Facebook dovrà donare 10 milioni di dollari per aver violato la privacy e sostituirà il responsabile delle tecnologie.


Rieccomi qua a parlare ancora una volta di Facebook, il famosissimo Social Network in Blu, che, ad un mese dall'IPO da 104 miliardi di dollari attraverso i quali il fondatore Mark Zuckerberg ed i principali dipendenti e soci hanno monetizzato le loro quote, in questo periodo è concentrato soprattutto con delle cause legali in sospeso ed è anche alla ricerca di un nuovo responsabile per le tecnologie. In pratica, per quanto riguarda le cause legali, Facebook dovrà versare la modica cifra di 10 milioni di dollari in beneficenza per poter risolvere una controversia riguardante la sua presunta violazione dei diritti dei suoi utenti. O almeno questo è quanto ha riportato il New York Times in questi giorni, sottolineando che la suddetta azione legale era stata avanzata da cinque "amici" del Social Network che lo hanno accusato di aver profanato la loro privacy pubblicizzando i loro "Mi piace" su alcune pubblicità senza pagarli e senza offrire loro la possibilità di non partecipare all'iniziativa. Infatti i suddetti cinque "amici" hanno sostenuto che il Social Network in Blu ha violato i diritti sull'uso dei loro nomi, delle loro fotografie ed, appunto, dei loro "Mi Piace". Inoltre, secondo quanto reso noto dal New York Times, l'accordo è stato raggiunto già il mese scorso però è stato reso di dominio pubblico soltanto quest'oggi. Oltretutto se Facebook non avesse raggiunto un compromesso, avrebbe rischiato una class action che gli sarebbe potuta costare vari miliardi di dollari. Infatti il giudice distrettuale, Lucy Koh, ha riconosciuto dei danni economici nell'uso da parte di Facebook di nomi, fotografie e gusti appartenenti a questi cinque "amici", ed ha spiegato: "La California riconosce da tempo il diritto a tutelare il nome ed i gusti delle persone dall'appropriazione da parte di altri". Oltretutto come se non bastasse sempre in ambito delle cause legali, attualmente Facebook si sta difendendo anche contro le circa 40 cause avviate nei suoi confronti dagli investitori. E, secondo quanto sostenuto dal Financial Times, unendo le forze con le banche che hanno curato l'IPO, il Social Network di Mark Zuckerberg ha chiesto ufficialmente alla Corte Federale di New York che tutte le azioni legali confluiscano in un unico procedimento. Per di più nella documentazione depositata, (24 pagine in tutto per il primo documento pubblico da quando ha fatto il suo debutto in Borsa), Facebook ha dato la colpa al NASDAQ ed ai problemi tecnici del listino. Infatti nella suddetta documentazione si può leggere: «L'avvio degli scambi nel primo giorno dell'IPO è stato ritardato in seguito ai problemi ai sistemi software del NASDAQ e questo ha indebolito l'ordinata esecuzione degli ordini ed il prezzo». Al riguardo Facebook, ricordando come pochi giorni dopo l'IPO il NASDAQ si è impegnato a risarcire gli investitori che avevano accusato perdite nel primo giorno delle operazioni, ha spiegato: "I ritardi e le difficoltà del listino hanno causato delle reazioni sulla dinamica del mercato". Difatti il 6 Giugno scorso il NASDAQ ha istituito un fondo da 40 milioni di dollari per indennizzare tutti coloro che hanno accusato perdite nell'IPO di Facebook per i problemi tecnici dell'indice ed ha proposto la distribuzione di 13,7 milioni di dollari in contanti, mentre la quota rimanente dei rimborsi sarà distribuita tramite una riduzione dei costi degli scambi per chi ha registrato perdite. In sostanza i tre tipi di operazioni che il NASDAQ rimborserà sono le vendite di azioni a 42 dollari o meno che non sono state eseguite, le vendite a 42 dollari o meno che sono state eseguite a prezzi inferiori e gli acquisti a 42 dollari che non sono stati immediatamente confermati. Inoltre il NASDAQ si è rivolto alla IBM per condurre una revisione del proprio sistema operativo. In ogni caso, come già anticipato inizialmente, oltre a risolvere i suoi problemi legali Facebook dovrà anche trovare nel più breve tempo possibile un sostituto nel ruolo di responsabile delle tecnologie; poiché Bret Taylor, il chief technology officer, (detto anche CTO), di Facebook, ha deciso di lasciare la società alla fine di quest'estate. O almeno questo è quanto ha riportato l'AllThingsDigital,vale a dire la pubblicazione dedicata all'hi-tech del Wall Street Journal, citando alcune fonti. Comunque ciò rappresenterà un'uscita di scena alquanto cruciale che potrebbe rischiare di innervosire gli investitori; difatti attualmente Bret Taylor possiede la responsabilità della piattaforma di Facebook ed un cambio in un settore così importante è visto da molti come motivo di preoccupazione.

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