|  

domenica 31 marzo 2013

YouTube presenta nuove API per lo steaming dei videogames.


Si sa Google punta molto sul suo YouTube, poiché si tratta del secondo sito più visitato al mondo ed il secondo motore di ricerca per quantità di contenuti, (secondo una recente stima, ogni minuto vengono caricate sul sito circa 72 ore di materiale video). Tuttavia, nonostante possa dare l'idea di aver raggiunto la sua "fase matura", YouTube ha ancora diversi assi nella manica. Uno di questi è, senza dubbio, lo streaming; lanciato nel 2011, questo servizio parallelo e complementare, ha già avuto modo di mostrare i suoi vantaggi, sia dal lato utente, che dal lato proprietà. Ed è proprio in ambito streaming che recentemente Google ha tirato fuori una grande novità: qualche giorno fa, (durante la Game Developer Conference 2013 di San Francisco che ha avuto luogo dal 25 al 29 Marzo), ha annunciato di aver sviluppato un nuovo set di API, (abbreviazione di Application Programming Interface), che permetteranno di ampliare le funzionalità della trasmissione di immagini in diretta. In pratica la novità consiste nel dare la possibilità agli sviluppatori di videogames di fornire i loro titoli di un uno "stream video integrato", vale a dire di un sistema per la trasmissione di quello che avviene all'interno della stessa applicazione. In altre parole, grazie a questa innovazione gli utenti di un videogame potranno pubblicare in diretta le loro partite. Ciò potrebbe essere davvero dirompente, sia per i giocatori, che per YouTube stesso. Infatti una funzionalità di questo tipo permette agli utenti di creare un'infinità di brevi video da postare su loro canali e quindi di conseguenza generare molto più contenuto, che porterebbe molte più visualizzazioni e molto più traffico al sito. In sostanza un titolo come "Call of Duty: Black Ops II", che è già stato dotato di questa funzionalità, ha mostrato tutta la sua forza in tal senso. Inoltre, al fine di rendere il tutto funzionante, non solo sui Pc e sui notebook, ma anche su dispositivi mobili, Google ha dichiarato di voler apportare presto delle modifiche alla questa sua nuova funzionalità. Infatti allo studio ci sono già delle soluzioni che permetteranno all'utente di registrare video a diverse risoluzioni e di ridurre in generale la qualità della trasmissione streaming; questo poi farà in modo anche che sia possibile una più agevole fruizione dei contenuti video e ancor prima un più facile caricamento sul server di YouTube che attualmente permette di caricare video con una risoluzione che può variare da 240p fino a 1080p. Oltretutto, secondo alcuni esperti: "Questa nuova implementazione tecnica appare subito molto importante, in quanto sin dal momento del lancio di YouTube Live, (avvenuto, appunto, nel 2011), la piattaforma si è riservata il diritto di utilizzare questo servizio solo per i propri eventi più importanti ed al massimo ha lasciato che fosse sfruttato da alcuni suoi grandi clienti e/o partner; infatti fino ad oggi gli utenti comuni erano stati tagliati fuori, e non potevano usufruire del live streaming. E dunque anche per questo motivo il cambio di prospettiva potrebbe portare nuovi sviluppi molto interessanti. Tutto ciò può aprire nuovi orizzonti, sia nel campo del videogaming, che in quello della condivisione di contenuti video online". Ad ogni modo al momento non è stato specificato se Google ha già stretto un accordo e con chi, per l'utilizzo di questa nuova funzionalità di YouTube, né quando i produttori di videogiochi inizieranno ad integrarla nei loro titoli, (nuovi o pre-esistenti che siano).


sabato 30 marzo 2013

Dimostrato che la musica fa bene alla salute sia fisica che mentale.


Che la musica facesse bene al corpo ed alla mente lo si sapeva già, ma adesso a confermarlo è stato anche il professor Daniel J. Levitin del Dipartimento di Psicologia della McGill University, che assieme al suo team di ricercatori ha condotto una revisione sistematica passando in rassegna ben 400 studi precedenti incentrati a scoprire gli effetti della musica nel campo della neurochimica; pubblicandone i risultati sulla rivista Cell. In pratica grazie a questo suo lavoro, il professor Daniel J. Levitin è riuscito a dimostrare che suonare e/o ascoltare musica ha evidenti e significativi benefici per la salute sia mentale che fisica. Ad esempio, a livello fisico la musica si è rivelata efficace nel migliorare le funzioni del sistema immunitario con un aumento sia dell'immunoglobulina A, (vale a dire un anticorpo conosciuto anche con la sigla IgA, il quale gioca un ruolo chiave nell'immunità dell'organismo umano), e sia del numero delle cosiddette "cellule Natural killer", (meglio conosciuti come linfociti o più comunemente come globuli bianchi). Mentre per quanto riguarda altri livelli, si è scoperto che riduce i livelli di stress ed i livelli del cortisolo, (ovvero il cosiddetto "ormone dello stress"). Ma non solo; infatti la musica è risultata essere più efficace di qualsiasi farmaco nel ridurre l'ansia prima di un intervento chirurgico. Ed, infine, si è rivelata anche efficace nell'agevolare la produzione dell'ossitocina, (vale a dire il cosiddetto "ormone dell'amore", "della felicità" o "dell'appagamento"). Al riguardo il professor Daniel J. Levitin in una nota ufficiale della McGill University ha spiegato: «Abbiamo trovato prove convincenti che gli interventi con la musica possono svolgere un ruolo di assistenza sanitaria in contesti che vanno dalle sale operatorie alle cliniche famigliari. Ma, ancora più importante, siamo stati in grado di documentare i meccanismi neurochimici in quattro ambiti su cui la musica ha un effetto: gestione dello stato d'animo, dello stress, dell'immunità e come aiuto nei legami sociali». Per questo motivo gli autori suggeriscono una serie di aree in cui condurre i futuri esperimenti. Questi includeranno: scoprire meglio la connessione tra l'ossitocina e la musica; scoprire se il piacere musicale è promosso dagli stessi sistemi chimici nel cervello attivati da altre forme di piacere, (come ad esempio il cibo); e capire l'effetto che può avere sul dolore post-operatorio oppure su quello cronico. E dunque la musica si è dimostrata vincente su più e più fronti, attestandosi a "vera e propria forma d'arte benefica", piuttosto che un semplice intrattenimento. Ovviamente l'importante è che però si tratti di musica VERA, perché ai giorni d'oggi in giro di musica spazzatura ce n'è davvero tanta, (anche troppa).


venerdì 29 marzo 2013

L'FBI vuole maggior controllo e "spiare" in tempo reale servizi come Skype, Gmail, Dropbox, Google Voice e SkyDrive.


A quanto pare l'FBI vuole più controllo sui nuovi canali di comunicazione in tempo reale per combattere efficacemente il terrorismo. Infatti se è vero che da un lato i federali possono controllare tutte le comunicazioni su Internet, è anche vero che dall'altro lato non possono sempre farlo in tempo reale: servizi come Google Voice, Gmail e Skype sono accessibili all'FBI però solo dopo un determinato lasso di tempo. Per questo motivo, come dichiarato dal consigliere generale Andrew Weissmann in un discorso tenuto a Washington D.C, questi giorni per l'agenzia federale americana diventano "top priority" monitorare Gmail, Google Voice, Skype, Dropbox e servizi simili. Al riguardo lo stesso Andrew Weissmann ha spiegato: "Il tutto è dovuto al fatto che i terroristi usano sempre più spesso i canali online per comunicare tra loro e discutere decisioni e programmi, e l'FBI vuole non solo pieno accesso, ma anche monitoraggio in tempo reale delle comunicazioni che viaggiano sulla Rete". In pratica, come già anticipato, attualmente l'FBI non può controllare efficacemente le e-mail ed i Social Network perché la legge CALEA del 1994, (nota anche con il nome Communications Assistance per Law Enforcement Act), con la quale il governo USA ha il potere di obbligare gli Internet Service Provider, (noti con la sigla ISP oppure semplicemente con il nome provider), e le società telefoniche ad installare software di sorveglianza sui loro network, non copre le email, i servizi cloud, (come SkyDrive e Dropbox), ed i fornitori di chat, (come Skype). Ciò nonostante l'FBI vuole la facoltà di imporre il monitoraggio su qualunque tipo di comunicazione che corre sul Web, compresi quei giochi online, (come Scrubble) che, stando alle rivelazioni di Andrew Weissmann, è uno dei centri nevralgici in cui si celano i messaggi tra terroristi. Tuttavia in tal proposito Valerie Caproni, il predecessore dell'attuale consigliere generale, ha affermato: "In base ad una delle attuali disposizioni della legge, (ovvero "Wiretap Act"), il governo americano può richiedere alle società telefoniche ed agli ISP di fornire "l'assistenza tecnica necessaria a effettuare le intercettazioni", però l'FBI non dispone di mezzi veramente efficaci per costringere le aziende a mettere in atto sistemi di sorveglianza". In sostanza l'FBI ha un particolare problema con Gmail, perché si tratta di messaggi mandati dal computer dell'utente ai server di Google e che vengono criptati con una forma di cifratura di livello SSL. Ciò rende molto difficile per i federali monitorare le comunicazioni senza il consenso di Google. Tuttavia il colosso californiano ha immediatamente replicato di essere pienamente disponibile a fornire il consenso al controllo delle autorità dei messaggi che passano per i suoi server; dichiarando: "Utilizzando quanto previsto dal Wiretap Act potremmo collaborare meglio con l'FBI". Per di più nel mirino dei federali c'è anche Skype, il quale fornisce un sistema molto sicuro per le chat; ma per il momento Microsoft non ha fatto sapere nulla sulla propria possibile apertura alla sorveglianza dell'FBI. Comunque sia che i provider siano disponibili oppure no, i federali hanno chiari i loro obiettivi; infatti Andrew Weissmann ha concluso facendo sapere che: "L'FBI sta lavorando con tutti i membri dell'intelligence americana ed il controllo delle comunicazioni online in tempo reale è la priorità numero uno del 2013. Ad ogni modo il tema resta comunque delicato ed i federali sono pronti ad accogliere ogni suggerimento del pubblico e delle imprese coinvolte".


giovedì 28 marzo 2013

Scoperto un possibile legame tra l'herpes labiale e problemi di memoria e cognitivi.


Sarà capitato a tutti di avere oppure di vedere qualcuno con la cosiddetta "febbre alle labbra", ovvero un disturbo piuttosto comune, che colpisce una discreta fetta della popolazione, causato del virus dell'herpes labiale, (scientificamente conosciuto come herpes simplex virus), che si presenta inizialmente con delle piccole bolle sierose e pruriginose che successivamente si seccano e vanno a formare la classica crosticina. In pratica la caratteristica principale del virus in questione è quella di annidarsi nelle terminazioni nervose, e qui dimorare per tutta la vita della persona. E di tanto in tanto, soprattutto nei momenti di particolare stress, fa la sua apparizione. Tuttavia di recente uno studio pubblicato su Neurology ha fatto sapere che, a parte il fastidio fisico che provoca questo indesiderato ospite, ci sarebbe anche la possibilità che questo virus danneggi l'individuo anche a livello neurologico con disturbi della memoria e problemi cognitivi. In sostanza lo studio, condotto dalla dottoressa Mira Katan e colleghi della Columbia University Medical Center di New York, (conosciuto anche con la sigla CUMC), in collaborazione con la Miller School of Medicine dell'Università di Miami, ha coinvolto 1.625 persone con un'età media di 69 anni, a cui è stato misurato il livello di infezioni nel sangue, in base alla presenza di anticorpi. L'idea era quella di valutare l'esposizione alle infezioni durante la vita e come queste potessero influire a livello neurologico. Comunque a tutti i partecipanti sono stati prelevati alcuni campioni di sangue per poi analizzarli al fine di trovare le tracce di 5 tra le più comuni infezioni: l'herpes simplex di tipo 1, (ovvero orale); di tipo 2, (cioè genitale); il citomegalovirus; la chlamydophila pneumoniae, (vale a dire un'infezione respiratoria comune), ed, infine, l'helicobacter pylori, (ossia un batterio che si trova nello stomaco). I risultati delle analisi, comparate con i test cognitivi, hanno mostrato che i soggetti con i livelli più elevati d'infezione avevano un aumento del 25% del rischio di ottenere un punteggio basso nel test di comprensione chiamato "Mini-Mental State Examination", (noto anche con la sigla MMSE). Inoltre le capacità di memoria e di pensiero dei partecipanti sono state oggetto di test ogni anno, per una media di otto anni. E sebbene non sia stata trovata alcuna correlazione causa/effetto certa, i dati hanno mostrato una tendenza ad andare peggio nei test per chi era stato oggetto di più e ripetute infezioni. Al riguardo la dottoressa Mira Katan ha spiegato: "Mentre questa associazione ha bisogno di essere ulteriormente studiata, i risultati potrebbero portare a modi per identificare le persone a rischio di deterioramento cognitivo ed un eventuale riduzione del rischio. Per esempio, l'esercizio fisico e le vaccinazioni infantili contro i virus potrebbero ridurre il rischio di problemi di memoria più tardi nella vita".


mercoledì 27 marzo 2013

Schwind Amaris, il primo "super-laser a eccimeri" che corregge la vista nel giro di 60 secondi.


A quanto pare grazie alle nuove tecnologie d'ora in poi sarà possibile correggere i più comuni difetti della vista, (miopia, ipermetropia e presbiopia, che interessano dal 28% al 40% della popolazione italiana), in appena un minuto. O almeno questo è quanto promette un nuovo "super-laser a eccimeri", (chiamato Schwind Amaris e realizzato da alcuni ricercatori della Germania in collaborazione con alcuni ricercatori dell'Humanitas Centro Oculistico di Milano), che è in grado di restituire la vista in maniera non invasiva e veloce. In pratica questo nuovo laser unico al mondo, utilizzato nel suddetto centro dal dottor Paolo Vinciguerra e dalla sua équipe già da un paio di mesi, è in grado di ottenere, secondo i suoi ideatori, risultati mai raggiunti finora migliorando la qualità visiva e ponendosi addirittura come alternativa ai trapianti di cornea. Insomma lo Schwind Amaris, di fattura tedesca, rappresenta un'evoluzione di quelli già in uso in molti centri oculistici pubblici e privati italiani. Infatti il suo fascio di luce si muove mille volte al secondo, (2 o 3 volte più velocemente rispetto agli attuali sistemi laser), e grazie ad un sofisticato sistema di eye tracking, (ovvero di inseguimento oculare), permette in sede operatoria di seguire con estrema precisione tutti i possibili movimenti involontari dell'occhio su tutti i piani di riferimento: destra, sinistra, alto, basso, avanti, indietro e movimenti circolari ed angolari per interventi sempre più rapidi e più precisi. Inoltre il laser in questione è stato dotato anche di un complesso sistema di OCT, (sigla che indica la tomografia ottica a coerenza di fase), che consente di ottenere immagini dell'occhio ad altissima risoluzione, in modo tale che durante l'operazione sia possibile contemporaneamente controllare in tempo reale l'esatto spessore della cornea in ogni punto per un "taglio" di precisione e verificare i progressi dell'intervento. Ciò consente addirittura di pianificare anche trattamenti alternativi al trapianto di cornea, eliminando solo la parte malata del tessuto oppure creando una base per un innesto lamellare. Per di più anche in caso di cheratocono, (vale a dire una degenerazione della cornea tale da produrre una forma conica del tessuto), questo nuovo strumento, associato al cosiddetto cross-linking, (che in poche parole consiste nell'impregnare la cornea con una soluzione a base di riboflavina e destrano), consente il rafforzamento della struttura corneale e permette di scongiurare il trapianto. Al riguardo il dottor Paolo Vinciguerra ha spiegato: "La nostra parola chiave è percorso. Un percorso completo, integrato, ben definito in base alle prove di efficacia scientifica ed alle esigenze, anche pratiche, del paziente. Per ogni paziente e per il suo percorso di cura c'è un protocollo ben definito osservato da tutta l'equipe medica". Mentre per quanto riguarda i vantaggi di questo "super-laser", il dottor Paolo Vinciguerra ha dichiarato: "Si tratta di uno strumento estremamente sicuro ed efficace, che consente di rispettare al massimo la fisiologia dell'occhio, scolpendo la cornea con precisione sub-micrometrica mantenendone una forma naturale pur correggendo il difetto visivo". Ed ha proseguito spiegando: "Con le tecniche laser attualmente utilizzate la superficie della cornea viene scolpita e ne esce sì modificata, ma stravolta. Con questo nuovo strumento invece la luce del laser tamburella sulla cornea, modificandola, appunto, con precisione sub-micrometrica e lasciandola identica ad una forma fisiologica. In questo modo si risparmia tessuto corneale e l'intervento dura meno di 60 secondi". Insomma, da quel che si può capire, lo Schwind Amaris permetterà di effettuare interventi personalizzati e sempre meno invasivi anche grazie ai software appositamente sviluppati, preservando il più possibile la cornea, risparmiandone il tessuto, ed in un solo minuto di intervento. 

Di seguito alcune immagine del laser Schwind Amaris:
http://www.eye-tech-solutions.com/fileadmin/products/Behandeln/AMARIS_750S/Bild/750S_Swivelling_laser_arm.gif
http://www.eye-tech-solutions.com/fileadmin/products/Behandeln/AMRIS_500E/Bilder/500E_Swivelling_patient_bed.gif http://www.eye-tech-solutions.com/fileadmin/products/Behandeln/AMARIS_750S/Bild/750S_Swivelling_microscope.gif



martedì 26 marzo 2013

Il governo cinese fa un accordo con Ubuntu per sviluppare i "sistemi operativi di Stato".


Dopo aver approvato una legge che obbliga tutti i cittadini ad identificarsi per accedere sul Web, il governo cinese è pronto a finanziare un proprio "sistema operativo di Stato" che a quanto pare sarà basato sull'open source di Ubuntu. Infatti in questi giorni la Canonical, società fondata da Mark Shuttleworth e principale sponsor e finanziatrice del progetto Ubuntu, ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il Ministero per l'Industria e la Tecnologia dell'Informazione cinese, (conosciuto con la sigla MIIT), con la stipula di una vera e propria partnership con tanto di partecipazione economica da parte del governo cinese. In sostanza nella nota ufficiale diffusa dalla stessa Canonical si può leggere: "Il CIPS, (China Software and Integrated Promotions Center), ha selezionato Ubuntu come base per l'architettura di riferimento così da offrire un sistema operativo aperto, flessibile, ampiamente usato e standardizzato. L'annuncio fa parte del programma quinquennale del governo cinese che mira a promuovere il software open source e ad accelerare la crescita dell'ecosistema aperto in Cina". In poche parole in base a questo accordo, Ubuntu diventerà il software di riferimento per i "sistemi operativi cinesi", di cui una prima versione stabile si vedrà già dal prossimo Aprile. Si chiamerà UbuntuKylin, (un sistema operativo "anti-hacker" realizzato partendo da FreeBSD e basato sulla prossima release di Ubuntu in versione desktop), ed aspirerà ad essere non una semplice localizzazione di meteo, mappe, calendari, bensì un vero e proprio ecosistema informatico per il pubblico della grande potenza asiatica. Infatti, secondo le prime indiscrezioni, UbuntuKylin sarà naturalmente in grado di fornire pieno supporto alla lingua e al calendario cinese, includerà servizi per il mercato interno come un indicatore meteorologico, la ricerca "cloud" sulle reti musicali online direttamente da interfaccia Dash, (la quale consente di cercare ed avviare le applicazioni presenti nel sistema operativo e per la ricerca dei file), l'integrazione con Baidu, (meglio noto come il "Google cinese"), e relative mappe, servizi di shopping Yahoo!, informazioni di viaggio in tempo reale per treni e voli aerei e tanto altro ancora. Inoltre si prevede che i servizi per scaricare musica, i software, le varie applicazioni per lo shopping online in futuro saranno anch'essi realizzate dal governo cinese. Al riguardo i rappresentanti della Canonical hanno spiegato: "Il team di UbuntuKylin sta collaborando con WPS, la più popolare suite da ufficio in Cina, e sta creando un sistema per la modifica di fotografie e strumenti di gestione che potrebbero trovare spazio anche in altre versioni di Ubuntu in tutto il mondo". In pratica si tratta dell'ultimo passo verso l'autarchia informatica, in un Paese in cui i principali siti web non si chiamano Google o Facebook, ma Baidu e Weibo e che però per il 90% continua a funzionare grazie a Windows. Ad ogni modo questa decisione non è una sorpresa; infatti la Cina è da sempre un terreno fertile per le tecnologie rilasciate con licenza open source, (di cui Linux è l'esempio più noto e diffuso al mondo). In sostanza questo tipo di licenza permette di controllare il linguaggio di programmazione con cui è costruito il software, modificarlo, riadattarlo e, soprattutto, analizzarne l'esatto funzionamento, valutandone affidabilità e sicurezza. Tuttavia la sicurezza di avere un sistema operativo trasparente non è stato il motivo principale che ha spinto il governo cinese ad affidarsi a tecnologie a codice libero. E nemmeno la possibilità che un sistema operativo creato direttamente dal governo possa rappresentare solo un modo per rendere ancor più stringente il controllo sulle operazioni informatiche dei propri cittadini; anche perché la stessa natura aperta del software è il principale limite di questa possibilità, poiché le modifiche sarebbero facilmente rintracciabili. Altrettanto fuorvianti sono le motivazioni ideologiche, anche perché già sperimentate in passato. Infatti a partire dal 2007 il governo cinese ha sponsorizzato lo sviluppo di Red Flag Linux, un sistema operativo che avrebbe dovuto rappresentare il simbolo dell'indipendenza tecnologica da Windows, ma che tuttavia si è rivelata un'iniziativa che, a parte un'imitazione da parte della Corea del Nord, (che sviluppò un equivalente "Red Star OS"), ha avuto scarsissima fortuna. E dunque alla base della suddetta scelta del governo cinese ci sono strategie di innovazione e sviluppo, di cui il software open source rappresenta il motore principale. Infatti nel piano quinquennale inaugurato nel 2011 è ben chiaro che la Cina non ci sta ad essere vista solo come la forza lavoro che stringe le viti degli smartphone che vengono progettati in California e venduti in Europa. Oltretutto dal punto di vista dell'hardware, la Cina ha saputo affiancare ad un'industria basata principalmente sulla manifattura e l'assemblaggio anche aziende leader di settore; difatti Lenovo è diventato il produttore di Pc a maggior crescita di mercato dell'ultimo anno e Huawei comincia a far capolino nelle tabelle delle analisi accanto ad Apple, Samsung e Nokia. Tuttavia ciò che manca invece sono delle solide fondamenta per lo sviluppo di servizi software, e non solo per Pc. Dal suo canto Ubuntu, con il mercato dei desktop in sofferenza, sta pian piano ampliando il proprio ecosistema verso i servizi mobile e di cloud computing, servizi su cui si concentrano le maggiori innovazioni e le maggiori aspettative del panorama software moderno. Infatti attualmente Ubuntu ha in sviluppo sia versioni per Tablet e Smartphone del proprio sistema, sia una completa offerta di servizi cloud. Tutto basato su codice aperto, e tutto disponibile per essere usato come leva per creare nuovi servizi e per fare innovazione. E quale miglior luogo per farlo se non la Cina: il primo mercato mobile del mondo ed il più attento ai servizi cloud.


lunedì 25 marzo 2013

L'Unione degli Studenti Ebrei Francesi fa causa a Twitter per alcuni messaggi razzisti ed antisemiti.


In questi giorni l'Unione degli Studenti Ebrei Francesi, (nota anche con il nome di Union des Etudiants Juifs de France oppure con la sigla UEJF), ha deciso di fare causa a Twitter, (l'ormai famoso Social Network dai 140 caratteri), per 38,5 milioni di euro, dopo che il sito si è rifiutato di fornire i nominativi di alcuni utenti che avevano pubblicato messaggi chiaramente razzisti ed antisemiti. In pratica già nello scorso mese di Gennaio il  Tribunal de Grande Instance di Parigi aveva stabilito che il Social Network avrebbe dovuto consegnare i dati personali e gli indirizzi IP degli autori dei tweet incriminati, (entro due settimane, pena una multa fino a 1.000 euro per ogni giorno di ritardo), e creare un sistema di allerta per la polizia in tempo reale, in caso di messaggi simili. Questa sentenza era giunta al termine di un'azione legale promossa lo scorso Ottobre da un'organizzazione anti-razzisita, secondo la quale i messaggi pubblicati violavano le attuali leggi francesi che proibiscono l'istigazione all'odio razziale. In sostanza il tutto è stato scatenato da un hashtag chiamato #unbonjuif, (in italiano: "un buon Ebreo"), il quale nel mese di Ottobre 2012 è diventato il terzo più popolare di Twitter, seguito da altri, non meno inquietanti, come #unjuifmort, (in Italiano: "un Ebreo morto"). Tuttavia, come risposta al tribunale, il Social Network fece rimuovere i tweet in questione; rifiutandosi però di consegnare i dati personali, sostenendo di avere la sede centrale negli Stati Uniti e quindi di essere tutelato dal Primo Emendamento, il quale garantisce libertà a qualunque tipo di opinione. Ma a quanto pare tutto ciò è stato giudicato insufficiente dall'UEJF, considerando che, (come ha affermato il presidente Jonathan Hayoun): "Twitter si sta rendendo complice ed offre un canale per razzisti ed antisemiti". Ad ogni modo in caso di vittoria della causa, l'Unione degli Studenti Ebrei Francesi ha già fatto sapere che donerà la somma richiesta al Fondo Shoah Memorial; dal canto suo però Twitter in una nota ufficiale ha sottolineato come l'associazione francese risulti mostrarsi più interessata alle grandi azioni in aula piuttosto che alla ricerca del giusto percorso legale ed ha già annunciato il ricorso in appello. E dunque ancora una volta, a scontrarsi saranno la globalità di Internet e le leggi locali. Infatti da sempre ci si chiede: "I messaggi attraversano i confini senza passaporti e senza dogane, ma le società che li ospitano a chi devono rispondere?". Ma si tratta di un problema antico quanto il Web a cui ancora non si è trovata una perfetta risposta, che deve comunque passare attraverso la volontà di collaborazione tra le autorità inquirenti e giudicanti. Comunque sia in gioco ci sono sensibilità etniche e culturali in cui i confini tra la libera d'espressione, l'ingiuria e l'istigazione alla violenza si mescolano abbastanza pericolosamente.


domenica 24 marzo 2013

METALLICA: A Novembre uscirà il loro primo libro fotografico.

https://thismusicblogdotcom.files.wordpress.com/2016/01/metallica-credit-soren-starbird-warner.jpg

Di recente Voyageur Press, (nota casa editrice che pubblica libri fotografici sulla musica, sui viaggi, sulla storia naturale, sull'astronomia e molto altro), ha fissato per il prossimo 15 Novembre l'uscita di un nuovo libro, interamente dedicato ai Metallica. Quest'ultimo, intitolato "Metallica: The Complete Illustrated History", è stato curato da Martin Popoff, (ritenuto uno dei più famosi giornalisti dell'heavy metal, che ha scritto più di 40 libri sull'hard rock ed il metal, e che ha anche lavorato per il cinema e la televisione; tra i suoi progetti più recenti compaiono: "Rush: Beyond the Lighted Stage" e "VH1's Metal Evolution"). In sostanza il suddetto libro, seguendo la stessa linea di successo ed alta qualità di precedenti libri di Voyageur Press su Led Zeppelin, Iron Maiden, Queen, Aerosmith e molti altri, racconterà questi 31 anni di storia della band, analizzando uno per uno tutti gli album, (partendo dall'album di debutto, Kill 'Em All, fino ad arrivare all'ultimo, Death Magnetic; includendo anche il tanto discusso "Lulu", album di Lou Reed realizzato nel 2011 in collaborazione con i "Four Horsemen"). Il tutto sarà integrato con più di 300 immagini, (a partire dai primi mesi della loro formazione del 1981 fino ai più recenti tour, passando per i svariati successi, ma anche per la tragica morte dell'indimenticabile bassista, Cliff Burton, e per i cambiamenti dopo l'uscita dal gruppo di Dave Mustaine e Jason Newsted). Oltretutto nel libro "Metallica: The Complete Illustrated History" saranno incluse alcune immagini riguardanti i vari cimeli dei Metallica, tra cui: manifesti dei concerti, poster, pass per i backstage, le matrici dei biglietti di diversi concerti e molto altro ancora. Ad ogni modo in uno stralcio della descrizione ufficiale si può leggere: «In questo libro, il primo completamente illustrato, il noto giornalista dell'heavy metal, Martin Popoff, guida un gruppo di autorevoli scrittori a trattare l'intera storia dei Metallica analizzando ciascun album della band, (incluso "Lulu" del 2011, in collaborazione con Lou Reed), ed integrandolo con oltre 300 immagini legate alla storia dei Metallica». Per chi fosse interessato attualmente il libro "Metallica: The Complete Illustrated History" è disponibile in pre-ordine su Amazon.com al seguente indirizzo: http://www.amazon.com/Metallica-The-Complete-Illustrated-History/dp/0760344825.

Di seguito la copertina del suddetto libro:
http://www.metallus.it/wp-content/uploads/2013/03/Metallica.jpg



sabato 23 marzo 2013

Ideata una nuova terapia che potrebbe curare definitivamente la leucemia.


Un recente studio, (pubblicato sulla rivista Science Transnational Medicine), in cui è stata sperimentata una nuova tecnica in grado di far regredire la leucemia linfoblastica acuta, (una delle forme di leucemia più maligne; spesso letale nei pazienti oltre i cinquant'anni di età con un tasso di guarigione del 40% contro l'80-90% nei bambini), ha fatto emergere dei buoni risultati. In pratica, già sperimentata con gran successo in Pennsylvania su una bambina di 7 anni, questa particolare tecnica sviluppata dagli scienziati del Memorial Sloan-Kettering Cancer Centre di New York e chiamata "Immunoterapia mirata", è stata adesso testata su un gruppo di pazienti di età adulta affetti, appunto, da leucemia linfoblastica acuta. In sostanza questa particolare tecnica non è nata come una vera e propria cura della suddetta forma di leucemia, ma piuttosto come metodo per provocarne una remissione e rendere i pazienti nelle giuste condizioni per un successivo trapianto di cellule staminali. Tuttavia nonostante ciò durante la suddetta sperimentazione tre pazienti su cinque, a cui era stato somministrato una sorta di "farmaco vivente", si sono registrati benefici inaspettati mostrando una remissione della malattia che con molta probabilità li avrebbe condannati a morte certa entro pochi mesi. Ad ogni modo questa "Immunoterapia mirata" consiste nel modificare geneticamente alcuni linfociti T prelevati, di volta in volta, direttamente dal sangue del paziente. In poche parole nel DNA di questi linfociti T viene inserito un particolare gene che produce una specie di recettore in grado di riconoscere cellule tumorali, (noto come CD19, ovvero una proteina di superficie dei linfociti B), che è specializzato nel riconoscere le cellule tumorali. Dunque una volta che questi linfociti T vengono reiniettati nel sangue dei pazienti, riescono a riconoscere ed attaccare le cellule maligne, distruggendole. Questo processo, come già detto, ha portato in alcuni casi ad una remissione della malattia e nel caso di David Aponte, (un tecnico del suono della rete ABC News), ha portato alla completa scomparsa. Infatti nel 2011 i medici gli avevano diagnosticato una leucemia, ma prima che David si sottoponesse alla chemioterapia gli furono prelevati i linfociti T e poi congelati. All'inizio i farmaci funzionarono, poi però David ebbe una ricaduta. Così entrò nella sperimentazione e ricevette le sue cellule geneticamente modificate. Durante il trattamento stava molto male: la febbre superava i 40 gradi, la pressione del sangue era bassa ed il battito cardiaco accelerato; (infatti la battaglia fra cellule tumorali e linfociti T determina la liberazione di citochine, ovvero degli ormoni che provocano i suddetti sintomi). Comunque David Aponte è stato ricoverato in terapia intensiva per circa una settimana, ma, infine, si è ripenso ed il tumore è sparito in maniera definitiva. In ogni caso si deve tener conto che tutti i pazienti del gruppo si erano già sottoposti a chemioterapia per trattare i loro tumori, ma la malattia era tornata e di conseguenza il cancro aveva sviluppato una resistenza ai farmaci. Infatti durante il follow-up oncologico due pazienti sono morti a causa di una ricaduta, mentre un altro è deceduto per via di un coagulo di sangue. Al riguardo il dottor Renier Brentjens, autore principale dello studio, ha spiegato: "I pazienti con recidiva di leucemia linfoblastica acuta, resistente alla chemioterapia, hanno una prognosi particolarmente sfavorevole. Questa capacità del nostro approccio di ottenere remissioni complete in tutti questi pazienti molto malati è ciò che rende questi risultati così straordinari e questa nuova terapia così promettente". Ma comunque sia al momento il trattamento è ancora in fase sperimentale ed è molto complesso. Saranno necessari ulteriori test e verifiche su gruppo di pazienti più vasto e sicuramente passerà del tempo prima di poter diventare un trattamento standard per tutte quelle persone affette da leucemia linfoblastica acuta. Anche se, infine, gli esperti, compreso Renier Brentjens, si sono detti ottimisti e sono convinti che questa "Immunoterapia mirata" possa essere sfruttata anche per altri tipi di tumore del sangue e non solo.


venerdì 22 marzo 2013

Secondo il padre del Web, Tim Berners-Lee: "Internet è sotto minaccia di controllo".


"Internet è sotto minaccia, da più fronti: dai governi agli operatori telefonici, che vogliono controllarlo, manipolarlo, e così limitare la libertà dei cittadini". Con queste parole quest'oggi Tim Berners-Lee, ovvero l'uomo che agli inizi degli anni '90 realizzò, assieme al collega Robert Cailliau, il World Wide Web, (meglio conosciuto semplicemente come Web oppure con la sigla WWW), ha iniziato il suo discorso fatto a Trento, durante gli ICT Days organizzati dalla Provincia di Trento e Trentino Network, all'interno del nuovo quartiere, (cosiddetto "smart city"), LeAlbere, che sarà inaugurato il prossimo Giugno. Ed ha proseguito dichiarando: "Tanti attori stanno maturando il potere di spiare i cittadini attraverso Internet e purtroppo questi se ne accorgono solo quando, di colpo, un regime li disconnette dalla Rete. Per non arrivare a porsi il problema quando è troppo tardi, l'indipendenza della stampa è sacra, come deve essere quella di internet". Tuttavia Tim Berners-Lee, (nato 57 anni fa a Londra, e che fra le altre cose ha anche ricevuto nel 2004 il titolo di Knight Commander of the Order of the British Empire dalla regina Elisabetta II per i meriti scientifici, e che attualmente insegna al MIT di Boston ed il prossimo Giugno riceverà il primo "Queen Elizabeth Prize for Engineering"), nel suo discorso non ha lanciato solo allarmi, ma ha anche spronato la platea a combattere per la libertà del Web, per non perdere di vista un futuro in cui, anche grazie alla collaborazione costruita sulla Rete e su nuove tecnologie, potrà prendere forma una società più aperta e con meno barriere. Infatti al riguardo ha affermato: "La collaborazione è uno dei principali motivi per cui ho creato il Web. Ed adesso andiamo verso un futuro in cui tutte le interazioni con il governo saranno online. Ma non solo questo. È importante che i dati delle pubbliche amministrazioni siano online. Ma anche che i nostri dati personali siano accessibili sul Web: tutto quello che le aziende ed il governo sanno di noi, i nostri gusti, le nostre abitudini, i nostri dati sanitari. Sempre più dobbiamo essere messi in grado di scaricarli, farne una copia e magari condividerli". Infatti Tim Berners-Lee vede un futuro in cui, grazie all'accessibilità dei dati: "potremo sapere meglio la situazione della nostra comunità. Se sta diventando più in salute o no. Una rivoluzione abilitata dall'Internet delle cose e dei sensori". In tal proposito il padre del Web, mostrando al polso un braccialetto high-tech in grado di misurare e raccoglie tutti i dati della sua attività fisica, ha dichiarato: "L'abbondanza dei dati, pubblici o personali, e la loro apertura sul Web daranno nuovi poteri ai cittadini". Inoltre Tim Berners-Lee ha fatto un'altra previsione per il futuro in cui: "ci saranno sempre più pixel, sempre più economici, ovunque. Schermi più grandi che riempiranno le stanze, per videoconferenze che simuleranno l'effetto presenza delle persone". E dunque, secondo l'informatico britannico, la combinazione tra accessibilità dei dati e tecnologie di videochiamata farà in modo che la collaborazione tra cittadini potrà raggiungere nuovi livelli. Infatti ha spiegato: "Potremo scegliere la comunità globale dove partecipare. In fondo ho creato il Web per facilitare la creatività di gruppo. Scienziati ed economisti potranno sempre più facilmente collaborare, mettendo insieme le proprie idee per risolvere i problemi più gravi dell'umanità. Il riscaldamento globale è una di quelle emergenze che richiede molta condivisione e partecipazione da parte di tutti quelli che possono aiutare. La speranza risiede nella nascita di nuovi sistemi di governo in cui persone affini, anche lontane e di diversa cultura possano collaborare. Internet abbatte le barriere". Mentre parlando dell'Italia ha dichiarato: "In Italia il governo, ma tutta la politica in genere, ancora non sa utilizzare al massimo le potenzialità offerte da Internet. Tuttavia cresce in modo esponenziale il numero di cittadini, un vero e proprio movimento che nasce dal basso, fatto soprattutto da giovani, che usa sempre di più Internet. Sono convinto che presto anche in questo Paese ci sarà un e-government, come è avvenuto in Gran Bretagna. Grazie al Web il sistema democratico non può che essere ancora più ampio e partecipativo". Tuttavia Tim Berners-Lee non si è fatto illusioni, e sa bene che questa potenzialità del Web ha, come controparte, grosse minacce. Infatti ha affermato: "I governi possono spiare i cittadini sul Web. Gli operatori telefonici possono violare la neutralità della Rete spingendo i pacchetti di dati nelle direzioni volute, a favore di specifici servizi o contenuti ed a danno di altri". E, sempre secondo l'informatico, la soluzione starebbe nel fatto che Internet ha in sé anche un possibile antidoto ai propri veleni, ed, ancora una volta, la collaborazione tra individui spinti dagli stessi ideali può mettere pressione sui governi, le istituzioni e gli operatori telefonici affinché si evitino derive che restringono le libertà dei cittadini. Comunque, infine, Tim Berners-Lee ha concluso il suo intervento augurandosi che: "In futuro il solo posto in cui si potranno prendere decisioni politiche sia il Web".


giovedì 21 marzo 2013

Scary Movie 5: Dal 18 Aprile nei cinema.


Dopo un lungo periodo di pausa, durante il quale sono stati recentemente realizzati Horror Movie nel 2011 e Ghost Movie nello scorso Novembre, circa un mese fa i creatori di Scary Movie, (la famosissima saga cinematografica incentrata sulle parodie di famose pellicole, prevalentemente dell'orrore), hanno reso ufficiale la data definitiva di uscita dell'attesissimo quinto film della serie; inizialmente annunciata per il 20 Aprile dello scorso anno, è stata prima posticipata allo scorso 11 Gennaio ed infine al prossimo 18 Aprile. In pratica l'uscita del precedente film della serie, Scary Movie 4, risaliva al 2006 e da allora sono state molte le indecisioni e le voci riguardanti la registrazione e l'uscita di questo quinto capitolo. Comunque adesso sembra sia definitivo: Scary Movie 5 ci sarà ed uscirà in tutte le sale italiane il prossimo 18 Aprile. Tuttavia questo sarà il primo film della serie diretto da Malcolm D. Lee ed in cui, per motivi non ben specificati, la protagonista non sarà più Cindy Campbell, (interpretata dall'attrice Anna Faris); al suo posto subentrerà una certa Jody, (che sarà interpretata da Ashley Tisdale). In sostanza il film racconterà la storia di Pierre, un regista di una compagnia di ballo francese, (interpretato da J. P. Manoux), intento ad organizzare una grande produzione, al cui ruolo di protagonista aspirano due amiche, Jody e Kendra, (interpretata da Erica Ash). Ci penserà la madre di Jody, ex ballerina frustrata, a far ottenere alla figlia il ruolo che tanto desidera. Ad ogni modo questa nuova pellicola sarà distribuita da Key Films, ed ovviamente a finire sotto la scure impietosa della parodia, saranno in particolar modo i maggiori successi recenti del genere horror, (ma non solo). Tra questi figurano: "Il cigno nero"; "Inception"; "127 ore"; La casa; "L'alba del pianeta delle scimmie"; i film della serie "Paranormal Activity"; e molti altri, tra cui anche l'amatissimo "Ted". Inoltre nel cast ci saranno anche delle special guest, come Lindsay Lohan, Charlie Sheen, Mike Tyson e Kendra Wilkinson, (tutti impegnati ad interpretare se stessi).

Di seguito il poster:
...ed il trailer ufficiale in italiano:



mercoledì 20 marzo 2013

Le nanotecnologie risultano essere efficaci contro i tumori al seno ed al pancreas.


A quanto pare ai giorni d'oggi esiste la possibilità di superare quella barriera del cancro finora impermeabile ai farmaci chemioterapici tradizionali, grazie a delle particolari nanoparticelle che funzionano come dei piccoli droni in grado di attraversare la densa massa che circonda il tumore ed, in questo modo, trasportare e rilasciare il farmaco in maniera selettiva direttamente nelle cellule malate, in concentrazioni maggiori, (vale a dire il 33% in più rispetto alle tradizionali terapie), e soprattutto senza danneggiare i tessuti sani. Insomma si potrebbe dire che la nanomedicina rappresenta una vera e propria rivoluzione per l'oncologia ed apre la strada alla cosiddetta "chemioterapia target", ovvero la nuova frontiera per sconfiggere il cancro. O almeno questo è quanto è stato discusso in questi giorni a Roma in occasione di un convegno nazionale assistito dall'AIOM, (acronimo di Associazione Italiana di Oncologia Medica), e la SIFO, (cioè la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie), e con la partecipazione di Mauro Ferrari, attuale presidente del Methodist Hospital Research Institute di Houston, (in Texas), nonché il più importante ricercatore al mondo nel campo della nanomedicina; il quale al riguardo ha spiegato: "Un nanometro equivale ad un miliardesimo di metro. In queste dimensioni le proprietà fisiche della materia ed il modo in cui si esprimono le leggi della natura cambiano. Le nanotecnologie modificano radicalmente i principi della lotta al cancro perché aprono nuovi orizzonti nella personalizzazione della terapia". Infatti una particella di circa 100 nanometri è in grado entrare facilmente in una cellula, (che generalmente ha un diametro compreso fra i 10.000 ed i 20.000 nanometri), e di interagire con il DNA e con le proteine contenute in essa. In tal proposito Stefano Cascinu, presidente dell'AIOM, ha spiegato: "Oggi per la prima volta siamo di fronte ad un sensibile passo in avanti in particolare nel trattamento del tumore del pancreas. Ogni anno in Italia si registrano 11.500 nuove diagnosi. Si tratta di una delle neoplasie a prognosi più infausta: solo il 5% degli uomini ed il 6% delle donne risultano vivi a 5 anni, senza sensibili scostamenti nell'ultimo ventennio". Ma tuttavia ha sottolineato che: "In un recente studio, (attualmente in fase III; ovvero in fase di valutazione generale), uno di questi innovativi farmaci, tra l'altro già disponibile per il cancro al seno, ha evidenziato risultati clinici significativi nel trattamento del tumore al pancreas, con un aumento del 59% nella sopravvivenza ad un anno ed un tasso raddoppiato a due anni". In pratica si tratta di una particolare formulazione, (vale a dire di paclitaxel in nanoparticelle legato all'albumina), che sfrutta le potenzialità dell'albumina, ovvero una proteina che funziona come un veicolo naturale in grado di trasportare più rapidamente il farmaco attraverso i vasi sanguigni. Ad ogni modo i principi della nanotecnologia si stanno applicando anche nella diagnosi radiologica; infatti uno degli obiettivi principali è di sviluppare traccianti radioattivi legati ad altre sostanze che mirino a punti specifici del tumore. In questo modo sarà possibile disporre di una definizione diagnostica decisamente migliore di quella offerta dagli attuali mezzi di contrasto. Al riguardo Mauro Ferrari ha concluso dichiarando: "La nanotecnologia unisce molteplici settori scientifici: sulla scala nanometrica le differenze tra discipline svaniscono. Infatti i nanofarmaci non possono che essere il frutto della collaborazione tra clinici, oncologi molecolari, ingegneri, chimici, farmacologi e matematici".


martedì 19 marzo 2013

VOLBEAT: Dopo il nuovo album, un tour europeo che prevede anche una tappa in Italia.


Di recente i Volbeat, (famosa band danese del mondo heavy metal, formatasi nel 2001, dopo lo scioglimento dei Dominus, ed attualmente in piena attività), dopo aver dato il benvenuto a Rob Caggiano, (ex membro di un'altra famosa band heavy metal, gli Anthrax), come nuovo chitarrista nonché come produttore del loro nuovo album, (a cui è stato dato il titolo "Outlaw Gentleman & Shady Ladies" e la cui uscita è prevista tra qualche settimana; per la precisione il prossimo 9 Aprile), hanno fatto sapere che durante il periodo estivo saranno impegnati con un nuovo tour europeo, che molto probabilmente attirerà tanti fans da ogni parte del mondo. Infatti il gruppo, popolare soprattutto per la grande capacità di fondere sonorità tipicamente heavy metal con un particolare stile di canto, chiamato rockabilly, (infatti tra le loro maggiori ispirazioni figurano l'indimenticabile Elvis "The Pelvis" Presley e Johnny Cash), ed anche per aver condiviso spesso il palco con storici gruppi metal, come i Metallica ed i System of a Down, ha da sempre ricevuto molti consensi sia da parte della stampa che da parte del pubblico. Comunque di recente la band ha fatto sapere che dopo la pubblicazione del suddetto album, (di cui in questi giorni è stato reso pubblico il video di uno dei singoli, Cape Of Our Hero; ed il video live della cover di My Body degli Young the Giant, eseguita dai Volbeat lo scorso 9 Marzo in Texas e che sarà presente anche nel nuovo album), intraprenderà, appunto, un nuovo tour europeo che prevederà anche una tappa in Italia. Quest'ultima avrà luogo il prossimo 12 Luglio durante il "Rock Im Ring Festival", (di cui i Volbeat saranno gli headliner), che quest'anno si svolgerà presso l'Arena Ritten di Callalbo, (Bolzano). Per chiunque fosse interessato i biglietti saranno disponibili a 30 € + diritti di prevendita a partire dal prossimo 29 Marzo sul sito ufficiale del festival, (www.rockimring.it), oppure acquistabili la sera del concerto a 32 €.

Di seguito il video del singolo "Cape Of Our Hero": 

 ...ed il video live della cover di "My Body":




lunedì 18 marzo 2013

Creata in Italia la prima "retina artificiale biocompatibile".


A quanto pare entro circa cinque anni coloro che soffrono di retinite pigmentosa oppure di degenerazione maculare potrebbero trovare un'importante aiuto per tornare a vedere normalmente grazie ad una scoperta italiana. Infatti di recente un gruppo di ricerca coordinato da Fabio Benfenati dell'Istituto Italiano di Tecnologia, (conosciuto anche con la sigla IIT), di Genova hanno realizzato da  la prima retina artificiale biocompatibile e successivamente hanno pubblicato il lavoro sulla rivista specializzata Nature Photonics. In pratica questa retina artificiale è stata creata con alcuni materiali organici e funziona come una microcella solare; inoltre ha già avuto i primi esperimenti in laboratorio ed al momento i ricercatori stanno lavorando sulla sperimentazione animale. In tal proposito Fabio Benfenati ha dichiarato: "Fra 3-5 anni si potrebbero avere i primi studi pilota sull'uomo". In sostanza il lavoro, che è nato dalla collaborazione con Guglielmo Lanzani ed il suo gruppo del Centro per le nanoscienze e tecnologie a Milano, ha dimostrato la possibilità della realizzazione di protesi visive con materiali biocompatibili organici, invece dei semiconduttori inorganici impiegati finora per le retine artificiali. Infatti i ricercatori dell'IIT hanno utilizzato un polimero semiconduttore impiegato comunemente nelle celle solari organiche, chiamato P3HT; abbreviazione di Poly(3-hexylthiophene-2,5 diyl). Al riguardo Fabio Benfenati ha proseguito rivelando: "La struttura di questo polimero somiglia molto a quella della proteina che nella retina è sensibile alla luce". Comunque sia durante la sperimentazione i ricercatori hanno sistemato una retina di ratto con fotorecettori danneggiati, (sia i coni che i bastoncelli), su un substrato di vetro rivestito con un metallo conduttore trasparente, (vale a dire l'ossido di indio-stagno), ed il suddetto polimero organico. In pratica lo strato di polimero, colpito dalla luce, ha funzionato come un fotorecettore artificiale, stimolando di conseguenza i neuroni della retina. Tuttavia questo tipo di retine non hanno ancora una sufficiente sensibilità in tutte le condizioni di luce naturale, però i ricercatori sono fiduciosi sulla loro capacità di ottimizzare la tecnica. Infatti in tal proposito Fabio Benfenati ha, infine, spiegato: "Le retine artificiali finora realizzate, basate sul silicio, hanno molti inconvenienti: funzionano con microtelecamere che acquisiscono le immagini, le informazioni devono essere elaborate da un computer ed inviate alla retina artificiale. Ed oltretutto devono essere alimentate da batterie. Mentre la retina artificiale biocompatibile realizzata a Genova non necessita di batterie, riesce a stimolare i neuroni e non produce calore, a differenza delle altre protesi retiniche".


domenica 17 marzo 2013

In arrivo "The Walking Dead: Survival Instinct", un videogame per PlayStation 3, Xbox 360, Pc e Wii U.


Negli ultimi anni il fenomeno "The Walking Dead" ha spopolato in tutto il mondo; inizialmente grazie all'omonimo fumetto ideato e creato da Robert Kirkman, il quale ha ricevuto talmente tanti consensi da diventare prima una serie Tv prodotta da AMC, e successivamente con un videogame. Quest'ultimo che è costituito da cinque episodi, (il primo dei quali doveva essere pubblicato nel 2011, ma che a causa di ritardi nella produzione è stato pubblicato nel 2012), è stato frutto del lavoro di Telltale Games e premiato come GOTY 2012, (sigla che indica Game Of The Year). Ma di recente è stato fatto sapere che tra qualche giorno uscirà un nuovo videogame a cui è stato dato il nome The Walking Dead: Survival Instinct, e che si baserà anch'esso sulla popolare serie televisiva. Per chi ancora non la conoscesse, la serie Tv che ha stregato milioni di persone, prende spunto dall'opera realizzata, appunto, da Robert Kirkman ed il suo successo è dovuto, (più che all'apocalisse zombie in sé per sé), anche grazie alla capacità di creare dei personaggi con un carattere psicologico proprio e tantissime sfaccettature. La trama è abbastanza semplice: un gruppo di sopravvissuti capeggiati dal vicesceriffo Rick Grimes, deve farsi largo in un'America completamente invasa dagli zombie, in cerca di un posto sicuro dove trascorrere la propria vita nell'attesa di una soluzione. Tuttavia il viaggio sarà pieno di insidie, tra zombie e persone che in questa situazione hanno trovato un vantaggio. Inoltre la serie Tv si discosta in parte dal fumetto, creando situazioni e sviluppi diversi nonché inserendo personaggi nuovi ed inediti. Infatti per la serie Tv è stato appositamente creato un personaggio che, grazie al suo carisma ed ai suoi modi di fare, ha stregato milioni di persone; si tratta di Daryl Dixon, personaggio a volte rude ma con un cuore enorme che usa come arma una fedele balestra. E sarà proprio lui il protagonisti del nuovo videogame prodotto da Activision e sviluppato da Terminal Reality. Infatti il gioco racconterà le vicende di Daryl e di suo fratello Merle, (altro volto noto della serie Tv, ma per altri motivi), e del loro viaggio per arrivare ad Atlanta. Cronologicamente questo gioco si colloca prima degli eventi narrati nella serie Tv, quindi, almeno per gran parte del gioco, sulla scena non ci sarà il gruppo di Rick Grimes, ma soltanto i due fratelli Dixon alla ricerca di un posto sicuro dove stare che risponde, appunto, al nome di Atlanta. Oltretutto gli appassionati della serie sapranno già come si concluderà il viaggio dei due fratelli, che più o meno coincide con le primissime puntate trasmesse, ma avranno anche la possibilità di scoprire gli avvenimenti che hanno preceduto l'arrivo di Daryl e Merle nel gruppo di sopravvissuti guidato da Rick Grimes, sin dagli eventi dell'iniziale invasione di zombie della campagna della Georgia fino ad arrivare alle vicende raccontate in televisione dalla prima stagione. Ed in tal proposito Activision ha promesso una storia che si basi sui ritmi della serie Tv e che farà rimanere incollati i videogocatori e non, allo schermo per tutta la durata dell'epopea dei fratelli Dixon. Al riguardo alcuni fan di The Walking Dead hanno commentato: "Quando si tratta di giochi basati sui più o meno amati zombie, la storia si tende a dimenticarla e a relegarla come mero contorno. Questa è una delle mie paure, da fan della serie ed in particolare di Daryl, e spero che Activision mantenga la parola data dando il giusto spessore alla storia". Comunque sia il gioco in questione, come già anticipato, si intitola The Walking Dead: Survival Instinct e si presenta come un survival in prima persona, nel quale però sparare a tutto ciò che si muove non sempre si rivelerà la cosa più intelligente. Per di più il gioco promette di lasciare piena libertà al giocatore, dandogli la possibilità di decidere il percorso che riterrà migliore per raggiungere l'obiettivo, formare gruppi di superstiti con cui affrontare le missioni, (ovviamente ogni superstite avrà particolari abilità), l'eventuale veicolo su cui viaggiare e l'approccio durante i combattimenti. Inoltre, secondo le prime indiscrezioni, si dovrà star ben attenti a non provocare rumori molesti, a meno che non si voglia attirare orde di zombie che si ciberanno con le carni dei poveri protagonisti. Un altro fattore, ancora non ben specificato, è quello legato alla sudorazione. Infatti, se si farà correre per molto tempo il personaggio, quest'ultimo inizierà a sudare e l'odore del sudore attirerà i "simpatici zombie" che popolano gli scenari di gioco. Oltretutto anche la ricerca di armi e munizioni richiederà particolare attenzione Ad ogni modo il gioco, come spiegato, racchiude tante buone premesse, anche se, come è giusto che sia, c'è chi è un po' preoccupato e spiega: "Di carne al fuoco c'è n'è parecchia, che mi fa ben sperare. Quello che mi aspetto dal gioco è un survival nel vero senso della parola, un gioco dove ponderare bene ogni scelta prima di affrontarla, un gioco che rispecchi l'atmosfera della serie Tv di cui sono appassionato. Tutte speranze che per ora sembrano venir rispettate. Le paure naturalmente son tante. Da una caratterizzazione dei personaggi approssimativa, alla storia ed all'azione caotica che si potrebbe venir a creare". Ad ogni modo non rimane che aspettare il gioco per fare una più attenta analisi del nuovo titolo basato sull'universo "The Walking Dead"; gioco che sarà disponibile in Europa a partire dal prossimo 22 Marzo per PlayStation 3, Xbox 360 e Pc, (secondo le prime indiscrezioni, per sistemi operativi Windows), mentre a partire dal prossimo 29 Marzo per Wii U.

Di seguito alcune immagini del gioco pubblicate da Activision:
...il trailer ufficiale:
...ed un video che mostra il "dietro le quinte":