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domenica 30 settembre 2012

Scoperto che le patatine surgelate potrebbero essere una possibile causa di cancro.


A quanto pare la patatine surgelate potrebbero essere una possibile causa di cancro, ed in particolar modo quelle già parzialmente cotte per essere successivamente fritte che vengono utilizzate soprattutto da ristoranti, pub e fast food. In pratica, secondo un recente studio dell'American Chemical Society, il problema nasce dal fatto che questo tipo di patatine hanno più probabilità di contenere alti livelli di sostanze chimiche cancerogene. Infatti questo tipo di patatine arrivano nei ristoranti già tagliate nel formato desiderato, disidratate e pre-fritte attraverso un processo di cottura che le permette di restare croccante nella parte esterna rimanendo cruda all'interno. Inoltre questo procedimento accorcia di molto il tempo di cottura finale, ed assicura la soddisfazione del cliente in fatto di gusto e croccantezza. Tuttavia, secondo quanto riportato dal quotidiano The Daily Telegraph, i ricercatori hanno scoperto che questo processo di preparazione può aumentare la quantità di acrilammide, ritenuto un elemento cancerogeno e mutageno. Per questo motivo gli esperti dell'American Chemical Society hanno raccomandato a tutti i produttori di utilizzare metodi più efficienti per cucinare le patatine che limitino la quantità di acrilammide presenti nel prodotto. In pratica l'acrilammide è una sostanza naturale che è presente in molti tipi differenti di alimenti, comprese le patate, ma il processo spesso utilizzato per preparare le patatine surgelate per il settore della ristorazione non riduce i suoi livelli, come accade in diversi altri processi. Al riguardo Donald Mottram, autore della ricerca, ha spiegato: "L'acrilammide si forma naturalmente durante la cottura di molti prodotti alimentari. La formazione di questa sostanza nelle patatine fritte è inevitabile". Tuttavia, secondo gli esperti, è possibile ridurla. Difatti il metodo più efficace in termini di riduzione di acrilammide è di ridurre il rapporto glucosio-fruttosio nel momento in cui le patate vengono tagliate. In tal proposito nel suddetto studio è stato scritto: «Per ridurre al minimo le quantità di acrilammide nelle patatine fritte è importante capire l'impatto di ogni fase sulla formazione di acrilammideAbbiamo sviluppato un modello matematico basato sulle principali reazioni chimiche che sono presenti durante la frittura, incorporando umidità e gradienti di temperatura nelle patatine. Il modello ha mostrato che è importante il contributo di glucosio e fruttosio per la formazione di acrilammide, e siamo riusciti a dedurre con precisione la quantità di acrilammide presente nelle patatine finali sapendo la quantità di glucosio e fruttosio iniziali».


sabato 29 settembre 2012

Arrestato il presidente di Google Brasile per diffamazione; rilasciato dopo la rimozione del materiale diffamatorio.

Fabio Josè Silvia Coelho, il presidente di Google Brasile.

In questi giorni il Governo brasiliano ha ordinato l'arresto di Fabio Josè Silvia Coelho, il presidente di Google Brasile per non avere ritirato dal da YouTube alcuni video che, secondo l'accusa, diffamavano un candidato alle elezioni municipali di Ottobre. Questo è quanto ha reso noto il tribunale dello Stato del Mato Grosso do Sul, che ha precisato anche che: "Il responsabile di Google ha commesso un reato di disobbedienza non ritirando da YouTube i video che contenevano calunnie, ingiurie e diffamazioni contro il candidato del Comune di Campo Grande". In pratica il giudice Judge Flavio Peren ha ritenuto Fabio Josè Silvia Coelho responsabile per non aver osservato ad una ordinanza del 17 Settembre scorso del tribunale elettorale che imponeva la rimozione da YouTube di due video in cui si sosteneva che Alcides Bernal, uno dei candidati alla prefettura di Campo Grande, avrebbe costretto la fidanzata ad abortire. Motivo per il quale il giudice ha anche disposto l'oscuramento dei suddetti video in tutto lo Stato del Mato Grosso do Sul. Inoltre, secondo alcune fonti, l'ordine di arresto è stato subito trasmesso alla polizia federale per essere eseguito. Da parte sua il presidente di Google Brasile in una nota ufficiale si è difeso dalle accuse sostenendo che: «Google ha già presentato ricorso contro la decisione di rimuovere i due video in quanto, essendo una piattaforma, Google non è responsabile dei contenuti postati sul sito». Tuttavia Google è presente in Brasile soltanto dal 2005 e già in passato ha dovuto rispettare i voleri delle corti. Ad esempio, lo scorso anno sono state presentate ben 418 richieste di "censura". Per di più recentemente a Mountain View è stato chiesto di rimuovere il trailer del tanto contestato film Innocence of Muslims. Ma non solo, come svelato da Mountain View nell'annuale Transparency Report, in passato a Google è stato richiesto di rivelare il nome del blogger che avevano violato le leggi anti-razziste e di chiudere alcuni profili del Social Network Orkut. Però mai, (prima di adesso), i giudici avevano chiesto l'arresto di un dirigente della compagnia. Tuttavia, sempre secondo alcune fonti, dopo essere stato arrestato Fabio Josè Silvia Coelho è stato rilasciato dopo che i due video ritenuti diffamatori sono stati rimossi da YouTube. Oltretutto a poche ore dal rilascio, il presidente di Google Brasile ha sottolineato come i due filmati continuino a rappresentare il frutto del libero pensiero, nel dibattito pubblico in chiave elettorale. Infatti in un comunicato diffuso tramite e-mail ha scritto: «Quei video dovrebbero rimanere a disposizione degli utenti brasiliani. Al di là di questo incidente, continueremo a lottare per la libertà d'espressione, non solo perché è requisito per una società libera, ma anche perché più informazione significa più scuole, più potere e maggiori opportunità economiche».


venerdì 28 settembre 2012

Gli esperti temono un possibile ritorno della SARS; ricoverate 5 persone e confermati ufficialmente 2 casi.


In questi giorni sta aumentando la paura riguardante il possibile ritorno della SARS, (acronimo di Sindrome Acuta Respiratoria Severa), e l'Organizzazione mondiale della sanità, (conosciuta anche con la sigla OMS), ha invitato tutti a tenere alta l'attenzione. In pratica il tutto è nato dopo che una famiglia di quattro persone è stata messa in isolamento in un ospedale della Danimarca, nel quale si trovava già un altro paziente. In sostanza i sintomi di tutti i pazienti sarebbero riconducibili ad un nuovo virus appartenente alla stessa famiglia del suddetto agente patogeno che nel 2003 fece 800 morti in tutto il mondo, e che, a quanto pare, potrebbe aver ucciso diversi mesi fa un cittadino dell'Arabia Saudita e ridotto in fin di vita un uomo di 49 anni del Qatar; il quale, secondo alcune fonti, adesso si troverebbe in cura presso un ospedale di Londra, dove riesce a vivere grazie ad un polmone artificiale, (conosciuto in ambito medico con la sigla ECMO). Comunque i 5 ricoverati nell'ospedale danese, (ovvero una famiglia composta da quattro persone nella quale il padre era stato in Arabia Saudita; e di un'altra persona che non collegata al gruppo, che era rientrata da un viaggio in Qatar), presentano: febbre, tosse e sintomi simil-influenzali. Inoltre due dei malati sono bambini sotto i cinque anni. Per questi motivi l'OMS ha subito invitato le autorità mediche a riferire sulla presenza di qualsiasi paziente con un'infezione respiratoria acuta che si sia recato in Arabia Saudita, in Qatar oppure che sia stato esposto a questo nuovo virus. Per di più negli scorsi giorni da Ginevra l'Organizzazione mondiale della sanità aveva lanciato l'allerta globale confermando che l'agente patogeno identificato appartiene alla famiglia dei coronavirus, specificando tuttavia che non si trattava di SARS. Infatti al riguardo Gregory Haertlil portavoce dell'OMS, ha spiegato: "Ciò che contraddistingue il nuovo virus è che provoca un rapido collasso renale, ma non è SARS, non diventerà SARS e non è come la SARS". Oltretutto per il momento l'OMS sta lavorando in stretta collaborazione con le autorità saudite in vista dell'annuale pellegrinaggio alla Mecca, che avrà luogo il prossimo mese e che porterà milioni di fedeli da ogni parte del mondo. Da parte sua, Khaled al-Mirghalaniil portavoce del ministero della Salute, ha cercato di ridimensionare gli allarmi, ricordando che i casi restano rari e dichiarando: "Ci sono stati due casi di febbre in un periodo di tempo, questo è normale". Difatti finora i casi ufficialmente confermati di Sindrome Acuta Respiratoria Severa dovuta al nuovo virus, sono stati soltanto due. Inoltre l'Health Protection Agency, (noto anche con la sigla HPA), ha fatto sapere che attualmente è impegnata nell'indagare su un terzo possibile caso: un uomo morto di recente a causa sindrome respiratoria acuta con scompenso renale, e che potrebbe aver contratto il virus durante un viaggio in Medio Oriente. Proprio come i suddetti due individui; un uomo di 70 anni morto in Arabia Saudita all'inizio di quest'anno, e l'uomo di 49 anni che adesso sta lottando per la sua vita attaccato all'ECMO. In ogni caso per il momento l'OMS non ha diramato alcun tipo di restrizione per quanto riguarda i viaggi in Medio Oriente. Mentre l'HPA ha confermato la diagnosi dopo aver messo a confronto la sequenza genica del nuovo virus prelevato dal paziente collegato all'ECMO con la mappa genetica del virus isolato dal tessuto polmonare dell'uomo morto in Arabia Saudita e sequenziato dagli esperti dell'Erasmus Medical Centre di Rotterdam. In pratica il confronto ha evidenziato che i due campioni sono identici al 99,5%, con un solo nucleotide diverso nelle regioni messe a confronto.


giovedì 27 settembre 2012

È in arrivo Megabox, l'erede musicale e del tutto legale di Megaupload; parola di Kim Dotcom.


L'aveva annunciato ed adesso lo ha confermato: di recente Kim Schmitz, (conosciuto anche come Kim Dotcom oppure Kimble), noto imprenditore tedesco, fondatore di Megaupload, (considerato da molti il "re dei pirati informatici", e secondo altri "un geniale inventore"), tramite il suo account YouTube ufficiale ha diffuso due video alla fine dei quali appare la scritta: "Coming Soon". In pratica nonostante il procedimento penale per violazione del diritto d'autore e pirateria informatica nei sui confronti sia ancora in fase di esecuzione, lo stesso Kim Dotcom, che attualmente risiede in Nuova Zelanda, ha annunciato l'arrivo della sua nuova piattaforma per la condivisione e l'ascolto di file musicali, chiamata Megabox. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, questo nuovo servizio dovrebbe vedere la luce nei primi mesi del 2013, tuttavia potrebbe esserci il rilascio di una versione beta fra pochissimi mesi, addirittura prima della fine di quest'anno. Comunque questa volta il meccanismo che verrà utilizzato sarà del tutto legale, e servirà a scavalcare le major discografiche; infatti dei ricavi provenienti da Megabox, il 90% verrà distribuito ai singoli artisti. Infatti, secondo molti, la musica digitale spesso e volentieri viene sfruttata per garantire alle case discografiche che pensano più ai guadagni che agli artisti. Per questo la promessa del nuovo Megabox è quella di retribuire singoli artisti, rendendoli quasi indipendenti. Per di più sulla nuova piattaforma si potrà cercare un singolo artista e sfogliare le varie discografie oppure le singole tracce. Oltretutto su Megabox sarà possibile creare e condividere le proprie playlist, ed in più ci sarà una vasta gamma di tool social. Inoltre ci sarà il social ranking, vale a dire un'interfaccia che permetterà di individuare l'indice di gradimento dell'artista sui Social Network e sulle altre piattaforme di condivisione ed anche il numero di download di singoli file musicali. I file scaricati potranno essere archiviati su un sistema cloud, e, viceversa, si potranno caricare i propri brani su Megabox. In ongi caso, secondo alcune fonti, questo sistema sarà molto utile soprattutto per i nuovi talenti musicali che non hanno altro modo di farsi conoscere, un pò sullo stile del recentemente rinnovato Myspace. Per di più si dice che la nuova piattaforma di file sharing sarà protetta da un particolare sistema di crittografia capace di intervenire in tempo reale su tutti i trasferimenti dati. In sostanza qual'ora qualcuno tentasse di intercettare il flusso per rilevare eventuali abusi sul copyright, potrebbe inciampare nelle norme sulla privacy invalidando ogni prova. Al riguardo Kim Dotcom, tramite il suo account Twitter, ha fatto sapere: "Stiamo costruendo un grande network globale. Tutti gli hoster non statunitensi potranno mettere a disposizione server e banda passante". Tra l'altro in molti danno praticamente per certa la disponibilità di applicazioni aggiuntive, quindi non solo con funzioni P2P. Difatti si parla ad esempio, di servizi mail, fax, VoiP e video. Comunque sia in un recente tweet Kim Dotcom ha scritto: "Il codice per la programmazione è stato completato al 90%. I server sono in arrivo. Gli avvocati e gli sviluppatori sono pronti. Siate pazienti, sta arrivando".


Di seguito i suddetti due video che introducono Megabox:



mercoledì 26 settembre 2012

A quanto pare un virus della pelle potrebbe combattere il batterio che causa l'acne.


A tutti, soprattuto ai più giovani, sarà sicuramente capitato di svegliarsi e di trovare in bella vista uno o più antiestetici, alquanto disgustosi, nonché odiatissimi brufoli. Comunque, a parte il fatto che i brufoli scelgono sempre il momento ed il posto meno adatto per comparire, per molte persone questa presenza indesiderata non è solo occasionale, ma risulta costante ed accompagnata da una serie di altri foruncoli che si distribuiscono soprattutto sul viso ed a volte anche su altre parti del corpo, come la schiena ed il collo. Inoltre questo disturbo, che è più comunemente conosciuto con il nome di acne, può provocare cicatrici che spesso lasciano una traccia permanente in grado anche di rovinare l'aspetto di una persona. Oltretutto l'acne non è soltanto un problema fisiologico, ma per molte persone diventa anche un grave problema psicologico a causa del forte imbarazzo che può generare minando l'autostima dell'individuo; e ciò avviene in particolar modo negli adolescenti. In sostanza di cure per l'acne ne esistono parecchie, tuttavia non risultano sempre efficaci, anche perché non sempre la causa della comparsa dei brufoli è la stessa. Infatti in alcuni casi, come una componente ormonale nelle donne, la semplice assunzione di una pillola anticoncezionale spesso risolve il problema. Ma spesso in molti altri casi le cose non sono così facili ed, come se non bastasse, bisogna sempre fare i conti con gli eventuali effetti collaterali. Tuttavia un recente studio pubblicato sull'edizione online dimBio, vale a dire la rivista dell'American Society for Microbiology, e condotto da un team di ricercatori dell'Università della California a Los Angeles, (nota con la sigla UCLA), e dell'Università di Pittsburgh, ha fatto intravedere una nuova speranza di curare in modo efficace l'acne. In pratica sembra che a combattere l'acne ci penserebbe un virus, ritenuto del tutto innocuo, che popola la superficie della pelle umana e che può attaccare proprio i batteri che causano la comparsa dei brufoli. Al riguardo Robert Modlin, ricercatore principale, nella nota UCLA ha spiegato: "L'acne colpisce milioni di persone, ma ci sono alcuni trattamenti che risultano sicuri ed efficaci. Sfruttando un virus che attacca naturalmente i batteri che causano i brufoli siamo in grado di offrire uno strumento nuovo e promettente contro le cicatrici fisiche ed emotive causate dalla forma più grave di questa patologia". In sostanza i virus/batteri individuati dagli scienziati, ed attualmente oggetto dello studio in questione, sono: il P. fagi acnes, che fa parte di una famiglia di virus che vivono sulla pelle dell'uomo; ed il Propionibacterium acnes, il quale è un batterio che si sviluppa all'interno dei pori della pelle, ritenuto essere la causa principale della formazione dei brufoli e dell'acne in genere. E dunque l'intensione dei ricercatori è quella di fare in modo che il virus P. fagi acnes possa attaccare ed eliminare il batterio Propionibacterium acnes; il che rappresenterebbe un metodo efficace e mirato per risolvere il problema dell'acne in modo semplice. In ogni caso la caratteristica molto odiosa dei brufoli è quella di presentarsi con gonfiore, rossore, tumefazione, presenza di liquido e pus, nonché prurito e/o dolore; situazione che può diventare davvero intollerabile a chiunque, anche a chi di brufoli ne ha solo uno ogni tanto e che ne farebbe volentieri a meno. Inoltre, secondo gli esperti, parte di questa sintomatologia, come il rossore ed il gonfiore, è dovuta ad una particolare reazione del sistema immunitario. Difatti in tal proposito la dottoressa Laura Marinelli, ricercatrice post-dottorato presso laboratorio UCLA di Robert Modlin, ha spiegato: "Sappiamo che anche gli ormoni sessuali, l'olio del viso ed il sistema immunitario giocano un ruolo importante nella comparsa dell'acne, tuttavia molte ricerche indicano il Propionibacterium acnes come importante fattore scatenante. A volte questi batteri danno il via ad una risposta infiammatoria che contribuisce allo sviluppo dell'acne". In ogni caso lo studio in questione ha preso in osservazione un gruppo di soggetti affetti da acne e non. A questo gruppo poi è stato prelevato un campione del virus P. fagi acnes ed un campione del batterio Propionibacterium acnes per mezzo di apposite strisce utilizzate per la pulizia dei pori che comunemente si possono trovare in farmacia. Successivamente i ricercatori hanno sequenziato i genomi dei batteriofagi per scoprire che i virus in questione presentavano diverse ed interessanti caratteristiche: per esempio, una piccola dimensione, una limitata differenza ed una grande capacità di uccidere i propri ospiti. E quindi, secondo gli autori dello studio: "Tutte queste caratteristiche ne fanno un candidato ideale per lo sviluppo di una nuova e promettente cura contro l'acne". In pratica ad essere promettente è la mancanza di diversità genetica tra i virus fagi, (più comunemente detti batteriofagi), che possono aggredire ed uccidere batteri specifici.  Al riguardo Laura Marinelli ha proseguito dichiarando: "I virus fagi sono programmati per colpire ed uccidere batteri specifici, così il P. fagi acnes attacca soltanto il batterio Propionibacterium acnes, e non altri come l'E. coli. Questa caratteristica suggerisce che essi offrono un forte potenziale per l'uso terapeutico mirato". Dunque il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di isolare la proteina attiva del P. fagi acnes e verificare se questa sia efficace quanto il virus nell'uccidere i batteri dell'acne. E successivamente, se le prove di laboratorio avranno un esito positivo, gli scienziati passeranno alla fase clinica sugli esseri umani per studiare la sicurezza del composto e la reale efficacia contro l'acne.


martedì 25 settembre 2012

La PS4 e l'Xbox 720 potrebbero essere le ultime console di casa Sony e Microsoft; il futuro sarà il cloud gaming.


Di recente Phil Eisler, dirigente della NVIDIA Corporation, durante un'intervista del sito web VentureBeat ha affermato che l'Xbox 720, (nome provvisorio della prossima console di casa Microsoft), e la PlayStation 4, (conosciuta anche con la sigla PS4), saranno le ultime piattaforme di gioco basate su console e che in un futuro non molto lontano la tecnologia cloud prenderà il sopravvento. Difatti ha spiegato: "L'opinione diffusa è che la prossima sarà l'ultima generazione di console ed io credo che sarà proprio così. I dispositivi attualmente in commercio hanno quasi dieci anni a livello hardware. In prospettiva futura il vantaggio del cloud gaming è che migliorerà anno dopo anno". Ovviamente la NVIDIA Corporation ha intenzione di partecipare a questa "partita", grazie alla sua tecnologia GeForce Grid, che, secondo l'azienda, permetterà di offrire una soluzione di qualità senza i costi elevati che devono affrontare i fornitori di queste piattaforme. Al riguardo Phil Eisler ha dichiarato: "Uno dei motivi per cui stiamo investendo in questo settore è che ci sono diversi inconvenienti, tuttavia sono problemi risolvibili e ci stiamo muovendo nella giusta direzione aumentando la banda, abbassando il costo dei server e riducendo la latenza. L'esperienza di gioco continuerà a migliorare nel corso degli anni e credo che il cloud gaming diventerà la soluzione predominante per far divertire le persone con i videogiochi". Infatti, sempre secondo il dirigente della NVIDIA Corporation il giocatore medio su Xbox è abituato ad una latenza variabile fra i 150 ed i 200 millisecondi, che si aggiungono ad altri 10 millisecondi ottenuti dagli schermi televisivi. Inoltre le previsioni di Phil Eisler sono ottimistiche, al punto che a breve si potrebbe arrivare ad un'esperienza cloud con un potenziale maggiore rispetto a quella attualmente esistente sulle varie console. Per di più il dirigente ha sottolineato come il recente investimento di Sony per acquisire GaiKai, vale a dire una delle principali piattaforme di cloud gaming, sia un segnale forte dell'importanza di questa forma di distribuzione digitale di videogiochi. E dunque, secondo molti esperti, se le sue ipotesi sulla fine delle console dovessero rivelarsi esatte, si assisterebbe ad un netto miglioramento dei giochi nel periodo successivo alla loro uscita per poi osservare una sostanziale stabilità che potrebbe durare un'altra decina d'anni. Difatti molto spesso le console sono accusate di "tarpare le ali" degli sviluppatori, soprattutto negli ultimi anni di vita di questi dispositivi. E quindi chi realizza videogiochi per queste piattaforme è costretto a sfruttare tutte le proprie conoscenze per creare un risultato di grande qualità, ingegnandosi per aggirare i limiti imposti dall'hardware alquanto vecchio. Il che porta a risultati apprezzabili nonostante l'hardware sia considerato poco potente, grazie a numerose ottimizzazioni. In ogni caso su PC la situazione sembra essere del tutto opposta; infatti le potenzialità sono enormi, ma non sono sfruttate, visto che nella maggior parte dei casi i giochi sono conversioni di titoli progettati per le console. In tal proposito gli esperti hanno spiegato: "I pochi giochi realizzati con in mente il PC lo dimostrano, basta guardare Battlefield 3 e confrontarlo con la versione per console per rendersene conto. Le differenze sono abissali". E dunque in quest'ottica l'eventuale successo delle soluzioni cloud permetterebbe ai giocatori su PC di sfruttare miglioramenti minori e continui nel tempo, legati all'uscita di nuovo hardware per computer, mentre le varie console potrebbero rimanere al passo coi tempi, (o quasi), grazie, appunto, al cloud gaming. Una soluzione che, secondo gli esperti, potrebbe far contenti tutti, anche se molto probabilmente bisognerà aspettare i prossimi anni per vedere come si evolverà la situazione.


lunedì 24 settembre 2012

Il governo iraniano censura Google e Gmail e si prepara a lanciare un proprio servizio Internet.


D'ora in poi per gli abitanti dell'Iran l'accesso al più grande motore di ricerca del web e ad uno dei client di posta elettronica più utilizzate nel mondo non sarà più possibile. Infatti il governo iraniano in questi giorni ha imposto uno stop a Google ed a Gmail, preparandosi a lanciare un proprio servizio Internet nazionale, naturalmente sotto il suo esclusivo controllo. La cosa curiosa è che questa censura è stata annunciata tramite un SMS inviato a tutti i cellulari dal consigliere della Procura iraniana, Abdolsamad Khoramabadi, nel quale c'era scritto: «A causa delle continue richieste del popolo l'accesso a Google e Gmail verrà filtrato a livello nazionale. E così sarà fino ad ulteriore comunicazione». Inoltre le restrizioni non sono state comunicate anche dallo stesso Google tramite delle e-mail, ma molti iraniani hanno riscontrato difficoltà di accesso a Gmail; fatta eccezione per coloro che hanno utilizzato il software VPN, (acronimo di Virtual Private Network), che sono riusciti a superare la suddetta censura. Oltretutto già nel mese di Febbraio di quest'anno le autorità iraniane avevano temporaneamente bloccato l'accesso a Google ed a Gmail, in occasione della vigilia delle elezioni parlamentari di Marzo. Mentre YouTube, il più famoso sito di video sharing, (anch'esso di proprietà di Google), è stato censurato diverse volte a partire dalla metà del 2009 dopo le proteste e le forti accuse di frode elettori per l'elezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Per di più anche Facebook, (il famoso Social Network in Blu), e Twitter, (il famoso Social Network dai 140 caratteri), vengono ripetutamente bloccati. Inoltre nei giorni scorsi alcuni media occidentali, tra cui il Washington post, avevano diffuso la notizia che il governo iraniano, per limitare l'influenza occidentale e difendersi dai cyberattacchi, sembrava aver messo a punto gli elementi necessari alla realizzazione di una rete Internet nazionale. Il tutto per avere un maggior controllo sulle informazioni online. Oltretutto il suddetto il quotidiano americano riportava la notizia in questione, facendo notare che il tentativo di realizzare una rete Internet autonoma va avanti in Iran da oltre un decennio. Ma lo studio del progetto è stato intensificato dopo i recenti attacchi informatici contro il programma nucleare iraniano e sarebbe a questo punto quasi ultimato. Infatti il mese scorso, sempre secondo il Washington post, i ministri iraniani della Comunicazione e delle Informazioni avevano svelato il piano di mettere offline i dati delle principali agenzie del Paese, per poi trasferirli sulla nuova rete entro la fine di Settembre. In pratica questa nuova rete sarebbe stata realizzata con il contributo del gigante cinese dell'informatica Huawei. Al riguardo Mohammad Soleimani, uno dei dirigenti della commissione Comunicazioni del parlamento iraniano, ha confermato questo tentativo di "istituire un internet nazionale"; tuttavia ha anche precisato che questo non impedirà comunque l'accesso alla rete mondiale. Difatti ha spiegato: "Tagliare l'accesso ad Internet non è assolutamente possibile o auspicabile e sarebbe come se decidessimo di imporci delle sanzioni da soli; non sarebbe logico".


domenica 23 settembre 2012

Dimostrato che alcuni videogiochi aiutano i bambini malati durante le diverse terapie.


Chi l'ha detto che tutti i videogiochi sono del tutto inutili e che causano danni alla salute? Al riguardo un recente articolo pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine ha passato in rassegna diverse esperienze in cui i miglioramenti sulla salute sono stati visibili e misurabili ed ha scoperto che i videogames, contrariamente a quanto si pensava, possono aiutare pazienti affetti da diverse malattie, quali: tumori, diabete ed asma. Infatti i cosiddetti exer-games, (vale a dire quei giochi che stimolano le attività cerebrali e fisiche), sono stati sperimentati nella neuro-riabilitazione dei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, dopo un infarto, nel dimagrimento dei bambini obesi oppure sottoposti a terapie oncologiche, ed hanno dimostrato alcuni effetti positivi sull'umore e sul metabolismo, e sono risultati anche in grado di stimolare i circuiti neuronali sopiti. In Italia in quest'ambito il professor Fulvio Porta, primario di Oncoematologia pediatrica dell'Ospedale Bambini di Brescia e presidente dell'Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica, (conosciuta anche con la sigla AIEOP), da ben 37 anni si occupa sia della cura dei bambini malati di cancro che della loro salute psicofisica. Ad esempio, nel suo ospedale si sta lavorando sul biofeedback. In pratica si tratta di uno strumento che attraverso dei sensori è capace di rilevare i parametri fisiologici del sistema nervoso correlati allo stress e li trasforma in immagini e suoni. In questo modo i pazienti possono prendere coscienza del loro stato psicofisico e possono cercare di migliorare le reazioni dell'organismo che lo allontano dal benessere. Questo strumento per il momento è stato sperimentato su dodici ragazzi di età compresa tra i 9 ed i 17 anni, che hanno partecipato a cinque incontri a cadenza settimanale; durante i quali è stato chiesto loro di giocare a specifici videogames per valutarne le reazioni. Tuttavia i risultati sono ancora da avvalorare con un'amplificazione della sperimentazione, ma i dati finora raccolti hanno mostrato una diminuzione dei livelli di stress anche a distanza di tempo. Inoltre sono stati analizzati anche diversi altri giochi per malattie croniche, sia di tipi statico sia che stimolano direttamente a fare esercizio. In tal proposito gli autori dello studio hanno spiegato: "I videogiochi terapeutici possono spingere i progettisti verso nuove direzioni. Riuscire a soddisfare i bisogni della terapia e la necessità di interessare il paziente è molto difficile, ma gli studi hanno dimostrato che questa è un'ottima terapia non farmacologica in diversi casi".


sabato 22 settembre 2012

I Led Zeppelin presentano Celebration Day, il film-documentario che racconta la reunion del 2007.


Come hanno fatto di recente i Metallica, (una delle più grandi band della storia dell'heavy metal), anche i Led Zeppelin, (uno dei più famosi e principali gruppi dell'hard rock, il cui periodo di attività è terminato nel 1980, fatta eccezione per qualche occasionale reunion), hanno deciso di girare un nuovo film-documentario. Il film in questione, che sarà proiettato nei cinema di oltre 40 Paesi, Italia compresa, il prossimo 17 Ottobre, (mentre il DVD sarà messo in commercio a partire dal prossimo 19 Novembre), è stato intitolato Celebration Day e testimonia con occhio da esperto e senza tante finzioni scenografiche o ludiche, la notte di cinque anni fa in cui i Led Zeppelin tornarono per una sera a "vivere", dopo diversi anni di silenzio e dopo sei settimane di prove sentimentali che avevano rimesso insieme il senso e lo spirito di una band che ha avuto un'influenza profonda nella storia del rock, sia per la grazia furibonda che animava la sua poetica, sia per la capacità dei quattro componenti, (Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham), di farsi voce rinnovata delle radici della musica popolare grazie alla tecnica chitarristica di Jimmy Page con la sua visione totalizzante del suono; ma anche grazie al dono vocale di Robert Plant di tradurre in parole l'insieme di sentimenti di una generazione a cui non andava bene niente. Anche il bassista John Paul Jones fece la sua parte, nella storia, segnando una ritmica implacabilmente perfetta così come John Bonham, l'ammirevole batterista che mescolava fantasia e tecnica, che purtroppo è stato portato via dal destino nella notte del 25 Settembre 1980, a soli 32 anni; John Paul Jones lo trovò la mattina dopo già morto nel suo letto, soffocato dal proprio vomito dopo una serata di esagerate suonate, bevute e chissà quant'altro nella casa di Jimmy Page. La sua scomparsa segnò la fine ufficiale del gruppo inglese; infatti gli altri tre componenti resero nota la decisione di voler interrompere la loro attività artistica con il nome di Led Zeppelin con un comunicato stampa diffuso il 4 Dicembre 1980, nel quale veniva scritto: «Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico ed il profondo senso di rispetto che nutriamo verso la sua famiglia ci hanno portato a decidere – in piena armonia tra noi ed il nostro manager – che non possiamo più continuare come eravamo». Ma la vita si evolve, ed i componenti della band presero strade diverse; si sono riuniti solo in cinque eventi: nel 1985 in occasione del Live Aid con Phil Collins alla batteria, nel 1988 per l'anniversario dell'Atlantic Records con Jason Bonham, figlio di John, dietro il drumkit paterno, in una cerimonia segreta nel 1990 per il matrimonio di Jason Bonham, nel 1995 in occasione del loro ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame con gli Aerosmith e Neil Young ed, infine, nel 2007, nuovamente con Jason Bonham alla batteria, in un concerto di beneficenza per l'Ahmet Ertegün Foundation alla O2 Arena di Londra. Quest'ultima fu una vera e propria riunione con un concerto di 2 ore a differenza delle precedenti comparsate di 30-40 minuti; inoltre a seguito dell'incredibile richiesta di biglietti per l'esibizione del 10 Dicembre 2007, (oltre 20 milioni di prenotazioni in circa 24 ore; ma 18 mila persone riuscirono a procurarsi un biglietto), la band è entrata nel Guinness dei primati per la maggior richiesta di biglietti per una singola esibizione dal vivo. In quel occasione, secondo molti critici, Jason Bonham ha come risvegliato la band da un'impossibile ripresa, anche se per una sola volta. Infatti ieri alla presentazione del film-documentario a Londra le parole più carine sono state per lui; difatti, parlando del figlio del suo caro amico, Jimmy Page ha detto: "Fin dalle prime prove è stato incredibile". E Robert Plant ha dichiarato: "Avevamo già suonato tutti insieme al suo matrimonio, dopo che lui nel pomeriggio era andato a dormire e ho dovuto svegliarlo per proseguire la festa". Comunque dopo la proiezione di Celebration Daysul tavolo della conferenza stampa si sono fatti vivi soltanto i tre ex-titolari della band. Al riguardo Robert Plant ha spiegato: "Sembriamo gli allenatori delle squadre di calcio, la musica oggi è così". Alla sua sinistra c'era Jimmy Page che ha confessato: "È stato un bellissimo momento, dalle prove in là. Volevamo restituire alla gente il senso di quel che eravamo, ma ci siamo pure divertiti". Ed, infine, John Paul Jones ha esclamato: "Perché abbiam aspettato 5 anni per fare il DVD? Ma questi sono i tempi dei Led Zeppelin".


Di seguito la conferenza stampa a Londra...

...ed il trailer ufficiale del film Celebration Day:



venerdì 21 settembre 2012

Realizzata la prima mappa tridimenzionale del cervello umano.


Durante un recente studio alcuni ricercatori sono riusciti a realizzare la prima mappa tridimensionale che riporta in dettaglio tutte le funzioni delle varie cellule cerebrali, la quale è stata ottenuta analizzando i cervelli prelevati dopo la morte da alcuni uomini sani. In pratica questo studio è stato effettuato con la promessa di accelerare la ricerca relativa alle malattie neurologiche, sia attraverso il confronto tra cervelli di persone sane e malate, sia attraverso il confronto con il cervello degli animali. Inoltre questa sorta di atlante del cervello è stato realizzato da un gruppo di ricercatori internazionali guidato dall'Allen Institute for Brain Science di Seattle e pubblicato sulla rivista Nature. In sostanza si tratta di un vero e proprio "mappamondo" in 3D del cervello che individua circa mille diverse caratteristiche tra le cellule che lo compongono. Tuttavia, nonostante le cellule di ogni individuo possiedano tutte la medesima sequenza genetica, ogni cellula, in base alla sua funzione specifica, utilizza solo una parte del proprio genoma. E dunque, partendo da questa osservazione, i ricercatori guidati da Michael Hawrylycz sono riusciti ad individuare le specifiche porzioni di DNA utilizzati da ogni neurone e così hanno creato una mappa che identifica le funzioni di ogni cellula del cervello. Per di più questo nuovo atlante ha messo subito in evidenza la presenza di alcune geometrie comuni nell'uomo, nella distribuzione delle funzioni neurali, ed una relativamente alta omogeneità dei geni espressi nei neuroni della neocorteccia, vale a dire l'area del cervello legata all'apprendimento ed alla memoria. In ogni caso la suddetta ricerca ha previsto l'analisi dei tessuti di due cervelli umani maschili completi provenienti da 2 donatori rispettivamente di 24 e 39 anni nei cui genomi sono stati individuati circa 900 siti attivi. Successivamente le informazioni sono state incrociate con quelle relative alla ricostruzione tridimensionale della struttura cerebrale permettendo così di costruire una mappa per associare i geni espressi dai singoli neuroni con la loro posizione. In passato mappe di questo tipo erano già state realizzate per il cervello dei topi mentre i dati in ambito umano erano ancora alquanto "grossolani" a causa di una complessità della struttura cerebrale notevolmente più elevata ed alla scarsa disponibilità di tessuti neurali da poter analizzare. Comunque i nuovi dati raccolti nell'Atlante Allen del Cervello Umano adesso saranno liberamente disponibili online a tutti i ricercatori e potrebbero rappresentare una nuova risorsa per la comprensione di un elevato numero di patologie neurologiche. Al riguardo Ed Lein, ricercatore associato presso l'Istituto Allen, ha spiegato: "Questo studio dimostra il valore di un'analisi globale dell'espressione genica in tutto il cervello e ha implicazioni per la comprensione della funzione del cervello, lo sviluppo, l'evoluzione e la malattia. Questi risultati scalfiscono soltanto la superficie di ciò che si può imparare da questa serie immensa di dati. Non vediamo l'ora di vedere ciò che gli altri possono scoprire".


giovedì 20 settembre 2012

Il Ministero dell'Istruzione da' il via alla consultazione pubblica sui principi fondamentali di Internet.


Lo scorso Martedì, 18 Settembre, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, (conosciuto anche con l'acronimo MUIR), ha lanciato una consultazione pubblica sui principi fondamentali di Internet, con lo scopo di "arricchire e migliorare il documento che riassume la posizione italiana sui principi fondamentali di Internet". In pratica si tratta di un documento che sarà portato all'Internet Governance Forum, (conosciuto anche con la sigla IGF), di Baku, in Azerbaigian, e costituirà la base della discussione al forum italiano sulla governance di Internet che si terrà quest'anno a Torino dopo essere passato per Trento, Pisa, Cagliari e Roma. Comunque, come di consueto, in tali consultazioni tutti i "portatori di interesse", (detti anche stakeholder), vale a dire tutti i singoli cittadini, in gruppo o associati potranno contribuire al dibattito fino al prossimo 1 Novembre. Inoltre al netto della considerazione che ogni prodotto dell'inegno umano può essere migliorato, forse le 22 sezioni della posizione italiana sintetizzano il pedirittnsiero più alto prodotto dal nostro Paese su quello che Internet è oggi e quello che può diventare un domani. Cioè da quando a Tunisi, durante il World Summit on the Information Society fu proposta l'idea di un incontro annuale ed itinerante per discutere della governance di Internet. Ma dopo il fallimento della medesima consultazione sul codice Azuni, (altro nome per definire la stessa cosa), voluto da Renato Brunetta, e dopo la lettera che l'IGF trentino aveva inviato a Mario Monti chiedendogli di affrontare "lo spread digitale", tutto sembrava fermo. E lo stesso accadde anche nell'Agenda Digitale, dove alcuni temi della governance di Internet erano stati addirittura rimossi e nella fattispecie quelli sulla neutralità della rete; il principio secondo il quale: "tutti i bit sono creati uguali". In ogni caso nel testo predisposto dai consulenti del Ministro Francesco Profumo si è cercato di andare oltre. Difatti nei principi generali è stato scritto: «Internet, favorendo l'accesso all'informazione, promuove la trasparenza ed il buon governo, che è motore dell'economia globale, driver di innovazione, ed infrastruttura per la partecipazione delle imprese, anche locali, all'economia mondiale. Internet è anche in grado di abbattere barriere geografiche e di aprire nuovi canali tra istituzioni pubbliche e cittadini, promuovendo creatività, condivisione e partecipazione dal basso». Insomma Internet è da considerare come bene comune e strumento cruciale per lo sviluppo e l'esercizio dei diritti umani. Oltretutto nel testo viene ribadito che: «la governance di Internet non può prescindere dall'apporto e dalla partecipazione attiva e paritaria dei netizens». Un principio rivoluzionario quando è inteso a migliorare l'efficienza e l'efficacia dei servizi pubblici essenziali nonché ad ampliare le possibilità e le modalità di partecipazione democratica. Ovviamente nel testo viene citato il diritto di accesso indipendentemente dal luogo di residenza, come anche quello al riutilizzo dei dati del settore pubblico con una frase che lascia poco spazio alle speculazioni; infatti si può leggere: "I dati e le informazioni la cui produzione e gestione è finanziata tramite fondi pubblici, inclusi quelli derivanti dalla ricerca scientifica, sono condivisi con i cittadini per la massimizzazione del loro potenziale sociale ed economico". Inoltre nel testo è compreso anche un importante passaggio sulla censura che recita: "La censura arbitraria ed indiscriminata, la sorveglianza generalizzata ed ingiustificata dei contenuti e degli utenti e le pratiche di restrizione di accesso alla rete ed ai suoi contenuti non sono tollerati". Il che sembra essere un avvertimento a chi denuncia i giovinetti per essersi scambiati un file musicale oppure per aver commentato una manifestazione di piazza in toni accesi. Per di più un paragrafo che sembra scritto da un governo nordeuropeo è quello relativo all'auto-organizzazione ed autonomia degli individui in rete che recita: "La capacità dei cittadini di organizzarsi, promuovere azioni collettive e manifestare il proprio dissenso in rete è tutelato come forma ed espressione di partecipazione democratica dal basso". Comunque le due parti finali sono relative all'acquisizione ed all'aggiornamento continuo delle competenze digitali ed all'uso critico e consapevole di Internet per identificare competenze e professionalità. Tuttavia nel testo manca una parte che riguarda il settore dell'dentità digitale che, pur nel rispetto delle regole della privacy, non esprime il valore dell'anonimato in rete per denunciare truffe e abuso, e cita il diritto all'oblio discusso e discutibile che spesso si scontra con la libertà d'espressione e d'informazione. In ogni caso la parte forte riguarda la proprietà intellettuale nell'ambiente digitale dove, ferme restando le legittime protezioni a diritto d'autore, marchi, brevetti e segreto commerciale, per la prima volta si dice in maniera inequivoca che: «Si tutelano il diritto alla copia personale, alla citazione ed al riuso della conoscenza in rete. Si incoraggia l'adozione di modelli compatibili con la circolazione online dei contenuti creativi. Mentre gli operatori non sono obbligati ad agire da controllori della protezione delle proprietà intellettuale in ambiente digitale».


mercoledì 19 settembre 2012

Anche in Italia arriva il laser a femtosecondi per il trapianto di cornea.


Da oggi riacquistare la vista in modo veloce, al meglio e con dei rischi minori dopo un trapianto di cornea, (conosciuta in ambito medico con il nome di cheratoplastica), sarà possibile grazie all'utilizzo del laser a femtosecondi, che di recente è arrivato con garanzie di successo ed affidabilità anche in Italia; considerato il primo Paese in Europa per quanto riguarda la donazioni di cornee, con circa 7.300 donatori nel 2011, (vale a dire un incremento dell'8% rispetto al 2010). In pratica le tecniche del passato, (seppur molto remoto, considerando che il primo intervento di questo tipo fu eseguito più di cento anni fa da Eduard Konrad Zirm), lasciavano spazio a possibili danni alle strutture intraoculari, tagli incompleti, obliqui, di forma non regolare, e soprattutto una non perfetta coincidenza della forma del taglio fra donatore e ricevente. Al riguardo Aldo Fronterrè, specialista di Chirurgia corneale a Milano e Pavia, già Primario di Chirurgia Oculistica presso la Fondazione Salvatore Maugeri, ha spiegato: "I rischi legati alle tecniche del passato possono compromettere la regolarità della giunzione fra donatore e ricevente, determinando un astigmatismo elevato o irregolare che influenzerà negativamente il risultato visivo finale". Mentre questo nuovo strumento permette al chirurgo di ottenere una precisione mai raggiunta prima attraverso tutte le metodologie manuali; il che consentirà soprattutto una migliore integrazione del tessuto trapiantato. Per di più ulteriori vantaggi del laser a femtosecondi è la possibilità di avere minore astigmatismo finale e migliore acuità visiva, nonché una maggiore velocità di cicatrizzazione. Difatti dopo un operazione di questo tipo, si avrà una ripresa visiva nel giro di qualche settimana e le suture saranno asportate dopo 6 mesi contro i 12 richiesti dalla tecnica tradizionale. Comunque di per sé il laser a femtosecondi è un'apparecchiatura in grado di emettere impulsi di luce, in questo caso nel campo dell'infrarosso, di durata pari ad un milionesimo di miliardesimo di secondo, (frazione di tempo del tutto impercettibile), e di grandezza pari a pochi micron, ovvero pochi milionesimi di metro; proprietà che gli consentono di garantire la precisione necessaria. In tal proposito Aldo Fronterrè ha spiegato: "L'uso di questo laser permette di migliorare la precisione e la sicurezza negli interventi con un ottimale adattamento fra donatore e ricevente. Grazie a queste caratteristiche si ottiene una cicatrizzazione migliore e più veloce, quindi un ridotto astigmatismo ed una ripresa visiva più rapida". Inoltre questo tipo di intervento è richiesto da diverse e non così rare sono le patologie, tra le quali il cheratocono, (vale a dire un'irregolarità di curvatura corneale molto frequente nei giovani); l'edema cronico con opacizzazione della cornea, (possibile negli anziani sottoposti ad intervento di cataratta), ed i leucomi, ovvero delle cicatrici della cornea. Oltretutto la vasta diffusione di queste malattie determina, in Italia, circa 5.000 trapianti di cornea all'anno. Quindi una tecnica innovativa come questa rappresenta un notevole passo avanti per la ricerca, una speranza per tutti coloro che hanno bisogno del trapianto di cornea, ed anche un potenziale risparmio economico per i pazienti ed il Sistema Sanitario Nazionale.


martedì 18 settembre 2012

Riprodotto in laboratorio il meccanismo con cui alcuni organismi producono la silice.


Di recente alcuni ricercatori dell'Istituto di nanoscienze del CNR di Lecce e dell'Università Johannes Gutenberg di Mainz hanno messo a punto un meccanismo che è capace di replicare artificialmente il modo in cui alcuni organismi, come le spugne di mare, producono un prezioso composto, vale a dire la silice. In pratica si tratta di un risultato che, stando a quanto affermato dallo studio pubblicato su Nature Scientific Reports, dovrebbe renderne la produzione industriale meno inquinante e più conveniente in termini di costi. Infatti la silice, (detta anche biossido di silicio), è molto diffusa in natura, (basta pensare a della comunissima sabbia), e viene utilizzata da molti animali e piante come componente di base per costruire il proprio scheletro. Tuttavia questa sostanza allo stato naturale si presenta contaminata, e purificarla costa molto. Per questo motivo risulta più conveniente produrla artificialmente; cosa che ad oggi avvenine attraverso dei processi industriali molto inquinanti ed energeticamente costosi. Difatti la silice, che da secoli è utilizzata per realizzare vetro e ceramica, ai giorni d'oggi viene impiegata anche per le sue ottime capacità isolanti, tali da renderla ideale per costruire persino lo scudo termico delle sonde spaziali oppure del famoso Space Shuttle, ed anche per la sua natura di semiconduttore, che ne fa una materia prima fondamentale per l'ingegneria elettronica. Al riguardo Dario Pisignano, coordinatore del suddetto team di ricerca, ha spiegato: "In natura organismi come le spugne di mare impiegano una proteina chiamata silicateina per sintetizzare la silice e guidarne la crescita in strutture ordinate, che diventano l'impalcatura del loro scheletro. Noi abbiamo realizzato in laboratorio una silicateina artificiale per ottenere delle strutture artificiali". In parole povere questo nuovo metodo assomiglia ad un processo litografico; in sostanza si realizza un microscopico stampo di circa 10 micrometri sul quale si deposita poi la silicateina artificiale, che che si metterà subito all'opera per la costruzione dello scheletro. In tal proposito Dario Pisignano ha dichiarato: "Considerate le dimensioni alle quali si ragiona, strutture di questo tipo potrebbero essere integrate come guide ottiche per la luce nei cosiddetti lab-on-a-chip, ovvero dispositivi diagnostici miniaturizzati dove è necessario trasportare segnali luminosi per distanze molto ridotte con estrema precisione". Ed ha proseguito sottolineando: "Stiamo anche lavorando su potenziali applicazioni della silice artificiale per realizzare strati elettricamente isolanti per l'elettronica". Ed, infine, ha concluso spiegando: "Rispetto al processo industriale standard, questo meccanismo è leggermente più lento, perché i processi biologici di produzione della silice si svolgono a temperatura ambiente, a pressione atmosferica e con soluzioni acquose neutre". Tuttavia per formare il prodotto finale sono richiesti circa 10 minuti, ed il risparmio è tale da giustificare l'immediata depositazione del brevetto.


lunedì 17 settembre 2012

Il consumo di benzina e diesel diminuisce del 9,3% e nonostante questo il Fisco continua a guadagnarci.


Da diversi mesi ormai è stato lanciato un vero e proprio allarme per quanto riguarda l'impennata dei prezzi di benzina e diesel. Una situazione che sta mettendo a dura prova soprattutto i bilanci delle famiglie che costrette spesso a rinunciare all'auto pur di risparmiare qualcosa, ma anche delle imprese che hanno visto le spese riguardanti il carburante raggiungere livelli impressionanti. Tuttavia in questo scenario di evidente difficoltà c'è qualcuno che può festeggiare; vale a dire è il Fisco, che, nonostante il calo drastico dei consumi di carburanti e grazie agli aumenti delle accise, ha visto lievitare le proprie entrate. O almeno secondo quanto ha fatto sapere il Centro Studi Promotor GL events, che ha rilevato come nei primi otto mesi del 2012 i consumi di benzina e gasolio siano scesi del 9,3%. Prima di adesso il dato storico peggiore negli ultimi anni si era registrato nel 2009 con un calo di consumi pari al 3%, ovvero tre volte inferiore a quello rilevato quest'anno. Ma nonostante tutto in questi mesi gli italiani hanno speso ben 3,373 miliardi di euro in più rispetto ai circa 41 miliardi sborsati nello stesso periodo dello scorso anno. Secondo gli esperti e non solo, la ragione di questa maggiore spesa è da ricercarsi ovviamente nel considerevole aumento della tassazione che in questi mesi ha riguardato proprio i carburanti. Infatti a causa soprattutto del doppio aumento delle accise deciso dal governo Monti, (una prima volta per risanare il bilancio dello Stato ed una seconda volta per fare fronte al dramma del terremoto in Emilia Romagna), il prelievo medio sulla benzina è aumentato del 22,45%, mentre quello sul gasolio è aumentato addirittura del 33,04%. Il che spiega come, dei 45,235 miliardi di euro spesi complessivamente in questi primi otto mesi dagli italiani per benzina e gasolio, ben 24,48 miliardi siano finiti nelle casse dell'Erario, con un aumento complessivo pari al 17,4%, ossia in valore assoluto ben 3,625 miliardi di euro rispetto sempre allo stesso periodo dello scorso anno. Ciò rappresenta la conferma che tassare benzina e diesel, nel nostro Paese, è la "soluzione migliore" per fare cassa in maniera efficace e veloce. Inoltre per benzina e diesel non funziona solo il classico meccanismo valido per tutte le merci che prevede incrementi del gettito dell'IVA ogni volta che ci sono aumenti dei costi di fabbricazione, vale a dire dei cosiddetti "prezzi industriali". Difatti a questo si aggiunge un meccanismo del tutto anomalo per cui l'IVA si applica anche sulle accise. In pratica noi cittadini ci ritroviamo a pagare una tassa su altre tasse. Il che significa che, grazie ad un aumento massiccio delle accise, l'IVA sui carburanti, (che già di suo è cresciuta in generale di un punto percentuale), provoca effetti ancora più devastanti per i consumatori, ma evidentemente ciò non vale per il nostro Fisco, che da questo ne trae benefici. Infine un'ultimo appunto che emerge dai dati del Centro Studi Promotor GL events riguarda le compagnie petrolifere che spesso vengono accusate di essere gli altri soggetti in campo a trarre beneficio dall'aumento dei prezzi dei carburanti. Infatti, stando a quanto dicono i numeri, i distributori hanno visto il loro fatturato calare nei primi otto mesi dell'anno dai 21,006 miliardi di euro registrati nel 2011, agli attuali 20,755 miliardi. Ovvero una perdita netta di circa 252 milioni di euro, e questo anche se i prezzi industriali, (cioè quelli che in pratica definiscono i costi di fabbricazione al netto delle imposte), sono cresciuti del 9,5% per la benzina e dell'8,4% per il diesel.


domenica 16 settembre 2012

Nelle sale italiane tornano gli zombie con Resident Evil: Retribution.


Tra poco meno di due settimane anche in tutte le sale Italiane farà il suo debutto il nuovo ed attesissimo capitolo della saga Resident Evil. Per chi non se lo ricordasse, il primo capitolo fece il suo debutto nel 2002diretto da Paul W. S. Anderson, (come tutti gli altri capitoli), ed interpretato principalmente da Milla Jovovich, (nel ruolo della protagonista, Alice Abernathy), e Michelle Rodriguez, (nel ruolo di Rian Ocampo). Inoltre la pellicola, (ambientata a Raccoon City, una città americana immaginaria che conta circa un milione di abitanti, e conosciuta anche con altri titoli, quali Resident Evil 1, Resident Evil: Ground Zero, e Resident Evil: Genesis), è ispirata all'omonima serie di videogiochi Survival Horror prodotta da Capcom, anche se a dire il vero se ne discosta molto. Comunque a questo primo capitolo ne sono seguiti altri 3, quali: Resident Evil: Apocalypse uscito nel 2004, Resident Evil: Extinction, uscito nel 2007 e Resident Evil: Afterlife, girato interamente in 3D ed uscito nel 2010. Ed adesso, esattamente il 28 Settembre 2012, in Italia arriverà il quinto capitolo della saga intitolato Resident Evil: Retribution(nelle sale americane è uscito lo scorso 14 Settembre). In pratica il film, anch'esso girato in 3D, riprenderà da dove era finito il capitolo precedente, Resident Evil: Afterlife, ovvero dalla prua della nave Arcadia. I personaggi di questa pellicola sono: Alice Abernathy; Rain Ocampo; Barry Burton, (interpretato da Kevin Durand); Jill Valentine, (interpretata da Sienna Guillory); Albert Wesker, (interpretato da Shawn Roberts); James Shade, (interpretato da Colin Salmon); Carlos Olivera, (interpretato da Oded Fehr); Leon S. Kennedy(interpretato da Johann Urb); Luther West, (interpretato da Boris Kodjoe), ed Ada Wong, (interpretata da Bingbing Li). Comunque in questo capitolo il T-virus prodotto della celebre società farmaceutica Umbrella Corporation continuerà a devastare la Terra, trasformando la popolazione mondiale in vere e proprie legioni di zombie, (uomini uccisi e poi rianimati, appunto, dal T-Virus; il loro corpo si è putrefatto ed il loro intelletto è scomparso, sostituito dalla fame di carne umana e dalla necessità di muoversi, possono trasmettere il T-Virus a chiunque attraverso un morso e solitamente attaccano in branco, anche se sono molto lenti e stupidi). Nel film Alice, l'unica ed ultima speranza per la razza umana, si risveglia all'interno della struttura segreta della Umbrella Corporation e svolgendo indagini approfondite, scoprirà alcuni segreti del suo misterioso passato. Senza un rifugio sicuro, Alice continuerà a cercare i responsabili dell'epidemia; un viaggio che culminerà con una sconcertante rivelazione che la costringerà a rimettere in discussione tutte le sue certezze. Per di più il fondamentale punto di forza per questa nuova avventura sarà il ritorno di alcuni personaggi incontrati nei 4 capitoli precedenti: prima fra tutti Rain Ocampo, interpretata da Michelle Rodriguez, che era morta nel primo episodio della saga. Inoltre nel film saranno presenti tre tipi di zombie: i nuovi Zombie Russi, le "Las Plagas", (che, per gli amanti del genere, si erano già visti nel videogame Resident Evil 4), e gli Zombie di Tokyo; il loro comportamento sarà migliorato e si avvicinerà a quello dei super-uomini; avranno un aspetto incredibilmente reale, ispirato al film Day of the Dead. Per di più, secondo alcune fonti, in principio il quinto ed il sesto capitolo dovevano essere girati insieme, ma la produzione ha cambiato idea all'ultimo momento. Tuttavia è stato confermato che sarà girato anche un sesto capitolo che chiuderà la saga. In ogni caso a tutti gli appassionati del genere toccherà aspettare ancora circa due settimane...

Nel frattempo gustatevi il trailer ufficiale:




sabato 15 settembre 2012

Il "decretone" Balduzzi subisce ulteriori modifiche e dopo la firma di Napolitano, passa alle Camere per l'approvazione.


Dall'ultima versione del cosiddetto "decretone" Balduzzi è stata cancellata la norma che, per l'apertura di sale giochi e centri scommesse, prevedeva distanze minime da scuole e ospedali, (inizialmente fissate a 500 metri, poi ridotte a 200), e slitta al 1 Gennaio 2013 l'applicazione delle nuove norme sulla pubblicità dei giochi, che dovrà indicare il rischio di dipendenza. O almeno questo è come si presenta la versione definitiva del decreto legislativo voluto da Renato Balduzzi che in questi giorni è stata firmata dall'attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e che adesso sarà inviato alle Camere per l'approvazione in una versione sempre più asciugata; infatti adesso gli articoli sono 15 e non più 27, (come era stato stabilito inizialmente), in cui si conferma la stretta del Governo sulla pubblicità del gioco d'azzardo, la riforma dei medici di famiglia, delle nomine dei primari e direttori generali, le multe contro la vendita del fumo ai minori. Per quanto riguarda le distanze, i monopoli dovranno riesaminare progressivamente la posizione delle sale slot eccessivamente vicine a scuole, chiese ed ospedali, sulla base delle indicazioni trasmesse dai comuni, ma in ogni caso tenendo in considerazione gli interessi del settore ed il consolidamento del gettito. Mentre per quanto riguarda la pubblicità, è scomparso il riferimento alla fascia oraria protetta, (che inizialmente non si sarebbero potute trasmettere pubblicità dei giochi tra le 16:00 e le 19:30), ma rimane il divieto di inserire spot sui giochi con vincita in denaro all'interno di programmi televisivi o proiezioni cinematografiche prevalentemente rivolte ai giovani, nonché via Internet. Inoltre gli spot dovranno contenere indicazioni sui possibili rischi di dipendenza, e rinviare alle note informative che chiariscono quali siano le effettive probabilità di vincita; note pubblicate sul sito dei Monopoli di Stato. Oltretutto le indicazioni sui rischi di dipendenza e sulle possibilità di vincita dovranno essere riportate anche sulle schedine e sui tagliandi di tali giochi, su slot e videolotterie, nei centri di scommesse su eventi sportivi e non, e sui siti internet destinati all'offerta di giochi con vincite in denaro. Per di più per le violazioni degli obblighi pubblicitari sono previste sanzioni salate che possono andare da 100.000 a 500.000 euro e saranno puniti sia il committente del messaggio pubblicitario sia l'emittente che lo trasmette. Mentre la mancata indicazione dei rischi di dipendenza e delle possibilità di vincita comporterà una sanzione fino a 50.000 euro. Inoltre per gli under 18 sarà completamente vietato accedere a quelle aree dei locali pubblici in cui sono istallate slot machine, e nelle agenzie di scommesse. Infatti i titolari degli esercizi dovranno chiedere a tutti il documento di identità. Oltretutto i Monopoli di Stato, in collaborazione con la SIAE, (acronimo di Società Italiana degli Autori ed Editori), guardia di finanza, e delle altre forze di polizia, pianificheranno almeno 5.000 controlli annui, mirati a contrastare il gioco minorile. Al riguardo lo stesso Renato Balduzzi ha spiegato: "Spero che il decreto non sia stravolto e che possa essere, laddove occorra, migliorato. Io ho manifestato fin dall'inizio un'attenzione forte al confronto parlamentare: è bene che i due rami del Parlamento, in una materia così delicata, abbiano la possibilità di esprimere fino in fondo una valutazione, dentro naturalmente quello che è il senso profondo del decreto, che è la conseguenza ed il completamento della spending review e che ha come filo conduttore la trasparenza per una migliore tutela della salute". Ed ha concluso dichiarando: "Entro questi limiti, penso che la conversione in legge possa portare miglioramenti". Tuttavia Nicola Tani, vicedirettore dell'agenzia specializzata nel mondo dei giochi a pronostico Agipronews, ha spiegato che: "Rimane l'impatto negativo del mutato atteggiamento del governo, che dopo avere per anni sostenuto la crescita del gioco per la prima volta si muove in senso contrario". Difatti, secondo Nicola Tani: "Con la sparizione delle distanze minime per le slot machine dai luoghi sensibili si evita la chiusura in massa delle sale, ma se l'approccio del governo in futuro sarà ancora questo, non solo ci saranno perdite dell'Erario ma in proiezione anche perdita di posti di lavoro". Ed, infine, anche il Codacons ha contestato la scomparsa della data d'introduzione dell'obbligo di utilizzare almeno il 20% di frutta nei succhi; data che, nel testo di ingresso in Consiglio dei Ministri, era stata fissata al 1 Gennaio 2013.