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venerdì 31 gennaio 2014

Scoperto che il geranio potrebbe essere il fiore adatto per combattere il virus dell’HIV.

Un esemplare di Pelargonium Sidoides.
A quanto pare il geranio, una tra le più diffuse piante da fiore che ornano molti dei terrazzi e davanzali delle case, potrebbe anche essere un arma efficace contro il virus dell'HIV di tipo 1, vale a dire quello che causa l'immunodeficienza negli esseri umani e che nella maggioranza dei casi si evolve, appunto, nell'AIDS, (o Sindrome da Immuno-Deficienza Acquisita). O almeno questo è quanto hanno scoperto di recente alcuni i ricercatori tedeschi dell'Helmholtz Zentrum München con uno studio pubblicato su PLOS ONE. In pratica durante questa ricerca, il dottor Markus Helfer e la professoressa Ruth Brack-Werner dell'Istituto di Virologia, assieme al professor Philippe Schmitt-Kopplin dell'Unità di Ricerca Analitica Biogeochimica, (nota anche con la sigla BGC), hanno sottoposto a numerosi test alcuni estratti di radice del Pelargonium Sidoides, (un tipo di geranio nativo del Sud Africa, già usato in campo medico), dimostrando che questi estratti sono in grado di attaccare le particelle del virus HIV-1 impedendone la replicazione. Ma non solo; infatti a quanto pare questi estratti sono anche in grado di proteggere il sangue e le cellule immunitarie dall'infezione. In sostanza le analisi chimiche condotte in laboratorio hanno rivelato che l'effetto antivirale degli estratti di questo tipo di geranio è dovuto grazie ai polifenoli, vale a dire delle particolari sostanze che, una volta isolate dall'estratto "grezzo", si sono dimostrate meno tossiche e molto più efficaci nel svolgere un'azione antivirale di quanto si pensasse. Infatti, come già anticipato, il Pelargonium Sidoides è già noto  in Germania come "erba medicinale" per il suo utilizzo nella cosiddetta "fitoterapia", dove gli estratti di questa pianta vengono impiegati per ridurre i sintomi della bronchite cronica. Ad ogni modo in merito alla suddetta scoperta la la professoressa Ruth Brack-Werner ha spiegato: "Gli estratti di Pelargonium Sidoides sono un'opzione molto promettente per lo sviluppo del primo fitofarmaco scientificamente validato contro l'HIV-1. Questi estratti attaccano l'HIV-1 con una modalità d'azione che è diversa da tutti gli altri farmaci utilizzati nella pratica clinica contro questo virus". Ed ha poi aggiunto: "Un fitofarmaco basato sul Pelargonium Sidoides potrebbe essere un complemento prezioso per stabilite le terapie anti-HIV. Inoltre, gli estratti di Pelargonium Sidoides sono candidati interessanti per ampliare le opzioni terapeutiche anti-HIV-1 in contesti con risorse limitate, dal momento che sono facili da produrre e non richiedono refrigerazione. Perciò i risultati del nostro studio e la comprovata sicurezza degli estratti incoraggiano come prossimo passo l'avvio dei test sugli individui affetti dal virus in questione". Insomma pare proprio che questo tipo di geranio possa divenire più di un semplice fiore da ornamento, ma un vero e proprio trattamento contro una delle malattie che attendono da tempo di essere debellate e che, secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, (meglio nota con l'acronimo OMS), colpisce oltre 35 milioni di persone in tutto il mondo. Per di più è inutile ricordare che se non s'interviene in tempo nell'eliminare o quanto meno bloccare il virus dell'HIV-1, quest'ultimo distrugge man mano il sistema immunitario causando, appunto, l'AIDS, la quale purtroppo è tutt'ora una condizione mortale. Comunque sia i ricercatori tedeschi ritengono, infine, che il passo dai test in laboratorio a quelli sugli esseri umani debba essere compiuto al più presto possibile poiché le milioni di persone che attendono una risposta concreta da parte della ricerca non possono più aspettare.


giovedì 30 gennaio 2014

Nintendo annuncia una "nuova piattaforma fitness".


Con un annuncio a sorpresa, Nintendo ha di recente comunicato di esser al lavoro su una nuova piattaforma hardware che andrà ad affiancarsi alla Wii U ed alla 3DS. In pratica il progetto in questione entrerà nel settore della salute, con un prodotto in grado di migliorare la qualità della vita. O almeno questo è quanto ha fatto sapere Satoru Iwata, CEO di Nintendo, durante un cosiddetto "briefing" appositamente dedicato agli investitori, i quali ormai da diverso tempo vengono chieste delle novità in grado di dare una scossa alle perdite registrate dall'azienda giapponese nel settore videoludico, dovute soprattutto al flop della Wii U. Inoltre sulla nota ufficiale si può leggere: «Nei prossimi anni, Nintendo lancerà una nuova piattaforma, indipendente dai sistemi di intrattenimento videoludico attuali. Questa nuova avventura riguarderà la "qualità della vita", concentrandosi in primo luogo sulla salute e sfruttando la capacità storica di Nintendo di creare esperienze di intrattenimento coinvolgenti e non tradizionali come Brain Training e Wii Fit. Ulteriori dettagli saranno rivelati nel corso del 2014, con l'obiettivo di lanciare questa nuova piattaforma durante l'anno fiscale che terminerà a Marzo 2016, (1 Aprile 2015 – 31 Marzo 2016)». E l'azienda nipponica ha poi concluso scrivendo: «I piani per espandere a livello globale il licensing dei personaggi Nintendo, compresa l'individuazione in modo proattivo di partner adeguati e la ricerca di nuovi modi per permettere ai consumatori di familiarizzare con i personaggi Nintendo. Questo approccio offrirà ai consumatori l'opportunità di sperimentare il mondo Nintendo fuori del regno dei videogiochi». Ad ogni modo c'è molta curiosità intorno a questo nuovo progetto hardware, di cui al momento non è noto sapere alcun dettaglio, fatta eccezione per il fatto che non si tratterà di un dispositivo indossabile. Quindi ricapitolando Nintendo dovrebbe condividere maggiori dettagli su tale nuova piattaforma nel corso di questo 2014, mentre il debutto sul mercato dovrebbe avvenire tra Aprile 2015 e Marzo 2016. Comunque sia in molti si stanno chiedendo anche cosa abbia intenzione di fare l'azienda giapponese con le sue console attuali, (appunto la Wii U e la 3DS). Al riguardo lo stesso Satoru Iwata ha ribadito la posizione di Nintendo per quanto riguarda il mondo smartphone, dichiarando: "I giochi storici non approderanno su tale tipo di device, ma verrà selezionato un piccolo team di sviluppatori per il rilascio, quest'anno, di alcune applicazioni sui dispositivi intelligenti che saranno in grado di attirare l'attenzione del consumatore e di comunicare il valore della nostra offerta di intrattenimento". Insomma l'intento sarebbe quello di sfruttare smartphone e tablet come uno strumento di marketing per guidare la clientela all'acquisto delle console Nintendo e dei relativi giochi; in questo modo che l'azienda di Kyoto spera di risolvere i propri problemi finanziari. A tal proposito Satoru Iwata ha anche fatto sapere che dimezzerà il suo stipendio del 50%, mentre Shigeru Miyamoto e Genyo Takeda, (rispettivamente, il noto autore di videogame per l'azienda nipponica ed il general manager), vedranno una paga decurtata del 20%. Mentre i salari di altri sette membri del consiglio di amministrazione Nintendo verranno, infine, ridotti del 20%; tali cambiamenti diverranno operativi a partire da Febbraio ed andranno avanti fino ad Agosto, mese in cui il consiglio di amministrazione riesaminerà la propria situazione per vedere se la dirigenza è riuscita a compiere qualche progresso.


mercoledì 29 gennaio 2014

In arrivo i pomodori viola anticancro.


Dopo le carote e le patate, adesso sono in arrivo anche i pomodori viola: si tratta della "fusione" dei classici pomodori con il fiore di Antirrhinum majus, (alias Bocca di Leone). In pratica il colore viola sarebbe conferito dalla forte presenza di antociani, sostanze ormai note da tempo sia come coloranti che come antiossidanti. Inoltre, secondo quanto riferito dalla BBC, la produzione su larga scala di questi pomodori geneticamente modificati, (più comunemente detti OGM), sarebbe già iniziata ed oltre mille litri di succo, (rigorosamente viola), sarebbe già pronto per la spedizione. Ad ogni modo il particolare pigmento è stato sviluppato presso il John Innes Centre di Norwich, (in Gran Bretagna), e grazie, appunto, alla presenza di antociani i pomodori sono in grado di migliorare lo stato di salute allo stesso modo dei preziosi mirtilli. Per di più recenti studi mostrano come sia proprio questo pigmento ad aiutare a combattere il cancro, anche se indubbiamente saranno necessari ulteriori studi a conferma di tali ricerche preliminari. Al riguardo la professoressa Cathie Martin, che ha giudato lo sviluppo dei pomodori viola, si è detta speranzosa sul fatto che la prima consegna di succo, (per altro in quantità piuttosto abbondanti), possa permettere a tutti gli Istituti di ricerca di valutarne appieno il suo potenziale ed eventualmente anche gli effetti collaterali. Insomma la speranza della professoressa è quella di vedere allargato il mercato dei cosiddetti "super pomodori", cominciando da altri alimenti di uso quotidiano come la passata di pomodoro. Infatti ha spiegato: "Con questi pomodori viola è possibile ottenere gli stessi composti che sono presenti nei mirtilli neri e nei mirtilli rossi, che conferiscono benefici per la salute, ma è anche possibile aggiungerli agli alimenti che la gente mangia in quantità significative e sono ragionevolmente accessibili. Spero che questo servirà come un prodotto all'avanguardia dove le persone possono avere accesso a qualcosa che è geneticamente modificato, ma possiede benefici per tutti". Comunque, come già anticipato, per ottenere questo pomodoro viola è stato trasferito alle piante di pomodoro un gene presente nella pianta Bocca di Leone, appunto, allo scopo di poter far sviluppare le antocianine. Tuttavia a causa della restrizione sulle modificazioni genetiche presenti nell'Unione Europea, la professoressa Cathie Martin è stata costretta a rivolgersi in Canada al fine di poter sviluppare un prodotto così interessante dal punto di vista salutare. In tal proposito la professoressa ha, infine, dichiarato: "È stato molto frustrante l'essere stati costretti ad andare in Canada per poter coltivare e trasformare i pomodori. Ora spero che molta gente si convinca del fatto che un cibo OGM non deve essere necessariamente pericoloso per la salute, ma può anche divenire essattamente l'opposto: un alimento salutare. Comunque per chi invece teme contaminazioni in seguito alla spedizione di succo, può tranquillizzarsi: i semi e gli altri materiali genetici sono stati rimossi dall'alimento proprio per evitare problemi di questo genere". Dunque adesso non resta altro che attendere i risultati delle future ricerche.



martedì 28 gennaio 2014

Youboox, lo Spotify degli eBook.


Negli ultimi tempi servizi come Spotify, Deezer, Rdio, Grooveshark, Pandora e tanti altri stanno contribuendo a creare nuove dinamiche e nuove modalità di utilizzo in ambito musicale, spalancando le porte a modelli di business fino a qualche anno fa considerati inimmaginabili. E lo stesso vale anche per altre tipologie di contenuti multimediali, (come, ad esempio, film ed episodi delle serie TV), come dimostra il successo ottenuto da servizi come Netflix e Hulu. Ma a quanto pare la stessa identica cosa potrebbe presto accadere anche con i libri, (o in questo caso eBook, dato che si tratta di libri digitali e non in forma cartacea). Naturalmente utilizzare il condizionale è d'obbligo, (o almeno per il momento), considerando che progetti come Youboox si sono appena affacciati sul mercato. In pratica si tratta di una piattaforma per adesso attiva solo in Francia, pensata principalmente per chi legge molto; infatti in modo del tutto simile a quanto avviene con lo streaming musicale e cinematografico, con Youboox è possibile accedere ad un vasto catalogo di libri, (oltre 50.000 titoli), senza alcun tipo di limitazione e senza l'obbligo di acquistare ogni singolo volume, (cosa che avviene con la maggior parte dei servizi attualmente disponibili per questo settore). In sostanza le formule disponibili con la piattaforma in questione sono due: la prima consente l'accesso in modo del tutto gratuito, ma esclusivamente mantenendo attiva la connessione Internet ed accettando la visualizzazione di inserzioni pubblicitarie; mentre la seconda elimina gli spot e permette il salvataggio offline degli eBook, ma ovviamente sarà necessario sottoscrivere un abbonamento, (da 9,99 euro al mese). Naturalmente saranno gli utenti a decretare il successo o il fallimento di un progetto simile; anche se i primi risultati sembrano abbastanza incoraggianti, soprattutto se si pensa che riguardano solo il territorio francese: 200.000 iscritti, 2.500 abbonati e 5 milioni di pagine visualizzate in pochi giorni. Ad ogni modo esistono altri progetti di questo tipo, (come, ad esempio, Scribd, Riddo, Skoobe e 24symbols), i quali stanno raccogliendo consensi sia da parte degli editori che dai lettori. Comunque sia Youboox offre, infine, anche le applicazioni ufficiali sia per dispositivi Android che iOS; mentre per il momento non c'è traccia del supporto per dispositivi Windows Phone


Di seguito il video introduttivo del servizio YouBoox:



lunedì 27 gennaio 2014

Gears of War passa nelle mani di Microsoft.


In questi giorni Microsoft, che tra l'altro possiede già i diritti della famosa serie di videogame Halo, ha fatto sapere di aver aggiunto un altro "blockbuster" ai propri franchise: si tratta dell'altrettanto famoso Gears of War, il quale è stato "strappato" dalle mani della Epic Games. Inoltre l'acquisizione della cosiddetta "proprietà intellettuale" è stata appena annunciata in via ufficiale ed è stato spiegato anche che al momento non è ancora previsto l'arrivo di nessun nuovo capitolo, ma tuttavia che lo sviluppo della serie in questione da questo momento passerà nelle mani dei Microsoft Games Studios; o per meglio dire della sussidiaria di Vancouver, Black Tusk Studios. Per di più Rod Fergusson, ex-direttore produttivo della serie presso la Epic Games, ha deciso di unirsi a Microsoft, dove svolgerà un ruolo fondamentale come leader presso gli Black Tusk Studios. Al riguardo Phil Spencer, a capo degli Microsoft Game Studios, ha spiegato: "Gli Black Tusk Studios hanno riunito un team di classe mondiale con una profonda esperienza e passione per gli sparatutto spaziali, ed in particolare per il franchise Gears of War". Ed ha poi concluso dichiarando: "Sono estremamente fiducioso sul fatto che, sotto la guida di Hanno Lemke, Rod Fergusson e gli altri dirigenti nel team, gli Black Tusk Studios avranno le giuste competenze per occuparsi del futuro sviluppo del franchise Gears of War". Mentre in una dichiarazione condivisa dalla stessa Microsoft, la Epis Games ha dichiarato; «Abbiamo raggiunto un accordo per vendere i diritti della proprietà intellettuale Gears of War a Microsoft. Siamo molto orgogliosi del franchise che abbiamo costruito in stretta collaborazione con Microsoft negli ultimi dieci anni e siamo felici che questo accordo consenta a Microsoft di forgiare avanti l'universo dei "Gears" sulle loro piattaforme leader del settore. Epic Games concentrerà i propri sforzi su nuovi progetti e rimane totalmente dedicata a supportare Xbox One e ad offrire in licenza la tecnologia Unreal Engine 4 a Microsoft come sostegno per i loro progetti futuri». Ad ogni modo tutti i titoli della serie Gears of War finora hanno venduto oltre 22 milioni di copie in tutto il mondo e si tratta di una tra le serie più amate in assoluto dai possessori di una Xbox. Il che significa che, acquisendone i diritti, Microsoft si è, infine, assicurata che Gears of War non possa mai arrivare su PlayStation 4 o su una delle altre console rivali.


venerdì 24 gennaio 2014

Scoperto che il mentolo potrebbe essere una possibile ottima arma contro l'obesità.


A quanto pare l'arma "perfetta" contro l'obesità potrebbe essere il mentolo; o almeno questo è quanto ha scoperto un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina dell'Università degli Studi di Padova durante un nuovo studio pubblicato su Molecular and Cellular Endocrinology, secondo il quale, l'olio essenziale ricavato dalla menta piperita, (comunemente usato nelle chewing gum), avrebbe la proprietà di bruciare i grassi producendo calore. In pratica l'équipe di ricercatori avrebbe individuato i meccanismi molecolari la cui attivazione regola la trasformazione del tessuto adiposo bianco in tessuto adiposo con caratteristiche simili a quelle del tessuto adiposo bruno, in grado di bruciare i grassi immagazzinati al suo interno producendo calore. In poche parole si potrebbe dire che il cosiddetto "grasso bruno" ha il compito di bruciare le calorie, mentre quello cosiddetto "bianco", (o "giallo"), ha il compito di accumularle. Inoltre anche la distribuzione di questi due tipi di grasso è diversa; infatti mentre le cellule bianche sono presenti soprattutto negli strati sottocutanei, (per questo il "grasso bianco" funziona come una sorta di barriera termica), quelle brune si trovano negli strati più interni e bruciano calorie nel soggetto magro per riscaldarlo. Ad ogni modo al riguardo Marco Rossato, coordinatore del suddetto gruppo di ricercatori, ha spiegato: "Una delle molecole in grado di indurre questa trasformazione è il mentolo, noto a tutti per la capacità di evocare una sensazione di freddo una volta a contatto con cute e mucose. Questa sostanza di derivazione vegetale, nota da migliaia di anni, stimola le cellule del tessuto adiposo bianco a consumare i grassi producendo calore". Ed ha poi ricordato che: "Il mentolo viene utilizzato diffusamente nell'industria alimentare, cosmetica e farmaceutica e sembra privo di effetti collaterali nell'uomo, pertanto potrebbe rappresentare una possibile nuova strategia per la cura dell'obesità". Comunque sia lo studio in questione ha, infine, dimostrato come il tessuto adiposo bianco abbia dei sensori in grado di "percepire" direttamente il freddo senza la mediazione del sistema nervoso. Questi sensori, attivabili, appunto, dal mentolo e da altre molecole simili, sono in grado di aumentare il metabolismo del tessuto adiposo bianco portando al consumo dei grassi depositati al suo interno e di conseguenza alla produzione di calore.


giovedì 23 gennaio 2014

MOTÖRHEAD: Lemmy Kilmister parla della sua salute.


Alcuni giorni fa Todd Singerman, manager dei Motörhead ha rilasciato un'aggiornamento sulle condizioni di salute del frontman Lemmy Kilmister, risultato un po' come una sorta di rimprovero rivolto al leader della band londinese e nel quale ha fatto sapere: "Lemmy va ad alti e bassi. Soffre di un brutto problema di diabete e la situazione cambia di giorno in giorno. Buona parte del problema riguarda il suo combattere le cattive abitudini, le cose che ci si aspetta che lui non debba più fare. Ha smesso di fumare e probabilmente beve del Jack e Coca di nascosto di tanto in tanto, mentirebbe se dicesse che ha smesso del tutto. Adesso sta provando a sostituirlo con il vino. I dottori avevano deciso di fare un compromesso: sostituire il Jack con il vino. Lemmy pensa che il vino sia meglio del Jack, ma anche il vino contiene un sacco di zucchero. E poi non dice neanche ai dottori che se ne beve due bottiglie al giorno. Ci sono battaglie contro le quali stiamo ancora combattendo. Non ha ancora capito che sta combattendo un demone al posto di un altro. Il punto principale è che Lemmy ha bisogno di trovare un equilibrio e di mantenere quell'equilibrio per un po' di mesi. Ma non siamo ancora riusciti a trovare questo equilibrio. Trascorre delle buone giornate e poi si fotte completamente. E quando ti fotti, torni indietro". Tuttavia durante un'intervista pubblicata ieri sulla rivista Rolling Stone, lo stesso Lemmy Kilmister ha deciso di intervenire sulla questione ed ha spiegato: "Ho ridotto il bere, e non mi fumo più due pacchetti di sigarette al giorno, ma solo un paio. Non è certo divertente. Ma non sarebbe divertente nemmeno morire, diciamoci la verità. Mi sono reso conto improvvisamente di svegliarmi nelle pozze di vomito di altre persone, senza aver la minima idea di come ci ero finito. È un po' troppo. Badate: non vi sto dicendo di non divertirvi! Fatevi pure una striscia ogni tanto ma non fatene la vostra ragione di vita. I fans mi sono stati incredibilmente vicini, erano tutti un dire: «Guarisci!» o «Riprenditi presto!»… «Riguardati e non pensare a noi, ti aspetteremo!». Non ho alcun rimpianto, nessun rimorso. I rimorsi sono inutili. È troppo tardi, ormai quel che è fatto è fatto, hai vissuto la tua vita. Non c'è ragione di perder tempo a desiderare di aver fatto diversamente. Sì, ci sono un paio di cose che avrei fatto diversamente, ma non parlo di cose fondamentali, che avrebbero fatto la differenza". Ad ogni modo, nonostante i problemi di salute e le inevitabili preoccupazioni, il frontman dei Motörhead sembra essere perfettamente sereno; infatti ha concluso dichiarando: "Sono contento di come sono andate le cose. Mi piace pensare di aver portato gioia ad un bel po' di persone in giro per il mondo; soprattutto, sono stato onesto con me stesso e con tutti quelli che ho incontrato. La morte è inevitabile. Quando arrivi alla mia età, ne diventi semplicemente più consapevole. Non me ne preoccupo affatto. Sono pronto, e quando me ne andrò, voglio pensare di lasciare questo mondo facendo quello che so fare meglio. Se morissi domani, non potrei lamentarmi. È stato bello". Comunque sia, come già annunciato e se tutto andrà per il verso giusto, i Motörhead in primavera dovrebbero intraprendere un nuovo tour europeo*, di cui sono già state annunciate le date e che il prossimo Giugno arriverà anche in Italia per un unico ed imperdibile concerto.

*(Aggiornamento del 24/01/2014): I Motörhead attraverso un comunicato sul loro sito ufficiale hanno fatto sapere che purtroppo il tour europeo dovrà essere nuovamente cancellato. In sostanza nel comunicato in questione si può leggere: «È con grande rammarico che i Motörhead devono annunciare la cancellazione del loro tour europeo, che sarebbe dovuto iniziare a Febbraio 2014. Molti sforzi sono stati fatti dal leader ed icona mondiale Lemmy Kilmister per risolvere i suoi problemi di salute legati al diabete. Sebbene ci siano stati evidenti miglioramenti, a Lemmy e la band i medici hanno fatto presente che è ancora troppo presto per riprendere i tour e dunque per il bene di tutti, la band e Lemmy con dispiacere hanno deciso di annullarlo. A nessuno la cosa fa più male che a Lemmy e lui sente il peso di ogni singolo biglietto ed ogni viaggio già pagato dai suoi fedeli fan in attesa del tour. Dopo essere stato un guerriero della strada per oltre 50 anni, è altrettanto pesante per lui non poter occupare la saletta lounge del tour bus, (sua casa spirituale), ma Lemmy riconosce che prima di tutto deve venire la sua salute. Inutile dire che Lemmy si scusa per tutti gli inconvenienti causati, ma vuole far sapere a tutti che sta procedendo nella sua strada verso la guarigione e che la prognosi a lungo termine è molto buona. I fan hanno dimostrato un enorme supporto per Lemmy e questo significa molto per lui. Come ha detto a Rolling Stone, "I fan sono stati incredibili quando mi sono ammalato, dicevano tutti: «prenditi il tuo tempo e guarisci. Non preoccuparti, noi ti aspetteremo. Stacci bene!»". Roma non è stata costruita in un giorno… così come la salute di Lemmy. Ad ogni modo c'è una forte luce alla fine del tunnel… grazie a tutti per il vostro amore costante, il vostro supporto e la vostra comprensione». Tuttavia pare che le date soggette a questa cancellazione saranno soltanto quelle estere previste dal prossimo 13 Febbraio al prossimo 14 Marzo. Infatti, come ha confermato il promoter italiano Barley Arts Promotion direttamente al sito Metalitalia.com, la data italiana prevista per il 24 Giugno presso l'Ippodromo di San Siro di Milano ci sarà , (o almeno per il momento; non sia mai che la band londinese decida di cancellare anche questa e tutte le restanti date).


mercoledì 22 gennaio 2014

Il CERN di Ginevra produce ed intrappola il primo fascio di antimateria della storia.


Dopo la scoperta del Bosone di Higgs, (più comunemente ed impropriamente detta "Particella di Dio"), i ricercatori dell'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, (meglio nota con la sigla CERN), di Ginevra hanno ottenuto un altro successo nel campo della fisica delle particelle. Infatti per la prima volta sono riusciti a generare e catturare un fascio composto dalla cosiddetta "antimateria": per l'esattezza si è trattato di 80 atomi di "antidrogeno" situate ad una distanza di 2,7 metri dalle sorgente delle antiparticelle, ed "intrappolate" all'interno di un cilindro lungo 3,5 metri, nel quale le influenze dei magneti erano ridotte al minimo. Il che aprirà adesso per la prima volta la possibilità di osservare più da vicino e in dettaglio i segreti della materia nella quale, come in uno specchio, le particelle hanno la stessa massa ma opposta carica elettrica rispetto alla materia ordinaria. Inoltre al risultato di questo esperimento, a cui è stato attribuito il nome Atomic Spectroscopy And Collisions Using Slow Antiprotons, (noto anche con l'acronimo ASACUSA), e pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha contribuito anche l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, (noto anche con la sigla INFN). Al riguardo Luca Venturelli, appunto dell'INFN e dell'Università degli Studi di Brescia, il quale ha coordina il gruppo italiano che ha collaborazione ASACUSA. ha spiegato: "Adesso saremo in grado di studiare più in dettaglio le caratteristiche dell'antimateria". Infatti questi nuovi dati potrebbero portare a delle risposte che i fisici di tutto il mondo attendono da decenni: "Perché non vediamo l'antimateria se, subito dopo il Big Bang, era presente in una quantità pari a quella della materia?". In sostanza, secondo la Teoria del Big Bang, inizialmente nell'Universo esistevano sia materia che antimateria, ma quest'ultima non è stata mai osservata, per cui la sua assenza rimane un enigma irrisolto. In tal proposito Luca Venturelli ha proseguito osservando: "Attorno a noi vediamo soltanto materia, ma finora non abbiamo mai trovato nemmeno un antiatomo: dove sia finita l'antimateria è ancora un mistero". Tuttavia a quanto pare è possibile generare piccole quantità di antiparticelle nei laboratori presenti nel mondo; come, appunto, quelli del CERN, dove, come già spiegato, utilizzando l'Antiproton Decelerator sono stati prodotti 80 atomi di antidrogeno, ognuno dei quali formato da un antiprotone caricato negativamente, attorno al quale orbita un positrone, (o antielettrone), caricato positivamente. Oltretutto, considerando che il contatto tra materia ed antimateria provoca l'annichilazione di entrambe, il problema che gli scienziati hanno dovuto risolvere è stato mantenere ben distanti gli atomi dagli antiatomi. E per ottenere ciò sono state sfruttate le proprietà magnetiche dell'antidrogeno ed usato un forte campo magnetico non uniforme per intrappolare gli antiatomi abbastanza a lungo per studiarne le caratteristiche. Tuttavia questo campo magnetico degradava le proprietà spettroscopiche degli antiatomi, quindi il team di ricercatori ha sviluppato un nuovo sistema per trasferire gli atomi di antidrogeno in una regione dove sono stati catturati al "volo", lontano dal campo magnetico. Per di più, confrontando gli atomi di idrogeno e quelli di antidrogeno, è stato possibile effettuare test più precisi sulla simmetria tra materia ed antimateria: ogni piccola differenza tra le due particelle potrebbe aprire le porte ad una "nuova fisica" e potrebbe aiutare gli scienziati a risolvere il mistero dell'assenza dell'antimateria primordiale. Infatti il prossimo passo dell'esperimento ASACUSA sarà quello di produrre ed analizzare fasci di antiparticelle sempre più ricchi e stabili. Dunque il futuro sa di fantascienza perché l'antimateria potrebbe diventare una straordinaria fonte di energia e permettere, ad esempio, di realizzare motori di astronavi interplanetarie, come quelle presenti nella famosa serie Star Trek.


martedì 21 gennaio 2014

PlayStation 4 e l'errore ce-34878-0 che cancella i salvataggi.


Nelle ultime ore si sono moltiplicate sul forum ufficiale Sony le segnalazioni riguardanti un particolare problema che si verifica sulla nuovissima PlayStation 4 In pratica si tratta dell'errore ce-34878-0, che è apparso, (per la prima volta nel mese di Novembre: ovvero sin dalla messa in vendita della console in questione), sulla Tv di numerosi giocatori durante l'esecuzione di diversi giochi: si va da FIFA 14 a NBA 2K14, passando per Battlefield 4 ed Assassin's Creed IV: Black Flag. Comunque a quanto pare una delle conseguenze più gravi di questo bug riguarda la perdita dei salvataggi presenti nella memoria interna della console. Infatti sul forum si possono leggere messaggi come: "È tutta sera che mi viene mostrato l'errore ce-34878-0 in NBA 2K14. Il titolo è completamente ingiocabile. So che ad altri utenti è successa la stessa cosa, ma con titoli diversi. A me era già accaduto ieri con Battlefield 4, che però oggi aveva ripreso a funzionare bene. Dunque se i titoli non si possono giocare, perché mai dovremmo possedere una console?". E questa è soltanto una delle tante testimonianze dei giocatori, alla quale ne fanno eco molte altre in delle discussioni appositamente dedicate alla questione. Ad ogni modo sarebbe da escludere un problema connesso ad un malfunzionamento dell'hardware; infatti un responsabile della community è intervenuto per tranquillizzare tutti, spiegando tutti i vari passaggi da seguire per poter ripristinare una situazione di normalità: "Ciao ragazzi. Se incontrate l'errore ce-34878-0 chiudete l'applicazione eseguita, poi installate il più recente aggiornamento di sistema e le patch del gioco. Se il problema persiste, formattate la PS4 dopo aver effettuato un backup dei salvataggi e segnalate l’errore non appena si verifica". Comunque sia per il momento non è dato a sapere quale sia la percentuale esatta dei giocatori che si sono scontrati con l'errore ce-34878-0 sulla loro PlayStation 4, né quale sia la reale causa di questo errore. Tuttavia dai primi feedback raccolti sul forum ufficiale pare che provvedere ad effettuare gli aggiornamenti sia del firmware che dei titoli porti effettivamente alla scomparsa del problema. Dunque il consiglio di molti, per evitare di perdere i preziosi salvataggi, è quello di scaricare ed installare gli update necessari prima di iniziare una partita.


Di seguito alcune schermate relative all'errore ce-34878-0:

http://ps4daily.com/wp-content/uploads/2013/11/bf4-ps4-error-640x398.jpg



lunedì 20 gennaio 2014

Windows XP: risolto il bug del processo Svchost.exe.


In questi giorni Microsoft ha finalmente trovato una soluzione definitiva per il bug relativo al processo Svchost.exe presente da qualche tempo su Windows XP. Infatti con gli aggiornamenti della scorsa settimana, l'azienda statunitense ha rilasciato un'apposita patch che, un volta istallata, andrà a risolvere il problema segnalato circa tre mesi fa e che, come in molti avranno notato, (o almeno chi ancora utilizza il suddetto sistema operativo), provocava il blocco del computer, in quanto l'uso della CPU raggiungeva il 100%. In pratica si è scoperto che il bug in questione era dovuto ai numerosi update cumulativi della versione 6 e 7 del browser Internet Explorer; motivo per il quale alcuni utenti avevavo parzialmente risolto il problema, installando Internet Explorer 8, vale a dire l'ultima versione del browser compatibile con il vecchio sistema operativo. In sostanza il caro e vecchio Windows XP è stato presentato oltre 12 anni fa e durante il suo ciclo di vita, (che, come annunciato dalla stessa Microsoft, terminerà definitivamente il prossimo 8 Aprile), ha ricevuto centinaia di aggiornamenti, molti dei quali per le varie versioni di Internet Explorer. Tuttavia all'inizio dello scorso Ottobre, gli utenti hanno iniziato a riscontrare un comportamento anomalo dei propri computer nel momento in cui veniva eseguito Windows Update: il processo Svchost.exe, (che tra l'altro serve ad avviare il servizio degli update), portava, appunto, ad l'utilizzo della CPU al 100%; e questo accadeva anche dopo l'installazione pulita del Service Pack 3. Dunque, considerando che un bug simile si era verificato anche nel 2007 con il Service Pack 2 ed analizzando il log di Windows Update, i responsabili Microsoft ha scoperto che il Windows Update Agent rimaneva bloccato durante l'elaborazione del lungo elenco di patch, appunto, per Internet Explorer 6 e 7. Infatti il sistema doveva valutare oltre 40 aggiornamenti cumulativi e sostituiti dai successivi, rilasciati dal 2001 ad oggi. Al riguardo Dustin Childs, group manager del Microsoft Trustworthy Computing, ha fatto sapere che il bug è stato risolto, spiegando: "Microsoft ha eliminato gli aggiornamenti di sicurezza legacy per Internet Explorer che sono stati sostituiti da update più recenti. Ciò riduce il tempo impiegato da Windows Update per verificare gli update esistenti prima di installare i nuovi. Questa azione migliorerà solo le prestazioni dell'aggiornamento e non avrà alcun effetto sulla sicurezza degli utenti". Ad ogni modo per velocizzare la procedura, gli utenti che utilizzano ancora Windows XP con il Service Pack 3 dovrebbero scaricare le patch manualmente e creare un'apposita immagine ISO personalizzata; cosa che però richiede abbastanza tempo e buone capacità tecniche. Perciò, considerando che, come già anticipato, il supporto per il sistema operativo terminerà tra poco più di 70 giorni, e nel caso in cui stiate pensando ad una formattazione, sarebbe consigliabile passare a Windows 7 oppure Windows 8, (o se preferite all'aggiornamento 8.1, rilasciato lo scorso Giugno); ovviamente sempre ammesso che queste versioni siano compatibili con le applicazioni e l'hardware del computer utilizzati.


domenica 19 gennaio 2014

Creato il primo midollo osseo artificiale della storia.


Di recente gli scienziati del KIT, (acronimo di Karlsruhe Institute of Technology), del Max Planck Institute for Intelligent Systems di Stoccarda e dell'Università di Tubinga, (in Germania), hanno raggiunto un importante traguardo, riuscendo a creare per la prima volta nella storia un midollo osseo artificiale, (che per il momento è ancora un prototipo), il quale potrà essere utilizzato, ad esempio, per produrre cellule staminali ematopoietiche. Infatti la struttura porosa creata nei laboratori tedeschi possiede le proprietà essenziali del midollo osseo naturale e potrà essere utilizzata, appunto, per la produzione di cellule staminali in laboratorio, facilitando così il trattamento della leucemia nei prossimi anni. In pratica le cellule del sangue, (come i globuli rossi e le cellule immunitarie), sono continuamente sostituite da nuove cellule prodotte dalle cellule staminali ematopoietiche situate in una "nicchia specializzata", appunto, del midollo osseo. Motivo per il quale queste stesse cellule staminali possono essere utilizzate per il trattamento di malattie del sangue, come, appunto, la leucemia. Malattia in cui le cellule malate del paziente devono essere sostituite da cellule staminali ematopoietiche sane, prodotte grazie al trapianto di midollo osseo prelevato da un donatore idoneo; tuttavia non tutti i malati di leucemia possono essere trattati in questo modo. Ed è proprio per problemi di questo tipo che gli scienziati tedeschi hanno di creare un midollo osseo artificiale, che a sua volta provvederà alla produzione "artificiale" delle cellule staminali ematopoietiche necessarie. In sostanza si tratta di un'opzione finora impossibile, poiché queste cellule mantengono le loro proprietà "staminali" soltanto se si trovano nel loro ambiente naturale, ossia nella suddetta "nicchia" del midollo osseo: al di fuori di questa, le proprietà delle cellule iniziano a mutare per poi passare alla "specializzazione". Ad ogni modo, come già spiegato, i giovani ricercatori dello Young Investigators Group "Stem Cell-Material Interactions", guidati da Cornelia Lee-Thedieck, sono riusciti a riprodurre in laboratorio le proprietà ideali del midollo osseo naturale, con l'aiuto di polimeri sintetici e blocchi proteici. In questa struttura hanno poi introdotto cellule staminali ematopoietiche, precedentemente isolate dal sangue di funicolo ombelicale, (o cordone, che dir si voglia). Comunque sia, anche se ci sono voluti diversi giorni affinché si venissero a creare cellule staminali, le analisi di verifica effettuate con vari metodi hanno rivelato che le cellule si riproducono realmente in questo midollo osseo artificiale. Inoltre è stato rilevato anche che, rispetto ai metodi di coltivazione cellulari normali, più cellule staminali riescono a mantenere le loro proprietà specifiche. Il che significa che il midollo osseo artificiale in questione potrà adesso essere sperimentato in altri modi e, come è stato ipotizzato sulla rivista Biomaterials, si potrebbe anche arrivare ad utilizzarlo per il trattamento della leucemia nel giro di 10-15 anni; ovviamente se tutto andrà come previsto, infine, dai ricercatori tedeschi.


sabato 18 gennaio 2014

Haribo e le caramelle "razziste" ritirate dal mercato scandinavo.


Tutti, golosi e meno golosi, bambini ed adulti, conosciamo le Haribo, famosissime caramelle di ogni tipo, gusto, forma e colore, prodotte dall'omonima azienda tedesca e distribuite un po' in tutto il mondo. E bene, a quanto pare in questi giorni un particolare tipo di queste famose caramelle sono finite sotto accusa in alcuni Paesi e la Haribo si è vista di fatto costretta a ritirarle dal mercato. In pratica a finire sotto inchiesta sono state le caramelle contenute nella confezione "Skipper mix": si tratta di liquirizie che ritraggono maschere tribali africane, asiatiche e dell'America del Sud e che vorrebbero rievocare i Paesi esplorati dal capitano di una nave, (ovvero quello raffigurato sulla confezione; visibile qui), in giro per il mondo. In poche parole la Haribo, dopo la valanga di accuse di razzismo, (che, secondo il sito svedese Nyheter24, sarebbero iniziate lo scorso Dicembre), da parte dei consumatori scandinavi, particolarmente sensibili al cosiddetto "politicamente corretto", ha deciso che d'ora in poi le caramelle in questione, (visibili qui), non saranno più vendute in Svezia e Danimarca. Tuttavia la nota azienda produttrice di dolciumi ha precisato che il pacchetto "Skipper mix" continuerà ad essere venduto sia in Svezia che in Danimarca, però nella confezione non saranno più presenti le liquirizie "incriminate". Al riguardo Ola Dagliden, responsabile Haribo in Svezia, ha spiegato: "Comprendiamo le critiche e riteniamo essenziale ascoltare la voce dei consumatori"; da qui la decisione di eliminarle le liquirizie a forma di maschere tribali dalle suddette confezioni. Ad ogni modo la Svezia non è del tutto estranea a polemiche di questo genere; infatti lo scorso Novembre i grandi magazzini Åhléns si sono visti costretti a ritirare un catalogo che ritraeva dei manichini dalla pelle scura e labbra rosa. mentre nel 2012 il quotidiano Aftonbladet aveva scritto che un decimo delle biblioteche comunali svedesi non volevano avere nei loro scaffali i fumetti con le vignette di "Tintin in Congo", poiché molto criticate nel Paese scandinavo. Inoltre è indimenticabile, a causa delle immagini che hanno fatto il giro del Web, l'"incidente" accaduto sempre nel 2012 alla ministra della cultura Lena Adelsohn Liljeroth durante una mostra contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili: una torta raffigurante una caricatura di una donna nera nuda, (come se ne facevano negli anni '30 e facente parte del progetto Afromantics), di cui la ministra aveva disinvoltamente tagliato una fetta proprio nelle parti genitali. Il che ha rappresentato un episodio che aveva gettato nello scandalo l'intera Svezia, e portato alle della ministra dimissioni per gaffe ritenute d'impronta razzista. E senza contare, infine, lo scandalo che, seppur ad un livello diverso, portò al "patibolo" uno dei suoi esponenti economici più potenti del Paese: quel famoso Ingvar Kamprad, fondatore dell'IKEA, che fu militante filonazista in gioventù e che è stato accusato a più riprese di perduranti simpatie di estrema destra.


venerdì 17 gennaio 2014

Voxiebox, il primo display olografico per videogame.


Diversi anni fa, se si provava ad immaginare i videogame del futuro, si era portati a pensare a titoli capaci di immergere il giocatore in mondi virtuali, con immagini tridimensonali tanto realistiche da bucare letteralmente lo schermo. E questo in parte è avvenuto con la diffusione dei televisori 3D, che tuttavia richiedono forzatamente l'utilizzo degli appositi occhialini. Invece quanto proposto da Voxiebox sembra uscire direttamente da qualche film di fantascienza degli anni '70 e '80. In poche parole si tratta di un display olografico, ovvero in grado di visualizzare elementi tridimensionali nello spazio e non esclusivamente su un piano bidimensionale. Certo, il suo funzionamento è piuttosto complesso, ma può essere spiegato immaginando un pannello trasparente su cui vengono proiettate delle immagini, le quali si muovono in verticale ad una velocità talmente elevata da non far percepire lo spostamento all'occhio umano. Inoltre una prima dimostrazione pratica è stata effettuata negli scorsi giorni in occasione del Games Forum, vale a dire un evento organizzato a New York e dedicato principalmente agli sviluppatori indipendenti. In pratica durante tale presentazione Sean Kean, il responsabile del progetto, ha voluto puntualizzare che Voxiebox non è destinato alla commercializzazione, (o almeno non in questa sua fase iniziale: è ancora un prototipo), ma ad ambiti come le sale giochi; il che rappresenta un fatto molto curioso, considerando che un device così tanto futuristico farà il suo debutto in un ambiente che ormai sta scomparendo. Ad ogni modo per il momento Voxiebox, che sarebbe ideale per i cosiddetti "board game" (o semplicemente detti giochi da tavolo; come, ad esempio, i classici scacchi; oppure giochi più moderni e famosi come, ad esempio, Magic, Pokémon Trading Card Game, Yu-Gi-Oh!, Dungeons & Dragons ecc...), offre una risoluzione piuttosto bassa, ma tuttavia questa limitazione tecnica potrà essere sicuramente superata con i futuri sviluppi. Dunque giochi come il famoso Dejarik, giocato da R2-D2 e Chewbecca in una scena della pellicola del 1977, "Star Wars Episodio IV: Una Nuova Speranza", (scena che potete rivedere qui), sembrano destinati a diventare presto una realtà. Comunque sia il risultato della prima dimostrazione sono stati filmati e caricati sul canale YouTube dello stesso Sean Kean, anche se per apprezzare realmente le potenzialità e la qualità di questo dispositivo sarebbe necessario osservarlo dal vivo, in prima persona. In ogni caso per conoscere tutte le evoluzioni del progetto, è, infine, possibile tenere d'occhio la pagina ufficiale Facebook.


Di seguito il video della prima dimostrazione:



giovedì 16 gennaio 2014

Scoperto un possibile legame tra Alzheimer ed anemia.


In genere quando si parla di problemi del sistema cognitivo o di Alzheimer si tende quasi subito a pensare a disfunzioni cerebrali o del sistema nervoso. Infatti in questi casi raramente, anche la scienza, ha cercato una connessione altrove, magari in parti del corpo completamente distanti dal luogo in cui si manifesta il problema o disturbo. O almeno così è stato finora, poiché di recente un team di scienziati dell'Università di Melbourne ha tentato di verificare se vi erano legami di diverso tipo con la malattia di Alzheimer ed a quanto pare li hanno trovati nel sangue; ed in particolare avrebbero scoperto un legame con l'anemia: patologia causata da un notevole calo del tasso di emoglobina nel sangue e che al giorno d'oggi interessa molte persone di qualsiasi fascia di età o sesso. In pratica la ricerca, guidata dal professor Noel Faux del Florey Institute of Neuroscience and Mental Health e pubblicata su Molecular Psychiatry, ha voluto testare i livelli di ferro nel sangue di 1.100 volontari. I risultati emersi sono stati alquanto sconcertanti: i malati di Alzheimer mostravano livelli bassissimi di emoglobina nel sangue con, appunto, un forte rischio di sviluppare una forma incurabile di anemia. Al riguardo Noel Faux ha spiegato: "Attualmente si è un po' fuori strada, per così dire, perché quando le persone pensano all'Alzheimer ed alla demenza, pensano alla testa, pensano al cervello. Tuttavia recentemente la ricerca si sta muovendo in direzione del sangue, ed una parte di questa ricerca cerca di trovare un indicatore che ci permetta di identificare le persone che sono a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer". Tuttavia in questo caso specifico gli stesi scienziati hanno precisato che al momento non conoscono il vero motivo scatenante dell'anemia. Infatti in tal proposito Noel Faux ha proseguito dichiarando: "Non capiamo esattamente che relazione possa avere, al di fuori del fatto che esiste una relazione. La nostra ipotesi è che il processo di manifestazione dell'Alzheimer si trova all'interno dei globuli rossi, i quali, a livello effettivo, portano l'anemia che possiamo osservare". Comunque sia lo scienziato tramite questa ricerca spera di poter aiutare la vita di molte persone affette dall'Alzheimer dopo essere riuscito a trovare un trattamento per i problemi che si verificano a livello ematico. Infatti ha continuato spiegando: "Non stiamo cercando di trattare il morbo di Alzheimer, ma possiamo dare alle persone affette da questa patologia una migliore qualità della vita. Uno degli altri vantaggi di questo studio è che è già noto come le persone che hanno l'anemia, in età avanzata tendano ad avere un certo tasso di declino in termini di cognizione: loro memoria inizia a scemare. Quindi se possiamo contribuire ad alleviare l'anemia, potenzialmente il tasso di declino della memoria rallenterebbe: non può essere curato, ma potrebbe essere potenzialmente più lento". Ed ha, infine, concluso dichiarando: "Questo sarebbe uno dei vantaggi, cercando di trovare il trattamento per questo tipo di anemia. Dato che attualmente non esiste una cura per l'Alzheimer, se siamo in grado di migliorare la qualità della vita per le persone affette da questa patologia, (in questo caso, coloro che sono anche anemici), allora si potrà effettivamente rendere la loro vita migliore". Dunque è chiaro che dovranno essere approfonditi sia gli studi sulle cause dell'anemia, sia quelli che effettivamente portano all'Alzheimer. Certo, la strada è ancora lunga, ma tuttavia potrebbe essere quella giusta.



mercoledì 15 gennaio 2014

Aquacell, la prima batteria che si attiva e ricarica con l'acqua.


Si chiama Aquacell e, come si può intuire dallo stesso nome, si tratta di un nuovo tipo di batteria ideata dallo scienziato olandese Niels Bakker, insieme ai colleghi Olivier Chauffat, Patrice Horowitz e Laurent Arnoux, la quale si attiva e si ricarica, incredibile ma vero, con l'acqua. In pratica ci sono voluti quasi quattro anni di ricerca e sviluppo per raggiungere una pila dal design pulito, che contiene pochissimi metalli pesanti e che può essere utilizzata già dopo circa cinque minuti di immersione, appunto, in acqua. E dall'inizio delle ricerche è nata una fabbrica situata nella provincia di Guangdong, (in Cina), che produce tra i 3 ed i 5 milioni di batterie al mese. Al riguardo Patrice Horowitz ha spiegato: "Aquacell è leggera e progettata sulla base di polveri organiche non inquinanti, a differenza delle batterie tradizionali che contengono molte sostanze inquinanti. Pesa solo 12 grammi ed inizia a fornire energia pulita soltanto dopo essere state immerse nell'acqua". Ed ha poi aggiunto: "Al momento di lasciare la fabbrica, le batterie sono scariche e non hanno nessuna tensione o amperaggio. Di conseguenza, non hanno una data di scadenza, (anche dopo l'uso, se conservate opportunamente), a differenza di quelle alcaline che hanno una durata di circa otto anni. Ciò implica anche meno rifiuti". Ma non è tutto; infatti mentre le batterie convenzionali sono riciclabili solo al 50%, quelle Aquacell possono essere riciclate all'85% ed a basso costo. Tuttavia l'unico inconveniente è che giustamente una volta attivate, durano un po' meno tempo rispetto alle batterie tradizionali e sono leggermente meno potenti. Ad ogni modo i vantaggi sono molteplici: a partire dalle materie prime che provengono da fonti sostenibili e, anziché un contenitore d'acciaio, possiedono un telaio di plastica riciclata. Inoltre, come già anticipato, a differenza delle batterie tradizionali, sono stati rimossi anche quasi tutti i metalli pesanti ed altri materiali pericolosi come idrossido di potassio. E quest'attenzione all'ambiente è presente anche nei processi produttivi, progettati per ridurre ai minimi termini la quantità di scarti; infatti, considerando che non è necessario l'utilizzo di acqua, durante la realizzazione si elimina l'inquinamento idrico alla fonte. Comunque sia, come hanno fatto sapere i suoi realizzatori, le batterie Aquacell sono destinate agli oggetti di uso comune con un consumo medio, come, ad esempio, le torce LED, i telecomandi ed i giocattoli per bambini. Comunque per chi fosse interessato a provare queste particolari batteria, in Svizzera sono in commercio già dal mese di Novembre, mentre online è possibile trovarle sul sito www.ceto.ch; i prezzi variano, a seconda del modello, della quantità e dell'accessorio "allegato", da 6,90 franchi svizzeri, (circa 8,50 euro), a 59 franchi svizzeri, (circa 72,80 euro).

Di seguito il video d'introduzione:



martedì 14 gennaio 2014

Dimostrato che la musica di Mozart può aiutare a ridurre le crisi epilettiche.


Purtroppo l'epilessia è una di quelle patologie di cui ne esistono di diversi tipi e che non è semplice da tenere a bada se non con farmaci molto forti, anche in fatto di effetti collaterali. Ma di recente un nuovo studio condotto a Taiwan presso la Kaohsiung Medical University ha messo in evidenza il possibile ruolo della musica proprio nel trattamento delle convulsioni causate da questa patologia. In particolare sono stati tratti ottimi benefici dall'ascolto del concerto per pianoforte e orchestra n. 23 in La maggiore K 488, composto da Wolfgang Amadeus Mozart per le Accademie Viennesi della Quaresima nel 1786. In pratica tramite lo studio in questione, (che è stato condotto perché di norma non esistono metodi efficaci per ridurre il rischio di recidiva in seguito alla prima crisi epilettica non provocata), si è potuto constatare come, appunto, l'ascolto della sonata per piano K. 488 di Mozart potrebbe ridurre il rischio di ricaduta. In sostanza per arrivare a simili conclusioni, sono stati reclutati 48 bambini, (che avevano già subìto almeno una crisi epilettica con scariche epilettiformi), i quali sono poi stati divisi due gruppi di 24 bambini in maniera del tutto casuale. Insomma uno di questi gruppi è stato destinato all'ascolto della suddetta sonata, (composta da 3 movimenti: Allegro; Adagio; ed Allegro assai), ogni sera prima di andare a dormire, per un totale di sei mesi; mentre l'altro gruppo è stato preso come "gruppo di controllo". Tuttavia dai gruppi sono stati esclusi due pazienti per motivi strettamente personali; di conseguenza al termine dello studio vi erano 46 pazienti, all'89% dei quali era stata diagnostica un'epilessia idiopatica. Ad ogni modo dai risultati dello studio, ottenuti anche tramite EEG, (mettendo a confronto quello effettuato prima con quello effettuato dopo l'ascolto), e pubblicati dai suoi autori, (Lung-Chang Lin, Mei-Wen Lee, Ruey-Chang Wei, Hin-Kiu Mok e Rei-Cheng Yang), sul BMC Complementary and Alternative Medicine, è emerso che il tasso di recidive è stato significativamente inferiore nel gruppo che si era sottoposto all'ascolto della sonata per piano K. 488 di Mozart, rispetto a quello di controllo. Inoltre la maggior parte delle riduzioni si sono verificate dopo un mese, due mesi e 6 mesi di ascolto. Al riguardo gli autori hanno specificato che: "Il numero dei casi è stato comunque limitato e non sono stati verificati i momenti in cui i bambini avrebbero dovuto ascoltare la musica, tuttavia non si può non notare l'incredibile effetto che è stato ottenuto". Ed hanno, infine, concluso spiegando: "Crediamo che la sonata K.448 di Mozart potrebbe essere un trattamento promettente come alternativa nei pazienti con prime convulsioni non provocate e EEG anormali. Comunque dovrebbero essere condotti ulteriori studi su larga scala per confermare quest'effetto".

Di seguito il concerto per pianoforte e orchestra n. 23 in La maggiore K 488:



lunedì 13 gennaio 2014

A Febbraio arriva sul grande schermo "Dragon Ball Z: La Battaglia degli Dei".


Per la gioia di tantissimi fan, arriva nelle sale italiane "Dragon Ball Z: La Battaglia degli Dei", ovvero l'ultimo capitolo della popolarissima e fortunatissima saga creata da Akira Toriyama nel 1984, (che ha conquistato un posto nel cuore di intere generazioni, diventanto una delle serie animate più amate della storia), nonché 14° film cinematografico basato sulla serie televisiva anime Dragon Ball Z, diretto da Masahiro Hosoda, prodotto dalla storica Toei Animation e distribuito dalla 20th Century Fox. In pratica, già uscito nei cinema giapponesi lo scorso 30 Marzo 2013, (tra l'altro è stato il primo film giapponese ad essere proiettato in IMAX) dove è stato accolto con grande entusiamo ed ha fatto registrare un vero record di incassi, (con 500.000 biglietti venduti nei primi due giorni, restando in testa al boxoffice per ben tre settimane, registrando un incasso finale di oltre 30 milioni di dollari e classificandosi come il film che in assoluto ha incassato più rapidamente in Giappone nel 2013), e dopo aver ottenuto grandi risultati anche in Sud America, Asia e Spagna, adesso il film in questione, annunciato a Luglio 2012, è finalmente pronto a sbarcare sugli schermi italiani. Ad ogni modo "Dragon Ball Z: La Battaglia degli Dei", che cronologicamente si colloca alcuni anni dopo la titanica battaglia con Majin Bu, (secondo alcuni, dopo circa cinque anni, considerando che alla fine di Dragon Ball Z, Pan aveva quattro anni, ed in questo film Videl è da poco incinta della bambina), vedrà Goku impegnato in una difficile battaglia contro Birusu, (il potente Dio della distruzione noto anche come Bills, il cui incarico è di mantenere l'equilibrio dell'intero universo: si tratta di un felino umanoide dalla corporatura esile e dal colore viola, con grandi orecchie a punta simili ai gatti Cornish Rex e che indossa un collare nero e blu, una cintura degli stessi colori con decorazioni romboidali bianche ed arancioni), che si è risvegliato dopo ben 39 anni da un lungo sonno. Comunque sia in questo film Birusu sarà affiancato ad un'altro nuovo personaggio: Whis, amico, accompagnatore, nonché suo maestro di arti marziali. Si tratta di un personaggio bislacco e molto ambiguo, (sia nell'aspetto che nell'atteggiamento), che ha una vera passione per la culinaria, soprattutto per il sushi, e che non disdegna mai di assaggiare nuove pietanze. Si occupa spesso di svolgere il lavoro che Bills tralascia per noia e quindi viene considerato una sorta di suo sottoposto, anche se in realtà sarebbe più corretto dire il contrario: è difatti Whis a svegliare Bills ed a mandarlo alla ricerca di pianeti da distruggere e, quando il suo tempo è scaduto, lo rimette a dormire anche con la forza; pertanto potrebbe essere considerato come la divinità più potente di tutto l'universo di Dragon Ball. Per di più il film sarà caratterizzato, oltre che dalla presenza dei suddetti due nuovi personaggi, dal "Super Saiyan God", ovvero un nuovo livello di trasformazione, mai visto in precedenza, che Goku dovrà imparare a raggiungere per contrastare l'enorme potenza del terribile Birusu. In ogni caso "Dragon Ball Z: La Battaglia degli Dei", come comunicato dalla Lucky Red, uscirà in tutte le sale cinematografiche italiane esclusivamente per due giorni: l'1 ed il 2 Febbraio; il che significa che bisognerà prenotare il proprio biglietto al seguente sito: http://www.dragonballzalcinema.it.


Di seguito la locandina ufficiale:
...alcune immagini:
...ed il trailer ufficiale in italiano: