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venerdì 17 novembre 2017

Scoperto che tofu e soia potrebbero aumentare il rischio di sviluppare il cancro alla prostata.


A quanto pare mangiare regolarmente germogli di soia, tofu ed altri derivati della così tanto apprezzata pianta leguminosa potrebbe incrementare il rischio di sviluppare il cancro alla prostata: o almeno questo è quanto hanno fatto alcuni ricercatori dell'Università dell'Indiana tramite uno studio pubblicato sulla rivista specializzata International Journal of Cancer. In pratica i ricercatori statunitensi, guidati dal professor Jianjun Zhang, (docente presso il Dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica dell'ateneo di Indianapolis), hanno condotto un'approfondita indagine statistica sui dati di 27.000 uomini ed hanno scoperto che le ragioni di ciò risiederebbero nella somiglianza genetica tra i fitoestrogeni presenti in questi alimenti ed il 17β estradiolo, ovvero uno dei principali ormoni estrogeni nell'uomo e nella donna, che da tempo è ritenuto in qualche modo coinvolto proprio nello sviluppo del tumore alla prostata. In sostanza, come noto, i fitoestrogeni o estrogeni vegetali sono composti chimici prodotti da alcune piante e possiedono una struttura molecolare molto simile a quella degli estrogeni animali: dettaglio che consente loro di legarsi ai recettori di questi ormoni, sebbene il loro potere stimolante sia significativamente inferiore, (anche di mille volte). Tuttavia nonostante la bassa affinità, questa loro capacità di legarsi può comunque avere degli effetti negativi sulla salute, come ha dimostrato, appunto, la suddetta ricerca americana. Difatti dall'analisi statistica dei dati provenienti dal grande studio chiamato "Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian Cancer Screening Trial", durato ben 11 anni e che ha coinvolto poco meno di 30.000 uomini, è emerso che in 2.598 sono stati colpiti cancro alla prostata: tra questi 287 hanno sviluppato la forma nello stadio più avanzato e pericoloso. Ad ogni modo incrociando i dati con quelli provenienti da questionari alimentari, (che tutti i partecipanti hanno compilato durante il periodo di follow-up), gli scienziati hanno dimostrato che i rischi maggiori di sviluppare il cancro prostatico era legato proprio al consumo di alimenti ricchi di fitoestrogeni, come appunto il tofu ed i germogli di soia: nel mirino dei ricercatori sono finiti soprattutto i cosiddetti isoflavoni, vale a dire tra i fitoestrogeni più comuni. Comunque sia Jianjun Zhang ed i colleghi hanno, infine, voluto precisare che si tratta di una semplice associazione statistica, per la quale sarà doveroso condurre ulteriori accertamenti; anche se i dati emersi restano comunque abbastanza significativi.


giovedì 16 novembre 2017

WhatsApp: In arrivo i messaggi vocali in "locked mode".


Una delle funzioni più popolari di WhatsApp è senza ombra di dubbio quella riguardante i messaggi vocali, ma sin dalla sua introduzione, (avvenuta nel 2013), la modalità di utilizzo è rimasta la stessa: gli utenti devono tenere premuto il dito sull'icona del microfono fino al termine della registrazione, (ossia la cosiddetta tecnica del "push-to-talk"), quando il messaggio appena registrato verrà automaticamente inviato. O almeno così era finora: in questi giorni i responsabili del sito WABetaInfo hanno, infatti, scoperto come l'invio di messaggi vocali potrebbe essere semplificato in un futuro non troppo lontano tramite il rilascio di un nuovo aggiornamento della famosa applicazione di messaggistica istantanea. In pratica, come già anticipato, attualmente quando di tocca l'icona del microfono in basso a destra viene mostrato il messaggio "Tieni premuto per registrare, rilascia per inviare", quindi risulta piuttosto scomodo rimanere con il dito sullo schermo, soprattutto se il messaggio vocale è lungo. Tuttavia grazie alla funzione scovata in una versione preliminare di WhatsApp per iOS, in futuro quando l'utente toccherà l'icona, verrà mostrata una nuova interfaccia: dopo circa 0,5 secondi comparirà una piccola barra laterale con all'interno l'icona di un lucchetto. Inoltre uno swipe verso l'alto su questa barra attiverà la registrazione in "locked mode", vale a dire che all'utente non sarà più richiesto di mantenere premuto il dito sullo schermo. Inoltre l'utente potrà anche navigare nella conversazione alla ricerca di eventuali riferimenti testuali da aggiungere al messaggio vocale; mentre per inviarlo basta toccare il classico pulsante con la freccia, (lo stesso usato per i messaggi di testo). Ad ogni modo al momento la nuova funzionalità presenta alcune limitazioni: non è possibile visualizzare foto o video, scrivere un nuovo messaggio di testo e/o passare ad un'altra conversazione durante la registrazione del messaggio vocale. Comunque sia anche se la nuova funzione in questione è stata scoperta su iOS, sicuramente sarà resa disponibile anche su Android se e quando verrà rilasciata: trattandosi soltanto di un test non è detto che questa nuova funzionalità si traduca, infine, in una realtà di fatto.

Di seguito alcuni screenshot:
http://wabetainfo.com/wp-content/uploads/2017/11/LockedRecording_View1-768x441.jpg
http://wabetainfo.com/wp-content/uploads/2017/11/LockedRecording_View2-768x441.jpg
...ed un video di dimostrazione:



mercoledì 15 novembre 2017

OGLE-2016-BLG-1190Lb, il gigante misterioso situato al centro della Via Lattea.

Rappresentazione artistica di OGLE-2016-BLG-1190Lb.

A quanto pare nel cuore della Via Lattea c'è un gigantesco e misterioso oggetto celeste; o almeno questo è quanto ha fatto sapere un gruppo di ricercatori coreani tramite uno studio i cui dettagli sono stati pubblicati su arXiv. In pratica per il momento la natura di questo oggetto celeste rappresenta un enigma per gli scienziati: secondo le prime ipotesi, si potrebbe, infatti, trattare di un enorme pianeta, (uno dei più massicci mai individuati finora), oppure di una nana bruna, (cosiddetta "stella fallita"); anche in questo caso la sua posizione aprirebbe scenari inediti su ciò che attualmente si conosce sulla nascita e della formazione di questi corpi celesti. Difatti questo oggetto, ribattezzato con il nome tecnico di OGLE-2016-BLG-1190Lb e per adesso "trattato" come un gigantesco esopianeta, si trova a circa 22.000 anni luce dalla Terra, al centro della galassia, ed inquadrato nella costellazione del Sagittario, in un ammasso noto come "bulbo galattico", (ovvero un luogo in cui si trova un decimo di tutte le stelle della Via Lattea). Inoltre è stato individuato grazie l'ausilio del Telescopio Spaziale Spitzer della NASA attraverso la tecnica della cosiddetta "microlente gravitazionale", vale a dire un fenomeno che amplifica la luminosità di un corpo celeste che transita alle spalle di una sorgente luminosa, "ingrandendolo" proprio come farebbe una lente. Ma non è tutto: OGLE-2016-BLG-1190Lb orbita attorno alla sua stella di riferimento, (OGLE-2016-BLG-1190L, scoperta nel 2016 durante il progetto Optical Gravitational Lensing Experiment), ad una distanza doppia rispetto a quella che separa la Terra dal Sole, e le sue dimensioni sono davvero gargantuesche, in quanto ha una massa 13,4 volte superiore rispetto a quella di Giove; il che significa che questo misterioso oggetto celeste possiede una massa 4.000 volte maggiore a quella della Terra. Ad ogni modo per via di queste sue enormi dimensioni hanno portato gli scienziati ad ipotizzare che, come già anticipato, potrebbe trattarsi di una nana bruna, un oggetto celeste molto più grande di un pianeta, ma con massa insufficiente per avviare le reazioni nucleari tipiche delle stelle. Tuttavia in questo caso OGLE-2016-BLG-1190Lb si troverebbe al confine di una zona chiamata "deserto delle nane brune", dove questi oggetti celesti non sono presenti e, dunque, i ricercatori dovrebbero rivedere calcoli e teorie per capire come una simile nana bruna possa essere nata proprio lì. Comunque sia, come già spiegato, attualmente il gigantesco oggetto in questione si trova al limite tra le due situazioni e soltanto con un'indagine più approfondita si potrà conoscere la sua reale identità: molto probabilmente il mistero potrà essere risolto nel 2019, quando OGLE-2016-BLG-1190Lb sarà, infine, di nuovo visibile tramite la tecnica della microlente gravitazionale.