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venerdì 31 agosto 2012

Scoperto che il cibo spazzatura può causare anche danni al cervello, provocando la demenza e l'Alzheimer.


Tutti sanno che il cosiddetto cibo spazzatura è dannoso per la salute, poiché fa male all'apparato cardiocircolatorio ed a quello gastrointestinale. Tuttavia quello che forse nessuno sapeva è che il cibo spazzatura potrebbe anche favorire il declino cognitivo, la demenza ed anche addirittura il morbo di Alzheimer. Almeno questo è quanto è stato scoperto durante un recente studio condotto dai ricercatori statunitensi della Brown University, i quali hanno fatto sapere che il danno al cervello causato da un'alimentazione scorretta avviene per via indiretta poiché il cibo spazzatura va a provocare un aumento dei livelli di colesterolo e della pressione arteriosa. Questo processo va a limitare oppure, nei casi più gravi, ad interrompere il flusso di sangue che giunge al cervello; il che provoca, appunto, un danno al cervello e una possibile conseguenza in perdita di capacità cognitiva. Inoltre stando a quanto riportato dal New Scientist, la dottoressa Suzanne de la Monte ed i colleghi della Brown University hanno effettuato il suddetto studio prima su modello animale e poi sull'uomo, il quale ha messo in evidenza il ruolo dei grassi e degli zuccheri nel controllo dell'insulina da parte del cervello, arrivando a supporre che in un certo qual modo l'Alzheimer potrebbe essere una specie di "diabete del cervello". Difatti parallelamente a quello che avviene nell'organismo quando si sviluppa l'insulinoresistenza, (vale a dire quel processo che presiede alla conversione del glucosio in energia), anche il cervello necessita dell'insulina per regolare le sostanze chimiche cerebrali che presiedono a determinate funzioni; quali, ad esempio: la memoria e l'apprendimento. Oltretutto questo processo modo è molto importante per creare, mantenere e rafforzare le connessioni neurali, così come mantenere in salute ed attivi i vasi sanguigni che portano l'ossigeno al cervello. Comunque, come già spiegato, durante il loro studio i ricercatori hanno ipotizzato che il cosiddetto cibo spazzatura possa avere un ruolo anche per quanto riguarda il morbo di Alzheimer, poiché  questo tipo di alimentazione andrebbe ad impedire alle cellule cerebrali di rispondere in modo adeguato all'insulina. O almeno questo è quanto hanno pensato dopo aver testato gli effetti di un composto che impediva al cervello dei topi da laboratorio di utilizzare l'insulina. In pratica l'effetto di questa privazione ha mostrato scioccanti risultati. Al riguardo Suzanne de la Monte ha spiegato: "I topi sono diventati dementi. Non potevano apprendere o ricordare". In ogni caso dopo aver testato gli effetti di una dieta ricca di grassi e zuccheri su alcuni volontari umani, i ricercatori hanno constatato che, trascorso un mese di assunzione di cibo spazzatura, i livelli di insulina e beta-amiloide erano aumentati. Perciò, considerando che il cosiddetto cibo spazzatura, (ritenuto una delle principali cause del diabete mellito di tipo 2), può anche essere causa di una sorta di "diabete del cervello" e provocare la demenza o perfino l'Alzheimer, i ricercatori, infine, si sono detti davvero preoccupati sul fatto che i casi di diabete mellito di tipo 2 sono in forte aumento nel mondo, (così come quelli legati alla demenza), e si stanno trasformando in una vera e propria epidemia.


giovedì 30 agosto 2012

Il Cancelliere Angela Merkel ha presentato una proposta di legge per imporre una tassa su Google News.


In questi giorni la nuova proposta di legge tedesca fortemente voluta da Angela Merkel, attuale Cancelliere della Germania, che tenterà di mettere una sorta di tassa, a favore degli editori, su Google e su altri soggetti che hanno servizi simili a Google News, sta scatenando non poche polemiche, nei partiti di sinistra e tra i sostenitori del web. In pratica qual'ora questa proposta di legge, attualmente in discussione al Parlamento tedesco, dovesse passare, sarebbe la prima volta che un'azienda web sarà costretta a pagare il copyright per una semplice aggregazione di notizie. Tuttavia questa non è la prima volta che il problema emerge in Europa; infatti anche in Italia gli editori hanno combattuto una guerra con Google News, che, almeno per il momento, sembra terminata con una sorta di armistizio. Al dire il vero però la proposta di legge tedesca fa riferimento solo a coloro che "sistematicamente" aggregano ed elencano parti di notizie, (proprio come fa, appunto, Google News). Mentre sia la semplice aggregazione di link, (e quindi il normale lavoro del motore di ricerca), sia le citazioni estemporanee, (vale a dire i siti che copiano solo poche frasi lette ad esempio, su un quotidiano qualsiasi, per poi commentarle), sarebbero escluse da questa tassa. E dunque a quanto pare questa proposta è stata studiata appositamente per Google News. Infatti al riguardo Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, l'attuale ministro della Giustizia della Germania, ha spegato: "Gli editori dovrebbero essere meglio protetti su internet. Ora riceveranno una legge ritagliata a loro misura per la propria presenza online". Inoltre questo è un dibattito che in Germania va avanti da circa 3 anni, con gli editori che affermano di sentirsi defraudati di parte dei loro potenziali profitti dal sistema di Google News. In sostanza la teoria degli editori, (non solo tedeschi, ma anche di vari Paesi europei), sarebbe che alcuni utenti per leggere le notizie non si recano direttamente sui loro siti, (e quindi di conseguenza non generano pubblicità), limitandosi a leggerne le notizie su Google News. In tal proposito su Bild, noto tabloid tedesco, è stato scritto: «I nostri figli lo imparano presto, se vogliono qualcosa devono chiederlo prima. Anche Google dovrebbe farlo. Quelli che usano il lavoro altrui devono accettare un'etichetta con il prezzo». In ogni caso la tesi storica di Google è che in realtà il proprio sistema genera valore agli editori, perché fa da megafono alle notizie, rendendole più facilmente ritrovabili. Mentre in merito alla faccenda sulla proposta di legge, in una nota ufficiale ha scritto: «È un giorno nero per la rete. Questa interferenza con internet non ha precedenti nel mondo». Per di più anche The Pirate Party, (il famoso Partito Pirata, noto per le proprie campagne sulla libertà di Internet), ha denunciato: "Non ci sono ragioni tecniche, legali ed economiche per questa legge, che frena l'innovazione". Mentre Guido Scorza, avvocato esperto di diritto d'autore online, ha spiegato: "La Germania ha il potere di imporre il pagamento del copyright su Google News. Ciascun Paese europeo può delimitare, a proprio piacimento, i confini dell'esercizio del diritto d'autore. Può decidere che una rassegna stampa non richieda il pagamento del copyright oppure il contrario". Comunque sia, stando a quanto affermano gli esperti, in Italia la proposta di legge tedesca non dovrebbe avere simili nel breve periodo, perché in fondo "abbiamo già dato". Difatti Fulvio Sarzana, avvocato specializzato in questi temi, ha spiegato: "Da noi c'è stato un recente accordo tra gli editori, rappresentati dalla FIEG, e Google". In pratica qualche tempo fa la FIEG, (acronimo di Federazione Italiana Editori Giornali), aveva denunciato l'azienda web all'Antitrust, che però ne aveva accettato gli impegni. E quindi, come già anticipato, l'intera vicenda finì con una tregua. Infatti circa un'anno fa l'Antitrust scrisse: «Google consentirà agli editori di rimuovere o selezionare i contenuti presenti su Google News Italia, renderà note agli editori le quote di ripartizione dei ricavi che determinano la remunerazione degli spazi pubblicitari, e rimuoverà il divieto di rilevazione dei click da parte delle imprese che veicolano pubblicità con la sua piattaforma. Governo e Parlamento tutelino diversamente il diritto d'autore in tutti i settori». Tuttavia quest'invito finale ha fatto intendere che la questione non è ancora del tutto finita, ma forse è solamente rimandata. Difatti quest'anno da più parti è stata invocata una riforma del diritto d'autore per adeguarlo ai tempi di internet. Ad esempio, l'Agcom, (sigla che sta a significare Autorità Garante delle Comunicazioni), non molto tempo fa ci aveva provato, rinunciando però all'ultimo, forse intimorita dalle forti polemiche che aveva scatenato. Al riguardo molti esponenti della sinistra, movimenti per la libertà di internet e Nicola D'Angelo, il commissario dell'Agcom, si sono battuti perché fosse il Parlamento ad occuparsi di riformare il diritto d'autore. Un altro esempio è quello della scorsa primavera, quando Alessio Butti, (PdL), presentò un disegno di legge che effettivamente avrebbe portato a una situazione simile a quella che attualmente c'è in Germania. Comunque sia, secondo alcuni: "In Germania stanno scegliendo una via che pare soddisfare solo una delle due barricate; ci hanno tentato anche in Italia per anni senza riuscirci. Se Angela Merkel avrà più fortuna, sarà un primo grande successo legislativo della parte degli editori e forse potrebbe ridare forze a simili tesi anche in Italia".


mercoledì 29 agosto 2012

La NASA scopre Kepler-47, il primo sistema planetario binario con due Soli della storia.


Di recente la sonda Kepler della NASA ha scoperto un nuovo sistema planetario binario che possiede con due Soli e si trova a circa 5.000 anni luce dalla Terra. L'intero sistema è stato battezzato Kepler-47, ed più precisamente è situato in direzione della costellazione del Cigno. In ogni caso si tratta del primo sistema circumbinario che sia mai stato scoperto, e formato, appunto, da una coppia di stelle che ruotano molto rapidamente l'una attorno all'altra in sette giorni e mezzo e da due pianeti, di cui uno orbita nella cosiddetta "zona abitabile". Oltretutto la più grande delle due stelle in quanto a dimensioni è risultata essere simile al nostro Sole, tuttavia possiede solo l'84% della sua luminosità. L'altra invece è circa tre volte più piccola e 175 volte più debole. Inoltre gli unici due pianeti del sistema Kepler-47 sono stati chiamati Kepler-47b e Kepler-47c. Il primo di questi possiede un raggio pari a tre volte quello della nostra Terra ed orbita intorno alla suddetta coppia di Soli in meno di 50 giorni, mentre Kepler-47c, almeno secondo le prime informazioni, dovrebbe essere un gigante gassoso, poco più grande di Nettuno e con un periodo orbitale di 303 giorni. Tuttavia, secondo gli esperti, anche se al momento non possono essere visualizzati direttamente, è possibile che si tratti di pianeti soffocanti, con un'atmosfera surriscaldata e ricca di metano che forma una nebbia fitta che avvolge gli interi corpi celesti. Comunque sia la particolarità di questa scoperta, che è stata pubblicata anche sulla rivista Science, risiede nel fatto che per la prima volta nella storia è stato scoperto un sistema planetario doppio formato da due stelle, invece di una soltanto. Al riguardo Jerome Orosz, professore associato di astronomia alla San Diego State University ed principale autore dello studio, ha spiegato: "Gli intervalli sono stati il segno rivelatore che questi pianeti si trovano in orbite circumbinarie". Per di più il transito dei due pianeti davanti alle loro stelle ha permesso agli strumenti di captare la variazione apparente della luminosità della stella. In tal proposito Greg Laughlin, professore di astrofisica e scienze planetarie presso l'Università della California, Santa Cruz, ha affermato: "La presenza di un vero e proprio sistema planetario orbitante circumbinario, Kepler-47, è una scoperta incredibile". Ed ha poi concluso dichiarando: "Questi pianeti sono molto difficili da formare con il paradigma attualmente accettato, e credo che i teorici, me compreso, torneremo al tavolo da disegno per cercare di migliorare la nostra comprensione di come i pianeti sono assemblati in polverosi dischi circumbinari".


martedì 28 agosto 2012

Scoperto che la cannabis, se usata durante l'adolescenza, causa danni permanenti all'intelligenza.


Di recente è stato scoperto che quei giovani che nel corso dell'adolescenza hanno fatto uso regolare ed abbondante di cannabis risultano avere otto punti in meno nei test sul quoziente di intelligenza rispetto agli altri coetanei. E dunque il cosiddetto "spinello" si è ritrovato ancora una volta sotto l'osservzione dei ricercatori, che ne hanno analizzato gli effetti sullo studio, la capacità di concentrazione ed in rapporto ai test comunemente usati per definire ragionamento, memoria, capacità intellettive. Il risultato è stato che consumare cannabis da giovanissimi nuoce al sistema neurologico, degenerandolo fino a far perdere del tutto e senza rimedio alcune capacità. In pratica lo studio, che è stato guidato da un team di ricercatori internazionali capitanati dall'Università di Durham e pubblicato in questi giorni sul quotidiano Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, (conosciuto anche con la sigla PNAS), ha analizzato nel corso degli anni i rendimenti e lo stato neurologico di un gruppo composto da 1.000 neozelandesi. In sostanza la comunità, originaria della città neozelandese di Dunedin, è stata seguita a partire dall'adolescenza fino ai giorni d'oggi; difatti l'intero gruppo era composto da persone nate negli anni 1972-1973 che avevano accettato volontariamente di compiere alcun test a partire dalla loro adolescenza fino ai 38 anni di età, dando in questo modo allo studio una valenza medica e statistica molto interessante. Inoltre dal suddetto studio è risultato che all'interno di questo gruppo, 5 su 100 facevano uso regolarmente, (tanto da esserne definiti dipendenti), di marijuana prima dei 18 anni di età. Mentre il resto aveva iniziato a farne uso soltanto dopo il raggiungimento dei 20 anni. In ogni caso tutti i 1.000 volontari sono stati sottoposti a prove per verificarne capacità neurologiche prima di aver cominciato a consumarne, durante e dopo. Al riguardo i ricercatori hanno spiegato che: "Consumare marijuana non crea alcun declino significativo, se questa viene usata dopo i 18 anni di età". Invece è risultata completamente diversa la situazione riguardante l'utilizzo di queste sostanze durante l'adolescenza, il momento della vita più delicato, cioè quando il cervello si trova nel pieno del proprio sviluppo; infatti lo studio sul gruppo neozelandese ha dimostrato come a livello neurologico e psicologico la cannabis, nei casi in cui fosse stata usata regolarmente ed in grandi quantità, (anche se per il momento non è chiaro a quale quantitativo preciso i ricercatori facciano riferimento), abbia compromesso le funzioni di ragionamento. Tuttavia inaspettatamente altri fattori presi in considerazione durante lo studio non hanno fatto emergere le stesse preoccupazioni. In pratica anche fumo di sigaretta e consumo di alcool sono stati analizzati, ma in questi casi i ricercatori non hanno registrato cali nel quoziente intellettivo all'interno del gruppo. Oltretutto, secondo quanto affermato dai ricercatori, la vulnerabilità del cervello durante l'adolescenza porta a riconsiderare anche il peso dell'uso di alcuni farmaci ed in generale di tutte le sostanze psicoattive. E per questo motivo i ricercatori hanno spostato l'attenzione soprattutto sul controllo, prima del raggiungimento della maggiore età, delle abitudini dei più giovani; abitudini che potrebbero compromettere senza alcun rimedio le loro capacità di comprensione, studio, svantaggiandoli poi nella vita adulta. Per di più un dato particolarmente importante è emerso anche rispetto all'Italia, dove, secondo i dati analizzati dall'ONU, (acronimo di Organizzazione delle Nazioni Unite), lo scorso Giugno, nel 2010 il 14,6% dei cittadini tra i 15 ed i 65 anni avrebbero consumato cannabis. Il che assegna all'Italia il primato europeo in questo campo,  pari solo, appunto, a quello della Nuova Zelanda.


lunedì 27 agosto 2012

Il cosiddetto "decretone" Balduzzi stabilisce norme su bibite analcoliche e superalcoliche, gioco d'azzardo e fumo.


Si tratta di un decreto legislativo contenete ben 27 articoli, (per questo motivo è stato soprannominato "decretone"), e rappresenta un maxi-provvedimento sulla sanità predisposto da Renato Balduzzil'attuale ministro della Salute, che dovrebbe essere presentato al Consiglio dei ministri il prossimo 31 Agosto. Inoltre l'ultima bozza del testo è datata 10 Agosto ed è stata fatta visionare alle Regioni lo scorso 24 Agosto. Naturalmente, come accade spesso, il testo potrebbe essere soggetto a cambiamenti e limature dell'ultima ora. In praticata il decreto legge, "recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute", stabilisce alcune norme per la razionalizzazione dell'attività assistenziale e sanitaria, promozione di corretti stili di vita e riduzione dei rischi connessi all'alimentazione ed alle emergenze veterinarie e disposizione in materia di farmaci e di servizio farmaceutico. Infatti il decreto di Renato Balduzzi prevede multe fino a 1.000 euro per chi vende sigarette a minori di 18 anni; multe che potranno diventare di 2.000 euro in caso in cui il fenomeno dovesse ripetersi più volte. Al riguardo nel decreto è stato spiegato: «Chiunque vende o somministra i prodotti del tabacco ai minori di anni diciotto è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso più di una volta si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2.000 euro e la sospensione per tre mesi della licenza all'esercizio dell'attività. Per questo i rivenditori hanno l'obbligo di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età dell'acquirente sia manifesta». Oltretutto entro diciotto mesi dall'entrata vigore del decreto, «i distributori automatici per la vendita al pubblico di prodotti del tabacco devono essere dotati di un sistema automatico di rilevamento dell'età anagrafica dell'acquirente. Sono considerati idonei i sistemi di lettura automatica dei documenti anagrafici rilasciati dalla Pubblica amministrazione». Un altro punto che fa parte del cosiddetto "decretone" è il gioco d'azzardo; infatti nel decreto è previsto che: «Gli apparecchi idonei al gioco d'azzardo non possono essere installati all'interno, ovvero in un raggio di 500 metri, da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili oppure altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, e nei luoghi di culto». Ed, oltretutto, viene specificato che: «Ulteriori limitazioni possono essere stabilite con decreto del ministero dell'Interno, di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze e con il ministero della Salute. Inoltre con un'apposita ordinanza motivata, il sindaco può disporre, per una durata massima di 30 giorni, la chiusura, ovvero la limitazione dell'orario di apertura e chiusura degli esercizi commerciali, dei locali o, comunque, dei punti offerta dei giochi, nelle aree comunali interessate da rilevanti fenomeni di ludopatia. Anche il prefetto con ordinanza motivata può disporre l'impignorabilità dei beni del soggetto affetto da gioco d'azzardo patologico». Inoltre il decreto inizialmente prevedeva anche che per iscriversi in palestra oppure in piscina, sarebbe servito un certificato di sana e robusta costituzione più "dettagliato". In parole povere non sarebbe stato sufficiente farsi visitare dal proprio medico di famiglia, ma sarebbe stato necessario recarsi da un medico sportivo. In tal proposito nel decreto legislativo era spiegato: «Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un'attività non agonistica oppure amatoriale, il ministero della Salute dispone idonee garanzie sanitarie mediante l'obbligo di certificazione specialistica medico-sportiva». Ma tuttavia questa norma è stata eliminata dal decreto poiché, secondo molti, si trattava di un refuso; al riguardo lo stesso Renato Balduzzi si è limitato a dichiarare: "Il decreto è ancora a livello di bozza e dovrà essere discusso; per il momento rappresenta soltanto una proposta". Comunque sia nel decreto è previsto anche un Fascicolo Sanitario Elettronico, (detto anche FSE), considerato il punto d'arrivo del processo di dematerializzazione nella sanità, e che sarà istituito dalle Regioni e dalle Province autonome. In tal proposito lo stesso decreto spiega: «Entro 90 giorni dalla conversione del decreto legge, sarà un altro decreto del ministero della Salute di concerto con i ministeri dell'Economia e della Pubblica amministrazione, a stabilire i contenuti del FSE, le garanzie e le misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali nel rispetto dei diritti dell'assistito. Inoltre saranno le Regioni a prevedere le nomine, garantendo adeguate misure di pubblicità dei bandi, delle nomine e dei curricula, di trasparenza nella valutazione degli aspiranti. Quest'ultimi dovranno avere un diploma di laurea magistrale ed un'adeguata esperienza dirigenziale, (almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie e settennale negli altri settori), con autonomia gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie». Oltretutto l'età anagrafica degli aspiranti non dovrà essere superiore ai 65 anni al momento della nomina. Per di più con questo decreto saranno aggiornati i Livelli Essenziali di Assistenza, (conosciuti anche con la sigla LEA), in particolare per quanto riguarda le persone affette da malattie croniche, da malattie rare, nonché da dipendenza da gioco d'azzardo patologico; il tutto: «Al fine di assicurare il bisogno di salute, l'equità nell'accesso all'assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze». Altro punto previsto dal cosiddetto "decretone" riguarderà le bibite analcoliche e superalcoliche; difatti nel decreto è spiegato: «Sarà introdotto per tre anni un contributo straordinario a carico dei produttori di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti, in ragione di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato, nonché a carico di produttori di superalcolici in ragione di 50 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato. Il ricavato sarà destinato al finanziamento dell'adeguamento dei Livelli Essenziali di Assistenza». Inoltre a breve potrebbe essere facile sapere quanto le aziende sanitarie pagano i beni e servizi acquistati: basterà un click. Infatti dovrebbe entrare in vigore la norma che stabilisce la pubblicazione online dei prezzi unitari corrisposti dalle aziende sanitarie per gli acquisti di beni e servizi. In sostanza questa norma è un'aggiunta ad un comma di un articolo contenuto nella manovra dell'estate 2011. Norma che prevede: «Le Regioni adottino tutte le misure necessarie a garantire il conseguimento degli obiettivi di risparmio programmati, intervenendo anche sul livello di spesa per gli acquisti delle prestazioni sanitarie presso gli operatori privati accreditati». Dunque in parole povere se la bozza del decreto sulla sanità dovrebbe divenire legge, le Regioni avranno anche il compito di pubblicare i prezzi dei beni e servizi acquistati dalle ASL.


domenica 26 agosto 2012

Ubisoft svela che la pirateria costituisce il 95% dei propri giochi su Pc; per combatterla si affiderà al F2P.


Di recente in occasione dell'edizione 2012 del Gamescom tenutosi come ogni anno nella città di Colonia, in Germania, Yves Guillemot, amministratore delegato di Ubisoft, ha rivelato alcuni dati interessanti riguardanti la diffusione della pirateria tra i videogiocatori. Inoltre va ricordato che Ubisoft fa parte delle diverse case produttrici e distributrici di videogame che in questi anni si sono battute, più aggressivamente delle altre, contro le copie illegali dei propri videogiochi, tanto da decidere di applicare controversi sistemi di DRM, (acronimo di Digital Rights Management, i quali impongono un collegamento obbligatorio ai server), ai propri giochi. Sistemi che, sebbene definiti dall'azienda "un successo", hanno infastidito maggiormente i clienti paganti che quelli pirata, soprattutto quando i server per diversi motivi sono andati offline impedendo loro di giocare. Oltretutto un'altra strategia usata da Ubisoft è stata quella di far uscire i giochi per Pc in ritardo rispetto a quelli per console, dove il tasso di pirateria è molto più contenuto; oppure ancora in alcuni casi di non rilasciare versioni per Pc dei propri prodotti perché sicura che la maggioranza di coloro che avessero voluto giocarci su computer avrebbero scaricato il prodotto illegalmente. Comunque in pratica durante il Gamescom, l'amministratore delegato della società ha raccontato che il livello di pirateria per i giochi standard venduti in versione "inscatolata" oscilla tra il 93% ed il 95%; il che significa che in sostanza su 100 persone che giocano ad un determinato videogame soltanto cinque, o al massimo sette, l'hanno acquistato legalmente. Tuttavia la stessa percentuale si ritrova stranamente in un'altra indagine, vale a dire quella relativa al successo del modello Free To Play. In poche parole si tratta di un sistema, (conosciuto meglio con la sigla F2P), che permette di utilizzare un videogioco senza dover spendere nulla per quanto riguarda le funzionalità base, ma che richiede di sborsare una somma di denaro, (generalmente contenuta), per accedere ad alcune opzioni premium o aggiuntive. Difatti stando a quanto ha sostenuto Yves Guillemot: "Su Pc soltanto circa il 7% dei giocatori pagano per il Free To Play; ma comunque in generale su Pc soltanto il 7% paga, il resto è pirata". E quindi a quanto pare per Ubisoft il modello alternativo costituito, appunto, dal Free To Play potrebbe essere un vantaggio. Al riguardo l'amministratore delegato della società ha spiegato: "Passando a pubblicare micro-esperienze ludiche sotto forma di titoli gratuiti con l'opzione di acquistare oggettistica in-game, il 5-6% degli utenti sceglierebbe di supportare finanziariamente l'esperienza". Ed ha proseguito dichiarando: "Questo sistema permette di raggiungere mercati in cui prima non si registrava alcun guadagno: i giocatori c'erano, ma non pagavano; con il Free To Play, almeno una minuscola percentuale è invece invogliata a pagare". Insomma il guadagno che si potrebbe racimolare coi titoli F2P sarebbe sostanzialmente lo stesso di quanto attualmente Ubisoft incassa dalla vendita di giochi "tripla-A" per Pc; il che potrebbe rappresenta una strategia che la società sta provando a sfruttare per preparare la strada a quella che dovrebbe essere una transizione massiccia e con importanti ripercussioni per il futuro. Tuttavia, secondo alcuni osservatori, si tratterebbe di numeri campati in aria senza la benché minima prova concreta a supporto; difatti, sempre secondo alcuni osservatori, queste cifre sulla pirateria rivelate da Ubisoft servirebbero soltanto a dare una giustificazione all'ormai prossimo passaggio al F2P, cioè un sotto-settore del mercato dei videogame che richiede molte meno risorse per lo sviluppo dei "giochi" ed è potenzialmente in grado di generare ricavi sostanziosi come nel caso del famoso Angry Birds.


sabato 25 agosto 2012

Scoperto che il cacao può migliorare la memoria e potrebbe essere usato per trovare nuove cure contro l'Alzheimer.


Di recente è stato scoperto che il Theobroma cacao, (questo il nome della pianta da cui viene ricavato il cacao), oltre ad avere notoriamente uno dei poteri antiossidanti tra i più elevati in assoluto, ad essere indicato per il suo alto valore energetico e, secondo alcuni studi, anche per le sue funzioni antidepressive, è in grado di migliorare le capacità cognitive ed a mantenere giovane il cervello, contrastando l'invecchiamento delle cellule cerebrali che interessa circa il 6% delle persone over 70. Questa scoperta, che, oltretutto, potrebbe aprire le porte a nuove cure nella lotta contro il morbo di Alzheimer, è stata effettuata dal team di ricerca specializzato in Geriatria dell'Ospedale di Avezzano e dall'Università degli Studi dell'Aquila, successivamente pubblicata sulla rivista Hypertension, testata dell'American Heart Association, ed ha suscitato immediato interesse nella comunità scientifica internazionale. In sostanza lo studio coordinato dal professor Giovambattista Desideri ha dimostrato che l'assunzione di flavonoli del cacao, presi con determinati dosaggi e nell'ambito di una dieta controllata, può essere in grado di potenziare le performance mentali degli anziani. Difatti il gruppo di ricercatori ha preso in osservazione 90 anziani affetti da un lieve declino cognitivo, (condizione che comporta la perdita di memoria e che può progredire fino ad arrivare alla demenza ed all'Alzheimer), i quali sono stati reclutati principalmente nella Màrsica tra gli utenti dell'Unità Valutativa Alzheimer. Inoltre i partecipanti sono stati suddivisi in modo casuale in 3 gruppi, a ciascuno dei quali sono state somministrate ogni giorno, per 8 settimane, delle diverse dosi di una bevanda contenente, appunto, i flavonoli del cacao. In pratica le quantità distribuite sono state rispettivamente di 990 milligrammi, (rappresentante una dose alta), 520 milligrammi, (che rappresentava una dose media), e 45 milligrammi, (che era la dose bassa). Per di più per isolare l'effetto dei flavonoli del cacao sono state inibite tutte le altre sostanze che possono contenere questi composti. Comunque alla fine dell'esperimento le capacità cognitive del cervello dei volontari sono state valutate attraverso dei test neuropsicologici allo scopo di misurare le funzioni esecutive, la memoria a breve termine, la rapidità di pensiero e la capacità cognitiva complessiva. I risultati, illustrati da Giovambattista Desideri, hanno dimostrato che coloro che avevano assunto dosi medio-alte di flavonoli del cacao mostravano in genere performance migliori rispetto a chi ne aveva consumato dosi più basse. Oltretutto nel gruppo di anziani selezionati per la ricerca è stata rilevata una riduzione della pressione sanguigna, dello stress ossidativo e dell'insulinoresistenza. E, secondo quanto affermato dai ricercatori, proprio da quest'ultimo aspetto dipenderebbe il miglioramento, nella misura del 40%, delle funzioni cognitive. Al riguardo Giovambattista Desideri ha spiegato: "L'effetto positivo sembra essere mediato principalmente da un miglioramento della sensibilità all'insulina, ovvero l'ormone che gioca un ruolo fondamentale nel tenere sotto controllo la glicemia. Resta ora da capire se questi benefici sul profilo cognitivo siano una conseguenza diretta del consumo di flavonoli del cacao oppure un effetto secondario al miglioramento della funzione cardiovascolare". Ed ha proseguito dichiarando: "Ad ogni modo la ricerca evidenzia che consumare flavonoli del cacao, come parte di una dieta controllata a livello calorico e bilanciata dal punto di vista nutrizionale, può migliorare la capacità cognitiva degli anziani. Inoltre considerando l'aumento globale dei disturbi cognitivi, con un impatto notevole sulla qualità di vita delle persone, il ruolo dei flavonoli del cacao nella prevenzione o nel rallentamento del declino cognitivo giustifica ulteriori ricerche sul tema". Ed ha, infine, concluso spiegando: "Tuttavia adesso, dopo questi primi importanti risultati, servono studi più ampi che aiutino anche a comprendere la durata degli effetti positivi ed i livelli di flavonoli del cacao che possano essere necessari nel lungo termine per mantenere o migliorare lo stato di salute del cervello".


venerdì 24 agosto 2012

Arriva Logitech Washable Keyboard K310, la tastiera che può essere lavata sotto il rubinetto.


Da sempre uno dei dilemmi per chi utilizza un Pc è: "Come pulire al meglio la tastiera?". Negli anni proprio a questo scopo sono stati inventati molti prodotti ed aggeggi vari, (come ad esempio, una speciale spugna che si adatta alla forma della tastiera, arrivando a pulire anche negli spazi più difficili, vale a dire tra gli spazi dei tasti). Tuttavia nessuno prima d'ora aveva pensato di realizzare una tastiera che può essere lavata nel vero senso della parola. È stata chiamata Logitech Washable Keyboard K310 ed è stata progettata per essere inzuppata fino ad una profondità di 30 centimetri e per resistere ai classici nemici delle tastiere: caffè e bibite gassate. Inoltre la tastiera in questione può essere lavata soltanto con l'utilizzo di un normalissimo detergente. Oltretutto per asciugarla basterà lasciarla all'aria; il processo di asciugatura richiederà circa otto ore, poiché non serve e non è consigliabile usare un asciugacapelli. Difatti la parte posteriore della tastiera è stata dotata di alcuni fori per il drenaggio che vanno ad accelerare il processo di asciugatura. Tuttavia l'unico accorgimento che raccomanda la casa-madre, ovvero la Logitech, è quello di lasciare le porte USB, di cui la tastiera è dotata, fuori dall'acqua. Per il resto sarà semplice come pulire i piatti. Quindi si potrà dire addio a cotton fioc, straccetti in fibre speciali, detergenti tecnologici e strategie da micropulizia professionale per liberare le fessure della tastiera dalla tanto temuta polvere, insidiose briciole, sostanze appiccicose, disgustose particelle di cuoio capelluto, e tutte le varie minuscole manifestazioni di sporcizia che da sempre minacciano la "salute" e la gradevolezza delle tastiere di tutto il mondo. Tuttavia la Logitech Washable Keyboard K310 non è la prima tastiera lavabile al mondo; infatti altre marche importanti del settore, (come HP, Kensington ed Unotron), in passato avevano già proposto oggetti simili, ma in generale si trattava di prodotti rivolti sostanzialmente a settori industriali, come quello medico, quello marino oppure quello militare. In questi casi la caratteristica principale risiedeva nel sigillare l'intera tastiera, isolandola dall'infiltrazione di contenuti esterni. Mentre la Logitech Washable Keyboard K310 è stata pensata per il consumatore comune, ed in quanto a look è attrattiva come le normali tastiere, ma con tasti stampati al laser e rivestiti con una speciale protezione in modo da impedire che con il passare del tempo la lettere impresse vengano cancellate dall'azione dell'acqua. Comunque, anche se inizialmente era stata pensata esclusivamente per il mercato americano, la Logitech Washable Keyboard K310 arriverà in Europa a partire dal prossimo Ottobre e sarà commercializzata ad un prezzo di 40 euro. Comunque nel corso degli anni di tastiere particolari se ne sono viste tante, alcune utili, altre soltanto strane. A partire ad esempio, da quella stranamente divisa in due parti, fino ad arrivare a quella nascosta in una tovaglietta da cucina ricamata. Per di più qualche tempo fa arrivò sul mercato la tastiera arrotolabile, costituita cioè da un materiale abbastanza morbido al punto da poter fare un bell'involtino per mettersela nella tasca della giacca. Poi ovviamente esistono le tastiera ergonomiche, pensate in particolar modo per chi ha problemi con l'uso delle mani. Oppure, infine, quella virtuale al laser, (accessorio per smatphone, tablet e qualunque altro dispositivo dotato di Bluetooth), che opera totalmente al buio proiettando i tasti virtuali su una superficie ed è in grado di interpretare i movimenti delle dita, per poi trasferili al dispositivo collegato.


giovedì 23 agosto 2012

Facebook ha deciso di rinnovare la sezione Messaggi per farla assomigliare ad un client di posta elettronica.


Rieccomi di nuovo qua a parlare di Facebook, l'ormai stra-popolare Social Network in Blu, che a quanto pare di recente ha deciso di apportare ulteriori modifiche per quanto riguarda le e-mail. Infatti, dopo la tanto discussa sostituzione degli indirizzi di posta elettronica privata degli utenti con quelli con suffisso @facebook.com effettuata lo scorso Giugno, adesso in coincidenza della fine delle ferie e del ritorno al lavoro il team di Mark Zuckerberg, (fondatore del Social Network), ha deciso di lanciare alcune nuove funzionalità che andranno a modificare la sezione Messaggi, la quale, a loro dire, è rimasta da troppo tempo immutata. In pratica all'interno dell'anzicitata sezione verrà introdotta una nuova grafica studiata su due colonne: da una parte ci sarà l'elenco dei messaggi passati, mentre dall'altra le conversazioni in corso. Inoltre sarà introdotta anche la possibilità di "vivacizzare" i propri messaggi con l'aggiunta di foto multiple. Difatti, come la recente acquisizione di Instagram ha insegnato, le foto e le immagini sono da diverso tempo uno dei contenuti più importanti per Facebook. Comunque l'obiettivo è chiaramente quello di competere con il suo avversario di sempre, Google, che attraverso Gmail dispone di uno dei più utilizzati e completi servizi di posta web del mondo, ed sul quale veicola pubblicità per miliardi di dollari. In ogni caso il nuovo look e le nuove funzionalità spingeranno la sezione Messaggi del Social Network sempre più verso un programma di e-mail tradizionale. Difatti, come già anticipato, il nuovo layout sarà a due colonne: sulla sinistra verrà posto l'elenco delle conversazioni archiviate in ordine cronologico e raggruppate per singolo utente, mentre sulla destra apparirà la conversazione selezionata. Dunque basterà un semplice click sulla colonna di sinistra per passare da un messaggio all'altro senza lasciare la pagina, un po' come accade, appunto, con i principali client di posta elettronica, (quali ad esempio, il rinnovato Outlook, Gmail, l'ormai in pensione Hotmail, e Yahoo!). Per di più con le novità arriverà anche la possibilità di eseguire ricerche all'interno dei messaggi per nome o semplicemente per parola chiave, ed anche la possibilità di aggiungere una nuova serie di emoticon. Infine verranno introdotte anche le famose "scorciatoie da tastiera"; ad esempio, per scrivere un nuovo messaggio basterà premere Alt+Q su un Pc oppure Command+Q qual'ora si utilizzasse un Mac. Tuttavia, come accade sempre in questi casi, questi cambiamenti, (annunciati tramite un comunicato ufficiale di Facebook), partiranno dagli Stati Uniti per poi successivamente diffondersi in tutti gli altri Paesi. Oltretutto, secondo molti, questa nuova veste della sezione Messaggi rappresenterà un bel passo in avanti rispetto alla versione originaria e seguirà alla novità sul fronte e-mail, avvenuta, appunto, a fine Giugno. Quando, come già spiegato, Facebook cambiò in modo automatico tutti gli indirizzi di posta elettronica personali degli utenti, (come ad esempio, @gmail.com oppure yahoo.com), sostituendoli con quello fornito dallo stesso Social Network, (ovvero @facebook.com). Questa novità, che tra l'altro è reversibile, scatenò parecchie polemiche tra gli utenti. Comunque sia questo ulteriore avvicinamento ad un programma di posta elettronica più strutturato fa capire che il Social Network in Blu sta cercando di rilanciare in maniera sempre più aggressiva il proprio servizio di posta elettronica nato a Novembre del 2010, e che almeno nelle intenzioni dei responsabili della società avrebbe dovuto sostituire progressivamente quelli offerti della concorrenza, ma questo finora non è accaduto.


mercoledì 22 agosto 2012

Un recente studio ha confermato che se si vuole apprendere velocemente bisogna fare delle pause.


Di recente è stato dimostrato che per riuscire ad imparare più velocemente una determinata materia scolastica, una specifica disciplina, (come ad esempio, uno sport), oppure semplicemente una particolare tecnica, (come ad esempio, suonare uno strumento), il segreto non è continuare a studiare ininterrottamente, ma esattamente l'opposto, ovvero sapersi fermare al momento opportuno. O almeno questo è quanto ha suggerito uno nuovo studio condotto da alcuni psicologi dell'Università del New South Wales e pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society. In pratica a smentire la vecchia credenza popolare secondo la quale "soltanto la pratica può rendere perfetti" sono stati i ricercatori Soren Ashley e Joel Pearson. Inoltre, secondo i ricercatori, questo metodo ha troppi limiti poiché praticare in modo continuo non permette al sistema nervoso di eseguire correttamente quel meccanismo che viene chiamato plasticità neuronale. Difatti è stato dimostrato che quando si studia, si prova oppure si pratica un qualcosa, ogni nuova informazione acquisita deve essere consolidata a livello cerebrale. Ciò significa che tutto quello che si è appreso dovrebbe trasferirsi dalla memoria a breve termine, (conosciuta con il nome di memoria attiva), a quella a lungo termine per poter davvero affermare di aver assimilato un insegnamento che durerà tutta la vita, (o almeno così si spera). Al riguardo nell'articolo pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society si può leggere: «Se le informazioni e/o i cambiamenti neuronali non sono adeguatamente consolidati, allora l'apprendimento sarà temporaneo». Tuttavia questa non è stata l'unica ricerca effettuata con lo scopo di confermare quanto le pause ed il riposo siano importanti per l'apprendimento. Difatti da diversi anni alcuni scienziati continuano a sostenere che un buon sonno ristoratore può aiutare a memorizzare meglio le informazioni apprese durante la giornata. In tal proposito Joel Pearson ha spiegato: "Molti studi precedenti hanno dimostrato che non si impara se non si dorme bene dopo una giornata di formazione. Allo stesso modo, il sovrallenamento può ridurre l'apprendimento se non si lascia il tempo necessario per il consolidamento". Dunque, per farla breve, chiunque voglia cimentarsi nell'apprendimento di nuove tecniche o discipline può farlo in maniera veloce soltanto se ogni tanto ricorda di concedersi qualche pausa per poter dare al cervello il tempo di "archiviare" le informazioni che, per così dire, sono state "inserite" attraverso la pratica. Anzi, come consigliano gli esperti, la cosa ottimale sarebbe aggiungere a queste pause anche un buon sonno ristoratore; poiché quest'ultimo agevolerà maggiormente il trasferimento delle informazioni all'interno della memoria a lungo termine.


martedì 21 agosto 2012

SMSZombie.A: il trojan che attacca gli utenti Android, effettuando pagamenti indesiderati e copiando i loro SMS.


A quanto pare in Cina tutti gli smartphone Android sono a rischio infezione a causa di un nuovo virus informatico particolarmente aggressivo, complesso e davvero molto astuto. Quest'ultimo è stato battezzato con il nome di SMSZombie.A e, come si può intuire dal nome stesso, non promette nulla di buono, (cosa che vale per tutti i virus, tra l'altro). Infatti, come già anticipato, il malware è stato progettato per colpire tutti gli smartphone dotati di un sistema operativo Android ed attualmente ha già infettato oltre 500.000 dispositivi, costringendoli ad alcuni pagamenti forzati. Ma non è tutto; difatti il virus in questione è stato concepito in modo tale da risultare difficile da individuare ed altrettatanto difficile da rimuovere. Comunque ad scoprire il virus SMSZombie.A è stata l'azienda di sicurezza TrustGo Security Labs, la quale ha diffuso la notizia per mezzo di un articolo pubblicato nel proprio blog ufficiale, nel quale, oltretutto, ha annunciato di avere già pronto un rimedio ed ha anche fatto sapere che per il momento il pericolo è limitato soltanto ai dispositivi Android che si trovano in Cina. In ogni caso è stato scoperto che il malware si nasconde in una serie di applicazioni che offrono immagini sexy per lo sfondo del desktop. Non appena l'utente scarica ed inizia ad installare questa serie di applicazioni da uno degli store su cui sono disponibili, il virus SMSZombie.A comincia automaticamente ed all'insaputa dell'utente a ricaricare dei conti di alcuni giochi online utilizzando il sistema di pagamento utilizzato dalla compagnia China Mobile, ovvero la più diffusa in Cina. Insomma si tratta di un vero e proprio trojan che, oltre a prelevare piccole somme dal conto dell'utente, è in grado di intercettare e copiare gli SMS in entrata ed in uscita, alla ricerca di alcuni dati sensibili come ad esempio, numeri di conto corrente oppure password. Al riguardo la TrustGo Security Labs ha spiegato: "Il virus è molto difficile da eliminare una volta installato perché si appropria delle priorità di amministratore di sistema e disabilità i comandi che potrebbero cancellarlo". Inoltre sui alcuni blog specializzati è stato sottolineato che il virus è iniziato a diffondersi tra gli utenti cinesi dal 25 Luglio scorso e che in poco meno di un mese ha infettato, appunto, più di 500.000 smartphone. Comunque sia anche alcuni esperti del settore hanno rassicurato: "Difficilmente questa versione potrà contagiare utenti con telefonini acquistati in Gran Bretagna e negli Stati Uniti". Tuttavia già in precedenza proprio nel Regno Unito un'applicazione che si spacciava per il famoso giochino Angry Birds aveva infettato circa 1.400 dispositivi, riuscendo a rubare più di 28.000 sterline. In ogni caso ed in qualunque parte del mondo ci si trova è sempre utile dotare i propri dispositivi di un buon antivirus per prevenire spiacevoli sorprese.


lunedì 20 agosto 2012

eBay ha deciso di dire basta a cartomanti, magie, sortilegi, pozioni magiche e filtri d'amore.


Di recente eBay, il più famoso portale di vendite online, ha deciso che dal prossimo 30 Agosto vieterà la vendita di tutto ciò che ha a che fare con magie, sortilegi, pozioni magiche e filtri d'amore rischiando anche di far emergere numerose polemiche, considerando che nel mercato virtuale il paranormale abbonda. Ad esempio basta digitare Tarocchi ed appariranno subito circa 1.300 risultati; se si digita Amuleto oppure Amuleti, i risultati saranno circa 620; se si prova a cercare al parola Talismano o Talismani, di risultati ne appariranno circa 630; mentre se si digita la parola Cartomanzia, i risultati saranno circa 160. E questo vale solo per quanto riguarda la sezione italiana del sito; infatti se si passa alla sezione internazionale i numeri saranno considerevolmente più elevati. Comunque, come per qualunque altra merce che viene esposta su eBay, anche questi oggetti si possono pagare tramite PayPal oppure direttamente tramite bonifico bancario. Oltretutto sempre sul sito, ad esempio, c'è chi offre le proprie consulenze per 15 euro e lo fa utilizzando il seguente slogan: «Hai problemi di amore? Vuoi sapere se lui lascerà l'altra? O se troverai un lavoro migliore? O se troverai una casa nuova in breve tempo? O le tue finanze? O se hai delle difficoltà paranormali (sigh)?...Io sono qui per te…Chiamo al telefono fisso italiano per un massimo di 30 minuti». Inoltre per ottenere un "consulto completo di cartomanzia" tramite posta elettronica vengono richiesti 5 euro, con lo slogan: «Dopo l'acquisto, inviami un messaggio con le domande che vuoi farmi, (senza limite, puoi farmi tutte le domande che vuoi)». Tuttavia, come già anticipato, anche la categoria oggetti magici è altrettanto variegata. Ad esempio, per 13,90 euro è possibile acquistare due "rari amuleti tibetani in osso di Yak" i quali avrebbero la particolarità di «sterminare tutti quei ritardi causati da forze negative incontrollabili». Mentre alla cifra di 68 euro si può acquistare una "trilogia di medaglie della vita serena". Nel cui annuncio viene scritto: «Portate con sé o poste in un luogo di meditazione quotidiano, vi restituiranno le forze spirituali perdute rinnovando ogni tipo di attività». Segue poi una nota "oscura", ma decisamente più materialista: «Il loro argento deve restare immune da pulizie o bagni». Comunque sia in molti si stanno chiedendo: "Ma perché eBay ha deciso di impedire le aste degli articoli il cui valore è costituito da un fattore intangibile?". Al riguardo la posizione ufficiale del colosso dell'e-commerce è stata che le transazioni che riguardano questi articoli sono alquanto difficili da verificare. Per di più a seguito di questa decisione Giovanni D'Agata, fondatore dell'associazione di consumatori "Sportello dei diritti", ha dichiarato: "Finalmente! Sfidiamo chiunque a dimostrare che non si tratti di vere e proprie truffe spesso perpetrate a carico di persone bisognose, ingenue o psicologicamente labili". Tuttavia le cartomanti e tutto il gruppo di persone che gestiscono questi tipi di transizioni non ci stanno ed hanno già aperto una raccolta firme sul sito GoPetition, con tanto di indirizzo e-mail dell'amministratore delegato di eBay a cui far pervenire i propri reclami. Nell'anzicitata petizione è stato scritto: «Ci sono molte persone che lavorano duramente ogni giorno, ed innumerevoli persone che dipendono dai nostri servizi!». In ogni caso in molti si stanno chiedendo in che modo sarà possibile distinguere un amuleto ritenuto "magico" da un semplice gioiello di bigiotteria messo in vendita su eBay. Al riguardo Johnna Hoff, una portavoce del sito, ha spiegato: "La vendita di articoli che hanno un proprio valore tangibile e possono essere usati in riti e pratiche metafisiche, (come gioielli, cristalli, incensi, candele e libri), sarà comunque permessa in molti casi. Essendo articoli di natura tangibile, essi sono protetti dalla garanzia eBay, che interviene nel caso in cui i prodotti non arrivino a destinazione o non corrispondano alla descrizione". E dunque a quanto pare oggetti come la famosa bambola per "vendicarsi" della propria ex-fidanzata, messa in vendita a 19,90 euro nella sezione "Vodoo", in versione bionda oppure mora, (basta indicare nelle note il colore dei capelli, altrimenti verrà inviato a caso uno tra i due colori disponibili), potrebbero rimanere disponibili anche dopo il cambiamento che eBay ha deciso di effettuare. Mentre ad essere assolutamente vietati saranno le inserzioni come quella presa come esempio.


domenica 19 agosto 2012

Sembra che in futuro si potranno utilizzare stampanti 3D per realizzare anche delle bistecche.


A quanto pare di recente il multimiliardario Peter Thiel, co-fondatore di PayPal, (il famoso sistema di pagamento online), tramite il "Breakout Labs", ovvero un fondo che promuove le tecnologie rivoluzionare e l'innovazione scientifica, avrebbe finanziato con circa 350.000 dollari, (equivalenti a circa 280.000 euro), una nuova startup statunitense chiamata Modern Meadow. In sostanza si tratta di un progetto che prevede la realizzazione bistecche di maiale tridimensionali attraverso l'impiego di alcune stampanti 3D, (è stata scelta la carne bianca è più facile da stampare di quella, per così dire, "a colori"). In effetti le stampanti 3D sono già da alcuni anni una realtà produttiva, (al riguardo qualche mese fa l'Economist ha parlato dell'avvento di una "terza rivoluzione industriale"). Tuttavia al momento le cosiddette "bio-printer" si trovano in fase di sperimentazione, e sono già state impiegate per esempio, nel settore della medicina rigenerativa. Difatti gli scienziati sono già riusciti a "stampare" da un computer delle porzioni di pelle, di muscolo ed addirittura di vasi sanguigni. E dunque non è escluso che in futuro si riescano ad ottenere anche degli organi complessi. Inoltre per quanto riguarda il cibo, alcuni ricercatori della Cornell University sono già riusciti a "stampare" dei dolcetti molto semplici, chiamati cupcakes. Per di più queste stampanti 3D sono state usate anche per creare scarpe, armi ed alcuni pezzi di biciclette. Comunque sia, secondo i ricercatori del progetto Modern Meadow, produrre un filetto non dovrebbe essere più difficile; infatti nella richiesta inviata al ministero dell'Agricoltura americano hanno spiegato: "La carne è un tessuto post mortem, la vascolarizzazione del prodotto finale è meno critica di quello che avviene per le applicazioni mediche". Oltretutto, secondo Peter Thiel, ciò rappresenta un modo per avere sempre una fonte sostenibile di proteine animali per i consumatori di tutto il mondo. In ogni caso queste stampanti 3D funzionano a strati, vale a dire che il software del computer manda alla stampante le informazioni dell'oggetto da stampare come se lo dividesse in tante sottilissime porzioni digitali in sezioni trasversali. Successivamente ciascuna porzione viene stampata l'una in cima all'altra per creare l'oggetto 3D. In ogni caso, secondo quanto ha dichiarato Andras Forgacs, il co-fondatore di Modern Meadow: "Questo non solo un modo per diventare ricchi, infatti, se si guarda all'intensità delle risorse che si utilizzano per un hamburger ci si rende conto che siamo di fronte ad un disastro ambientale". E dunque a quanto pare i promotori puntano al mercato dei vegetariani che non mangiano carne per ragioni etiche. Infatti quello che Modern Meadow promette è che in un futuro non troppo lontano basterà premere un semplice pulsante e dare il via ad una stampante 3D per avere nel proprio piatto l'esatta copia della bistecca a cui si è abituati: stesso gusto, stesse proteine, stessa consistenza. E quindi apparentemente la differenza è sostanzialmente una sola: non sarà più necessario uccidere ed allevare nessun animale. In pratica il progetto prevede la fabbricazione di tessuti cellulari di maiale e farli maturare in muscoli grazie ad una stimolazione elettrica all'interno di un bioreattore. Comunque, sempre secondo i promotori, l'idea avrebbe effetti positivi sia sul problema alimentare che su quello ambientale. Ad ogni modo i costi delle stampe, almeno inizialmente, potrebbero risultare abbastanza elevati.


sabato 18 agosto 2012

Scoperto che i prodotti contenenti Triclosan possono danneggiare le funzioni muscolari e cardiache.



È conosciuto con il nome di Triclosan, (detto anche Triclosano), ed è un elemento contenuto in molti prodotti di igiene e non solo che più o meno tutti hanno in casa e utilizzano regolarmente. In pratica è un prodotto antibatterico che viene utilizzato per ottenere un'attività antisettica e disinfettante in diversi ambiti. Infatti si trova per esempio, in saponi, dentifrici, collutori, cosmetici, deodoranti e detersivi per la casa; si trova perfino nei vestiti, tappeti, giocattoli, sacchi della spazzatura e molto altro. Tuttavia il Triclosano è da diverso tempo oggetto di varie polemiche, anche sul web, (dove si può trovare di tutto e di più); ed, inoltre, un recente studio condotto su modello animale e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, (noto con la sigla PNAS), ha fornito ulteriori argomenti di riflessione sulla sicurezza di questa sostanza. Difatti alcuni ricercatori dell'University of California-Davis School of Veterinary Medicine ritengono che il Triclosan possa essere una preoccupazione sia per l'ambiente che per la salute. Al riguardo il professor Isaac Pessah, principale autore dello studio, ha spiegato: "Il Triclosan si trova praticamente in tutte le case ed è diffuso nell'ambiente. Questi risultati forniscono una forte evidenza che la chimica è fonte di preoccupazione per la salute umana ed ambientale". In sostanza i chili di Triclosano che ogni anno vengono prodotti e che finiscono nell'ambiente sono circa un milione. Oltretutto se ne ritrovano tracce sia nei corsi d'acqua, nelle falde acquifere e negli organismi acquatici come i pesci e le alghe. Alcune tracce sono state rinvenute anche nelle urine umane, nel sangue e perfino nel latte materno. E dunque si trova praticamente dappertutto, ed i suoi effetti sono in parte sconosciuti. Quindi per riuscire a comprendere al meglio quali effetti può avere questa sostanza sulla salute, i ricercatori hanno esposto un gruppo di topi da laboratorio e di cellule in provetta a delle dosi di Triclosan. I risultati di questi esperimenti hanno mostrato che le cellule muscolari erano influenzate dal Triclosano che ne comprometteva le funzioni; nello specifico le cellule in provetta di muscolo cardiaco hanno mostrato una compromissione nella funzione, compresa quella del battito cardiaco. Allo stesso modo sono risultate compromesse nella corretta funzione le fibre muscolari e quelle scheletriche, così come i movimenti muscolari in generale. Mentre i test condotti sui topi da laboratorio hanno mostrato una riduzione della forza muscolare del 18%, ovvero una percentuale assai significativa, che durava fino ad un'ora dopo la somministrazione della sostanza in dose singola. Per di più i topi esposti al Triclosan hanno sofferto di una riduzione della funzionalità cardiaca del 25% già dopo 20 minuti dall'esposizione alla sostanza chimica. In tal proposito il cardiologo Nipavan Chiamvimonvat, coautore dello studio, ha concluso dichiarando: "Gli effetti del Triclosan sulla funzione cardiaca erano davvero drammatici". Comunque in Italia l'utilizzo del Triclosano, a differenza di altri Paesi, è regolamentato; difatti nei cosmetici è consentita una concentrazione massima pari allo 0,3%. Tuttavia una bassa percentuale in un unico prodotto non basta poiché si deve fare i conti con la somma della presenza in tutti gli altri. Perciò è possibile che l'esposizione sia maggiore di quanto le norme prevedano, e questo espone le persone a rischi per la salute che al momento non sono state quantificate, ma che appaiono quantomeno inquietanti. Inoltre visto che sulle etichette dei prodotti è d'obbligo riportare gli ingredienti in ordine di quantità, sarebbe bene leggerle sempre con attenzione per sapere se vi è la presenza di Triclosan ed anche in quale possibile misura questo sia presente nel prodotto che si intende acquistare e poi utilizzare. Dunque, come consigliano gli esperti, sarebbe utile preferire quei prodotti che ne contengono meno oppure, in caso sia possibile, che non ne contengano affatto.


venerdì 17 agosto 2012

Dimostrato che il Plus-Naloxone può essere usato contro la dipendenza da eroina ed altri oppioidi.


Di recente è stato constatato che la dipendenza da eroina non è solo un fattore neuronale. Infatti anche il sistema immunitario gioca un ruolo importante nell'amplifcare il senso di appagamento dovuto all'uso di droghe. E di conseguenza è stato scoperto che agendo, appunto, sulle difese del nostro organismo può essere possibile uscire dall'incubo della tossicodipendenza. O almeno questo è quanto hanno dimostrato alcuni ricercatori dell'Università del Colorado, (Stati Uniti), e dell'Università di Adelaide, (Australia), durante un loro studio pubblicato sul Journal of Neuroscience. Il che rappresenta una nuova speranza per le oltre 21 milioni di persone tossicodipendenti nel mondo. In pratica le sperimentazioni condotte sui topi da laboratorio hanno messo in evidenza l'importante ruolo del Toll-like receptor 4, (più comunemente conosciuto con la sigla TLR4), ovvero un particolare recettore del sistema immunitario che stimola, appunto, la sensazione di ricompensa provata dopo l'uso di eroina e morfina. Al riguardo Mark Hutchinson, ricercatore della facoltà di Medicina dell'Università di Adelaide, nonché autore della ricerca, ha spiegato: "Gli oppioidi si legano al TLR4 nello stesso modo in cui fanno i batteri quando stimolano le difese immunitarie. Il problema è che in quel momento, il TLR4 funziona da amplificatore della dipendenza". Tuttavia questo recettore, secondo quanto hanno dimostrato gli scienziati, può essere bloccato grazie al Plus-Naloxone, vale a dire un farmaco non oppioide speculare del Naloxone, la medicina antagonista dell'eroina utilizzata per combattere la crisi respiratoria in caso di overdose, e più comunemente conosciuta con il nome di Narcan. In sostanza il Plus-Naloxone è in grado di "spegnere" il bisogno di utilizzare oppioidi, eliminando anche tutti i comportamenti associati alla dipendenza. Per di più questo farmaco cambia la neurochimica nel cervello, fermando così la produzione di dopamina, ovvero il trasmettitore che genera quella sensazione di ricompensa connessa alla droga. In tal proposito Mark Hutchinson ha proseguito aggiungendo: "Sia il sistema nervoso centrale che quello immunitario sono fondamentali nel creare dipendenza, ma grazie alla nostra scoperta sappiamo di dover bloccare solo la risposta immunitaria del cervello per poterla prevenire". Mentre Linda Watkins, professoressa di psicologia e neuroscienze all'Università del Colorado e coautrice dello studio ha spiegato: "Questo lavoro cambia fondamentalmente quello che capiamo su oppioidi, ricompensa e dipendenza. Da anni sospettavamo che il TLR4 potesse avere un ruolo simile; adesso ne abbiamo le prove". Inoltre, sempre secondo la ricercatrice, questa scoperta potrebbe amplificare i benefici di farmaci a base di oppioidi usati come analgesici, permettendo l'impiego della morfina come antidolorifico senza l'effetto collaterale della dipendenza.


giovedì 16 agosto 2012

Elvis Presley: un mito che resta avvolto nel mistero anche dopo 35 anni dalla sua morte.


È proprio vero che una star del Rock'n Roll non può abbandonare questo mondo senza lasciare intorno a sé un velo di mistero. Infatti da esattamente 35 anni milioni di persone continuano a chiedersi: "Elvis Presley è davvero morto?". Al riguardo molti scrittori, musicisti, registi e fan hanno tentato a lungo di scoprire quale mistero si nasconde dietro questo intramontabile idolo del rock. In pratica era il 16 Agosto del 1977 quando i telegiornali di tutto il mondo annunciarono la morte di Elvis. Quel giorno Elvis fu ritrovato morto nel suo bagno personale a Graceland, (a Memphys), si presume per un attacco cardiaco. Tuttavia esistono dati contrastanti per quanto riguarda la causa della sua morte. Ad esempio Peter Guralnick, noto biografo di Elvis, ha affermato: "Il cantante aveva vomitato dopo essere stato colpito da infarto, a quanto pare mentre era seduto sul water". Nel suo corpo furono trovate quattordici sostanze medicinali prescrittegli dal medico personale, e dunque legalmente somministrate ad Elvis, poiché la rockstar non faceva uso di sostanze stupefacenti. Un'altra ipotesi della causa della morte di Elvis Presley è l'obesità. Difatti, stando alla stima del medico che effettuò l'autopsia sul corpo del cantante, al momento del decesso Elvis pesava circa 158 kg; aveva messo su una buona parte di quel peso nell'ultimo periodo, dato che passava il tempo seduto nella sua stanza ricorrendo al cibo per consolarsi. Per di più i medici che lo ebbero in cura avevano cercato senza successo di cambiare il regime alimentare di Elvis già nel 1974. Comunque non è trascurabile anche l'ipotesi di uno shock anafilattico provocato da una parziale allergia alla codeina, sostanza presente in dosi massicce nei farmaci contro il mal di denti di cui il cantante faceva uso durante in quei giorni. Tuttavia l'ultima ipotesi sulla sua morte venne formulata da un suo stretto conoscente, nonché suo medico personale, il dottor George Nick Nichopoulos, che durante gli ultimi 12 anni della vita di Elvis l'ha avuto in cura. In sostanza il medico ha recentemente pubblicato un libro dal titolo "The King and Dr. Nick", in cui spiega nel dettaglio la sua versione delle reali cause della morte di Elvis. Infatti, secondo il dottore, Elvis morì a causa di una costipazione cronica e per questo motivo fu trovato morto nel suo bagno. In effetti la costipazione cronica provoca un colon sproporzionato, una mobilità intestinale quasi inesistente ed anche obesità, vale a dire tutte circostanze riscontrate durante l'autopsia del cadavere. Ma nonostante tutto la voce che il cantante avesse messo in scena il tutto si sparse subito a macchia d'olio. E, secondo molti, non si può accettare la morte di un Dio, soprattutto quando i conti non tornano. Difatti in molti ancor'oggi si domandano: "Perché sulla lapide del cantante il nome inciso è "Elvis Aaron Presley" quando nei documenti il suo secondo nome è Aron? È possibile commettere un errore così grossolano?". In tal proposito, secondo alcune fonti, sul suo certificato originale di nascita si può leggere "Elvis Aaron Presley", (così come lo scrisse il medico). Tuttavia esiste anche un certificato di nascita non ufficiale che è conservato come una sorta di souvenir, nel quale è possibile leggere "Elvis Aron Presley". In ogni caso, sempre secondo le suddette fonti, quando la rockstar firmava qualcosa utilizzando anche il secondo nome, scriveva Aron e non Aaron. Inoltre anche sul suo certificato di nozze, così come sulla borsa che nella sua carriera da militare, viene riportato il nome Aron. Oltretutto un'altra domanda che in molti si pongono è: "Di chi è quella grafia che ha apposto la firma sul certificato di morte?". Al riguardo dopo diverse indagini il risultato è stato che la mano che ha firmato il documento è la stessa che firmava i suoi autografi e scriveva le sue lettere. Per di più il terzo dilemma riguarda, appunto, il peso delle sue spoglie. Difatti, come già spiegato, Elvis al momento della morte pesava sui 150 kg, ma la sua bara ne pesava soltanto 90. E dunque sottraendo circa 20 kg, che più o meno è il peso di una bara, non è possibile che il cantante pesasse solo 70/80 kg. Tuttavia nel grande polverone sollevato dalla sua morte, molti giornalisti e curiosi assediarono il Baptist Memorial Hospital-Memphys, ma nessun medico volle rilasciare dichiarazioni sull'effettiva morte del cantante. Ed a distanza di 35 anni alcuni operatori dello stesso ospedale, presenti all'arrivo della rockstar, continuano ad affermare che quell'uomo non era lui. In effetti le foto del suo corpo lo ritraggono perfetto, in pace e con i lineamenti rilassati, ma, secondo molti, quel corpo aveva qualcosa che non convinceva. Cioè era così impeccabile da risultare alquanto finto. Per questo motivo ad oggi in molti si continuano a domandare: "È possibile che in quella bara sia sepolta una statua di cera?". Numerose sono poi le segnalazioni di avvistamento e le supposizioni sulla sua vita attuale. Infatti c'è chi sostiene che Elvis si aggiri già da molto tempo nel parco della sua dimora di Graceland. Ed in particolare una donna ha raccontato di averlo incontrato, invecchiato e su una sedia a rotelle, e di avere le prove fotografiche dell'incontro. Quello scatto, che venne sottoposto all'analisi di un rinomato detective esperto in materia di identikit, avrebbe generato un responso sorprendente. Difatti, secondo l'investigatore, il volto della persona che si trovava sulla sedia a rotelle è senza alcun dubbio quello di Elvis Presley. Mentre ci sono delle ipotesi che sostengono che a causa di alcune confidenze su segreti di Stato fatte dall'allora presidente Richard Nixon, il cantante sia stato fatto fuori o messo sotto copertura nel programma di protezione testimoni dell'FBI. Inoltre c'è chi addirittura lo vede arruolato nella stessa FBI con il nome di John Carpenter, le cui iniziali J.C. starebbero per Jesus Christ. Comunque la misteriosa scomparsa del cantante ha ispirato numerose serie Tv, film, libri, fumetti, opere d'arte. Ad esempio Stephen King nel suo racconto intitolato "E hanno una band dell'altro mondo", (titolo originale: You Know They Got A Hell Of Band), ritrae Elvis Presley come sindaco della città. Oltretutto il mito del cantante rivive anche n molte serie Tv, tra cui How I Met Your Mother, alcuni episodi de I Simpson e di X-Files, dove spesso Elvis va in giro per il mondo sotto mentite spoglie. Mentre nel mondo cinema, la rappresentazione più celebre della vita dell'artista arriva nel 2002 con il film Bubba Ho-Tep - Il re è qui, in cui Bruce Campbell, interpreta un uomo rinchiuso in un ospizio che afferma di essere il vero Elvis Presley e di essersi sostituito agli inizi degli anni '70 ad un'altra persona, morta e sepolta al suo posto. In aggiunta tra le ipotesi più gettonate, spiccano la possibile origine aliena del cantante. Ipotesi che viene ripresa anche dal film Man in Black, dove l'Agente K afferma che il cantante non è morto, ma solo tornato a casa. Questa stessa ipotesi è cantata dai Dire Straits nel singolo "Calling Elvis". Comunque sia la vita del cantante è sempre stata invidiata poiché nel corso della sua carriera fu molto stimato da fan, critici e da molte altre celebrità dell'epoca come Marilyn Monroe ed i Beatles, ed ha saputo andare oltre l'arte musicale finendo per diventare una vera e propria icona della cultura pop del XX secolo. Infatti anche quest'oggi, come ogni anno, milioni di fan, e non solo, si sono recati presso parco della sua dimora di Graceland per commemorare il 35° anniversario della sua morte. Oltretutto Elvis Presley ha visto le sue canzoni approdare più volte ai vertici della Top Chart della rivista Billboard, punto di riferimento per le vendite nel mercato discografico statunitense. Mentre sul mercato britannico, il cantante piazzò 21 singoli in vetta alle classifiche di vendita, con ben 80 settimane di permanenza al primo posto. I suoi dischi 45 giri rimasero in classifica per ben 1.277 settimane, mentre i Long Playing, (più comunemente detti LP), con le sue canzoni stazionarono nella Top 10 dal Novembre del 1958 al Luglio del 1964. Comunque In 24 anni di carriera Elvis Presley, (soprannominato da molti "The Pelvis", per la sua presenza scenica ed i suoi caratteristici movimenti di bacino), pubblicò 61 album, vendendo oltre 1 miliardo di dischi in tutto il mondo ed ottenendo il record di dischi venduti da un solo cantante, record condiviso con i Beatles. Ma a quanto pare anche la sua morte, o presunta tale, gode di un fascino inarrestabile. Infatti al momento nessuno può dire con estrema certezza dove si trovi il cantante, l'unica cosa certa è che la sua storia continua ad essere piena di enigmi. Ed in ogni caso bisognerà attendere ancora alcuni anni prima che i documenti realtivi all'autopsia vengano resi pubblici, fino ad allora ognuno è libero di pensarla come vuole. Fatto sta' che, vivo o morto che sia, Elvis "The Pelvis" rimmarrà una leggenda indiscutibile del mondo del Rock 'n Roll.