiarando: "In particolare la mesotelina è prodotta dal mesotelio, esposto ad infiammazione, ed è molto aumentata nel caso di esposizione all'asbesto e nel mesotelioma. L'ipotesi di questo trial è quella che il carciofo sia in grado di ridurre il livello di mesotelina sierica. In sostanza, si tratta di usare la mesotelina come biomarcatore di efficacia anti-cancerogena dell'estratto vegetale". Dunque se il trial clinico confermerà questa ipotesi, si prevede un successivo trial di fase tre, su un numero molto ampio di persone esposte all'asbesto e della durata di diversi anni. Al riguardo i ricercatori hanno, infine concluso, spiegando: "Per il momento le premesse derivanti dai dati sperimentali sono ottime, la speranza è che vengano confermate nell'uomo".


lunedì 23 giugno 2014

Anonymous attacca l'EUESW pubblicando le informazioni di oltre 10.000 account di aziende e governi coinvolti.

Immagine pubblicata sul blog ufficiale di Anonymous Italia.

Diverse ore fa la famosa legione Anonymous è tornata all'attacco prendendo di mira l'EU Sustainable Energy Week, (nota anche con la sigla EUSEW), ovvero l'evento annuale principale della campagna SEE, (acronimo di Sustainable Energy Europe), finalizzata a promuovere il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili, che quest'anno avrà luogo a Bruxelles dal 23 al 27 Giugno. In pratica gli hacker di Anonymous durante la loro  hanno attaccato il sito dell'EUSEW entrando in possesso delle informazioni, (tra cui e-mail, telefono privato, password ecc...), di oltre 10.000 account appartenenti alle aziende ed ai governi che prenderanno parte al suddetto evento, (tra le quali: World Bank; Bayer; ExxonMobil; ENEL; Électricité de France, o EDF; General Electric, o GE; SHELL; British Petroleum, o BP; ENI; Nokia; Intel; e tante altre); informazioni che sono già state rese pubbliche: presto verranno divulgati i link per raggiungere tali file. Naturalmente, come loro solito, gli Anonymous hanno rivendicato tale azione attraverso un comunicato, che è stato tradotto e pubblicato anche sul blog ufficiale di Anonymous Italia, e nel quale si può leggere: «Questa operazione vuole sottolineare l'ipocrisia e la falsità dei potenti d'Europa che oggi apriranno i lavori della settimana dell'energia sostenibile. L'evento è organizzato dall'Unione Europea tuttavia sottolineiamo che la lista di account che abbiamo trafugato dai database del sito "www.eusew.eu" mostrano che sono anche coinvolte voraci aziende distruttrici degli ecosistemi, si tratta, ad esempio, di: Bayer, Dow, ENEL, EDF, GE, SHELL, BP, ENI, Nokia ed Intel per fermarci solo alle più note. È provato anche il coinvolgimento del WWF e della Banca Mondiale. Adesso grazie a questa azione ognuno può verificare di persona quanto riportato nelle righe precedenti, è sufficiente scaricare i dati pubblicati e svolgere una ricerca per nome riguardo ad ognuna delle industrie o dei gruppi sopra citati; in ciascun caso si riscontrerà che vi sono molti account di dirigenti di vario livello corrispondenti ad ognuno di essi. Con il sistema appena citato è possibile anche evidenziare il coinvolgimento di membri più o meno influenti dei ministeri dell'ambiente di tutta Europa. Il sito colpito è quello gestito dagli organizzatori della settimana dell'energia sostenibile, quindi il fatto che un certo nome, ad esempio, quello di un'industria, compaia nella lista da noi riportata significa che gli organizzatori dell'evento tengono contatti regolari con l'industria suddetta. Invitiamo, inoltre, ogni essere umano a cercare di decodificare le password criptate riportate a destra della tabella pubblicata e ad utilizzarle per tentare di immettersi nei database dei governi e delle industrie, così facendo eserciterai al meglio il tuo diritto alla libera informazione. Quindi il sito "www.eusew.eu" non è altro che il volto ingannevole fatto di buoni propositi e belle parole dietro cui si cela il comitato d'affari delle aziende che deturpano la natura e gli esseri umani in nome del vile denaro. Evidentemente nessuno dei soggetti coinvolti ha la dignità morale per poter parlare della difesa degli ecosistemi e della sostenibilità energetica. Per mostrare la verità di questa affermazione non è necessario trafugare alcun dato segreto, infatti la storia parla chiaro, ed è una storia di infami sopraffazioni». E poi gli hacker hanno proseguito elencando diverse di queste azioni scrivendo: «Ne citiamo alcune:
1-Bayer: da qualche anno sta producendo neonicotinoidi per rendere le piante coltivate resistenti agli insetti e ciò sta provocando la moria di api in tutto il mondo. È necessario ricordare che nel caso in cui gli insetti impollinatori si estinguessero, la produzione agricola si rivelerebbe impossibile generando una carestia mondiale. Inoltre negli anni '80 Bayer ha consapevolmente commercializzato il prodotto "FACTOR 8" per emofiliaci, pur sapendo che esso era contaminato da HIV: ciò ha provocato la morte di milioni di persone.
2-Dow: Citiamo l'abominevole sterminio provocato negli anni '80 dall'esplosione dell'impianto di Bhopal in India che provocò centinaia di migliaia di vittime investite da nubi tossiche.
3-ENEL: Citiamo il caso della centrale nucleare di Mochovce, che, come provato da una nostra precedente operazione, la cui veridicità è stata confermata anche da Greenpeace, è stata costruita con materiali scadenti, secondo standard di sicurezza degli anni '50, (mancanza del doppio muro di contenimento per il materiale radioattivo), ed usufruendo di operai assolutamente non qualificati. I documenti compromettenti che provano tutto ciò sono stati manipolati per conto di ENEL. Riportiamo inoltre che ENEL gestisce impianti di generazione elettrica in tutta Europa che spesso bruciano materiali tossici, come nel caso di TorreValdaliga dove viene usato carbone contenente residui solforosi che cadono al suolo sotto forma di piogge cariche di acido solforico.
4-EDF: Tra le sue varie attività citiamo le numerose centrali nucleari francesi che producono cancri di vario genere e distruggono la fauna ittica dei fiumi immettendovi acqua calda e radioattiva. Si tratta di impianti obsoleti, ma per garantire l'uranio che è necessario al loro funzionamento il presidente francese François Hollande non ha trovato niente altro da fare che invadere un inerme Paese africano per meglio depredarne il sottosuolo ricco di uranio.

5-GE: Citiamo il disastro nucleare di Fukushima ricordando che la tecnologia dell'impianto era fornita da General Electric.
6-SHELL: Ricordiamo le vostre attività estrattive nel Delta del fiume Niger che hanno contaminato con il petrolio una magnifica area naturale costringendo i pescatori alla miseria, costretti per sopravvivere a rubare il "vostro" petrolio forando le condutture, a rischio delle loro vite.
7-BP: Citiamo il disastro dell'Aprile 2010 quando la piattaforma di estrazione petrolifera di Deepwater Horizon affondando provocò il successivo inquinamento dell'intero golfo del Messico, un'area tuttora devastata dove la moria della fauna marina ha ormai ridotto in miseria i pochi pescatori superstiti.
8-ENI: Anche essa implicata nello sfruttamento petrolifero nel Delta del Niger e quindi responsabile delle stesse nefandezze di BP. Segnaliamo inoltre un incidente analogo a quello di BP nel golfo del Messico occorso alla piattaforma petrolifera Enel offshore "Perro Negro" in Congo.
9-WWF: è parte della tavola rotonda RTRS per la produzione sostenibile di soia e di un'altra analoga per la produzione sostenibile di olio di palma. Si tratta in realtà di comitati d'affari che riuniscono le grandi multinazionali che distruggono la natura con i pesticidi e gli OGM, (Monsanto, Syngenta, Bayer, Cargill, Dow ecc...), assieme al WWF che si impegna a certificare la natura eco-sostenibile degli alimenti così prodotti. Il fine di queste due associazioni è quello di promuovere l'immagine delle citate multinazionali e coordinare gli investimenti per comprare enormi appezzamenti di terra da coltivare in tutto il mondo. Si tratta spesso di aree boschive distrutte insieme agli animali che le abitavano per fare posto alle colture. È questa la sorte occorsa a buona parte della foresta del Borneo distrutta insieme agli orango-outans.
10-Nokia: È coinvolta nella guerra scoppiata in Congo nei primi anni del 2000, come prova un'inchiesta ONU. Infatti incurante delle condizioni e dei metodi di estrazione del Coltan, in quel periodo Nokia ed altre industrie produttrici di cellulari e computer aumentavano enormemente la richiesta del su citato minerale necessario per la fabbricazione di componenti. Ciò provocava la prima di una interminabile serie di guerre coinvolgenti numerose bande armate dedite al saccheggio del
coltan estratto da poveri minatori congolesi colla sola forza delle loro braccia. Un lavoro disumano a contatto per almeno 12 ore al giorno col coltan, materiale di provata radioattività. Il bilancio di questa prima guerra civile congolese è di circa un milione di vittime.
Con queste poche righe abbiamo ricordato ad ogni persona la ignominia dei grandi gruppi multinazionali di parassiti spregiosi dell'uomo e della natura che con l'aiuto e la complicità dell'Unione Europea daranno avvio, oggi, alla settimana della energia sostenibile
». Successivamente gli hacker di Anonymous hanno, infine, concluso rivolgendosi direttamente alle industrie ed ai governi coinvolti nell'EUSEW, scrivendo: «Potenti delle industrie e dei governi d'Europa con questa ennesima operazione di marketing non potete ingannare Anonymous ed #OperationGreenRights, sotto le luci variopinte del sito www.eusew.eu il lurido marchio dei vostri nomi, sinonimo di spietato sfruttamento, sono fin troppo visibili. Bayer, Dow, ENEL, EDF, GE, SHELL, BP, ENI, Nokia, Intel, avete commesso crimini contro l'umanità e di essi dovete rispondere di fronte all'umanità tutta, perciò non avete alcuna autorità morale per dare lezione al mondo sulla sostenibilità energetica o ambientale. Il vostro unico interesse è evidentemente quello di arricchirsi il più possibile senza curarsi di alcuna conseguenza ambientale, quindi non avete alcuna credibilità quando sostenere di incentivare nuove forme di produzione energetica alternative al petrolio ed all'uranio. Anonymous vuole invece rifarsi ad uomo geniale, uno scienziato dotato di un così fulgido intelletto, che al suo cospetto le menti abiette avvelenate dal profitto di voi usurpatori dei governi e delle industrie a stento meritano di esser chiamate "umane": si tratta di Nikola Tesla. Citiamo una sua frase: "Ognuno può disporre di risorse energetiche gratuite. L'energia elettrica è presente ovunque in quantità illimitate e può supportare l'industrializzazione mondiale senza carbone, petrolio o gas". E aggiungiamo noi: "senza uranio". Ebbene nel nome di questa grande mente e del suo animo non assoggettato all'immondo profitto, noi malediciamo la cricca criminale dei vili usurpatori degli stati e delle industrie loro alleate!».



domenica 22 giugno 2014

Confermato che il campo magnetico terrestre si sta indebolendo sempre più.


A quanto pare il campo magnetico terrestre, che ci protegge dalle radiazioni provenienti dall'universo e che indirizza le bussole verso il Polo Nord, si sta indebolendo sempre più: lo si sapeva già da tempo, ma ora c'è una certezza assoluta. A stabilirlo è stato il satellite Swarm dell'Agenzia Spaziale Europe, (nota anche con la sigla ESA), lanciato in orbita lo scorso Novembre con lo scopo di esaminare e fornire dati senza precedenti, appunto, sul complesso funzionamento del campo magnetico della Terra. In sostanza, come già anticipato, le misurazioni effettuate nel corso degli ultimi sei mesi, e presentate lo scorso 19 Giugno durante il terzo Swarm Science Meeting a Copenhagen, (in Danimarca), hanno confermato la tendenza generale di indebolimento del campo magnetico: con un calo davvero drammatico che si sta verificando nell'emisfero occidentale. Mentre è stato rilevato che in altre aree del pianeta, come, ad esempio, quella sull'Oceano Indiano meridionale, il campo geomagnetico si sta rafforzato dallo scorso Gennaio; tra l'altro, le ultime misurazioni hanno confermato anche che il Polo Nord magnetico si sta spostando verso la Siberia. In poche tutti questi cambiamenti sono basati sui segnali magnetici che hanno il loro motore nel nucleo della Terra: in particolare nel nucleo esterno, dove il movimento del ferro allo stato liquido produce il campo magnetico terrestre. Ad ogni modo nel corso dei prossimi mesi gli scienziati analizzeranno i dati per svelare i contributi magnetici provenienti da altre fonti, vale a dire dal mantello, dalla crosta, dagli oceani, dalla ionosfera e dalla magnetosfera. Il che fornirà una nuova visione di molti processi naturali: da quelli che si verificano in profondità all'interno del nostro pianeta fino a quelli prodotti dall'attività solare; a sua volta questa informazione produrrà una migliore comprensione del perché il campo magnetico si sta indebolendo. Al riguardo Rune Floberghagen, Mission Manager del satellite Swarm, ha spiegato: "Questi primi risultati dimostrano l'ottima performance di Swarm. Con una risoluzione senza precedenti, i dati mostrano valori molto particolareggiati per ogni singola area del pianeta, fondamentale per capire cosa sta avvenendo a livello globale al campo magnetico". Comunque sia, anche se al momento gli scienziati non si sono voluti sbilanciare più di tanto, stando ad alcune previsioni, quest'indebolimento potrebbe voler dire che si è vicini ad un'inversione dello stesso campo magnetico; il che in altre parole potrebbe portare il Polo Nord a diventare il Polo Sud e viceversa. Comunque gli scienziati hanno fatto sapere che non c'è da temere in quanto, qualora ciò dovesse accadere, ci impiegherebbe migliaia di anni e non sarebbe un evento così repentino. Tuttavia anche se il fenomeno dell'inversione dei poli si è verificato tante volte nel passato della Terra, non si è mai verificato da quando esiste l'Homo sapiens e perciò non si sa esattamente se ci potranno essere delle ripercussioni. L'unica cosa quasi cosa, secondo gli esperti, è che i più colpiti da questo avvenimento saranno gli animali, in partcolar modo gli uccelli che utilizzano il campo magnetico terrestre durante le migrazioni.

Di seguito una mappatura dell'attuale campo magnetico terrestre:
http://1.bp.blogspot.com/-0enKOmMLwyA/U6MVtluQhYI/AAAAAAAAcU4/QzDw6AyrQVI/s1600/Magnetic_field_changes.jpg
Il colore blu indica un indebolimento; quello rosso un rafforzamento.



sabato 21 giugno 2014

METALLICA: Kirk Hammett sulla copertina di Agosto di Guitar World per il 30° anniversario di Ride the Lightning.


La copertina del numero di Agosto della nota rivista Guitar World sarà dedicata a Kirk Hammett, chitarrista dei Metallica, il quale sarà raffigurato seduto su una sedia elettrica per celebrare il 30° anniversario di Ride the Lightning, (ovvero il secondo album in studio della band rilasciato il 27 Luglio del 1984). Inoltre nel suddetto numero sarà presente anche un'intervista del chitarrista durante la quale, alla domanda su come la sua visione dell'epoca "Ride the Lightning" sia cambiata negli ultimi tre decenni, ha dichiarato: "È interessante. Proprio questa mattina stavo raccontando ai miei figli quello che avrei dovuto fare oggi; ho detto loro: "Faranno una foto di me su una sedia elettrica!". Sono entrambi molto giovani così, naturalmente, mi hanno chiesto: "Perché?". Gli ho spiegato che il perché era che in passato abbiamo scritto una canzone intitolata "Ride the Lightning": un modo elegante per parlare di chi viene condannato alla sedia elettrica. Poi ho dovuto suonare la canzone e cantarne insieme a loro il testo. Si sono seduti a guardarmi e sono rimasti lì davanti, con un'espressione che sintetizzava un "Wow!". Infine mi sono seduto insieme a loro ad ascoltare l'assolo di Ride the Lightning e mi chiedevo come avessi fatto a piazzare tutte quelle armonie in quel dato modo... non me lo ricordo proprio!". Ed ha poi proseguito spiegando: "Quando stavamo componendo quella specifica canzone abbiamo scritto prima l'intro, poi le strofe, poi i cori ed, infine, la parte strumentale. Quando c'è il cambio di tempo ed inizia la parte solista, mi ricordo che l'ho praticamente suonata come decontestualizzata dal resto. Quando abbiamo inciso Ride the Lightning avevo 21 anni: è pazzesco. Nel 1984, un assolo di chitarra del genere era qualcosa di incredibile. Se lo contestualizzi nell'epoca in cui l'ho composto ed in quella storico/sociale del periodo, era un suono davvero molto moderno. Se lo ascolti con le orecchie di oggi, è ovvio: suona come rock classico. Non è come norma d'oggi, con arpeggi ampi e trenduesimi ovunque. Devo anche dire però che, dopo averlo sentito stamattina, mi sono reso conto che ancora oggi l'album suona abbastanza moderno. Dopo tutti questi fottuti anni, regge ancora alla grande il paragone". Per di più Kirk Hammett ha anche parlato di Cliff Burton, l'indimenticabile bassista dei Metallica di allora: una forza propulsiva fondamentale per quello che era il sound progressivo di Ride the Lightning. Al riguardo il chitarrista ha affermato: "Cliff era una anomalia totale. Ancora oggi sto cercando di capire ciò che ho vissuto con lui. Era un bassista e suonava come un bassista. Ma cazzo… scatenava l'inferno con quei suoni che parevano essere di una chitarra. Ha scritto un sacco di tracce direttamente indirizzate al lavoro di chitarra. Si è sempre portato in giro una piccola chitarra acustica che aveva accordi bassi. Ricordo che una volta l'ho presa e gli ho chiesto: "Che cosa è questa cosa accordata in Do?". Mi ha spiegato che gli piaceva così perché poteva davvero piegare le corde. Si è sempre messo ad elaborare armonie su quella chitarra acustica. Una volta mi sono seduto vicino a lui a suonare la mia chitarra e lui ha preso il suo basso iniziando subito a suonare una parte armonica. Ed ha anche cantato le armonie. Ricordo che quando alla radio c'erano gli Eagles, lui si è metteva a cantare tutte le parti armoniche, mai le root". Ad ogni modo su Ride the Lightning, (qualche tempo dopo il suo debutto), si era espresso anche un giovane Lars Ulrich, batterista dei Metallica, il quale all'epoca dichiarò: "Penso che abbia mostrato ai nostri fan che non siamo quel tipo di band prevedibile, come quel mucchio di altre che suona in giro per i locali. Spero che potremo fare altrettanto nel prosieguo degli anni '80, per marchiare a fuoco questa decade". Inoltre in quell'occasione il giovane Lars Ulrich, batterista autodidatta, aveva fatto sapere che dopo l'uscita di Kill 'Em All, (album di debutto della band, pubblicato il 25 Luglio del 1983), aveva dovuto prendere alcune lezioni per ottenere le basi; infatti aveva, infine, spiegato: "Prima di rilasciare "Ride the Lightning", ho deciso di prendere lezioni di batteria per circa sei mesi, perché ci sono stati alcuni rudimenti di base che nemmeno conoscevo".

 Di seguito la copertina di Agosto di Guitar World:
http://assets.blabbermouth.net.s3.amazonaws.com/media/kirkhammettguitarworldrideligthning.jpg



venerdì 20 giugno 2014

SteamBoy, la console portatile per i giochi Steam.


In questi giorni durante l'edizione di quest'anno dell'Electronic Entertainment Expo, (noto anche con la sigla E3 o ), una startup non associata a Valve ha annunciato di essersi messa all'opera per sviluppare la prima console portatile Steam, (la popolare piattaforma dedicata alla distribuzione digitale, gestione dei diritti digitali, al multiplayer ed alla comunicazione), la quale sarà capace di eseguire, appunto, i giochi presenti nel noto servizio: si chiama SteamBoy, (molto probabilmente prendendo spunto dal celebre e tanto amato Game Boy - ndr), e, se tutto andrà bene, dovrebbe essere introdotta sul mercato nel 2015, nel tentativo di sfidare direttamente PlayStation Vita e Nvidia Shield. Inoltre sarà il primo dispositivo portatile in assoluto ad essere dotato di Steam OS, vale a dire il sistema operativo basato su Debian, presentato dalla stessa Valve il 23 Settembre del 2013 e dedicato alle prossime Steam Machine. Ad ogni modo, secondo le prime indiscrezioni, la console, attualmente in fase di realizzazione presso una compagnia chiamata SteamBoy Machine Team, sarà compatibile con la connettività Wi-Fi e 3G e monterà al suo interno un processore quad-core, 4 GB di RAM, 32 GB di memoria interna per l'archiviazione dei giochi e dei contenuti aggiuntivi ed un display touchscreen da 5 pollici con un aspect ratio a 16:9. Per di più, da quanto si evince dalle prime immagini, esteticamente il progetto ricorda il GamePad della Wii U, anche se in realtà caratterizzato dai trackpad che rappresentano uno dei segni distintivi dello Steam Controller, il quale è stato recentemente rinviato al prossimo anno. Comunque sia, per il momento gli altri dettagli su SteamBoy non sono ancora stati rilasciati e non è chiaro capire se la console portatile sarà in grado di far giocare indipendentemente i giochi scaricati sulla memoria oppure se sarà necessario il servizio In-Home Streaming, sviluppato sempre dalla Valve. Comunque, nonostante il comparto hardware non sia propriamente performante e non comparabile alla potenza della PlayStation 4 o della Wii U, la suddetta startup ha sottolineato: "Con SteamBoy sarà possibile giocare alla maggior parte degli attuali giochi su Steam". Tuttavia non è stata ancora rilasciata alcuna informazione in merito al prezzo a cui sarà possibile acquistare SteamBoy, ma ancora c'è tempo; infatti, come già spiegato, l'arrivo sul mercato non avverrà prima del prossimo anno, poiché il team dietro al progetto è intenzionato ad assicurarsi che la loro console portatile possa soddisfare tutti i requisiti per avere poi successo tra i consumatori: il dispositivo in questione potrebbe destare molta curiosità tra i fan Steam, dato soprattutto le interessanti offerte sui giochi che Valve propone frequentemente.

Di seguito il teaser di presentazione:




giovedì 19 giugno 2014

Project LiveWire, la prima Harley-Davinson elettrica.


Molto probabilmente qualcuno adesso griderà allo scandalo, alla blasfemia, all'atto di terrorismo, ma a quanto pare anche la Harley-Davidson ha deciso di "convertirsi" all'elettrico; infatti in questi giorni la famosa casa motociclistica di Milwaukee ha svelato il Project LiveWire, appunto, il primo progetto di motocicletta elettrica. Certo, le mancheranno il caratteristico rombo e le vibrazioni del classico bicilindrico a V, ma esteticamente e nelle prestazioni, sembra non avere nulla da invidiare alle sue mitiche sorelle maggiori. Tuttavia questo esemplare, (che sicuramente segna una svolta quasi epocale per gli appassionati e non, abituati ad un marchio fortemente tradizionale), al momento è soltanto un prototipo che non verrà messo vendita, in quanto è stato sviluppato e pensato come un "banco prova" per raccogliere pareri ed aspettative dei molti appassionati del famoso e storico brand statunitense. Difatti a partire dalla prossima settimana 12 esemplari di questa nuova moto a propulsione elettrica andranno in "tour" lungo tutti gli Stati Uniti fino alla fine del 2014, attraverso una trentina di concessionarie, per raccogliere le opinioni dei fortunati clienti e potenziali acquirenti selezionati dalla stessa Harley-Davidson che potranno testare su strada in prima persona i suddetti esemplari, partecipando a quello che è stato battezzato "Project LiveWire Experience Tour"; progetto che proseguirà nel 2015 in Canada ed Europa, (al momento non si sa se coinvolgerà anche l'Italia). Tra l'altro sembra che anche coloro che non sono in possesso di patente avranno la possibilità di guidare la LiveWire grazie all'esperienza di guida simulata Jumpstart. Ad ogni modo, come spiegato dalla stessa casa motociclistica, le varie opinioni, che saranno raccolte anche tramite i Social Network, potranno così influenzare i piani a lungo termine per il lancio sul mercato della prima Harley-Devinson elettrica. Comunque sia attualmente quei pochi che hanno avuto la fortuna di poterla testare sembra siano rimasti piacevolmente impressionati; tra i primi dati emersi c'è un propulsore elettrico ingrado di sviluppare 74 cavalli, sufficienti a spingere la LiveWire ad una velocità massima di 95 miglia all'ora, (equivalenti a circa 153 km/h), con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 4 secondi. Tuttavia l'autonomia non è il massimo e si attesta intorno agli 85 km, a fronte di due ore e mezza necessarie per ricaricare le batterie; anche se, trattandosi di un prototipo, è presumibile che futuri sviluppi potranno andare a migliorare questi aspetti. Al riguardo Matt Levatich, presidente ed amministratore delegato della Harley-Davidson, ha spiegato: "L'America ha sempre dato il meglio di sé quando ha dovuto reinventarsi e, come l'America, Harley-Davidson si è reinventata più volte nella storia, anche grazie al contributo dei clienti che ci hanno accompagnato in ogni momento". E se è vero che, come ha precisato la casa motociclistica di Milwauke, "la moto elettrica Harley-Davidson regala un'esperienza di guida viscerale, grazie all'accelerazione "bruciante" e dal sound inconfondibile", certamente l'innovazione andrà a braccetto con la tradizione. In tal proposito Mark Hans Richer, responsabile marketing della Harley-Davidson ha dichiarato: "Il sound unico di Project LiveWire è pensato per differenziarlo da quello dei motori a combustione interna e dalle altre moto elettriche sul mercato". Mentre Matt Levatich ha, infine, concluso affermando: "Preservare l'ambiente che visitiamo in moto è importante per tutti noi. Il Project LiveWire è parte del nostro sforzo per proteggere e rinnovare la libertà "on the road" per le future generazioni. Come azienda che ha vissuto 111 anni di successi, ci piace pensare all'ambiente per le generazioni dei prossimi 111 anni".

Di seguito alcune immagini:
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...ed il video di presentazione del Project LiveWire:



mercoledì 18 giugno 2014

Realizzato un dispositivo che permetterà ai denti di auto-ripararsi.


A quanto pare le dolorose e tanto temute sedute dal dentista potrebbero presto diventare un ricordo; infatti di recente un team di scienziati del King's College London è riuscito ha sviluppare un nuovo metodo che promuove la rimineralizzazione e la ricostruzione dello smalto del dente, il quale in questo modo guarisce senza l'intervento di trapani, aghi o otturazioni. In pratica la perdita dei minerali che compongono lo smalto rende i denti più facilmente attaccabili dagli acidi prodotti dai batteri, che poi possono causare la carie; tuttavia se questo processo potesse essere invertito, anziché dover ricorrere al dentista per un'otturazione, (o peggio: un'estrazione), ci si potrebbe sedere più tranquilli sulla poltrona perché non si dovranno subìre una trapanazione o altro, ma solo un piccolo intervento indolore che farà tornare come nuovi i denti. O almeno questa è la promessa degli scienziati britannici, i quali per conto della Reminova Ltd, (ovvero il primo spin-out del King's College London Dental Innovation and Translation Centre, lanciato all'inizio dell'anno con lo scopo di fare ricerca, sviluppare tecnologie innovative e trasformarle in prodotti), hanno, appunto, creato un nuovo dispositivo in grado di invertire elettricamente il processo di degrado minerale. In sostanza questa nuova tecnica prevede la promozione e l'accelerazione del processo naturale con cui calcio e fosfato ritornano nel dente e riparano l'eventuale guasto. Ad ogni modo sebbene siano decenni che si studia in odontoiatria la possibilità di sfruttare un simile processo, prima d'ora non si era ancora arrivati ai risultati ottenuti dagli scienziati del King's College, i quali starebbero pensando di mettere tale metodo a disposizione dei dentisti entro i prossimi 3 anni. In poche parole il trattamento in questione, battezzato dai suoi creatori "Electrically Accelerated and Enhanced Remineralisation", (abbreviato con la sigla EAER), si svolge principalemente in due fasi: la prima che prepara la parte danneggiata dello strato esterno di smalto del dente in modo da accogliere la seconda fase; quest'ultima prevede l'ausilio di una piccola scarica elettrica che spinge letteralmente i minerali nel dente, in modo che possano riparare la parte danneggiata. In questo modo la parte danneggiata viene rimineralizzata in un processo indolore che, come già spiegato, non richiede alcun tipo di trapanazione, iniezione e senza materiali di riempimento. Comunque sia non è la prima volta che le scariche elettriche vengono impiegate in tale ambito; infatti sono già utilizzate dai dentisti per controllare la polpa o il nervo di un dente. Mentre questo nuovo dispositivo utilizza un voltaggio elettrico di gran lunga inferiore a quello attualmente utilizzato, motivo per cui risulta impercettibile dai pazienti. Al riguardo il professor Nigel Pitts, del King's College London Dental Innovation and Translation Centre, ha spiegato: "Il modo in cui curiamo i denti oggi non è l'ideale, quando ripariamo un dente mettendo un'otturazione, quel dente entra in un ciclo di foratura e ri-riempimento che, in ultima analisi, è come se ogni "riparazione" fallisse. Il nostro dispositivo non è soltanto delicato con il paziente ed il meglio per i suoi denti, ma ci si aspetta che sia almeno altrettanto conveniente come gli attuali trattamenti dentali. Tra l'altro, oltre che combattere la carie, il dispositivo può essere utilizzato anche per sbiancare i denti". Insomma, pare proprio che questo nuovo dispositivo segnerà davvero la fine delle dolorose sedute dal dentista; anche se tuttavia questo non deve essere un incentivo per trascurare l'igiene orale che è la prima arma di difesa dalle malattie dentali e gengivali.


martedì 17 giugno 2014

Wikipedia: Sì all'editing a pagamento purché il tutto sia esplicitato e trasparente.


A quanto pare Wikipedia, la popolare enciclopedia online libera e gratuita, ha deciso di adottare la "filosofia" «se non puoi batterli, unisciti a loro!», scegliendo il compromesso. Infatti in questi giorni è stata introdotta una modifica alle Condizioni d'uso del servizio, cambiando così orizzonte in modo radicale su un tema che ha fatto parecchio discutere in passato: si tratta delle modifiche a pagamento, fornite da aziende specializzate che in molti casi "puliscono" la reputazione di privati ed aziende agendo in modo silente su schede nelle quali sono presenti notizie non sempre gradite ai diretti interessati; ovvero una novità sostanziale perché di fatto autorizza ciò che fino ad ieri era vietato. Tuttavia così facendo Wikipedia non perde di credibilità, in quanto la richiesta ai "broker" dell'editing è quella di lavorare in modo del tutto trasparente, pena il respingimento dalla community ed il ripristino dei contenuti originali. Insomma, le maglie della tolleranza sono allargate, ma tutto ciò a beneficio della chiarezza, della trasparenza e della bontà del risultato finale. Al riguardo sul blog della Wikimedia Foundation si può leggere: «Mezzo miliardo di persone utilizza Wikimedia ogni mese come fonte di conoscenza. Gli autori della comunità di Wikimedia lavorano incessantemente per mantenere la precisione, la trasparenza e l'oggettività degli articoli che richiedono l'identificazione dei conflitti di interessi e l'eliminazione di pregiudizi. Le modifiche dietro pagamento possono essere una fonte di tali pregiudizi, in modo particolare quando le modifiche sono di natura promozionale o nell'interesse di un cliente pagante. Wikimedia Foundation si impegna a continuare a sostenere gli sforzi della comunità di Wikipedia per mantenere gli articoli liberi da contenuto promozionale». Per di più, considearata la delicatezza del tema, la Wikimedia Foundation ha deciso di emettere anche una lettera nella quale spiega le motivazioni della propria scelta, il tutto arricchito da una sezione FAQ nella quale vengono spiegate dettagliatamente quali sono le modifiche che vengono apportate al regolamento ed alla prassi. Naturalmente, (anche se il consiglio e di leggere l'intero aggiornamento, lettera e FAQ), per facilitare un po' le cose il tutto è stato riassunto in alcuni punti chiave, quali: 
  • «Se esegui una modifica come volontario o per divertimento non cambia nulla. Continua ad apportare modifiche! Fai parte di una fantastica comunità di contributori volontari ad una risorsa senza precedenti di informazioni libere disponibili a tutto il mondo».
  • «Se sei dipendente di una galleria, biblioteca, archivio, museo, (GLAM), o istituzioni simili che possono retribuire i dipendenti per apportare contributi in buona fede nella propria area di competenza e non riguardo all'istituzione, sei il benvenuto per apportare modifiche! Le FAQ forniscono un maggiore orientamento su quando dovresti fornire una divulgazione».
  • «Se sei pagato per apportare modifiche sarà necessario che divulghi le tue modifiche retribuite in osservanza dei nuovi Termini d'uso. Devi aggiungere la tua affiliazione al riepilogo di redazione, pagina utente o pagina di discussione al fine di divulgare correttamente la tua situazione».
  • «Se sei retribuito per apportare modifiche possono essere valide altre regole oltre ai Termini d’uso. Politiche specifiche su singoli progetti Wikimedia o relative leggi nel tuo Paese, (come il divieto di pubblicità fraudolenta), possono richiedere ulteriore divulgazione o vietare assolutamente modifiche promozionali retribuite».
  • «I singoli progetti Wikimedia possono discutere ed attuare politiche di divulgazione alternative adeguate alle loro particolari esigenze come illustrato in modo più esteso nelle FAQ».
Tuttavia in questa fase il rischio è di aprire le porte ad una sorta di "community impura" che rischia di andare ad intaccare la bontà di principi di chi ha finora costruito l'enciclopedia. Infatti laddove il mecenatismo ha affiancato il volontariato, il danno è stato repentino: troppe le frizioni tra i due approcci, troppi i motivi di attrito e troppe le occasioni di scontro. Pertanto per la Wikimedia Foundation la gestione di questo passaggio sarà estremamente delicata, poiché occorre difendere la community dei volontari non soltanto brandendo la "spada" della trasparenza, ma anche tutelando con fermezza il lavoro dei volontari. Ad ogni modo la community si è, infine, espressa a favore della modifica dei Termini d'uso: per arginare le cosiddette modifiche "black hat"o le manovre nascoste di pulizia dei testi, l'unico modo è giocare a carte scoperte con chi fa della modifica di Wikipedia il proprio mestiere. Per di più le FAQ hanno esplicitato l'argomento facendo sapere che, ad esempio, per "retribuzione" si intende uno scambio di beni o servizi e che la cosa andrebbe esplicitata sia sulla propria pagina personale, che sulle singole pagine su cui vengono effettuate modifiche: solo la somma o la natura dello scambio possono non essere dichiarate; mentre la committenza è d'obbligo poiché sta in questo aspetto il cuore del problema, (chi ha imposto la modifica e perché). Tuttavia l'esplicitazione della committenza all'origine della modifica non rappresenta un lasciapassare universale per le modifiche stesse; infatti qualora gli interventi non dovessero soddisfare i criteri di equità, neutralità e proporzionalità, la community avrà comunque diritto a revisionare le schede, rendendo peraltro le modifiche a pagamento ancor più evidenti. Oltretutto chi dovesse comportarsi in modo irregolare rischierebbe la berlina sui media ottenendo risultato uguale e contrario a quello desiderato: la notorietà invece dell'oblio o il danno di immagine invece della pulizia del brand. Inoltre, considerando che questa nuova disposizione entra immediatamente in vigore, risulta d'obbligo fin da subito l'attestazione dei pagamenti ricevuti per effettuare le modifiche; senza nessun tipo di esclusioni, come spiegato nelle Condizioni d'uso: «Se desideri evitare l'obbligo di divulgazione, devi astenerti dal ricevere un compenso per i tuoi contributi». Comunque sia la Wikimedia Foundation ha,infine, deciso di tenere le porte aperte ad eventuali nuove modifiche ai Termini d'uso: le modifiche a pagamento saranno tenute in stretta osservazione e se il sistema non dovesse funzionare si tornerà presto a discutere di come l'enciclopedia possa continuare ad inseguire crescita e apertura ostacolando quanti tentano invece di approfittare della buona reputazione dell'enciclopedia online.